Il naturismo è un movimento che promuove il rispetto verso le persone, gli esseri viventi e l'ambiente attraverso un contatto meno artificioso dell'essere umano con l'ambiente naturale, che può esprimersi anche in stato di nudità, considerato come una condizione naturale per l'essere umano. Una persona naturista cerca di avere una vita sana, ad esempio alimentandosi con cibi genuini poco trasformati e di produzione sostenibile, praticando attività sportiva all'aria aperta e il suo stare nuda avviene spesso in socialità, sia in spazi privati che pubblici.
Il nudismo invece è inteso più propriamente come la semplice pratica della nudità, anche se spesso viene confuso con il naturismo. Viene praticato prevalentemente in zone balneari o turistiche, senza particolari convinzioni legate al rispetto della natura o a una vita sana, ma può condurre comunque ad una scelta naturista. In questo senso quindi si può dire che il naturismo ha in sé una componente nudista, mentre il contrario non è sempre vero.
Numerosi termini, come ad esempio nudità sociale, sono stati proposti come sostitutivi dei due termini suddetti senza però assumere la diffusione dei precedenti.
Presupposti comuni ad entrambi, nudismo e naturismo, sono: consapevolezza del benessere che la nudità può donare; considerazione della nudità come una condizione non degradante né offensiva, per sé stessi e per gli altri; totale estraneità ad atti esibizionistici o trasgressivi.
Storia
Nell'ultimo quarto del XIX secolo nell'Europa occidentale le conseguenze degli aspetti eccessivi e/o dannosi dello sviluppo industriale e dell'urbanesimo sulla salute psicofisica dell'essere umano originano profonde riflessioni sulle modalità per riconquistare un migliore equilibrio nella vita umanaPrecursore del naturismo in Germania fu il movimento giovanile dei Wandervogel. Nel corso della storia la pratica della nudità si ritrova in varie civiltà, anche nell'antica Grecia e nell'antica Roma nell'ambito di attività sportive (nudità atletica). In India, nell'antichità, esisteva il gruppo ascetico dei gimnosofisti, mentre ancora oggi in India, nell'ambito dell'Induismo, viene celebrato il Kumbha Melā durante il quale gli asceti sono nudi.. Matura la consapevolezza che il tempo trascorso all'aria aperta lontano dalle fonti di inquinamento industriale e urbano, l'esercizio fisico contrapposto alla sedentarietà del lavoro nel settore terziario e alla ripetitività del lavoro in fabbrica, il ritorno all'uso di alimenti e prodotti di origine naturale possono contribuire in maniera importante a migliorare l'equilibrio, la salute e la felicità dell'essere umano. Si comprende quanto la nudità, anche condivisa, contribuisca a favorire il riappropriarsi consapevole della propria corporeità.
Tali importanti riflessioni sono sviluppate in Germania, Regno Unito, Paesi scandinavi e poi in Spagna e Francia prendendo la denominazione di naturismo e consolidandosi negli anni venti e trenta del XX secolo, durante i quali è possibile notare una particolare attenzione alla possibilità di estendere i benefici effetti del naturismo dal miglioramento della vita del singolo individuo a quello della società intera.
Notevole è l'apporto che il cilentano Nicola Capo, nato a Laurito nel 1899, dà allo sviluppo e alla diffusione del naturismo in Spagna e in particolare a Barcellona, dove si trasferisce. A partire dal 1925 vi pubblica per molti anni la prima rivista naturista al mondo, che raggiunge una tiratura di trentamila copie, nonostante l'aperta ostilità del franchismo. La Spagna è tuttora tra le nazioni più aperte e favorevoli al turismo naturista. Alla fine degli anni venti negli Stati Uniti d'America, l'immigrato tedesco Kurt Barthel organizza il primo evento nudista nei dintorni di New York, dove fonda l'American League for Physical Culture.
In Germania con l'avvento della dittatura nazista gli ideali naturisti subiscono un duro colpo repressivo, venendo dapprima proibiti, poi alterati e costretti in una celebrazione del corpo ideale della cosiddetta razza ariana, svuotandosi pressoché completamente dell'originario significato, ristabilito solo dopo la fine della seconda guerra mondiale.
Nel secondo dopoguerra i movimenti crescono sia in Europa che negli Stati Uniti, vivendo un periodo di diffusione particolarmente accentuata durante gli anni sessanta e settanta, quando le giovani generazioni vi trovano una notevole affinità con le istanze di libertà di espressione e di vitalità corporea che desiderano affermare. Anche il movimento hippy vi si avvicina (anche se in questo ambito l'impiego diffuso di droghe più o meno leggere è molto distante dalla filosofia naturista). Negli anni sessanta il naturismo, portato dai turisti tedeschi, si diffonde in Jugoslavia. In Istria nascono due grandi villaggi: nel 1961 il Koversada (poi molto ampliato)Dal 2025 il Koversada per 2/3 non è più area naturista, ma "tessile"., sull'isolotto di Conversada, e nel 1968 il Valalta nei dintorni di Rovigno. Lungo le coste dell'Istria e della Dalmazia, oggi sul territorio della Repubblica di Croazia, sorgono numerosi campeggi naturisti e molte spiagge ospitano la frequentazione naturista.
In seguito il naturismo si diffonde nella maggior parte dei Paesi democratici nel mondo e attualmente sono cinquantuno i Paesi ad avere una federazione nazionale o un'associazione unitaria affiliata alla Federazione naturista internazionale (INF-FNI).
In Italia un principio di turismo naturista è attestato, secondo le testimonianze di Bruno Zuculin (console italiano in Brasile nella prima metà del Novecento), a cominciare dagli anni cinquanta sull'isola di Ponza e sulle spiagge di Focene (Fiumicino), in provincia di Roma. Si tratta di una frequentazione non pubblicizzata e non ancora inserita nel contesto di un associazionismo naturista italiano: i naturisti nostrani erano allora iscritti alle associazioni estere o alla Federazione naturista internazionale.
A partire dal gruppo di italiani iscritti alla Federazione internazionale viene costituita nel 1964 la prima associazione italiana: l'Unione naturisti italiani (U.N.I.). Nel 1966 segue l'Associazione Naturista Italiana (A.N.ITA.) e nel tempo altre vengono fondate, coprendo l'intero territorio nazionale.
Un importante momento per il naturismo italiano è la creazione nel 1972 della Federazione naturista italiana (FENAIT) che tuttora riunisce la maggior parte delle associazioni naturiste del territorio e dialoga a livello internazionale con la Federazione naturista internazionale.
Una delle prime spiagge ad ospitare il naturismo italiano organizzato è il lido di Dante sul litorale di Ravenna. Nel 1999 viene riconosciuta legalmente al naturismo la prima spiaggia italiana con delibera comunale (Capocotta). I primi luoghi riconosciuti hanno vissuto problematiche relative al manifestarsi di comportamenti non leciti da parte di una frequentazione estranea al nudismo/naturismo: sono stati necessari, anche in tempi recenti, importanti interventi sanzionatori per ristabilirne la corretta fruizione.
Il riconoscimento legale di nuove spiagge, avvenuto negli ultimi anni in varie regioni italiane di concerto con le associazioni naturiste, ha favorito invece una buona frequentazione dei luoghi, contraddistinta da crescente consapevolezza della filosofia naturista.
Filosofia naturista
Il naturismo è un movimento che promuove e difende la consapevolezza del benessere psicofisico che l'essere umano può provare mediante il contatto del proprio corpo nudo con l'ambiente naturale (o antropizzato in maniera sostenibile), e mediante l'uso di prodotti e alimenti sostenibili dal punto di vista ambientale e salutari per l'essere umano. È un movimento aperto alla partecipazione di persone di tutte le età: dalle famiglie con figli piccoli alle persone più anziane. Ognuno può trovare ristoro nel benessere offerto dal naturismo. I naturisti ritengono quindi che la nudità comune vissuta all'aperto a contatto con gli elementi dell'ambiente naturale favorisca il rispetto verso sé stessi e verso gli altri, e che favorisca inoltre il rispetto dell'ambiente, da cui proviene l'impegno a tutelare gli ecosistemi del territorio preservando con essi gli esseri viventi che li abitano e la salubrità della vita umana stessa.
I naturisti pensano che la nudità non sia indecente, né degradante, e ritengono che questa consapevolezza aiuti ad una migliore accettazione del proprio corpo, e di quello altrui. La nudità sociale infatti può contribuire ad una migliore soddisfazione della vita attraverso il miglioramento della percezione del proprio corpo e dell'autostima. I naturisti ritengono quindi che la nudità, in determinati contesti, può essere vissuta in socialità, nel pieno rispetto della moralità pubblica della società. Per il naturista infatti la nudità non costituisce in alcun modo veicolo né pretesto per alterare la moralità dei comportamenti pubblici: trasgressione ed esibizionismo sono del tutto estranei alla pratica naturista.
Pertanto la nudità, che nel naturista abbiamo definito come non accidentale, ma voluta, costituisce un'espressione culturale, un'espressione integrale di corporeità, di vitalità, e di equilibrio psicofisico. La nudità è quindi solo un aspetto (il più clamoroso secondo la visione comune) del naturismo, uno stile di vita che implica una visione più ampia dell'esistenza e dell'uomo, che abbraccia la tutela dell'ambiente e della salute.
Gli elementi centrali della filosofia naturista sono così riassumibili: la riscoperta del valore del corpo in relazione anche al benessere psichico; l'utilità psicofisica di una pratica sportiva o comunque di un regolare esercizio fisico; la tutela e il rispetto dell'ambiente sia naturale sia antropizzato; la consapevolezza che lo stato di nudità può dare benessere, sia da un punto di vista soggettivo psico-fisico, che da un punto di vista sociale di relazione, contribuendo all'accettazione di sé e degli altri; il perseguimento di uno stile di vita sano, evitando ad esempio l'uso di fumo e droghe, e in generale seguendo le indicazioni medico-scientifiche. Una attenzione è data anche alle "medicine complementari e alternative" che, sempre affiancandosi alla medicina ufficiale, si propongono soprattutto la conservazione dello stato di buona salute e del benessere di tutto il corpo e della sfera psichica connessa; un miglioramento qualitativo dell'alimentazione, mantenendo una dieta sana che privilegia alimenti poco trasformati industrialmente (prodotti biologici, integrali, da agricoltura biodinamica), ed eventualmente seguendo una dieta vegetariana; un miglioramento delle tecniche didattiche tradizionali per un migliore sviluppo della personalità (ad es. Adolphe Ferrière); il recupero di forme di socialità e momenti di vita collettiva di alto livello qualitativo.
Diffusione Da rilevazioni effettuate nel 2009 dalle associazioni di competenza, in Europa il numero di naturisti è attestato intorno ai 20 milioni (contro i 40 milioni degli Stati Uniti d'America). Secondo uno studio italiano del 2017 i naturisti a livello mondiale sono circa 70 milioni, anche se la valutazione non è semplice e potrebbe risultare al ribasso in quanto non tutti sono disposti a palesare la scelta naturista, ad esempio iscrivendosi ad associazioni. Secondo lo stesso studio, naturisti e nudisti in Italia sono circa 500.000.
Nel mondo oggi sono 51 i Paesi che hanno una federazione nazionale (o un'associazione unitaria) naturista aderente alla Federazione naturista internazionale.
Luoghi e attività
Per motivi culturali e climatici, il naturismo viene praticato maggiormente durante l'estate in strutture attrezzate come campeggi, centri e villaggi di vacanza, centri termali, oppure in spiagge libere o attrezzate. Vi sono tuttavia anche numerose mete e strutture naturiste in zone collinari e montuose.