La storia del giornalismo è la disciplina che studia l'evoluzione dei modi, dei metodi e dei canali di diffusione della notizia attraverso lo sviluppo diacronico dell'attività giornalistica. La periodizzazione segue da vicino l'evoluzione della tecnologia: infatti le rivoluzioni nel giornalismo sono state causate dalle rivoluzioni tecnologiche e industriali.
Il XVI secolo Fino al XV secolo le notizie furono scritte da monaci e da cronachisti. Con la diffusione nel XVI secolo dei canardFogli stampati comunemente noti in Francia, costituiti da 8 a 10 pagine con numerose illustrazioni, a corredo di notizie amene e curiose (faits divers). e dei "fogli avvisi" venezianiSi tratta di fogli manoscritti di piccolo formato (15 x 20 cm) a 4 o 8 facciate a cadenza settimanale che vengono venduti al prezzo di due soldi (cioè una gazeta, da cui prenderanno il nome) con notizie commerciali, finanziarie e politiche prive di titolo nascono a Venezia. ad uso di mercanti e banchieri, si manifestano i prodromi di una cultura della notizia. Questi fogli aggiornavano i commercianti sui più recenti avvenimenti economici e commerciali e ovviamente sulle guerre in corso.
A Venezia, il primo foglio di notizie apparve nel 1563. Veniva redatto a mano per incarico del governo ed era pubblicato tutti i mesi. Si trattava di un foglio d'informazione ufficiale, contenente notizie sul governo dello Stato e sulle guerre che la Serenissima conduceva nel Mediterraneo. Le notizie erano distinte semplicemente per luogo e per data . Oltre ad essere distribuito in città (al prezzo di due soldi), alcune copie venivano inviate ai reggitori delle province marittime della Repubblica Veneta. A Venezia, la moneta da due soldi era chiamata la “gaxeta”, così, per traslato, lo stesso nome fu attribuito alla pubblicazione. Nel resto d'Italia divenne “gazzetta”, oltralpe “gazette”. Il termine si diffuse in tutta Europa nel significato di “foglio di notizie”.
Il XVII secolo Le prime gazzette a stampa, settimanali e quindicinali, si diffondono all'inizio del Seicento e coesistono a lungo con gli avvisi e i fogli di notizie manoscritti. Come gli avvisi, la maggior parte delle prime gazzette sono senza titolo e solitamente contengono un dettagliato notiziario locale e le notizie dall'estero; hanno il formato dei libri e si compongono di due o quattro pagine.
All'origine della nascita dell'attività giornalistica possono essere individuati due mutamenti che si verificano nel Seicento: società più dinamiche (il commercio estero comporta la necessità di conoscere giorno per giorno le variazioni dei prezzi delle merci). I primi giornali realizzati da professionisti contenenti notizie commerciali ed avvisi appaiono nelle Fiandre («Gazzetta di Anversa», «Nieuwe Tijdinghen» dal 1620); lo sviluppo del servizio postale, che consente di ricevere notizie a scadenze precise. La posta ha sia la funzione di consegnare le gazzette ai privati, sia quella di consegnare le notizie alle redazioni. Siccome la consegna della posta avviene una volta alla settimana, le prime gazzette del Seicento hanno periodicità settimanale. Quasi tutti i fogli si pubblicavano il sabatoGiorno a cui i lettori erano abituati fin dal tempo del novellismo., qualcuno il mercoledì.
Parallelamente alle gazzette continuarono ad uscire opuscoli su avvenimenti drammatici, come guerre e terremoti. Prendevano il nome di Relazioni ed erano a carattere monografico. Uscivano quando accadevano fatti di straordinaria risonanza, di cui fornivano un resoconto preciso e completo. In Italia le prime Relazioni apparvero in occasione della Guerra turco-veneziana del 1570-1573. In Inghilterra in occasione della guerra civile (1642-1651), che vide lo scontro tra Parlamentaristi e Realisti. In Francia furono pubblicati tra i 4.000 e gli 8.000 libelli nel periodo della Fronda (1648-1653).
L'esercizio della stampa e l'attività giornalistica sono possibili solamente dietro autorizzazione statale. Se la richiesta è esaudita, lo stampatore ottiene il privilegio, che è propriamente il diritto di poter usare uno stemma proprio (la marca tipografica), l'esenzione delle imposte e l'esclusività di stampa e di vendita, nel territorio dello Stato, per un certo numero di anniNereo Vianello, La citazione di opere a stampa e manoscritti, Leo Olschki, Firenze 1970, pag. 40.. Prima di ogni pubblicazione, ogni stampato deve essere visionato: la censura preventiva era presente in tutte le nazioni europee.
Il compilatore e lo stampatore godono di pochissima libertà, anche perché sovente il compilatore è un funzionario o un fiduciario dello Stato. Il primo quotidiano della storia compare a Lipsia nel 1660: la Einkommende Zeitungen. Sotto la testata appare la dicitura: "Notizie fresche degli affari della guerra e del mondo".
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Il XVIII secolo I quotidiani L'avvento dei quotidiani segna il declino delle gazzette settimanali, che comunque avviene lentamente. La nazione dove si ha la maggiore diffusione e crescita di importanza della stampa quotidiana è l'Inghilterra. I principali fogli nati in quegli anni sono il Daily Courant (1702-1735), il Daily Post del 1719 e il Daily Journal del 1720. Nel 1731 esistono in Inghilterra 400 giornali. Nel 1737 nasce a Belfast il periodico «News Letter». Pubblicato ininterrottamente fino ad oggi, è il più antico periodico in lingua inglese tuttora esistente .
Sempre in Inghilterra nascono i primi giornali della sera, pubblicazioni trisettimanali dedicate alle zone lontane dalla capitale londinese, e le prime forme di giornalismo leggero, con le pubblicazioni The Tatler e The Spectator diretto da Joseph Addison.
Le riviste culturali I primi esempi di stampa periodica a carattere non informativo compaiono intorno a metà del Seicento: si tratta soprattutto di pubblicazioni a carattere letterario o scientifico. Esempio è il settimanale Journal des sçavans (poi Journal des Savants), pubblicato a Parigi il 5 gennaio 1665. La formula del giornale letterario verrà poi importata con successo in Italia, con il trimestrale romano Giornale de' Letterati (1668) e il veneziano Giornale de' letterati d'Italia (1710), ma soprattutto con Il Caffè di Pietro Verri del 1764, "casa" degli illuministi italiani.
Le riviste d'attualità Nel 1731 appare in Inghilterra The Gentleman's Magazine. Da questa pubblicazione periodica è derivato il termine "magazine" per indicare i giornali di informazione leggera.
Il giornalismo e la rivoluzione industriale Con la rivoluzione industriale si assiste alla meccanizzazione del ciclo produttivo dei mezzi d'informazione. La maggiore tiratura, a sua volta, stimola la crescita del mercato - e della pubblicità come nuovo mezzo per finanziare i giornaliAdriano Bruttini, La stampa inglese. Monopoli e fusioni (1890-1972), p. 37.. Durante il XIX secolo il giornalismo conosce un periodo di straordinaria diffusione, in termini sia quantitativi che qualitativi. Grazie al telegrafo i giornalisti riescono a comunicare in poco tempo le notizie alle redazioni. Le redazioni si allargano ed emerge l'esigenza di una figura esperta, incaricata di vagliare i dispacci di agenzia, "passare" i pezzi dei collaboratori e fare i titoli. Nasce la figura del redattore capoGiovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Pearson Italia, 2000, p. 191.. La maggiore industrializzazione, e il conseguente aumento del tenore di vita, si riflette in una maggiore domanda di giornali. Grazie alla rotativa aumenta, in una misura mai conosciuta prima, il quantitativo di pagine stampate. Inoltre, la richiesta di spazio pubblicitario provoca l'aumento della dimensione e del numero delle pagine. Le società editrici assumono una nuova immagine chiamata a soddisfare le richieste dei propri lettori. Alla fine del secolo i giornali diventeranno vere e proprie imprese capitalistiche, soggette alle leggi del mercato e dell'economia.
Nuovi mezzi di produzione degli stampati
Fino al XIX secolo nessun progresso tecnico era stato sperimentato dai tempi di Gutenberg, nonostante l'interesse del pubblico sia per i libri che per i giornali fosse sensibilmente aumentato. Le principali innovazioni tecnologiche associate alla rivoluzione industriale sono: la fabbricazione meccanica della carta. La prima macchina per fabbricare carta è brevettata dal francese Louis Nicolas Robert nel 1798. Fino ad allora i fogli di carta da giornale erano fabbricati a mano. Robert costruisce la "macchina continua", con la quale diviene possibile produrre fogli di carta lunghi fino a 15 metri, premettendo di incrementare notevolmente la velocità di produzione. Il brevetto viene acquisito dai fratelli Fourdrinier, che nel 1803 installano in Inghilterra la nuova invenzione. Rispetto al passato, la produzione di carta passò da 60/100 libbre giornaliere a 1.000 libbre; la macchina da stampa a vapore. Fino ad allora le presse da stampa erano azionate dalla mano dell'uomo. La produzione era limitata a 200-300 fogli all'ora, stampati su un solo lato. Nel 1810 il tedesco Friedrich König inventa la prima pressa meccanica. Poco tempo dopo, König e il suo principale collaboratore Andreas Bauer, vengono chiamati a Londra dal fondatore-direttore del «Times», all'epoca il primo quotidiano britannico. Per John Walter II i due realizzano una nuovissima macchina che permette di stampare copie/ora (1813). Successivamente perfezioneranno la loro invenzione fino a raggiungere le 2400 copie/ora (1818). Nel 1826 vengono stampati, in Germania, i primi libri a macchina. Nel 1828 l'invenzione di König e Bauer viene perfezionata dagli inglesi Augustus ApplegathSpesso trascritto erroneamente "Applegarth". ed Edward Cowper, che raggiungono la produzione di oltre copie/ora; la fusione meccanica dei caratteri. Lavorando a mano, si riuscivano a fondere 3-7 000 caratteri all'ora. L'inglese William Church mette a punto un procedimento che permette di fondere da 12.000 a 20.000 lettere/ora; l'ottenimento della carta dalla pasta di legno. Il processo tradizionale di produzione della carta utilizzava come materia prima un materiale povero come gli stracci. Si impiegavano stracci di lino, canape, cotone, juta, corde, reti e così via. Nel 1840 il tedesco Friedrich G. Keller idea e realizza un procedimento per produrre carta con il nuovo materiale; la rotativa (o macchina a cilindro), brevettata nel 1847 dallo statunitense Richard March HoeBrevetto 5199 del 24 luglio 1847.. La pressa va definitivamente in pensione; è sostituita dalla bobina (un nastro continuo di carta), introdotta negli anni 1860 da William Bullock. Un ulteriore perfezionamento, apportato dal francese Auguste Hippolyte Marinoni nel 1866 e nel 1872, permette la stampa simultanea da ambo le parti. La macchina porge a se stessa la carta, stampa contemporaneamente su recto e verso, taglia la carta in fogli, poi li incolla, li piega e li deposita in mucchi di 50 o 100 copie. Nel corso di un'ora può stampare fino a copie di giornali di 10, 12 e 16 pagine. Rispetto al passato i volumi sono raddoppiati: la produzione raggiunge le copie all'ora; la linotipia (dall'inglese line o' type, letteralmente "linea di caratteri"), che comporta il passaggio dalla composizione tipografica manuale in favore della composizione meccanica. Prima dell'invenzione della linotipia, nessun giornale aveva più di otto pagine, in quanto la composizione manuale di una pagina richiedeva ore di lavoro. Il vecchio compositoio era costituito da una barra di legno, con castello pure di legno. Solo nella seconda metà del Settecento in Francia era stata adottata la barra di ferro. La macchina linotype fondeva intere stringhe di caratteri su un blocchetto unico, accelerando notevolmente i tempi di produzione. Fu inventata negli Stati Uniti da Ottmar Mergenthaler; la prima linotype fu installata nel 1886 nella tipografia del New York Tribune. In Europa il primato spetta all'inglese «Times» (1890).
Nuovi mezzi di trasporto