La battaglia di Isandlwana (soventemente scritta anche come Isandhlwana) ebbe luogo il 22 gennaio del 1879 nei pressi dell'omonima montagna del Sudafrica orientale, nel corso della guerra anglo-zulu. Primo scontro su larga scala del conflitto, la battaglia vide una forza britannica di circa uomini tra truppe regolari e coloniali, comandata dal tenente colonnello Henry Burmester Pulleine e dal colonnello Anthony Durnford, confrontarsi con l'armata principale del Regno Zulu, guidata dai comandanti Ntshingwayo kaMahole Khozab e Mnyamana kaNgqengelele, forte di guerrieri. Le forze zulu colsero di sorpresa l'accampamento nemico e dopo un duro combattimento annientarono quasi completamente il contingente britannico.

La disfatta patita dalle forze britanniche nella battaglia provocò grande costernazione in patria e obbligò il comandante in capo lord Chelmsford a interrompere l'invasione del regno zulu per rivedere tutta la sua strategia. Lo scontro rappresentò la peggiore sconfitta riportata dalle forze armate britanniche contro un nemico tecnologicamente inferiore Peter Doyle, Matthew R Bennett, Fields of Battle, Kluwer Academic Publishers, 2002, p. 118. ISBN 1-4020-0433-8., e le perdite risultarono le più alte mai patite dal British Army contro un nemico africano; insieme con la battaglia di Adua (1º marzo 1896), Isandlwana rappresentò una delle maggiori vittorie riportate da un esercito indigeno dell'Africa subsahariana contro una forza coloniale europea.

Antefatti

Le origini della battaglia

Per gran parte del XIX secolo i territori dell'attuale Sudafrica avevano costituito una fonte di preoccupazioni per le autorità britanniche. Il Regno Unito aveva strappato la strategica penisola del Capo ai precedenti colonizzatori olandesi nel 1806 ma si era dimostrato riluttante a estendere la sua influenza nell'entroterra, ritenuto di scarsa importanza.. Il regime coloniale britannico era fonte di insoddisfazione per gli originari coloni bianchi del Capo di origine olandese, i boeri, in particolare per quanto riguardava l'imposizione delle tasse e l'abolizione della schiavitù, così tra il 1830 ed il 1850 le popolazioni boere diedero inizio a un vasto fenomeno migratorio verso le regioni interne del Sudafrica (Grande Trek), nel tentativo di sottrarsi al dominio britannico e di creare una propria patria..

La vasta migrazione boera provocò una serie di scontri e piccole guerre con le popolazioni e i regni africani dell'interno, obbligando le autorità britanniche a intervenire nel ruolo di "polizia coloniale" per mantenere l'ordine entro le proprie frontiere, estendendo così i confini dei propri domini; intorno alla metà del XIX secolo si era giunti a una situazione di stallo: i britannici controllavano direttamente le colonie del Capo e del Natal (l'ex Repubblica di Natalia boera, sotto controllo britannico dal 1843) e una serie di poco importanti protettorati indigeni, mentre i boeri mantenevano il controllo di due piccole repubbliche, il Transvaal e lo Stato Libero dell'Orange.

La scoperta nel 1870 di vasti giacimenti diamantiferi nella regione di Kimberley spinse il governo britannico a rivedere il suo interesse per questi lontani possedimenti: venne quindi varata la politica della "Confederazione", mirante a portare il coacervo di colonie britanniche, repubbliche boere e regni africani sotto il comune controllo di Londra, sul modello di quanto già realizzato in Canada.. La nomina nel 1877 di Henry Bartle Frere ad Alto commissario per il Sudafrica portò a un'accelerazione di tale politica: quello stesso anno i britannici annetterono il Transvaal, ridotto alla bancarotta a causa dell'impossibilità di riscuotere le tasse tra la popolazione boera locale, fieramente indipendente. L'annessione fece però subentrare i britannici in una vecchia disputa di confine tra la repubblica e uno dei pochi stati africani ancora indipendenti: il Regno Zulu..

Emerso all'inizio del XIX secolo da un periodo di lotte intestine e scontri con i popoli vicini, il Regno Zulu si era affermato come potenza locale grazie alla guida di re Shaka, che riunì vari clan e gruppi sotto una forte autorità centralizzata e ben organizzata; dotato di un esercito molto ben strutturato, il regno si era ritagliato il controllo di una fetta di territorio lungo la costa orientale del Sudafrica, stretto tra il Transvaal, il Natal a ovest e il Mozambico portoghese a nord. Spesso in conflitto con i boeri, gli zulu avevano però mantenuto buoni rapporti con i britannici nel Natal., ma ciò nonostante nel 1877 Frere iniziò a considerare nel Regno il principale ostacolo alla politica della Confederazione: un forte potere centrale, sostenuto da un sofisticato e ben organizzato apparato militare, era considerato una minaccia agli interessi coloniali britannici nella regione.

Appoggiato anche dal comandante delle forze britanniche in Sudafrica, Lord Chelmsford, nel corso del 1878 Frere portò avanti una campagna propagandistica contro gli zulu per preparare il terreno a un intervento armato, sebbene il governo di Londra, impegnato contemporaneamente nella problematica seconda guerra anglo-afghana, fosse riluttante a farsi coinvolgere in un nuovo conflitto in Sudafrica.

Puntando a mettere Londra davanti al fatto compiuto e prendendo a pretesto alcuni incidenti di frontiera, l'11 dicembre 1878 Frere fece recapitare al re Cetshwayo un ultimatum in cui intimava al Regno una serie di gravose condizioni, prima tra tutte lo smantellamento del sistema militare zulu. Benché Cetshwayo fosse contrario alla guerra e ricercasse una soluzione negoziata, le condizioni dei britannici si dimostrarono impossibili da accettare, come Frere sperava, visto che andavano a toccare il cuore delle istituzioni statali zulu; senza aver ricevuto risposta all'ultimatum, le truppe di Chelmsford diedero avvio alla campagna il 6 gennaio 1879.

L'invasione

Né Frere né Chelmsford si aspettavano che la campagna contro gli zulu potesse essere particolarmente impegnativa. Giusto poco prima di iniziare la guerra anglo-zulu Chelmsford stesso era stato impegnato nell'ultima delle nove guerre di Frontiera del Capo: al comando di una forza mista di regolari britannici, volontari bianchi locali e ausiliari africani il generale aveva represso una rivolta delle tribù Xhosa, operando su un terreno accidentato contro un elusivo nemico che prediligeva tattiche mordi e fuggi e di guerriglia allo scontro in campo aperto.. Chelmsford iniziò quindi la campagna tenendo a mente questa precedente esperienza: riteneva che lo scopo principale fosse quello di braccare i guerrieri zulu, spingerli in un angolo e costringerli alla battaglia campale, dove la potenza di fuoco dei reparti britannici poteva agevolmente avere ragione di qualsiasi nemico indigeno.

Il piano originario prevedeva che il Regno Zulu dovesse essere invaso da cinque diverse colonne, ma la mancanza di carriaggi e bestie da soma per le enormi esigenze logistiche dei britannici, unita alla necessità di impedire incursioni di gruppi isolati di zulu oltre la frontiera, spinsero Chelmsford a ridurre a tre le colonne offensive, relegando le altre due a scopi difensivi. A nord la colonna N. 4 del colonnello Henry Evelyn Wood sarebbe entrata nel Regno attraverso il fiume Ncome ed avrebbe preso possesso delle propaggini settentrionali delle terre zulu, mentre la colonna N. 1 del colonnello Charles Pearson sarebbe avanzata lungo la fascia costiera dopo aver attraversato il Tugela.; la colonna N. 2 del colonnello Anthony Durnford avrebbe protetto il confine del Natal sull'alto corso del Tugela, un po' più a nord delle truppe di Pearson, mentre la colonna N. 5 del colonnello Hugh Rowlands sarebbe rimasta nel Transvaal a Luneburg, molto a nord del teatro principale, sia per fronteggiare sconfinamenti degli zulu sia per tenere d'occhio gli scontenti boeri. La colonna N. 3 sarebbe avanzata al centro, dopo aver attraversato il fiume Mzinyathi ("Buffalo" per i bianchi) al guado di Rorke's Drift: la colonna era nominalmente sotto il comando del colonnello Richard Thomas Glyn, ma la presenza dello stesso Chelmsford con essa annullava di fatto l'autorità del primo. Le varie colonne dovevano procedere separatamente nelle terre zulu per poi convergere verso la residenza reale di Ulundi, dove si sperava si sarebbe svolta la battaglia campale risolutiva del conflitto; nonostante la frammentazione delle sue forze, Chelmsford stesso riteneva che ciascuna colonna fosse sufficientemente forte da poter respingere attacchi da parte del principale esercito zulu.

Dopo aver concentrato le sue forze nel villaggio di Helpmekaar sul finire del dicembre 1878, Chelmsford condusse la Colonna N. 3 verso il guado di Rorke's Drift, una delle principali vie d'accesso alle terre zulu: l'11 gennaio 1879 le forze britanniche attraversarono il fiume Mzinyathi senza incontrare opposizione, iniziando a spingersi all'interno. A difesa di Rorke's Drift, dove degli edifici di una vecchia missione erano stati riadattati a fungere da ospedale e magazzino avanzato per la colonna, furono lasciate una compagnia di regolari britannici e una di ausiliari indigeni del Natal Native Contingent (NNC). Una volta oltre il fiume Chelmsford diresse le sue truppe verso la residenza di un capo zulu locale, Sihayo: questi era uno dei responsabili degli sconfinamenti denunciati nell'ultimatum, e in ogni caso il generale non voleva lasciarsi alle spalle nessuna forza ostile; con Sihayo e gran parte dei suoi guerrieri a Ulundi per rispondere alla mobilitazione dell'esercito decisa dal re Cetshwayo, la residenza fu facilmente espugnata con un assalto frontale dell'NNC e una manovra aggirante dei reparti a cavallo.. Chelmsford si spinse all'interno, ma la vecchia pista carovaniera scelta come asse dell'avanzata si rivelò in pessimo stato e la colonna dovette aspettare per più di una settimana accampata vicino alla residenza di Sihayo mentre i genieri cercavano di rendere transitabile la strada.; mentre attendeva Chelmsford inviò un messaggio a Durnford, ordinandogli di lasciare i suoi battaglioni dell'NNC a difesa del Tugela e di raggiungerlo con il resto delle truppe della colonna N. 2.. Durnford giunse al Rorke's Drift il 20 gennaio, proprio mentre Chelmsford e la colonna N. 3 si spingevano verso il sito prescelto per un nuovo accampamento, sulle pendici orientali di un monte solitario conosciuto come Isandlwana.

Le forze in campo Le colonne N. 2 e 3 Visto il rifiuto del governo di Londra di inviare ulteriori rinforzi in Sudafrica, Chelmsford dovette accontentarsi di quanto già disponibile nella regione. La spina dorsale della colonna N. 3 di Glyn era rappresentata da due battaglioni di fanteria regolare britannica, il 1º e il 2º Battaglione del 24th Regiment of Foot (ex 2nd Warwickshire); era relativamente raro che due battaglioni di uno stesso reggimento si trovassero a combattere insieme: il nuovo ordinamento militare prevedeva che uno dovesse rimanere in patria mentre l'altro prestava servizio oltremare e, anche se le esigenze del vasto impero coloniale britannico facevano ormai venire meno tale schema, era frutto del caso il fatto che due battaglioni di uno stesso reggimento prestassero servizio congiuntamente . Il 1º battaglione (1/24º) si trovava in Sudafrica dal 1875 ed era stato intensamente impiegato contro gli Xhosa, mentre il 2/24º era arrivato nella colonia solo nel 1878 e aveva di conseguenza meno esperienza bellica.; ogni battaglione aveva otto compagnie con una forza teorica di cento uomini ciascuna: i fanti britannici erano armati con l'affidabile fucile Martini-Henry calibro .45 (11,43 mm), a retrocarica a colpo singolo. La guerra anglo-zulu fu l'ultima in cui tutta la fanteria di linea vestiva la tradizionale giubba rossa..