Busto Arsizio (, Büsti Gràndi in dialetto bustocco) è un comune italiano di abitanti della provincia di Varese in Lombardia. La città è un polo industriale e commerciale di grande importanza situato in un contesto densamente urbanizzato.
Abitata in epoca romana, era conosciuta in età medievale per la concia delle pelli e nel Cinquecento per la lavorazione dei fustagni. Si sviluppò nell'Ottocento grazie alle numerose filature e tessiture di cotone.
Geografia fisica Territorio
Il territorio di Busto Arsizio è al limite settentrionale della pianura Padana, nella zona alluvionale dell'alta pianura, a sud delle Prealpi Varesine. È situato nella zona interessata dai pianalti morenici della Valle Olona.
La collocazione del primo insediamento non è casuale: si trovava infatti su un percorso alternativo alla strada del Sempione, detto "strada di Milano", che metteva in comunicazione Milano con il Lago Maggiore.
La casa comunale è situata a 228,18 metri sul livello del mare, come indicato su una facciata del Municipio. Le quote dei punti più basso e più alto sono rispettivamente 194 e 244 m s.l.m., per un dislivello di 50 metri.
Il terreno del territorio di Busto Arsizio è costituito da materiali staccatisi dalle Alpi. a causa delle glaciazioni. Si tratta principalmente di ciottoli, ghiaia, sabbia e argilla. Un tempo era coperto da uno sottile strato di humus poco adatto alla crescita di boschi e successivamente alla coltivazione agricola, così da essere in gran parte brughiera, nome che indica quel paesaggio nel quale domina una vegetazione che riesce a svilupparsi in un ambiente arido (il brugo, l'erica, il rovo e la robinia). Infatti, a causa della presenza di strati argillosi, il terreno fatica ad assorbire e trattenere l'acqua piovana, che cade abbondante in questa zona. La falda acquifera sotterranea si trova a parecchi metri di profondità: la sua soggiacenza media è di circa 35 metri. Nel territorio di Busto Arsizio sono presenti numerosi pozzi, interconnessi tra loro. Sotto il livello stradale scorrono anche due torrenti, il Tenore e il Rile, un suo affluente.
Classificazione sismica: zona 4 (sismicità molto bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima
Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2861 GG.
Il clima di Busto Arsizio è di tipo continentale. Gli inverni sono freddi e presentano molte giornate di gelo. Le estati sono calde e afose. È sempre meno frequente il fenomeno della nebbia.
In base alla media trentennale di riferimento (1961–1990) della stazione meteorologica di Milano Malpensa, situata a meno di in linea d'aria dal centro di Busto Arsizio, secondo l'Organizzazione Mondiale della Meteorologia, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno a ; quella del mese più caldo, luglio, è di circa +22 °C, quella media di circa +11 °C. Le precipitazioni medie annue sono pari a con picco primaverile e autunnale e minimo relativo invernale. La media nivometrica è di circa annui.
Origini del nome Non è chiara l'origine del nome "Busto Arsizio". Si ipotizza che "Busto" derivi dal latino ambustum ("bruciato"), attraverso una divisione popolare delle sillabe in am-bustum invece di quella corretta amb-ustum; questa origine potrebbe essere riferita a un terreno piuttosto secco o a un incendio che avrebbe colpito anticamente l'abitato...
La seconda parte del nome, "Arsizio", aggiunta solo verso il XIII secolo, potrebbe essere una duplicazione del precedente (richiama infatti l'aggettivo "arso"),. oppure potrebbe derivare dal latino ars, con allusione all'operosità degli abitanti, o ancora dal greco arsi, "sollevare". Si farebbe probabilmente riferimento alla rivolta degli Insubri contro i Romani ai tempi della costruzione del Castrum di Seprio, quando durante una sommossa un incendio bruciò l'allora avamposto gallo-romano, oppure al periodo dell'invasione di Federico Barbarossa del 1176, il quale rase al suolo e bruciò Milano e i territori nei pressi della città che provvedevano al suo approvvigionamento.Quest'ultima ipotesi viene ritenuta impossibile già dal Ferrario, nel suo libro scritto nel 1864 "perché Busto si chiamava già Arsizio, alcuni anni prima di quella famosa battaglia" (Cfr. )
Secondo un'altra ipotesi, il termine "Arsizio" deriverebbe invece dal germanico hard (termine legato alla metallurgia), poi traslato, attraverso il tardo latino ardicium, arsitium, al volgare arsitio. Il toponimo si riferirebbe alla principale attività degli abitanti del borgo, la produzione del filo di ferro, ancora oggi chiamato in dialetto bustocco "ardìa", e alle numerose fucine presenti nel borgo e ai loro fuochi, che sarebbero richiamati anche dalla fiammella posta nella parte inferiore dello stemma cittadino.
Il toponimo "Busto" compare anche nei nomi di comuni spagnoli, come per esempio Busto de Bureba, mentre il toponimo "Arsizio" compare anche nel nome del comune ticinese di Brusino Arsizio.
In effetti, l'interpretazione meno ostica del nome sembra essere quella che lo riporta alle prime invasioni longobarde, periodo in cui le parole tardo-latine si andavano facilmente a mescolare con quelle della lingua degli invasori; dunque dall'aggettivo germanico wüst ('deserto, abbandonato') e dal sostantivo basso-latino arxitium ('fortilizio'), a ricordare probabilmente i presidi militari bizantini che lasciavano le loro posizioni e si ritiravano di fronte all'avanzata delle preponderanti forze nemiche.Guglielmo Peirce, Le origini preistoriche dell'onomastica italiana, pagina 325. Scribd, 2001.
Anticamente, accanto a "Busto Arsizio", era comune l'indicazione della città come "Busto Grande".Per esempio, nella mappa di Giovanni Antonio Magini, Ducato, overo Territorio di Milano, 1595–96 edita a Bologna nel 1620 dal figlio Fabio e facente parte della raccolta Rondanini (Legnano) il borgo di Busto Arsizio compare con il nome di Busto Grande.
Nel dialetto locale, appartenente al lombardo occidentale, è chiamata Büsti Gràndi (letteralmente Busto Grande), per distinguerla da Büst Picul (Busto Piccola, che indica la città di Busto Garolfo) e da Büsti Cava (Buscate/Büscàa).
Storia
Secondo alcune ipotesi, Busto Arsizio ebbe origini liguri. La distribuzione urbanistica della città di Busto Arsizio dimostrerebbe la successiva presenza dei Romani; da un punto di vista amministrativo, il suo territorio faceva parte della regio XI Transpadana. Da Busto Arsizio, in epoca romana, passava la via Severiana Augusta, strada romana consolare che congiungeva Mediolanum (la moderna Milano) con il Verbannus Lacus (il Lago Verbano, ovvero il Lago Maggiore, e da qui al passo del Sempione (lat. Summo Plano).
Nota nell'Alto Medioevo per la concia delle pelli, la prima menzione della città risale al 922, anno in cui il nome del locus viene citato in alcuni documenti di notai.. Con decreto del cardinale Carlo Borromeo, il 4 aprile 1583. Nello stesso anno, crollò l'ultima delle sette torri della Busto medievale (ivi). Busto Arsizio, venne staccata dal vicariato del Seprio e messa a capo di quella che fino ad allora era la pieve di Olgiate Olona con un podestà proprio.
Le origini di quello che fu un centro tessile di primaria importanza sono da ricercarsi nel Medioevo: nel 1375 "quasi in ogni casa batte un telaio", come testimoniato qualche secolo più tardi dallo storico Pietro Antonio Crespi Castoldi nella sua storia di Busto Arsizio (De Oppido Busti Relationes).
Nella seconda metà dell'Ottocento iniziò lo sviluppo del borgo al di fuori della cinta difensiva, lungo la strà Balon (attuale corso XX Settembre) e la strada Garottola (attuale via Mameli).. Il 30 ottobre del 1864 Busto Arsizio ottenne nel Regno d'Italia il titolo di città. Grazie all'attività di Enrico dell'Acqua, sul finire dell'Ottocento acquistò la duplice natura di città cotoniera e meccanica, situazione che le assicurò a lungo fortuna e benessere.
Molti imprenditori costruirono le proprie ville nello stile in voga nei primi anni del Novecento, stile Liberty, parte importante del patrimonio architettonico bustocco. All'inizio del XXI secolo Busto Arsizio è un moderno centro industriale e commerciale di 83 555 abitanti che si colloca in una delle zone più industrializzate d'Europa, l'Altomilanese.
Simboli
Stemma
Le origini dello stemma della città si possono far risalire al XV secolo. Infatti compare formalmente per la prima volta in una miniatura di Francesco Crespi de Roberti all'interno di un antifonario (sanctorum totius anni more ambrosianum) conservato nella Basilica di San Giovanni. La lettera "B" con sottostante una fiamma, forse a rappresentare il verbo latino burere che farebbe riferimento a "Busto bruciata" ovvero "Busto Arsizio", è il simbolo entrato anche a far parte nel 2006 del nuovo gonfalone della provincia di Varese per iniziativa del bustocco Marco Reguzzoni, all'epoca presidente della Provincia.
Non è chiaro l'evento al quale vada correlata la fiamma: secondo una prima ipotesi agli incendi causati dal principe celta Belloveso all'antico villaggio, secondo una seconda ipotesi la fiamma sarebbe un riferimento al rogo di cadaveri in seguito a una battaglia avvenuta nelle campagne circostanti all'abitato, mentre secondo una terza ipotesi la fiamma sarebbe un simbolo dei frequenti incendi a cui il villaggio, composto da case di legno e paglia, era soggetto.
Uno stemma composito nel quale sono raccolti gli stemmi delle famiglie Marliani e Visconti, oltre agli stemmi di Busto Arsizio e dei capitoli di San Giovanni e di San Michele, è inserito alla base della vetrata del Duomo di Milano dedicata alla vita di san Carlo.
Gonfalone Il gonfalone è stato concesso con regio decreto del 2 dicembre 1937.
Onorificenze
Monumenti e luoghi di interesse
Pur essendo una città essenzialmente industriale, l'urbe di Busto Arsizio conserva numerosi monumenti di carattere ecclesiastico. Inoltre lo sviluppo economico a inizio del XX secolo ha comportato il fiorire di costruzioni in stile Liberty e art déco, che ancora si possono osservare passeggiando per le vie della città. L'importante testimonianza del Liberty bustocco ricorda gli antichi sfoggi di una grande potenza industriale che fu chiamata la "Manchester d'Italia"..
Chiese
Santuario di Santa Maria di Piazza (XVI secolo) Basilica di San Giovanni Battista (XVII secolo) Prepositurale di San Michele Arcangelo (citata a partire dal XIV secolo e ricostruita nel XVII). Chiesa di San Rocco (1706-1713) Chiesa di San Gregorio Magno in Camposanto (1632-1659) Chiesa della Madonna in Veroncora (citata dal 1639) Chiesa di San Bernardino (1663-1667) Chiesa di Sant'Antonio Abate (costruita nel 1363 e profondamente ampliata successivamente) Chiesa di Madonna in Campagna (1702-1704) Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (Sacconago, "chiesa vecchia", 1708-1724) Tempio civico di Sant'Anna ("Beata Vergine delle Grazie", 1710-1714) Chiesa di Sant'Antonio da Padova (Borsano, 1717-1719, presso la residenza del conte Carlo Rasini) Chiesa di Madonna in Prato (XVI secolo ampliata nel XVIII secolo) Santuario del Sacro Cuore di Gesù o "chiesa dei Frati" (dal 1899) Chiesa di San Giuseppe (1912-1914) Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (1923) Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (Sacconago, "chiesa nuova", 1928-1933) Chiesa di Sant'Edoardo (1938-1939) Chiesa dei Santi Apostoli Pietro e Paolo (Borsano), (1939) Chiesa di San Luigi e Beata Giuliana (anni 1950) Chiesa di Santa Croce di Brughetto (1951) Chiesa del Santissimo Redentore (1962) Chiesa di Santa Maria Regina o "chiesa di Madonna Regina" (1964) Chiesa di Sant'Anna (1961 quella in legno e 1973 quella attuale) Chiesa di San Carlo Borromeo (2000)
Cimiteri Cimitero monumentale (1894) Cimitero di Sacconago Cimitero di Borsano
Architetture civili