Il corallo di fuoco (Millepora dichotoma ) è un idrozoo della famiglia Milleporidae, diffuso nelle barriere coralline tropicali.
Distribuzione e habitat
Molto comune nelle barriere coralline dell'Oceano Indiano e dell'Oceano Pacifico occidentale, del Mar Rosso dalle Samoa al Sudafrica, in zone esposte alla corrente fino a circa 35 metri di profondità.
Descrizione
È un organismo strettamente coloniale, dotato di un fragile scheletro calcareo, che forma ramificazioni fino ad un metro di altezza. La parte terminale di queste è più chiara del resto del corpo, di colore da bianco a giallo-arancio. Le nematocisti contengono una tossina che causa ustioni a contatto (da qui il nome di corallo di fuoco).
Veleno
La persona che si ferisce con un corallo di fuoco avverte forte bruciore e dolore, subito dopo si formano piccole ustioni e talvolta un rash orticarioide. In qualche caso si può andare incontro anche ad astenia, agitazione, difficoltà a respirare, nausea, vomito. Tali sintomi possono essere complicati da ferite provocate da incrostazioni calcaree che possono causare sovra-infezioni con febbre anche molto alta e linfangite. L'intossicazione, se non curata, può portare occasionalmente alla morte, ma sono casi rarissimi. Se si viene colpiti dalla sostanza irritante di un corallo di fuoco bisogna subito cercare un medico, l'intervento immediato dovrebbe mirare ad asportare, possibilmente con un coltello dalla parte non tagliente, sia gli eventuali tentacoli del corallo attaccati alla cute e i frammenti calcarei, sia i filamenti velenosi (in realtà invisibili a occhio nudo). Subito dopo si deve lavare la ferita con acqua di mare, non dolce, e ricoprirla con pomate cortisoniche, antistaminiche e antibiotiche. In caso di lesioni molto estese si consiglia la somministrazione di antibiotici per via generale. Se subentrano difficoltà respiratoria e ipotensione, si passa ad antistaminici e corticosteroidi per via parenterale. In rarissimi casi di shock anafilattico sarà necessaria un’assistenza cardiorespiratoria.
Ecologia Costituisce la preda del mollusco nudibranco Phyllidia rosans.
Note
Bibliografia
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Anthoathecata Categoria:Taxa classificati da Peter Forsskål Categoria:Taxa descritti nel 1775