L'Unione Sportiva Aurora Desio, meglio nota come Aurora Desio o Desio, è una società calcistica italiana con sede nel comune di Desio, in provincia di Monza e della Brianza. Milita in Seconda Categoria, ottava divisione del campionato italiano.

Storia La seconda società sportiva desiana È stata fondata nel marzo del 1922 da Mario Mariani, uno scolaro esterno al Collegio Pio XI, partecipa con le squadre di Don Corbella ai concorsi ginnici dei vari Collegi ed Istituti. La squadretta dell'alunno Mariani si chiama «Aurora», un nome che ritiene degno per una società sportiva, ed attorno alla quale si raggruppano alcuni coetanei. I colori sociali vengono scelti in blu-arancio ed abbinati al bianco e rosso dello stemma della Città. Il «Mario dell'Aurora», come sarà poi sempre chiamato, è un dirigente sportivo nato e sin dall'inizio la Società si dimostra, per riflesso, volitiva e piena di entusiasmo. Anche giovani di età più matura dei promotori vi aderiscono con animato fervore, aggiungendo così linfa al sodalizio che elegge la sua prima sede nel grande cortile della Cascina Santa Caterina.

La famiglia si allarga La vita sociale prende consistenza. I genitori aiutano i ragazzi nelle loro attività e al sabato sera si danno tutti da fare, pulendo il grande cortile, tirando sotto i portici gli attrezzi agricoli per permettere, alla domenica, i giochi sportivi regolamentari ai quali non mancava la preventiva segnatura delle corsie e del campo con la calce. Il «Gruppo Esploratori Everest», con a capo Luigi Caspani, che poi prenderà il nome di «Gruppo Grotte Desio», vi si inserisce diventando dell'Aurora la sezione alpinistica. Poi si aggiunge al gruppo la Podistica: la Desio-Bovisio e ritorno, vinta dall'aurorino Giuseppe Arosio (Pepin di Giorg) il quale batte il suo rivale di contrada, Somaschini portacolori della Società Ginnastica Pro Lissone.

Arriva il calcio Intanto, sulla spinta dell'Aurora, altre giovani compagini calcistiche fioriscono in Desio: la Marina, la Veloce, la Dugana e altre; l'attività di queste si esplica compatibilmente con quella della società capostipite della città: lo Sport Club Desio. Questa gestisce il "Campo Sportivo Gavazzi-Targetti"Archivio Storico del Comune di Desio, Via Lampugnani - cartella 90 fascicolo 78 (Cessione del Campo Sportivo alla Società Anonima Edoardo Bianchi). Il campo (di 17.000 m.q.), sito in Via Alessandro Volta vicino alla Stazione Ferroviaria, era privato e di proprietà della "Congregazione di Carità e Luoghi Pii" di Desio. Da questa era stato concesso in usufrutto al Fascio Giovanile di Combattimento di Desio nel 1932 a solo ed esclusivo vantaggio dei giovani quale Colonia Elioterapica. sul quale dà vita a tornei di calcio per queste società giovani: lo scopo principale è quello di scoprire l'esistenza di qualche promessa da tesserare. Per le due compagini calcistiche esiste tuttavia il problema del campo sportivo. Essendo stati vani tutti i tentativi dell'Aurora di poterlo fruire in coabitazione con il Desio, il campo di casa diventa, per un certo periodo di tempo, quello dell'Ospedale Mombello di Limbiate (fatto nel 1926), grazie ad una concessione speciale della Deputazione Provinciale di Milano. Ciò, ovviamente, desta risentimenti da parte dello «Sport Club», anche se non esiste intendimento alcuno di disconoscerne l'importante attività.

La società entra in una nuova fase. Con due squadre di calcio in attività, Mariani si inserisce anche nel ciclismo, organizzando varie classiche che riscuotono notevoli successi tanto da diventare l'attività principale dell'Aurora che crea campioni ciclistici a ripetizione e sempre in competizione con lo Sport Club Desio. Intanto nello Sport Club Desio esplode il tarlo del calcio e con il calcio i costi aumentano a dismisura mentre l'Aurora con suo modesto budget miete sempre notevoli consensi soprattutto in ambito ciclistico.

La fusione, inizio e fine di tutto Le Autorità fasciste a questo punto decidono la fusione delle due società (1928). L'Aurora nell'Unione Sportiva Desio va a curare le attività ricreative dopolavoristiche e cioè bocce, cicloturismo, escursionismo, sotto la Presidenza di Genesio Longhi. Questa attività, tutt'altro che disprezzabile, basta per salvare il nome della Società nella sua primitiva forma, e spirito. La fusione delle due società, nata in un clima di incertezza malgrado lo spirito veramente sportivo dei suoi dirigenti e cioè Pissavini, Arienti, Guglielmo Meda ed Ernesto Confalonieri, sembra ottima cosa fino a che è sorretta dai risultati sportivi. Venuti questi a mancare, per un complesso di ragioni, la società entra in crisi e tutto viene smantellato. Raggiunta la Prima Divisione Nazionale nella stagione 1930-31, la squadra desiana scompare dalla geografia del calcio italiano più velocemente di come c'era arrivata. E con il calcio finisce qualsiasi altra attività sportiva, tanto che il campo sportivo viene venduto dal proprietario, la "Congregazione di Carità e Luoghi Pii" di Desio, alla Società Anonima Edoardo Bianchi per costruire una nuova fonderia nel 1937.

Ma l'Aurora risorge nel 1931 La fusione, in effetti è solo sulla carta, perché il nerbo dell'Aurora ha sempre continuato a funzionare con attività cosiddetta «dopolavoristica». Il Presidente in quel particolare momento era Luigi Genesio Longhi, esponente politico ma fortemente attaccato alla società, che aveva capito l'opportunità di non disperdere le giovani energie, mantenendo intatta la struttura organizzativa. Intanto il campo sportivo dello Sport Club Desio era sparito, ceduto nel giugno 1937 alla Società Anonima Edoardo Bianchi che doveva ampliare i propri spazi ad uso fonderia avendo già una sua succursale (Società Anonima Officine Metallurgiche) confinante con il campo sportivo, e per questo motivo il calcio a Desio latiterà per molti anni, anzi, per giocare si dovrà chiedere di essere ospitati a Nova o a Lissone o altrove per giocare i campionatini della Sezione Propaganda.

In campo ciclistico si dà vita al settore organizzativo, riprendendo la Coppa Vigorelli assurta a classica dei dilettanti, come gara di apertura stagionale. Si incrementa con società consorelle il campionato ciclistico della Brianza, che fu qualche anno prima vinto da Biassoni, che poi si ripete, e si rivelerà uno dei migliori dilettanti tanto da giungere alla soglia della maglia «azzurra» in vista delle olimpiadi del 1932. A Biassoni fanno corona altri ottimi elementi, in primo piano Gino Magni per finire con Pulici, Baj, Merlini, Penati, Colombo, Boneschi, Umberto Magni ed altri minori. Gino Magni, al suo passaggio alla categoria professionisti, risulterà il più giovane partente alla Milano-Sanremo. Nel podismo, si organizza un «Giro di Desio» di corsa e un «Doppio Giro di Desio» per marciatori.

Il Fascio Giovanile di Combattimento Il Segretario Politico fascista raccoglie i resti dell'U.S. Desio e, utilizzando tutti i ragazzi di età inferiore ai 21 anni, iscrive al Comitato U.L.I.C. di Seregno la squadra del Fascio Giovanile di Combattimento di Desio. La squadra è compatta e, dopo aver giocato un buon campionato, vince il titolo Seregnese di Prima Categoria U.L.I.C. . La squadra non verrà schierata nuovamente alla stagione successiva né al campionato Seregnese né al campionato regionale lombardo F.I.G.C. 1932-1933.

Ritorna il calcio Sul finire del 1938 esplode il calcio, anche se Desio è sempre priva del campo sportivo.Perché il Fascio Giovanile di Combattimento "Armando Mussolini" di Desio non ha rispettato l'impegno preso con la Congregazione di Carità di trovare un'altra area da utilizzare dopo aver venduto il vecchio campo alla S.A. Edoardo Bianchi. (Archivio Storico di Desio, cartella 90 fascicolo 78.) Rifioriscono le «squadrette» sotto i più svariati nomi, tutte all'insegna della clandestinità federale. Tipica quella della «Casbah della Bassa» che poi si trapianta con i suoi validi elementi nelle file dell'Aurora, per disputare il campionato della Sezione Propaganda. Si gioca sul campo di Nova MilaneseEra il Direttorio della Sezione Propaganda a stabilire i campi da utilizzare per le società che non ne disponevano uno proprio. a cui si arriva agevolmente grazie a un carrello elettrico tramviario acquisito dal presidente Attilio Lissoni e successivamente a Lissone gentilmente concesso dall'A.C. Lissone in occasione del "Torneo delle squadre minori" del 1943-1944 organizzato dal Direttorio 2ª Zona (Lombardia) utilizzando anche giocatori di altre squadre, di stanza a Desio per motivi militari.

Il dopo guerra Ed ecco dopo l'aprile 1945 che si iniziano le trattative con gli Amministratori insediatisi con la Liberazione per giungere almeno all'assegnazione di un terreno per il nuovo stadio. Va dato atto al Comune e all'Ente Comunale Assistenza, in particolare al suo presidente Geom. Bajetti, se con celerità il campo sportivo viene delimitato (pressappoco dove sorge l'attuale stadio). Con sacrifici notevoli da parte di tutti, si procede allo spianamento e livellamento del terreno e nel settembre dello stesso anno, l'Aurora è in grado di disputare il Campionato di 1ª Divisione Regionale.

Nel calcio si crea una impalcatura con un traguardo d'avvenire, reclutando cioè elementi giovani. La strada si rivela infatti la migliore e nei giro di poche stagioni, giocatori cresciuti nel vivaio aurorino, trovano posto in squadre di categorie superiori. È questo il caso di Luigino Gerosa, Enrico Arienti ecc., i quali a prescindere da considerazioni di natura economica, costituiscono tuttora vanto per lo stendardo arancio-bleu.

La mancata promozione in Serie D Dopo alcuni felici campionati nella « Promozione » sembrano sorgere le premesse per il salto in « Serie D ». L'Amministrazione Comunale compie un notevole sforzo per l'assestamento dello stadio, portandolo sul piano dei migliori, non solo della zona. La squadra, vinto il titolo di campione lombardo della stagione 1959-1960, si guadagna il passaggio, dopo che per la scalata al titolo italiano assoluto della categoria è bloccata a Trieste, dalla Ponziana. La incognita maggiore è, però data dal pubblico.

I dati statistici relativi agli incassi degli ultimi campionati con la squadra sempre nelle prime posizioni per la conquista del primato nel girone, non inducono ad una positiva tranquillità. Occorre un concorso esterno, sicuro e di una certa consistenza. Ma sondaggi e trattative non approdano ad alcun risultato pratico e tutto si limita a vaghe promesse per il futuro. In questa atmosfera, i dirigenti di allora ripiegano sulla rinuncia al passaggio in categoria superiore. Chi è alla guida dell'Aurora ricorda bene ciò che anni addietro era toccato allo Sport Club Desio, naufragato per avere troppo spinto in rapporto alla rispondenza dei pubblico pagante e per fiducia in un mecenatismo fantasma.

L'abbinamento Aurora - Brollo