Tieste è una tragedia di Quinto Ennio, di cui oggi restano solo frammenti.

Trama La tragedia ripropone il mito dei gemelli Atreo e Tieste: un conflitto continuo tra i due, dovuto ad una maledizione del loro padre Pelope. Probabilmente, il dramma era ambientato nella corte di Tesproto e sembra che Ennio abbia provocato una maggiore impressione con la seconda parte della sua operaLa trama sembra riassunta da Igino, Fabulae, LXXXVIII. .

Dopo che Tieste decide di andare al banchetto allestito dal fratello, in un atto di riappacificazione, scopre che gli è stata imbandita la carne dei figli morti. Queste sono le parole che Tieste pronuncia dopo aver smascherato Atreo:

Queste vicende sono raccontate dallo stesso Tieste, fuggito alla corte di Tesproto, re dell'Epiro. Qui viene raggiunto da Atreo, che intende completare la sua vendetta uccidendolo Vv. 371-372 J., ma Tesproto placa il re di Micene concedendogli in sposa Pelopia, una fanciulla prigioniera. Tuttavia, la ragazza è figlia di Tieste, e dalla violenza subita dal padre, che l'aveva stuprata in obbedienza a un oracolo di Apollo, nascerà Egisto, che ucciderà Atreo stesso e poi suo figlio Agamennone.

La vicenda, che presenta degli elementi caratteristici della tragedia latina, come il senso del macabro e l'eroe cinico, fu riproposta anche da Pacuvio e da Lucio Accio, esponenti dell'apice della tragedia latina; in seguito vi si cimentarono Vario Rufo e Lucio Anneo Seneca.

Note

Bibliografia H. D. Jocelyn, The tragedies of Ennius, Cambridge, CUP, 1967.

Categoria:Opere teatrali di Ennio Categoria:Opere letterarie del II secolo a.C.