Per conversione o chiamata di Paolo si intende l'adesione al cristianesimo di Saulo, descritta negli Atti degli Apostoli.
Descrizione Tradizionalmente l'adesione di Paolo al movimento cristiano viene indicata con il termine "conversione".Vedi p.es. la tradizione cattolica che ricorda l'evento con la festa liturgica della "", dicitura usata anche in recenti documenti pontifici (p.es. il Alcuni studiosi (vedi p.es. K. Stendahl, Paolo tra Ebrei e Pagani, 1976, tr. it. 1995), assumendo come storicamente fondato il resoconto biblico, preferiscono parlare di "vocazione" o chiamata di Paolo da parte di Gesù, evidenziando come il termine "conversione" sia invece più adatto per indicare il passaggio dal paganesimo idolatrico al cristianesimo (vedi p.es. Nuovo dizionario enciclopedico illustrato della Bibbia, Casale Monferrato 1997, s.v. "Paolo", par. 2. "La vocazione-rivelazione di Paolo", pp. 754-755; Dizionario di Paolo, s.v. "Conversione e chiamata di Paolo", pp. 285-298). La dicitura "conversione" resta comunque quella più comunemente usata e condivisa.
L'evento è descritto esplicitamente negli Atti degli Apostoli e accennato implicitamente in alcune lettere di Paolo. In c'è la descrizione narrativa dell'accaduto, che è raccontato nuovamente dallo stesso Paolo, con variazioni abbastanza notevoliGli esegeti dell'interconfessionale Bibbia TOB sottolineano, ad esempio, in merito all'episodio della conversione di Paolo, che gli Atti degli Apostoli raccontano "a tre riprese, con differenze notevoli, questo avvenimento" e "il contenuto e lo stile di questi discorsi sono adattati ai rispettivi uditori. Ciò spiega, almeno in parte, le differenze abbastanza notevoli che presentano tra loro". (Bibbia TOB, Elle Di Ci Leumann, 1997, pp. 2506, 2543, ISBN 88-01-10612-2. Cfr anche: Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 971-973, 993, ISBN 88-399-0054-3; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 294-295, ISBN 978-88-430-7821-9.)., sia al termine del tentativo di linciaggio a Gerusalemme (), sia durante la comparizione a Cesarea davanti al governatore Porcio Festo e al re Erode Agrippa II ():
La tradizione artistica successiva ha immaginato la caduta a terra come una caduta da cavallo, ma il particolare è assente da tutti e tre i resoconti, sebbene rimanga possibile e verosimile poiché l'evento si verificò durante il viaggio. Dopo questa folgorazione-rivelazione-chiamata (il testo non usa mai il termine metànoia, ossia "conversione") Paolo si recò a Damasco e ricevette il battesimo da un giudeo-cristiano di nome Anania, riacquistando la vista (). Secondo il testo biblico fu tramite Anania che Gesù risorto comunicò a Paolo il mandato missionario ai gentili () che caratterizzerà il suo ministero successivo.
Gli accenni generici alla conversione contenuti in alcune lettere paoline non descrivono esplicitamente l'evento come in AttiNelle lettere paoline comunque le descrizioni narrative vere e proprie, sia per le vicende autobiografiche di Paolo che per la vita e le opere di Gesù, sono quasi del tutto assenti (alcune eccezioni sono la descrizione dell'Ultima Cena in e il resoconto del concilio di Gerusalemme e degli eventi precedenti in ). ma si riferiscono genericamente a una maturazione ed evoluzione interiore di Paolo: ; ; (nella Lettera ai Romani è così generico che non è chiaro se si riferisca o meno alla propria vicenda personale). Anche in questi passi non è usato il termine "conversione", ma i generici "chiamata", "scelta", "conquista-cattura".
L'interpretazione storica dell'evento da parte degli studiosi contemporanei è diversificata: mentre gli studiosi cristiani ammettono - tendenzialmente - il valore storico della triplice narrazione di Atti, per gli studiosi non credenti il carattere soprannaturale e miracolistico di essa, che ha come protagonista Gesù risorto, li porta a negare valore storico alla descrizione, accettando comunque la conversione al cristianesimo come testimoniata anche dalle lettere. In questo caso la descrizione dell'evento viene considerata un prodotto narrativo di Luca.