21P/Giacobini-Zinner, nota anche come cometa Giacobini-Zinner, è una cometa periodica del Sistema solare, appartenente alla famiglia cometaria di Giove, scoperta da Michel Giacobini (dall'osservatorio di Nizza) nella costellazione Aquario il 20 dicembre 1900 mentre era in fase di allontanamento dopo il perielo occorso il precedente 28 novembre.
Non osservata durante il successivo passaggio al perielio del 19 maggio 1907, fu invece recuperata nel secondo passaggio da Ernst Zinner (dall'Osservatorio di Bamberga) il 23 ottobre 1913, durante l'osservazione di stelle variabili vicino , mentre era in fase di avvicinamento per il perielio poi avvenuto il successivo 2 novembre. La cometa poté così ricevere la denominazione con cui è ora nota.
Nuovamente non osservata al seguente perielio del 18 maggio 1920, venne poi regolarmente nei successivi passaggi dell'11 dicembre 1926, 15 luglio 1933, 17 febbraio 1940 e 18 settembre 1946. Nel passaggio del 1946 la cometa subì una serie di esplosioni (fase indicata con il termine inglese outburst) che la resero luminosa fino a raggiungere la quinta magnitudine e quindi visibile a occhio nudo, ben oltre l'ottava magnitudine tipicamente esibita negli altri passaggi.
Mancata nuovamente per il passaggio del 16 aprile 1953, fu poi osservata in quelli del 26 ottobre 1959, del 28 marzo 1966, del 4 agosto 1972, del 12 febbraio 1979 e del 5 settembre 1985. Durante quest'ultimo passaggio, la cometa è stata oggetto di studio della sonda International Cometary Explorer, che ha attraversato la sua coda di plasma l'11 settembre. Questo sorvolo fu il primo nella storia dell'esplorazione spaziale ad avere come oggetto una cometa. Dopo il successivo perielio del 13 aprile 1992, si ipotizzò una nuova missione per quello del 21 novembre 1998 provando a ridigervi la sonda giapponese Sakigake come secondo obiettivo dopo il sorvolo della cometa di Halley: l'insufficente disponibilità residua di carburante per eseguire le necessarie manovre orbitali fecero desistere dal tentativo,
Da allora a oggi la cometa è stata osservata in tutti i successivi perelii avenuti 2 luglio 2005, 11 febbraio 2012, 10 settembre 2018 e 25 marzo 2025.
In uno studio pubblicato nel 2000 viene suggerita la presenza sulla cometa di materiale organico, rilevato analizzando la polarizzazione della luce refratta sulle particelle di polvere della cometa stessa. Una conferma a questa ipotesi sembra provenire dalle Draconidi, sciame meteorico associato a questa cometa.
Parametri orbitali L'orbita seguita dalla cometa presenta delle caratteristiche tali da renderla oggetto di fenomeni piuttosto interessanti:
l'afelio è in prossimità dell'orbita di Giove ed il periodo orbitale è circa la metà di quello gioviano. Ciò conduce ad incontri ravvicinati tra la cometa ed il gigante gassoso ogni due orbite circa. Durante questi incontri, Giove perturba l'orbita della cometa, variando, solitamente, la distanza perielica. Un episodio del genere è avvenuto nel 1898, quando, a seguito di un incontro ravvicinato dei due corpi, si è verificata una riduzione della distanza perielica da 1,22 UA a 0,93 UA. Variazioni nella distanza dal Sole comportano variazioni nella quantità di energia trasmessa per irraggiamento dal Sole al nucleo cometario e, conseguentemente, nella quantità di massa eiettata per orbita. il perielio ed il nodo discendente (uno dei due punti nei quali l'orbita della cometa interseca il piano dell'Eclittica) sono in prossimità dell'orbita della Terra. Di conseguenza, la Terra si trova ad incontrare ogni anno parte della nube di materiale emesso dalla cometa in prossimità del suo perielio. Ciò è origine dello sciame meteorico delle Giacobinidi (conosciute anche come Draconidi).
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Categoria:Corpi celesti scoperti nel 1900 Giacobini-Zinner