Medoro è un personaggio dellOrlando Furioso, opera di Ludovico Ariosto. Egli è un semplice fante dell'esercito saraceno: di lui però si innamora Angelica, donna a sua volta amata dal protagonista dell'intera opera, Orlando. Medoro e Angelica hanno scritto i loro nomi sulle cortecce degli alberi e sulle pareti delle grotte, dove il loro amore si è consumato innumerevoli volte: ciò scatenerà l'ira di Orlando.
Il personaggio Le origini Medoro appare per la prima volta nel libro diciottesimo del poema: giovane guerriero bellissimo d'aspetto, anche per via dei capelli insolitamente biondi per un Moro d'Africa, è legato da amicizia al commilitone Cloridano. Entrambi sono sudditi del re Dardinello, che ha trovato la morte duellando contro Rinaldo.
L'amicizia con Cloridano e la strage dei cristiani addormentati Il corpo di Dardinello è stato lasciato insepolto, e ciò spinge Medoro a recuperarlo. Cloridano in un primo momento cerca di dissuadere l'amico da quella che ritiene una folle impresa, ma comprendendo l'indole temeraria di Medoro decide infine di accompagnarlo. I due entrano in azione di notte, facendo irruzione nel campo dei cristiani: recuperano così il cadavere del loro sovrano, dopo aver ucciso alcuni nemici sorpresi nel sonno. Medoro in particolare fa due vittime illustri, Malindo e Ardalico, ovvero i giovani figli del conte di Fiandra, nonché pupilli di Carlo Magno, i quali si erano da poco uniti al resto dell'esercito cristiano.
L'incontro con Angelica
Usciti dall'accampamento nemico, Cloridano e Medoro si imbattono in una torma di cavalieri cristiani guidati dal principe scozzese Zerbino, che fa prigioniero Medoro. Nel tentativo di salvare la vita al compagno, Cloridano, che si è nascosto tra gli alberi, uccide con le sue frecce due nemici. Zerbino, adirato, si scaglia con la spada su Medoro ma decide di risparmiarlo dopo averlo guardato in viso e aver riconosciuto la sua disarmante bellezza (questo non va inteso come indice di un'attrazione fisica per Medoro da parte del condottiero cristiano, bensì come una dimostrazione del fatto che un'avvenenza così rara può essere considerata un dono, una virtù degna di essere risparmiata). Ma un compagno di Zerbino, ignaro della decisione presa da quest'ultimo, colpisce di spada Medoro che cade a terra apparentemente privo di vita. Cloridano esce allora allo scoperto per affrontare i cristiani e vendicare l'amico, morto ai suoi occhi, ma rimane ucciso. Dopo la partenza dei cavalieri, Medoro viene soccorso dalla bella Angelica, che, passando per caso da quelle parti, ha visto il giovane ferito e se ne è subito innamorata: la fanciulla cura le piaghe di Medoro e fa seppellire i corpi di Cloridano e Dardinello. La coppia partirà quindi per il Catai, la terra da cui Angelica proviene.
Interpretazione dell'episodio La fonte cui Ariosto ha attinto è l'episodio virgiliano di Eurialo e Niso: se ne scosta per il finale meno tragico. Inoltre nel poema ariostesco mancano descrizioni relative al ritrovamento dei guerrieri uccisi nel sonno.
Medoro nella letteratura post-ariostesca
Esiste un poema in lingua italiana che ha in Medoro il protagonista. È il Medoro incoronato, opera postuma dell'abate Gaetano Palombi, che consta di venti canti in ottave. Esso si propone di continuare la storia delle vicende di alcuni personaggi del Furioso, in particolare Angelica, che porta Medoro in Oriente. Vi si narra anche di Sacripante, che dimentica Angelica per sposarsi con un'altra donna: dalla loro progenie verrà la casata a cui l'opera è dedicata. Il poema, di stile raffinatissimo ed elegante, si conclude, come anticipato dall'Ariosto, con Medoro incoronato re del Catai.
Un'altra opera letteraria incentrata sul giovanissimo eroe saraceno è la tragedia in versi Il Medoro di Giovanni Dolfin. Insieme a lui, tra i personaggi del testo teatrale ritroviamo Cloridano, Angelica e Zerbino; Dolfin recupera inoltre dal Furioso la vicenda di Dardinello, posta ora come antefatto, e il passo relativo a Malindo e Ardalico, con l'aggiunta sia di dettagli più precisi sull'uccisione dei due giovani condottieri sia della reazione dell'esercito cristiano in seguito al ritrovamento dei loro cadaveri. Totalmente nuovi sono tutti gli altri personaggi in scena, a cominciare da Ermene, il genitore adottivo di Medoro, che si scoprirà invece essere figlio nientemeno del sovrano cinese Arbace (soltanto nominato).
Medoro nelle arti figurative
Tra i tanti artisti che hanno immortalato la figura del fante saraceno si ricordano Giambattista Tiepolo coi suoi affreschi nella Sala dell'Orlando Furioso di Villa Valmarana "Ai Nani", Simone Peterzano, esecutore del dipinto Angelica e Medoro, e Giovanni Lanfranco, cui si devono ben tre dipinti intitolati Angelica soccorre Medoro.
Medoro nell'opera lirica Rolando (Orlando), opera con musica di Jean-Baptiste Lully e libretto di Philippe Quinault rappresentata per la prima volta l'8 gennaio 1685 alla reggia di Versailles Orlando, ovvero la gelosa pazzia, musiche di Domenico Scarlatti, libretto di C. S. Capece, 1711 Orlando furioso, musiche di Giovanni Alberto Ristori, libretto di Grazio Braccioli, 1713 Angelica, musiche di Nicola Porpora, libretto di Pietro Metastasio, 1720 Orlando furioso, musiche di Antonio Vivaldi, libretto di Grazio Braccioli, 1727 Orlando furioso, opera seria con musica di Antonio Vivaldi rappresentata la prima volta nel novembre 1727 al Teatro Sant'Angelo di Venezia Orlando, musiche di Georg Friedrich Händel, libretto di C. S. Capece 1733 Angelica e Medoro, musiche di Carl Heinrich Graun, libretto di L. de Villati, 1749 Il nuovo Orlando, musiche di Niccolò Piccinni, libretto anonimo, 1764 Le pazzie di Orlando, musiche di Pietro Alessandro Guglielmi, libretto di C. F. Badini, 1771 Roland, tragédie lyrique di Niccolò Piccinni, libretto di J. F. Marmontel, 1778 Orlando Paladino, musiche di Franz Joseph Haydn, libretto di N. Porta, 1782
Nella cultura di massa Nello sceneggiato televisivo del 1975 diretto da Luca Ronconi, Medoro è interpretato da Alessio Orano.
Fonti Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, libri XVIII e XIX. Giovanni Dolfin, Il Medoro.
Bibliografia Roger Baillet, Le Monde poétique de l'Arioste. Essai d'interprétation du Roland furieux, L'Hermès, Parigi, 1977. Maria Cristina Cabani, Costanti ariostesche. Tecniche di ripresa e memoria interna nell'Orlando furioso, Scuola Normale Superiore, Pisa, 1990. Jo Ann Cavallo, The World Beyond Europe in the Romance Epics of Boiardo and Ariosto, University of Toronto Press, 2013. Sergio Zatti, Il Furioso fra epos e romanzo, Pacini Fazzi, Lucca, 1990.
Voci correlate Angelica e Medoro Cloridano Dardinello Malindo e Ardalico Eurialo e Niso Zerbino (personaggio)
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