Biografia Giovinezza
È nato a Roma il 5 gennaio 1938 in una palazzina in viale dei Parioli, 112, da Giovanni di Borbone-Spagna, conte di Barcellona e da Maria Mercedes di Borbone-Due Sicilie. Poco dopo la sua nascita, i suoi genitori si trasferirono a Villa Gloria, una casa di quattro piani nell'elegante quartiere Parioli di Roma. Fu battezzato il 26 gennaio nella cappella del Palazzo Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta dal cardinale Eugenio Pacelli (futuro papa Pio XII). I suoi padrini furono la nonna paterna, la regina Vittoria Eugenia di Battenberg, e il nonno materno, Carlo Tancredi di Borbone-Due Sicilie. Fino al 1942 visse in Italia, poi si trasferì in Svizzera dove risiedette fino al 1946.
In Svizzera frequentò il collegio marianista di Villa Saint-Jean a Friburgo e l'Istituto Le Rosey. Ricevette anche lezioni private da Eugenio Vegas Latapié, che fu suo precettore dal 1947 al 1948.Yagüe, p. 12.
Nel 1947 il caudillo Francisco Franco dichiarò formalmente la Spagna una monarchia e si autonominò reggente. Con la rinuncia alla successione da parte dei due figli maggiori di Alfonso XIII, nel 1948 Juan Carlos si trovò a essere il primo figlio maschio dell'erede al trono Giovanni (don Juan), e fu trasferito a Madrid per essere educato in vista del futuro ripristino della monarchia.
Nel 1950 entrò nel collegio dell'ex residenza reale di Miramar e nel 1954 completò gli studi secondari all'Instituto San Isidro di Madrid.Payne e Palacios. Iniziò quindi a formarsi nei tre rami delle forze armate, frequentando l'Accademia Militare Generale a Saragozza dal 1955 al 1957, la Scuola Navale Militare di Marín dal 1957 al 1958 e l'Academia General del Aire dal 1958 fino al 1959, anno in cui fu nominato primo tenente. Dal 1960 al 1961 studiò diritto politico e internazionale, economia e finanza pubblica presso l'Università Complutense di Madrid.
Nel marzo 1956, mentre Juan Carlos e il fratello Alfonso si trovavano nella residenza dei genitori, Villa Giralda a Estoril, Alfonso morì accidentalmente per un colpo d'arma da fuoco, mentre puliva un revolver.Paul Preston, Juan Carlos: Steering Spain from Dictatorship to Democracy (New York: W.W. Norton, 2004), 101. Alcune indiscrezioni volevano che la pistola al momento dello sparo fosse nelle mani di Juan Carlos, altre che Alfonso si trovasse fuori dalla stanza e, nell'atto d'entrarvi, spinse la porta aperta, cosicché questa sbatté contro il braccio di Juan Carlos facendo partire il colpo.Preston, 102.
Matrimonio
Il 14 maggio 1962 nella Cattedrale metropolitana dell'Annunciazione di Atene sposò la principessa Sofia di Grecia, sua cugina di terzo grado, figlia del re Paolo I di Grecia e di Federica di Hannover.
Dalla consorte Sofia ha avuto tre figli: le infante Elena e Cristina e il Principe delle Asturie Filippo, erede al trono, diventato re dal 19 giugno 2014 in seguito alla sua abdicazione.
Designazione al trono
Nel giugno 1969 Franco indicò Juan Carlos invece del padre Giovanni come erede della corona spagnola. La nomina fu ratificata dalle Cortes Españolas il 22 luglio 1969 e il giovane principe accettò e prestò giuramento lo stesso giorno di osservare le Leggi fondamentali del Regno e i princìpi del Movimiento Nacional. Questo portò a una rottura per alcuni anni dei rapporti tra i due.
Il peso politico di Juan Carlos aumentò nel 1973 quando Franco, i cui problemi di salute si aggravavano, lo nominò capo di Stato supplente, e una prima volta assunse il ruolo di capo di Stato tra il 19 luglio e il 2 settembre 1974.
Re di Spagna
Assunse le funzioni provvisorie di capo dello Stato il 30 ottobre 1975 e dopo la morte di Franco, il 22 novembre, fu proclamato re di Spagna dalle Cortes Españolas e incoronato il 27 novembre. Solo il 14 maggio 1977, il padre don Juan, conte di Barcellona, rinunciò ufficialmente ai suoi diritti dinastici sul trono.
Il suo operato fu decisivo durante la transizione spagnola, che portò al ripristino della democrazia, con l'approvazione nel 1978 dell'attuale Costituzione democratica. Nel 1981 il sovrano si dimostrò deciso nello sventare un colpo di Stato organizzato da elementi della Guardia Civil e dell'esercito guidati dal tenente colonnello Antonio Tejero Molina: il suo famoso discorso in televisione alla mezzanotte tra il 23 e il 24 febbraio 1981, vestendo la divisa di Capitano Generale, fu determinante per guadagnare la fedeltà alla democrazia delle Forze Armate. Nelle coeve conversazioni (desecretate nel 2026) col golpista Jaime Milans del Bosch fu ancora più esplicito:
Nel 1986 Elisabetta II del Regno Unito invitò Juan Carlos a effettuare la prima visita di Stato di un monarca spagnolo dopo oltre 80 anni (l'ultima era stata quella di Alfonso XIII nel 1905). Per attribuire a quel viaggio una particolare valenza simbolica e politica, e come riconoscimento della transizione della Spagna verso la democrazia, Juan Carlos fu il primo monarca straniero a tenere un discorso presso il Parlamento britannico. Nel 1988 fu invece Elisabetta a visitare la Spagna, su invito di Juan Carlos.
Nel 1998 fu il primo capo di Stato straniero a leggere un discorso al Parlamento italiano, in camere separate. Non volendo creare polemiche in patria, il 28 ottobre 2007 preferì non partecipare alla beatificazione di quasi 500 martiri della guerra civile spagnola.
L'11 novembre 2007, durante il vertice ibero-americano, ebbe una discussione col presidente del Venezuela Hugo Chávez, il quale aveva interrotto ripetutamente il premier spagnolo in carica José Luis Zapatero accusando José María Aznar, predecessore di Zapatero, di essere "un fascista" (per il suo appoggio politico al golpe di Pedro Carmona Estanga contro lo stesso Chávez); Juan Carlos chiese al leader venezuelano di tacere dicendogli "¿Por qué no te callas?", frase che ebbe un grande impatto sociale., La Repubblica, 11 novembre 2007
Abdicazione
Il 2 giugno 2014 Mariano Rajoy annunciò la decisione di Juan Carlos di abdicare in favore del figlio Felipe. La scelta, poi, fu confermata dal re. Il 18 giugno Juan Carlos firmò l'abdicazione. L'indomani Filippo VI fu proclamato re di Spagna dinanzi alle Cortes, che il 18 giugno dello stesso anno avevano approvato una legge organica per ratificare la successione al trono, 18 giugno 2014.. Si trattava di una legge che, tra l'altro, delimitava cronologicamente la durata dell'immunità dell'ex Capo dello Stato spagnoloPrevista dall'articolo 56.3 della Costituzione spagnola, che assicura che il re sia "inviolabile" e che "non sia soggetto a responsabilità" mentre è in carica., sancendo che non avrebbe potuto essere più invocata per i reati commessi a partire dal 19 giugno di quello stesso anno; in una riforma della legge organica della magistratura dell'11 luglio 2014, però, all'ex monarca è stato comunque riconosciuto il privilegio dell'aforamento, che lo sottopone (alla stregua di deputati, senatori, membri del governo e persino il vertice della magistratura) a un tribunale legalmente superiore a quello ordinarioJúlia Regué , ..
Juan Carlos ha continuato ad avere un ruolo di rappresentante istituzionale. Nel dicembre 2015, ha partecipato all'insediamento del neoeletto presidente argentino Mauricio Macri come massimo rappresentante spagnolo.
Nel giugno 2019, l'ex re ha annunciato il suo ritiro dalle funzioni ufficiali.
Fuga dalla Spagna
Il 3 agosto 2020, con una lettera al figlio, re Felipe, Juan Carlos ha annunciato la sua decisione di abbandonare la Spagna. su repubblica.it, 3 agosto 2020 Secondo alcuni, il precipitoso esilio del re emerito ha lo scopo di allontanarsi dalla magistratura spagnola, a causa di presunti suoi fondi contenuti in paradisi fiscali, anche se i suoi legali hanno dichiarato che continua a essere a disposizione della magistratura. Il 7 agosto la stampa spagnola ha riportato che il re emerito si trova presso l'hotel Emirate Palace di Abu Dhabi.
Al 3 marzo 2021 Juan Carlos ha pagato 4,4 milioni di euro per regolarizzare un debito fiscale derivante da dieci anni di voli su jet di una compagnia privata offerti dalla fondazione Zagatka, sede nel Liechtenstein, di proprietà del principe Álvaro de Orleans, cugino dell'ex re ed è sotto inchiesta da parte della magistratura spagnola e svizzera.
Il 13 dicembre 2021 la procura di Ginevra ha deciso di archiviare l'inchiesta aperta sui beni dell'ex re in Svizzera, fra i quali, segnatamente, 100 milioni di dollari a lui versati dal Ministero delle finanze dell'Arabia Saudita. La procura ha reso noto che le indagini non hanno stabilito "in modo sufficiente un legame" fra la somma ricevuta dall'ex monarca spagnolo e "la conclusione dei contratti per la costruzione" di una linea ferroviaria ad alta velocità fra Medina e La Mecca. Gli inquirenti elvetici, oltre l'indagine per riciclaggio di denaro, avevano anche fatto verifiche su un versamento di 65 milioni di euro effettuato su un conto alle Bahamas di una società di Corinna zu Sayn-Wittgenstein, ex amante di Juan Carlos.
Il 2 marzo 2022 i magistrati spagnoli annunciano che le accuse di irregolarità fiscale all'ex re vengono archiviate per vari motivi: la prescrizione dei reati contestati, l'insufficienza di prove o il fatto che le presunte irregolarità indicate risalgano a periodi in cui Juan Carlos godeva di immunità essendo ancora sul trono di Spagna.
Attualmente risiede sull'isola privata di Nourai, Abu Dhabi.
Querela per molestie Il 24 marzo 2022 l'Alta corte di giustizia britannica stabilisce che l'ex re non gode di immunità penale per il suo status di fronte alla giustizia del Regno Unito e dovrà quindi rispondere dell'accusa di molestie avanzata contro di lui dalla sua ex amante Corinna zu Sayn-Wittgenstein dinanzi a un tribunale di Londra. Tuttavia il 6 dicembre 2022 i giudici della Corte d'appello di Inghilterra e Galles hanno accolto il ricorso dell'ex re riconoscendogli l'immunità fino al momento della sua abdicazione. Il tribunale ha accolto la richiesta dei legali dell'ex re secondo cui le sue azioni tra l'aprile 2012 e il 18 giugno 2014 non rientrano nella sua sfera privata, in quanto in quegli anni ricopriva ancora il ruolo di capo dello Stato della Spagna. Corinna Larsen ha accusato il re emerito di aver condotto una campagna di molestie psicologiche e spionaggio contro di lei con la complicità dell'allora direttore generale del Centro Nacional de Inteligencia Félix Sanz Roldán.
Titoli L'attuale costituzione spagnola si riferisce alla monarchia come corona de España (corona di Spagna) e il titolo costituzionale del sovrano è semplicemente rey/reina de España (re/regina di Spagna). La legge costituzionale però accenna anche alla possibilità dell'uso degli altri titoli storici della monarchia iberica, senza tuttavia specificarli. Un decreto emanato il 6 novembre 1987 dal Consiglio dei ministri regola i titoli e il trattamento spettante ai membri della Casa reale: il sovrano ha il diritto di usare gli altri titoli appartenenti alla corona (El titular de la corona se denominará Rey o Reina de España y podrá utilizar los demás títulos que correspondan a la Corona, así como las otras dignidades nobiliarias que pertenezcan a la Casa Real). Contrariamente a quanto si crede, la serie completa dei titoli storici, che comprende oltre venti regni, non è attualmente in uso. L'insieme dei titoli feudali venne impiegato l'ultima volta nel 1836 da Isabella II di Spagna.
Juan Carlos aveva quindi, oltre al titolo di re di Spagna, i titoli di:
Maestà cattolica Re di Castiglia Re di León Re di Aragona Re delle Due Sicilie Re di Gerusalemme Re di Navarra Re di Granada Re di Toledo Re di Valencia Re di Galizia Re di Maiorca Re di Minorca Re di Siviglia Re di Cordova Re di Corsica Re di Sardegna Re di Murcia Re di Jaén Re di Algeciras Re di Algarve Re delle Isole Canarie Re di Ungheria Re di Dalmazia Re di Croazia Re delle Indie Orientali, Occidentali, delle Isole e della Terraferma del Mare Oceano Principe di Svevia Margravio del Sacro Romano Impero Arciduca d'Austria