Il Bad World Tour è stato il primo tour mondiale da solista del cantautore statunitense Michael Jackson, intrapreso tra il 1987 e il 1989 a supporto del suo settimo album in studio, Bad.

La serie di concerti ebbe inizio a Tokyo, in Giappone, il 12 settembre 1987 davanti a più di 45.000 spettatori, per poi spostarsi in Australia, Stati Uniti e infine Europa, dove le prime esibizioni si svolsero in Italia, prima a Roma il 23 e il 24 maggio 1988 e poi a Torino il 29, per poi concludersi infine a Los Angeles il 27 gennaio 1989. Complessivamente, Jackson vi eseguì 123 spettacoli in 15 nazioni del mondo facendo registrare un'affluenza pari a 4,5 milioni di spettatori e un incasso totale di oltre 125 milioni di dollari dell'epoca, rendendolo così all'epoca il tour di maggior successo di tutti i tempi, e in virtù dei quali ottenne ben tre record nel Guinness dei Primati come "il tour con i maggiori incassi nella storia", "il tour con il più vasto pubblico presente" e "la serie di concerti di maggior successo della storia".

Nel 2019 il Bad World Tour è stato scelto da Vivid Seats e Consequence come il "miglior tour di tutti i tempi di un artista solista":

Il tour

Antefatti, annuncio e promozione Il 29 giugno 1987 Frank DiLeo, manager di Jackson, annunciò durante in una conferenza stampa da lui indetta a Tokyo che il cantante avrebbe intrapreso il suo primo tour mondiale da solista partendo proprio dal Giappone, per proseguire poi in Australia, Stati Uniti ed Europa. La serie di concerti avrebbe sancito il suo ritorno sul palco dal Victory Tour con i Jacksons nel 1984, oltre che la sua prima visita in Giappone dai tempi dei Jackson 5, nel 1973. Tutti i concerti del tour sarebbero stati eseguiti in stadi, parchi cittadini e grandi aree all'aperto: tuttavia, per i concerti negli Stati Uniti, Jackson scelse di esibirsi nelle arene, per poter essere più vicino al pubblico ed evitare la confusione mediatica e organizzativa che aveva contraddistinto il tour negli stadi del 1984. Pepsi-Cola, che aveva già sponsorizzato il Victory Tour, firmò un nuovo contratto con Jackson del valore di 15 milioni di dollari a sostegno del tour americano, estendendolo poi anche agli spettacoli nel resto del mondo.

In seguito all'accordo, tra il 1987 e il 1988 furono girati una serie di spot pubblicitari che avevano come protagonista il cantante: nel primo della serie, realizzato nell'87, Jackson simulava un concerto mentre eseguiva una versione dal vivo di Bad con un testo diverso dall'originale (contenente dei riferimenti alla bevanda), alternata a delle immagini di un giovane ammiratore (James Safechuck) che bussava alla porta del suo camerino per chiedere un autografo e che, alla fine, veniva colto di sorpresa dal suo arrivo. Altri quattro spot vennero realizzati per promuovere la parte europea del tour nel 1988 ed erano divisi in episodi intitolati The Chase, The Chopper, The Museum e The Finale, in cui si vedeva il cantante fuggire dopo un concerto dai fans e dai paparazzi prima salendo a bordo di una Ferrari Testarossa completamente nera, poi appeso ad un elicottero per poi, alla fine dell'ultimo spot, ritrovarsi di nuovo su un palcoscenico. Come conseguenza della sponsorizzazione del tour, le vendite di Pepsi aumentarono del 200% nel solo Giappone alla fine del 1987.

Allestimento Lo staff "permanente" del tour contava più di 130 persone, a cui se ne aggiungevano altre 40 che venivano reclutate localmente; per trasportare l'entourage, il palco e le attrezzature venne noleggiato un jumbo jet, mentre ventidue camion erano necessari per spostarsi da un luogo ad un altro. Il palco pesava circa 33 tonnellate, e utilizzava 700 luci, 100 altoparlanti, 40 laser, tre specchi e due megaschermi al LED di 7 metri per 5, all'epoca considerati una tecnologia all'avanguardia.

Per i concerti del 1988 e del 1989 il palco, lungo oltre 60 metri, fu modificato con l'aggiunta di un piano rialzato per la band con luci intermittenti, parti removibili che apparivano e scomparivano e un muro di oltre duemila luci sul fondo della scena, che venivano controllate da remoto con un PC, anche questo all'avanguardia per l'epoca.

Preparazione e dettagli

I costumi I primi costumi per il tour vennero disegnati e realizzati da Bill Whitten, mentre il resto dagli stilisti Michael Lee Bush e Dennis Tompkins, conosciuti da Jackson due anni prima sul set di Captain EO. Per il tour Jackson indossava una giacca e dei pantaloni di pelle nera in stile militare, entrambi abbondantemente decorati da cinghie in pelle, cerniere, fibbie, borchie, stemmi e decorazioni militari, e un ampio cinturone metallico finemente decorato. La giacca militare cominciò tuttavia ad essere indossata solamente per il brano di apertura a partire da Yokohama; sotto ad essa, Jackson aveva un costume in spandex, con una sola decorazione in pelle nera borchiata. Durante i tre concerti iniziali del tour a Tokyo il colore del costume era diverso ogni sera: Jackson voleva sperimentare quale tinta fosse migliore, per sincerarsi di poter essere ben visibile da tutti i fan nello stadio, tra il nero (utilizzata nel primo giorno), l'argento (utilizzata nel secondo giorno) e il rosso (utilizzata nel terzo giorno); alla fine scelse l'argento, che avrebbe mantenuto per tutto il resto della tournée a partire da Nishinomiya il 19 novembre. In Workin' Day and Night Jackson indossava una tuta violacea fatta in velluto e velcro, impreziosita da strass, fibbie e cerniere ribattezzata magic jumpsuit, perché in realtà si trattava di una tuta da trasformista, che permetteva a Jackson di cambiarsi velocemente alla fine della canzone, dopo un trucco di magia. Per Thriller l'artista compariva in scena con indosso una giacca simile a quella del video che includeva fibre ottiche luminose che si illuminavano a comando.

Nella seconda parte del tour, numerosi abiti furono cambiati, in particolare quelli di Jackson; per la prima parte dei concerti il cantante mantenne la giacca con i pantaloni borchiati e il cinturone, indossando però un nuovo costume argentato dal design maggiormente militare, anch'esso abbellito da cinture, fibbie e decorazioni metalliche. Nei concerti a Kansas City il costume si chiudeva a bottoni, mentre a partire da New York si chiudeva con una zip. Una seconda magic jumpsuit fu realizzata per Workin' Day and Night, stavolta di colore bianco, impreziosita da cinghie e cinturini, simile alle tute che Elvis Presley indossava negli ultimi anni di vita. Anche per Thriller fu realizzata una seconda giacca tecnologicamente all'avanguardia per l'epoca, contenente 11.000 luci che si accendevano a distanza durante l'esibizione, andando a ritmo con il brano e la coreografia. Per realizzare il pezzo, Bush e Tompkins lavorarono con tre ingegneri per cablare la giacca con delle batterie posteriori, una scheda del computer e cavi che si estendevano fino alle maniche. Le pesanti batterie necessarie ad accendere la giacca non permettevano a Jackson di indossarla per tutta la durata del pezzo, pertanto era solito iniziare la canzone con una diversa giacca (simile a quella da college vista all'inizio del videoclip) che cambiava a metà esibizione con quella luminosa, poco prima della coreografia con gli zombi.

In totale, i costumi realizzati per il tour, inclusi quelli per i ballerini e la band, furono oltre 70.

La band e i ballerini Per comporre la sua nuova band, Jackson indisse una lunga serie di audizioni a Los Angeles nell'estate del 1987. Furono scelti tre coristi maschili, Kevin Dorsey, Dorian Holley e Darryl Phinnessee; la quarta corista scelta, Siedah Garrett, era la cantante che aveva registrato I Just Can't Stop Loving You con Jackson e co-scritto per lui Man in the Mirror insieme a Glen Ballard. A causa di altri impegni discografici, quest'ultima fu tuttavia costretta a dover rinunciare all'incarico, nonostante avesse provato per due settimane con tutta la band, e venne così sostituita dall'allora emergente Sheryl Crow. Come direttore musicale, Jackson scelse Greg Phillinganes, che aveva collaborato a tutti i suoi album e a quelli dei Jacksons fin dal 1978, mentre alla batteria venne chiamato Jonathan Moffett, storico batterista dei Jacksons fin dal 1979; essendo però ancora impegnato nel Who's That Girl Tour di Madonna, che si era prolungato più del previsto, venne sostituito da Ricky Lawson. La chitarrista Jennifer Batten fu scelta tra più di 100 persone; Jackson rimase particolarmente impressionato dalla sua esecuzione di Beat It, che Batten aveva imparato a suonare anni prima con la sua cover band. Il cantante ideò per lei anche l'iconico look androgino, che ne avrebbe contraddistinto l'immagine negli anni successivi. Le prove del tour, svoltesi negli Universal Studios di Hollywood a Los Angeles, durarono più di due mesi.

Jackson selezionò 5 ballerini per il tour, tra cui LaVelle Smith Jr., che aveva già partecipato al videoclip di Smooth Criminal nei mesi precedenti, e che sarebbe rimasto uno dei suoi coreografi principali per tutto il resto della sua carriera.

La prima parte del tour (1987) La tournée partì a meno di un mese dalla pubblicazione dell'album. Impegnato nella promozione del disco e poi nella realizzazione dei primi videoclip, il cantante non aveva avuto modo di provare coreografie per le nuove canzoni, pertanto i concerti giapponesi e australiani del tour somigliavano nella scaletta e nelle coreografie di molti brani al precedente Victory Tour con i fratelli: le uniche differenze sostanziali consistevano negli arrangiamenti dei brani, nella nuova band, nei ballerini al posto dei fratelli Jackson e nei costumi. Le uniche due tracce dal nuovo album erano il duetto I Just Can't Stop Loving You e Bad, con cui i concerti si chiudevano, e che erano anche gli unici due singoli pubblicati fino ad allora.

Per l'ingresso in scena di Jackson, una parete di luci emergeva dal palco, avvolto in una cortina di fumo; al suo diradarsi apparivano improvvisamente il cantante e i suoi ballerini, che iniziavano il concerto lanciandosi in Wanna Be Startin' Somethin'. La performance di This Place Hotel, che comprendeva effetti pirotecnici, era preceduta dalla silhouette di Jackson che danzava dietro ad un telo, mentre i coristi recitavano alcuni versi in sottofondo. Ad ogni tappa, durante She's Out of My Life, Jackson faceva salire sul palco una fan diversa e cantava una parte della canzone abbracciato a lei. Alla fine di Workin' Day and Night Jackson scompariva con un numero di illusionismo ideato da Siegfried & Roy, per riapparire pochi secondi dopo completamente cambiato nel costume di Beat It dalla parte opposta del palco, su di un braccio meccanico che lo sollevava diversi metri sopra il pubblico in visibilio. Nei concerti giapponesi, verso la fine dello spettacolo, Jackson scendeva a sorpresa dal palco sulle note di Bad pe poter avvicinare i fan delle prime file.

La seconda parte del tour (1988-'89)