Tra la fine del 250 e gli inizi del 251 i Goti attraversarono il Danubio per saccheggiare il territorio romano. Da Oescus si mossero su Filippopoli, città in cui si trovava il governatore di Tracia e Macedonia Prisco, e la misero sotto assedio.

Un secondo gruppo di Goti, guidati da re Cniva, mossero verso ovest, ma vennero bloccati dall'esercito del governatore di Mesia inferiore, Treboniano Gallo, a Novae; si diressero allora verso Nicopoli, dove vennero intercettati e sconfitti dall'imperatore Decio. I Goti di Cniva si mossero verso Filippopoli, per ricongiungersi all'esercito là presente: Decio li inseguì, ma venne sorpreso e sconfitto a sua volta a Beroea.

Prisco, ancora sotto assedio a Filippopoli e senza prospettive di aiuto esterno dopo la sconfitta di Decio, dovette chiedere la pace a Cniva; in seguito accettò di essere proclamato imperatore (251).Aurelio Vittore, De Caesaribus, XXIX, 2.

Il regno di Prisco durò poco: i Goti saccheggiarono poi Filippopoli, uccidendo un gran numero di abitanti; Prisco era probabilmente tra essi.

Tito Giulio Prisco viene a volte ricordato anche come Lucio Prisco, mentre non è da identificare con il coevo Gaio Giulio Prisco.

Note

Bibliografia Fonti antiche Ammiano Marcellino, Storie, xxxi.5.17 Sesto Aurelio Vittore, De Caesaribus, xxix.2 Dexippo, fr. 18 Giordane, Getica, 18 Polemio Silvio, Laterculus, 39-40. Zosimo, Storia nuova, i.23.1

Fonti storiografiche moderne Sesto Aurelio Vittore, Liber de Caesaribus, tradotto da H. W. Bird, Liverpool University Press, 1994, ISBN 0853232180, p. 129.

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