Con la denominazione "Contributo straordinario per l'Europa", meglio conosciuta come "eurotassa", viene indicata un'imposta approvata dal Governo Prodi I il 30 dicembre 1996 con un decreto di fine anno che implicava una manovra tributaria di 4 300 miliardi di lire, necessari per ridurre il disavanzo dello Stato dello 0,6% per consentire il rispetto dei parametri di MaastrichtIl bilancio dello stato italiano doveva rientrare al di sotto del limite del 3% dato dal rapporto tra deficit e prodotto interno lordo. ai conti pubblici italiani, permettendo conseguentemente l'ingresso dell'Italia nell'area euro.
Descrizione
Tale imposta consisteva in un'addizionale alle imposte sul reddito delle persone fisiche e si basava su cinque aliquote progressive (dallo 0% al 3,5%) (su un reddito lordo di 30 milioni di lire, al netto delle eventuali detrazioni, era pari a 278 000 lire). Venne prelevata ai lavoratori dipendenti in nove rate mensili da marzo a novembre 1997; per i lavoratori autonomi, o comunque titolari di redditi oltre a quello da lavoro dipendente, fu previsto un versamento in due rate con scadenza al 31 maggio e al 30 novembre 1997.
Il decreto prevedeva la restituzione del 60% del prelievo nell'anno successivo, avvenuta a partire dalla fine del 1998 per effetto dell'articolo 1 del decreto-legge n. 378 del 2 novembre 1998. La parziale restituzione riguardò la sola somma versata, senza l'attribuzione di interessi. :
l'imposta addizionale Irpef introdotta con effetto 1º gennaio 1998 dall'articolo 50 del decreto legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997; un'ulteriore imposta addizionale introdotta con effetto 1º gennaio 1999 dall'articolo 1 del decreto legislativo n. 360 del 28 settembre 1998.
Note
Bibliografia
Categoria:Imposte abrogate