La maggior parte degli studi di Gerty Cori venne condotta insieme al marito, con cui gettò le basi per la comprensione dei meccanismi molecolari attraverso i quali le cellule assimilano il cibo e lo convertono in energia chimica o in riserva cellulare sotto forma di glicogeno. Per la prima volta riuscirono a dimostrare il modo in cui gli zuccheri vengono sfruttati dal muscolo come fonte energetica, con conseguente produzione di acido lattico. Questo metabolita successivamente viene trasportato dal sangue fino al fegato, dove viene riconvertito attraverso la gluconeogenesi a glucosio, il quale può venire immagazzinato come riserva o essere nuovamente condotto al muscolo per permetterne l'attività. Scoprirono così una via metabolica anaerobica alternativa: il cosiddetto ciclo di Cori.

Sebbene siano conosciuti soprattutto per l'omonimo ciclo, fecero numerose altre scoperte, altrettanto importanti. Furono pionieri nello studio dell'attività enzimatica e ormonale, ed i loro maggiori lavori contribuirono ad una migliore comprensione del diabete. All'epoca, infatti, si conosceva ben poco degli enzimi e i Cori riuscirono non solo ad identificarli ma anche ad isolarli, specialmente quelli responsabili della conversione degli zuccheri nella forma utilizzabile dai muscoli o nella forma di riserva. Inoltre Gerty diede inizio allo studio delle malattie ereditarie causate da difetti enzimatici. I loro studi servirono a dimostrare a scienziati e fisici che la comprensione dei processi biochimici cellulari è estremamente importante non solo per la biologia, ma anche per la medicina stessa, cosa che nel contesto storico in cui si affermarono non era riconosciuta.

Biografia Gerty Theresa Radnitz nacque il 15 agosto 1896, a Praga, da una famiglia ebrea benestante: il padre, Otto Radnitz, era un chimico e un uomo di affari che gestiva numerose raffinerie di barbabietole da zucchero.

La più grande delle tre figlie, Gerty, seguì lezioni private a casa fino all'età di dieci anni, quando iniziò a frequentare una scuola femminile in grado di darle l'istruzione necessaria per conversare in pubblico e con un futuro marito; fu suo zio, un professore di pediatria, ad incoraggiarla a frequentare l'università di medicina.

Ufficialmente, alle donne era concesso frequentare l'università Ferdinando Carlo di Praga, ma in realtà la maggior parte di loro non poteva, in quanto nelle scuole femminili non erano insegnate matematica, fisica, latino e chimica, cioè le materie richieste per essere ammessi.

Durante una vacanza con la sua famiglia, nell'estate del suo sedicesimo compleanno, incontrò una professoressa di latino che le offrì di insegnarle le materie necessarie: alla fine dell'anno Gerty aveva integrato ben otto anni di studi ed era pronta ad affrontare e a superare il test di ammissione all'università, di cui dirà in seguito che sarebbe stato l'esame più difficile affrontato in vita sua.

Gli studi e l'incontro con Carl Cori L'interesse per la ricerca biomedica delle università europee condussero Gerty a iscriversi nel 1914, all'età di soli diciotto anni, alla sede universitaria situata in Germania dove erano presenti anche i corsi in lingua cecoslovacca. Qui Gerty, proprio durante il primo anno di studi, incontra i due amori della sua vita: Carl Cori e la biochimica, materia affascinante che applica i principi della chimica ai problemi della biologia. I due coniugi formarono un'affiatata coppia di lavoro, dove nessuno dei due competeva con l'altro, ma ciascuno si fidava del lavoro altrui. Le loro capacità erano complementari ed il talento si integrava perfettamente con quello dell'altro. Erano più forti insieme che singolarmente: come affermò William Daughaday della Washington University School of Medicine:Si sposarono nel 1920 e poco tempo dopo si trasferirono in America, sia per sfuggire alla fame e difficoltà che seguirono la fine della Prima Guerra Mondiale, sia perché le prospettive lavorative nell'ambito del loro interesse, nell'Europa di quegli anni, erano davvero poche.

Ebbero un figlio, Tom Carl Cori, il quale però, nonostante le pressioni dei genitori che desideravano seguisse la strada del ricercatore scientifico, crebbe come il tipico ragazzo americano amante del baseball.

Gerty era sempre stata una donna gentile, educata e allo stesso tempo forte e travolgente sia nella vita privata che nel lavoro, e ciò la portò ad avere diversi contrasti con alcuni colleghi: il suo coinvolgimento emotivo e la sua dedizione la portarono a essere molto critica e ad avere standard elevati, pretendeva il massimo dagli altri e da sé stessa e non era solita chiedere scusa. Quando uno dei suo collaboratori, Edwin Krebs, ora professore all'Università di Washington, a causa di una dimenticanza rovinò un esperimento, Gerty reagì animatamente, accusandolo di aver rovinato tutto, al punto che Krebs pensò che la sua carriera da ricercatore fosse terminata; il giorno dopo Gerty bussò alla sua porta e gli chiese come stesse procedendo il lavoro: era il suo modo inusuale di scusarsi.

Il premio Nobel e gli anni della malattia L'anno 1947 fu un anno di novità per i coniugi Cori, i quali ricevettero sia la notizia migliore, ma anche la notizia peggiore della loro vita: durante una gita in montagna Gerty, in seguito a un malore, scoprì di essere affetta da una grave malattia, la displasia mieloide, che comportava un malfunzionamento del midollo osseo e le cause erano sconosciute. Poche settimane dopo appresero di aver vinto il Premio Nobel per la medicina, per la scoperta dell'enzima responsabile della conversione del glucosio in energia e viceversa.

Nonostante la terribile notizia della malattia, Gerty e Cori parteciparono alla cerimonia e ritirarono il meritato premio. Tornati a casa, donarono parte dei soldi ricevuti al progetto dei loro collaboratori sullo studio della fosforilasi.

Durante il ritiro del premio, Carl volle ringraziare sua moglie:

Nei successivi dieci anni Gerty sopravviverà grazie alle trasfusioni di sangue, alle cure incessanti del marito e al lavoro: non smise di contribuire alle ricerche e, otto anni dopo aver ricevuto il Premio Nobel, verrà nominata all'Accademia Nazionale delle Scienze e nell'estate del 1957 pubblicherà un articolo sulle malattie legate alla sintesi del glucosio nei bambini.

Il 26 ottobre dello stesso anno, Gerty Cori muore, all'età di sessantun anni, a casa sola con il marito: scienziati da tutto il mondo arrivarono per commemorarla e durante la cerimonia funebre in Chiesa, prima che un quartetto di archi suonasse Beethoven, fu trasmessa una registrazione vocale che poco tempo prima Gerty aveva composto per Edward R. Murrow, nella quale esprimeva il suo amore per la scienza, la verità e l'umanità. Disse:

Periodo storico Quando Gerty e Cori divennero marito e moglie, nel 1920, l'Europa orientale era nel caos a causa della prima guerra mondiale appena terminata.

Gli alleati vittoriosi avevano smantellato l'Austria-Ungheria, spostando le frontiere; una notte Carl e alcuni suoi amici, si travestirono da dipendenti e di nascosto smontarono un istituto di ricerca per spostarlo dalla Cecoslovacchia all'Ungheria, dato che il suo fondatore era ungherese.

A quel tempo le donne occupavano una posizione marginale, e ciò lo dimostra il fatto che il lavoro e il talento di Gerty non furono subito apprezzati, ma imputati sempre alla sola figura del marito: a Carl furono offerte diverse proposte di lavoro, come quella di un'importante università americana: era il lavoro dei suoi sogni, ma doveva interrompere le ricerche che conduceva in laboratorio con sua moglie. Quando rifiutò rimasero sconvolti e informarono Gerty che stava rovinando il marito, dicendole che è anti-americano per un uomo lavorare con sua moglie. In privato, Gerty scoppiò in lacrime ma il marito la rassicurò:

Lavori e ricerche

Europa Nel 1921 Gerty iniziò a lavorare presso il "Karolinen Children's Hospital" di Vienna, dove condusse studi e pubblicò diversi articoli sul cretinismo, ora considerata una deficienza tiroidea congenita. Nell'Europa di quegli anni le opportunità di lavoro erano piuttosto esigue: la ricerca a cui erano interessati i due coniugi era considerata di bassa priorità e tra i vari scienziati quelli più richiesti erano i fisici.

Questo aspetto, con l'aggiunta del contesto storico in cui vivevano, spinse i Cori a voler abbandonare l'Europa e fecero richiesta al governo olandese di lavorare per cinque anni tra la popolazione nativa di Giava. Mentre attendevano una risposta, il direttore del centro "State Institute for the Study of Malignant Diseases" di Buffalo, nello stato di New York, offrì un posto di lavoro a Carl, il quale accettò lasciando Gerty al suo lavoro viennese per altri 6 mesi. La moglie lo raggiunse dopo che il marito ebbe ottenuto un posto sicuro anche per lei nell'Istituto.

America

Primi studi Quando arrivarono entrambi in America avevano 25 anni. Nei nove anni successivi si costruirono una reputazione scientifica ed ottennero la cittadinanza americana.

I primissimi studi a cui Gerty si dedicò trattavano gli effetti dei raggi X sulla pelle e sul metabolismo degli organi corporei, tuttavia l'ambito di ricerca a cui era interessata riguardava il modo in cui una parte del corpo trasferisce energia ad un'altra e negli anni '20 condusse assieme al marito diversi studi su animali da laboratorio, misurando attentamente i valori di glucosio e diversi ormoni.La precisione e l'accortezza di misurazione divennero un tratto dominante del loro lavoro: come scrisse il biografo di Gerty, Joseph Larner:

Ciclo di Cori Nel 1929, dopo sei anni di intenso lavoro, i Cori riuscirono a spiegare come i mammiferi ottenessero energia per l'attività muscolare. Scoprirono il Ciclo di Cori e lo descrissero in termini generici.

Il glucosio quando è superiore al fabbisogno energetico viene immagazzinato sotto forma di glicogeno sia nel fegato che nei muscoli. I Cori compresero questo aspetto e descrissero il ciclo che permetteva gli scambi tra queste due aree.

Una delle fonti energetiche principali per i muscoli, soprattutto nel caso di sforzi ad alta intensità, è il glucosio. Questo zucchero può provenire dalle riserve di glicogeno presenti nel muscolo o nel fegato e subisce una serie di ossidoriduzioni e conversioni che permettono la formazione di molecole ad alto contenuto energetico, le ATP.

Inizialmente il glucosio viene convertito in piruvato attraverso una serie di reazioni che costituiscono la glicolisi, un processo metabolico anaerobico. In condizioni aerobiche si può ottenere una resa energetica di circa 18 volte superiore se il prodotto terminale di questo processo viene prima decarbossilato e poi immesso nel ciclo di Krebs.

Tuttavia quando il flusso ossidativo non è più sufficiente per fornire l'ATP richiesta, parte del glucosio viene convertito in acido lattico, attraverso una via alternativa anaerobica. Questo avviene per garantire una fonte energetica anche nel caso in cui il metabolismo aerobico non fosse più sufficiente per fornire il giusto apporto di ATP, come nel caso in cui la concentrazione di ossigeno sia bassa o l'attività glicolitica sia troppo elevata per permettere un'adeguata ossidazione del NADH, con conseguente arresto della glicolisi.

Per questi motivi, le fibre muscolari ricavano parte dell'energia dalla conversione del glucosio in piruvato, che viene poi ridotto da una lattato deidrogenasi ad acido lattico.

In seguito a queste reazioni, il livello di lattato cresce significativamente e si riversa nel torrente sanguigno, attraverso il quale raggiunge il fegato. Qui l'acido lattico viene ossidato dalla lattato deidrogenasi a piruvato, cui segue una conversione tramite il processo gluconeogetico a glucosio.

Una volta prodotto, il glucosio può venire rilasciato nel sangue e raggiungere nuovamente il muscolo, oppure venire immagazzinato nel fegato sotto forma di glicogeno.