Il feudalesimo è stato un sistema socio-economico, tipico del Medioevo europeo. Tale denominazione riflette soprattutto il tentativo, fatto in epoche successive, di designare in termini unitari e coerenti il contesto economico e sociopolitico dell'Europa sorta dal crollo dell'Impero romano e dall'avvento delle popolazioni barbariche (i Germani). In tal senso, il feudalesimo è più un costrutto storiografico che una realtà storica intrinsecamente unitaria.
La parola deriva dal latino feudum o feodum, 'feudo' (pl. feoda), a sua volta dal fràncone fehu-od, da fehu, 'bestiame', e od, 'possesso', ad indicare l'insieme di beni mobili e immobili che un capo offriva ai propri soldati in cambio dei servigi resi..
Come organizzazione politica tipizzata, il feudalesimo consisté in un sistema ampiamente decentrato, in cui il sovrano, in cambio di omaggio personale, concedeva benevolmente a grandi signori suoi dipendenti (detti vassalli) immunità specifiche su territori, quindi l'esercizio di specifiche funzioni pubbliche. Se inizialmente questi benefici erano riassorbiti dal potere centrale per la morte o per il tradimento (fellonìa) del vassallo, successivamente essi divennero ereditari, di modo che si configurò per il popolo una duplicità di poteri pubblici, quello teorico e distante del sovrano, e quello concreto e vicino del signore feudale. Il formarsi delle monarchie nazionali sottrasse progressivamente potere pubblico ai feudatari, in quanto la funzione pubblica venne sempre più messa nelle mani di burocrati professionisti.
Una parola complessa La parola feudalesimo (come anche il latino feodalitas, 'complesso delle incombenze legate al feudo') fu inventata molto tempo dopo rispetto all'epoca che intende riassumere, così come il suo sinonimo, sistema feudale. Questa terminologia riflette una compattezza semantica in gran parte estranea alla realtà storica e sarebbe risultata incomprensibile agli stessi uomini del Medioevo.. A ciò si aggiunga il fatto che, come avverte lo storico e giurista inglese Frederic William Maitland (1850-1906), la parola feudalesimo intercetta solo metà del fenomeno cui si riferisce: essa infatti rinvia al feudo, alla dipendenza economica di un soggetto al suo signore, ma non alla dipendenza personale. Per questo, a un certo punto si è preso a parlare di "sistema vassallatico-beneficiario".. L'aggettivo feudale fu inventato da giuristi rinascimentali italiani come il padovano Iacopo Alvarotti (De feudis, 1477), che postulò l'esistenza di un diritto feudale come fondamento della proprietà della terra da parte dell'aristocrazia. Successivamente, l'analisi dei Libri feudorum, una codificazione di diritto feudale longobardo compilata tra l'XI e il XIII secolo, contribuì a connettere la nascita del feudo al rapporto vassallatico. Fu François Hotman (1524-1590) a individuare negli antichi costumi barbarici franchi le origini del diritto feudale.. Fu poi probabilmente Henri de Boulainvilliers (1658-1722) a coniare la parola féodalité (Histoire des anciens Parlements de France, 1737).. Quando la Costituente del 1789 abolì il feudalesimo, aveva in mente il diritto feudale come descritto da Montesquieu nello Spirito delle leggi (1748). L'espressione feudal system ('sistema feudale') fu coniata da Adam Smith nella Ricchezza delle nazioni (1776) per descrivere un sistema di sfruttamento dei contadini da parte dei signori che sfuggiva alle leggi di mercato; questa definizione fu ripresa da Karl Marx, che individuò nel feudalesimo uno specifico modo di produzione.
Secondo l'interpretazione tradizionale, il feudalesimo sarebbe stato, pur con variazioni regionali, il sistema giuridico-politico dominante nell'Europa occidentale tra i secoli X e XIII. Questo sistema, formatosi gradualmente, avrebbe tenuto insieme l'aristocrazia guerriera dell'epoca. Da un punto di vista economico, al centro del sistema feudale stava la curtis ('corte'), il fondo più importante del feudo, l'unità economico-amministrativa al centro di una proprietà e per questo corredata di strutture, edifici, fortificazioni e alloggi, e quindi configurata come borgo. I castelli, che presero a diffondersi in Europa a partire dal IX secolo (vedi Incastellamento), oltre ad avere funzione difensiva erano al centro dell'organizzazione giudiziaria e finanziaria..
In seguito, la rinascita delle città e dell'economia monetaria ridimensionò molto l'istituzione feudale, che comunque non scomparve. Tra XIV e XVI secolo, in Europa si registrò anzi un diffuso processo di "rifeudalizzazione". Con l'avvento degli Stati moderni il feudalesimo perse le caratteristiche giurisdizionali, ma mantenne quelle sociali e politiche fino a quasi tutto il XVIII secolo. In Francia venne abolito solo con la Rivoluzione del 1789, mentre altrove rimase vivo, almeno sul piano teorico, anche più a lungo, dopo la Restaurazione.
La più autorevole interpretazione del feudalesimo come tipo di società è quella di Marc Bloch (La società feudale, La société féodale, 1939), che individuò nell'imporsi dei legami personali di potere, nella conseguente frammentazione del potere stesso, e nella supremazia di una classe guerriera, i suoi elementi centrali. Di diverso tenore l'interpretazione di François Louis Ganshof (Che cos'è il feudalesimo?, Qu'est-ce que la féodalité ?, 1944), che restrinse la definizione alla sfera giuridica. Secondo Ganshof, il sistema vassallatico-beneficiario (système fèodo-vassalique) smise di essere una realtà storica importante per l'Europa occidentale già alla fine del XIII secolo e quando la Rivoluzione francese abolì il feudalesimo nel 1789 dietro la parola non c'era che una realtà fantasmatica.. Tanto Bloch quanto Ganshof distinsero un feudalesimo incipiente da un feudalesimo maturo: per il primo, la cesura va individuata alla metà dell'XI secolo; per il secondo, il feudalesimo maturo va dal X al XIII secolo. L'idea di una cesura è oggi generalmente accettata e posta intorno all'anno 1000.
Nel senso stretto individuato da Ganshof, oggi favorito tra gli studiosi, la feudalità fu un fenomeno giuridico, consistente nei diversi istituti alla base dei rapporti tra due individui liberi, il signore e il suo vassallo, tra i quali vigevano reciprocamente doveri e prestazioni (obbedienza e servizio del vassallo verso il signore; protezione del signore verso il vassallo). Tali rapporti erano suggellati da riti pubblici, come l'omaggio, il giuramento, l'investitura..
La cultura moderna ha dal canto suo espanso a dismisura il campo di applicazione dei termini feudalità e feudalesimo, riferendoli a rapporti di varia natura (giuridici, sociali, politico-istituzionali, economici ecc.) fino a renderli «proteiformi» (così Giovanni Tabacco). Le indagini storiografiche sul feudalesimo hanno finito per analizzare oggetti assai diversi tra loro, legando fenomeni sì interrelati, ma facendolo in modo disorganico, con l'obbiettivo di stringerli in una sistemazione concettuale troppo compatta, e ciò tanto più nella divulgazione dei pubblicisti. Il medievista belga Henri Pirenne (1862-1935), tra i protagonisti del dibattito sul tema, è giunto a definire «un abuso di linguaggio» la determinazione del feudalesimo come "ordine politico".. Per queste ragioni, la storiografia oggi tende a ridefinire il concetto, cercando di circoscriverlo in modo più esatto nello spazio e nel tempo, contrastando l'idea che esso possa essere utilizzato come caratteristica di fondo dell'Alto Medioevo, dell'età carolingia e del Medioevo centrale, tanto meno in termini economici, con la curtis e l'economia curtense intimamente connessa all'istituto del feudo. Così era per Karl Marx e Friedrich Engels, che videro il sistema feudale talmente centrale nella società medievale da qualificarla come società feudale tout court, e il feudalesimo uno degli stadi dell'evoluzione sociale umana, preceduto dalla società schiavistica e succeduto dalla società borghese..
Come ricorda C. Warren Hollister, l'idea stessa è stata a volte rifiutata in toto o ad essa è stata preferita l'espressione feudalesimi, al plurale., citato in . Lo stesso Hollister ha fatto riferimento a una «ironia del feudalesimo», per cui alcune delle caratteristiche centrali del feudalesimo inteso secondo tradizione sono contraddette dalla realtà storica: ad esempio, l'Inghilterra anglo-normanna, pienamente feudale, ebbe un governo centrale forte, quando invece l'interpretazione tradizionale individua nel feudalesimo un principio disgregatore del potere centrale..
L'ipotesi di un sistema feudale come caratteristica centrale del Medioevo europeo è stata estesa anche a contesti extra-europei, tanto che si è a lungo parlato di feudalesimo e di Medioevo anche a proposito di Cina e Giappone (vedi Medioevo cinese e Medioevo giapponese)..
Storia Fenomeni prefeudali tra Basso Impero e regni romano-barbarici
Già nella Roma repubblicana e imperiale esisteva la pratica della commendatio ('accomandazione'), che consisteva nel diritto di proporre candidati alle magistrature o ad alcune cariche religiose. La Lex de imperio Vespasiani del 69 d.C. indicava tra i poteri degli imperatori la commendatio di candidati alle magistrature, con effetto vincolante. Con lo stesso nome di commendatio, a partire dal Basso Impero, si indicava la pratica per cui contadini liberi si raccomandavano ai signori perché li proteggessero: i signori poterono in tal modo formarsi delle vaste clientele. La relazione personale tra un cittadino romano e un'altra figura a vario titolo inferiore (il cliens) rimontava alle origini della civiltà romana, mentre ai tempi dell'Impero romano il rapporto di protezione tra patronus e cliens prendeva il nome di patronatus o patrocinium. La relazione intesa sotto l'aspetto finanziario prendeva invece il nome di precarium, dal verbo precare ('pregare'): per essa, un soggetto pregava un altro soggetto affinché gli lasciasse usare una porzione dei suoi terreni. Nei tempi di crisi, il libero possidente impoverito che cercasse aiuto in un uomo più potente era spinto da questi a cedergli la proprietà per ottenerla indietro come precarium..
La "privatizzazione" dei rapporti di potere aveva avuto un ruolo significativo anche nell'instaurarsi dei regni barbarici, in cui la nuova forma romano-barbarica di monarchia mescolava l'usanza germanica del giuramento di fedeltà personale dei guerrieri al re con la preoccupazione tradizionalmente romana di garantire, per mezzo di funzionari, un potere pubblico omogeneo. I rapporti vassallatici medievali non derivano insomma da quegli specifici rapporti di dipendenza personale tra padrone e schiavo e nemmeno dai rapporti tra patronus e schiavo liberato (liberto o, nella terminologia longobarda, aldio); essi sono piuttosto rapporti di dipendenza istituiti volontariamente, in chiave militare tra i Germani e in chiave politica tra i Romani..
In continuità con la tradizione della trustis, i rapporti di dipendenza personale romano-germanici, a differenza che nel mondo romano, potevano legare figure entrambe appartenenti all'aristocrazia.