Il Gremio dei Piccapietre (in sassarese lu Gremiu di li Piccappiddreri) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel 1856, è parte della Faradda di li Candareri (Discesa dei Candelieri) dal 1955.

Raccoglieva al suo interno gli scalpellini, gli intagliatori, gli scultori della pietra e tutte le maestranze affini.

Storia Origini La storia dei mastri scalpellini, noti a Sassari come Piccapietre, come per i muratori trae principio e origine al termine del Medioevo nella vicina città di Torres, ove il Giudice Comita II, volendo realizzare una nuova Basilica dedicata ai Protomartiri turritani, chiamò da Pisa unici maestri costruttori, appartenenti alla scuola dei comacini. Tra le maestranze locali che maggiormente giovarono delle tecniche e delle tecnologie portate da tali maestri, ci furono anche i Mastros de pedra, fornitori della materia prima per tutte le costruzioni.

Citati come Bocatores de cantones negli Statuti Sassaresi del 1294, la loro maestranza era molto diffusa, tanto da essere considerata maggioritaria nella compagine dei Muratori, ed essi ricomprendevano non solo gli scalpellini di arte grossa, ma anche gli abili scultori della pietra, la cui maestria è ancora oggi riscontrabile in numerosi edifici civili e religiosi della città.

La Confrarìa dels Angels Assieme ai Mastros de Muru, ai Fusters, ai Bottai, ai Sellai e a numerose altre maestranze affini, anche i Piccapeders confluirono nella Confrarìa dels Angels, che il 7 marzo del 1538 si dotò di un primo statuto, divenendo la compagine più numerosa all'interno della corporazione. La loro forte partecipazione, anche in termini numerici, comportò che il termine stesso Piccapeders venisse utilizzano negli atti non solo per i mastri scalpellini, ma anche per i muratori. A riprova di ciò il 14 agosto 1551 il Comune, sentiti i Piccapietre, consente anche ai Bottai di poter accedere alla carica di Obriere Maggiore della corporazione.

All'interno del sodalizio, nell'alternanza fra Muratori e Fagnami, e poi anche Bottai e Barilleros, nel governo, non è chiaro se anche i Piccapitre avessero accesso alla prestigiosa carica di Obriere Maggiore o se gli stessi fossero considerati una maestranza minore. Ad ogni modo la convivenza di tutte le maestranze all'interno della medesima corporazione fu pacifica per tutto il XVII secolo.

L'autonomia e la storia moderna del Gremio Il 18 febbraio 1776 la storica Confrarìa riformò il proprio statuto divenendo Gremio dei Falegnami e Muratori. In tale atto i Piccapietre vennero per la prima volta distinti dai Muratori, pur rimanendo all'interno della corporazione.

Tuttavia, di seguito all'esclusione dei Falegnami dal governo del Gremio e alla sentenza del 1800 che li esentava dagli obblighi economici, il 20 luglio 1802 venne fondato il Gremio dei Muratori, nel quale solo l'antica maestranza dei Mastros de muru venne ricompresa e posta sotto la protezione della Madonna degli Angeli. Nel 1806 venne invece fondato il Gremio dei Falegnami.

Attorno al 1830 i Piccapietre decisero di riunirsi in una maestranza autonoma, pur non costituendo inizialmente un Gremio dal punto di vista formale. Gli stessi elessero come propria Cappella la Chiesa di Sant'Anna nel rione delle conce, nominando la madre della Madonna come propria protettrice. Gli stessi continuarono a riunirsi presso la piccola chiesa campestre fino al 1845, quando le loro attività, al pari di quelle di Gremi più antichi, come i Mercanti, cessarono.

L'epidemia di Colera del 1855, tuttavia, spinse i Piccapietre a ricostituire una corporazione. Nel 1856 gli stessi fondarono il Gremio e decisero di dedicarlo alla Madonna della Salute, eletta patrona, mentre Sant'Anna ne divenne compatrona. L'atto di fondazione del 1856 è andato perduto, tuttavia lo stesso è citato nello statuto del 1881, nel quale il Gremio viene nominato "Società degli Operai Tagliapietre di Sassari". Nello stesso anno venne organizzata la prima processione pubblica per la Santa Patrona, la quale ebbe luogo a settembre con partenza dalla chiesa di Sant'Agostino.

Nel 1876, vista la demolizione della Chiesa di Sant'Anna, il Gremio chiese ed ottenne di poter occupare la Cappella di San Bonaventura della chiesa di Santa Maria di Betlem.

L'opera di restaurazione della Faradda adoperata dal Comune tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX, non tenne inizialmente conto dei Piccapietre. Al ritorno dei Sarti nel 1896 seguirono le ammissioni dei Falegnami nel 1921, dei Contadini nel 1937 e dei Viandanti nel 1941; con tali ingressi il numero dei Candelieri fu riportato agli originali otto.

Il 18 maggio 1955, tuttavia, il Gremio chiese ed ottenne dagli altri Gremi il riconoscimento dell'antichità della maestranza e della sua primordiale partecipazione alla Faradda all'interno della Confrarìa dels Angels. Con tale decisione i Piccapietre furono ammessi alla Discesa e fecero costruire dal falegname Cubeddu e dal pittore Giovanni Oronzo Pulli un nuovo Candeliere, con il quale aprirono lo storico corteo per lo scioglimento del voto alla Vergine Assunta fino all'ammissione del Gremio dei Fabbri nel 2007.

Nel 1992 il Gremio ottenne il trasferimento nella Cappella di san Salvatore, originariamente di proprietà dello scomparso Gremio dei Conciatori.

Nel 2006, assieme ai Muratori e ai Falegnami, hanno costituito, in occasione dei 150 anni di dedicazione alla Madonna della Salute, la Confrarìa della Madonna degli Angeli, in ricordo della corporazione che riuniva i tre Gremi dal XVI secolo.

Devozione alla Madonna della Salute Il Gremio celebra la propria Patrona, la Madonna della Salute, la seconda domenica di luglio. In tale giornata nella Cattedrale viene celebrata la mattina la Messa Solenne col tradizionale rito dellintregu, successione fra gli Obrieri Maggiori per mezzo dello scambio della Bandiera. La sera viene invece svolta la suggestiva processione con l'antico simulacro della Santa trasportato per le vie della città ed accompagnato da tutti i Gremi.

Il Gremio celebra la sua Compatrona, la sant'Anna, il 26 luglio, nella sua festa piccola.

Segni Bandiera La bandiera del Gremio dei Piccapietre, comunemente a tutte le maestranze originariamente facenti parte della Confrarìa dels Angels, è caratterizzata dal colore azzurro, in particolare nelle tonalità del celeste cielo.

Come tutte le bandiere dei Gremi mariani, è bordata da un gallone d’argento. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante la Madonna della Salute, che viene ornata con una corona di fiori.

La bandiera presenta raffigurato sul recto la Patrona mentre nel verso è rappresentata Sant'Anna.

Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda e nelle celebrazioni funebri. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da una croce in legno tornito

Abiti Il Gremio, nel corso del Novecento, ha assunto come propria divisa un classico frac francese a code, con guanti e papillon neri. Tutti portano al fianco una sciabola.

Cappella A partire dal 1992 il Gremio occupa la Cappella di San Salvatore nella Chiesa di Santa Maria di Betlem (prima a destra della navata).

Introdotta da un arco a tutto sesto, presenta un prezioso altare ligneo barocco con intagli e sculture in rilievo in foglia d'oro. Nel primo ordine è presente un paliotto ligneo sulla cui mensa è stato posto un piccolo simulacro della Madonna della Salute. Nell'ordine centrale sono presenti quattro paraste corinzie arricchite da numerosi dettagli in foglia d'oro e con al basamento le icone di diversi santi. Al centro, sormontata da una corona e da un tendaggio retto da due angeli, la nicchia contenente l'antico simulacro di San Salvatore con in mano il globo crocigero. Nell'ordine superiore è presente un timpano barocco con angeli che ospita una finta edicola raffigurante il Cristo in croce con l'Addolorata ai suoi piedi.

Candeliere Il Candeliere dei Piccapietre è stato realizzato nel 1955 dal falegname Cubeddu per la cifra di 96.000 lire e dipinto dal noto pittore Giovanni Oronzo Pulli, nello stile minimalista tipico degli anni cinquanta.

Durante il corteo occupa il quinto posto, mentre è il nono ad essere offerto alla Vergine Dormiente.

Base La base è molto semplice, di forma quadrangolare, è bianca e presenta su tutte le facce dei grandi riquadri azzurri con cornici e dettagli in foglia d'oro.

Fusto Anche il fusto è molto semplice, principalmente di colore bianco presenta sul fonte l'immagine dell'Immacolata Concezione, mentre sul retro sono raffigurati gli strumenti del mestiere, martello, picco e scalpelli, avvolti da un nastro azzurro.

Capitello Il capitello è di forma ottagonale regolare e molto allungato in altezza. Su tutte le facce sono presenti dei riquadri azzurri con delle decorazioni floreali.

Corona La corona è ornata con le bandiere in damasco di tutti gli Obrieri di Candeliere succedutisi negli anni. Sopra le bandiere vengono poste le tradizionali bandierine di carta (bandereddi o bora-bora). Come in tutti i candelieri, eccetto quello dei Sarti, al centro della corona si trova la croce in legno con issata la bandiera dell’Obriere di Candeliere in carica.

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Bibliografia Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari. Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari.

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