La provincia di Nuoro è una provincia italiana della Sardegna che si estende per km² con una popolazione di abitanti, istituita con RDL 2 gennaio 1927, n. 1. È la seconda provincia italiana con la densità di popolazione più bassa.
Affacciata a est sul Mar Tirreno, confina a nord-ovest con la città metropolitana di Sassari, a sud-est con la provincia dell'Ogliastra, a nord-est con la provincia della Gallura Nord-Est Sardegna, a ovest con la provincia di Oristano, a sud con la città metropolitana di Cagliari.
Geografia fisica
La provincia di Nuoro, nonostante le decurtazioni e i passaggi di comuni sotto altri enti, operate dal 2012 al 2016 comprende sempre il cuore montano dell'isola, che culmina con le punte del Gennargentu, a sud del capoluogo; a est si stende, comprendendo il monde Albo, sino a una larga fascia di costa tirrenica; a ovest sino alla Planargia comprendendo Sindia.
Storia La storia della provincia è legata in gran parte a quella del capoluogo; Nuoro a partire dalla fine del XVIII secolo rivestì un ruolo sempre più centrale dal punto di vista amministrativo culturale e politico sui territori circostanti.
Nel 1779 Papa Pio VI scelse Nuoro come sede vescovile della ricostituita diocesi di Galtellì.
Nuoro divenne sede del Tribunale di Prefettura nel 1807, e sede di provincia nel 1821 sino al 1848 quando venne soppressa e trasformata in divisione amministrativa e di Intendenza. Questo organismo fu a sua volta abolito nel 1859 con il decreto Rattazzi, anno in cui furono ripristinate le province; Nuoro però non fu più capoluogo ma semplice sottoprefettura ricadendo sotto la provincia di Sassari. Vi furono manifestazioni di protesta talvolta represse della forza pubblica. Dal 1860 in poi furono presentate in Parlamento varie proposte di ricostruzione della provincia ma tutte vennero bocciate, nel 1913 vi fu la proposta del Deputato Giorgio Asproni ma anche stavolta non si prese in considerazione. Avendo già assunto almeno moralmente questo ruolo, ed essendola in pratica già stata nel secolo precedente, Nuoro ridivenne provincia durante il fascismo, nel 1927, e contava 7 regioni storiche: Barbagie, Baronie, Ogliastra, Marghine, Planargia, Sarcidano e Montiferru. Il regime nominò primo presidente il Prefetto Ottavio Dinale che si adoperò presto per la costruzione delle più importanti infrastrutture pubbliche in città e nella provincia. I rapporti del regime con la popolazione passarono attraverso la mediazione di alcuni artisti, i quali imposero il rispetto di forme culturali autoctone, nonostante le politiche di unificazione nazionale. Nel 1935 a Nuoro e provincia (Tortolì, Lanusei, Desulo, birori Dorgali, Orani, Bosa e Macomer) si ebbero le visite di Benito Mussolini. Durante la seconda guerra mondiale in provincia si ebbero molti bombardamenti come a Macomer e al porto di Arbatax il 23 aprile 1943, che costò la vita a 13 persone, il capoluogo non venne mai bombardato sebbene in caso di bombardamento la città fosse provvista dei rifugi antiaerei nuoresi sotterranei.
A seguito dell'emanazione dello Statuto speciale per la Sardegna, con L. Cost. 26 febbraio 1948 n.3, la provincia di Nuoro e le altre due "provincie storiche" di Cagliari e Sassari diventano enti amministrativi di secondo livello di rilevanza costituzionale, in quanto previste dall'art.43 dello Statuto, a differenza delle successive province costituite con legge ordinaria regionale.
Agli inizi degli anni settanta in provincia tramite i finanziamenti della Cassa del Mezzogiorno vi fu una massiccia opera di industrializzazione con la costruzione del petrochimico di Ottana e della cartiera di Arbatax, fino agli anni 2000 questi impianti diedero lavoro a numerose maestranze.
In seguito ai referendum in Sardegna del 2012, e al progetto di abolizione o riforma delle province in Sardegna approvato dal Consiglio Regionale il 24 maggio 2012, secondo gli intendimenti della Regione la Provincia di Nuoro avrebbe dovuto dar vita a un nuovo ente amministrativo o essere abolita il 1º marzo 2013, scadenza poi prorogata al 1º luglio 2013. In tale data tuttavia la provincia non è stata commissariata, come successo a 5 delle 8 province sarde, proseguendo la sua regolare attività. Al presidente Deriu, eletto consigliere regionale nel 2014, è succeduto alla carica di presidente il suo vice Costantino Tidu (già sindaco di Teti).
Il 16 giugno 2015 la Provincia viene commissariata dalla giunta regionale con la nomina di Sabina Bullitta, prima donna in 90 anni chiamata a governare la Provincia di Nuoro.
Il 19 aprile 2016 la giunta regionale nomina quale commissario della provincia Alessandra Pistis. Il 10 ottobre dello stesso anno il commissario straordinario Pistis si dimette dalla carica dell'ente, il giorno successivo la giunta regionale nomina Maria Cristina Madeddu nuovo commissario.
Il 24 dicembre 2016 ritorna alla guida dell'ente Costantino Tidu a seguito delle dimissioni della Madeddu.
Con la legge regionale 23 ottobre 2023 n. 9 è stato stabilito che le elezioni provinciali si dovranno tenere entro il 30 giugno 2024.
Modifiche territoriali
Nel 1974, con legge 16 luglio 1974, n. 306, i comuni di Cuglieri, Scano di Montiferro e Sennariolo (appartenenti alla subregione storica del Montiferru) e il comune di Tresnuraghes (della subregione della Planargia), vennero scorporati dalla provincia di Nuoro per andare a formare la costituenda provincia di Oristano. Nel 2005, con legge regionale 12 luglio 2001, n. 9 divenuta operativa successivamente alle elezioni amministrative dell'8-9 maggio 2005, a seguito della creazione delle nuove province e della ridefinizione delle circoscrizioni provinciali preesistenti, la provincia di Nuoro perse 48 comuni. San Teodoro e Budoni passarono alla provincia di Olbia-Tempio. I 21 comuni della subregione storica dell'Ogliastra e i comuni di Seui e Ussassai (della subregione della Barbagia di Seulo) si staccano per creare la provincia dell'Ogliastra. I restanti 8 comuni della subregione della Planargia (tranne Sindia) e i comuni di Genoni e Laconi (appartenenti alla regione del Sarcidano) entrarono a far parte della provincia di Oristano. I restanti 9 comuni della regione del Sarcidano, i restanti 3 comuni della Barbagia di Seulo e il comune di Escalaplano (regione del Sarrabus-Gerrei) passarono alla provincia di Cagliari. Nel 2016, con legge regionale 4 febbraio 2016, n. 2, a seguito della soppressione delle quattro province istituite nella precedente riforma, la provincia di Nuoro acquisisce i 22 comuni della soppressa provincia dell'Ogliastra (ad eccezione di Seui, passata alla provincia del Sud Sardegna). Nel 2024, con legge regionale 12 aprile 2021, n. 7, divenuta operativa in seguito al pronunciamento favorevole della Corte Costituzionale e all'approvazione dell'emendamento del 13 aprile 2023 da parte del Consiglio regionale della Sardegna, la provincia di Nuoro perde i 22 comuni della nuovamente costituita provincia dell'Ogliastra, e acquisisce il comune di Seulo dalla soppressa provincia del Sud Sardegna. Pertanto la provincia di Nuoro si ricostituisce in 53 comuni con un assetto simile a quello 2005-2015.
Simboli
Lo stemma è stato concesso con regio decreto del 6 dicembre 1928.
Si divide in due parti: in quella superiore si trovano raffigurate cinque montagne, a rappresentare le cinque regioni storiche che formano la provincia (Ogliastra, Marghine, Barbagia, Baronia e Sarcidano) che sono sormontate da un'aquila in volo che potrebbe essere un riferimento al regime fascista che istituì la provincia nel 1927, o alla famiglia Doria, presente in Sardegna dal XII al XIV secolo. Nella parte inferiore si trova raffigurato un nuraghe, a testimoniare la numerosa presenza dei nuraghi nel territorio, e un sole nascente che rappresenta la città capoluogo: Nuoro. Dal 1933 al 1943 era ornato dal capo del Littorio.
Lo stemma provinciale si trova nel gonfalone ufficiale provinciale partito di azzurro e di verde, colori presenti nello stemma di Nuoro.
Monumenti e luoghi di interesse Siti archeologici e monumenti antichi
La provincia di Nuoro è molto ricca di monumenti antichi. Dai nuraghi, ai menhir, alle domus de Janas (letteralmente case delle fate), tombe dei giganti, ai veri e propri villaggi nuragici. Testimonianze antiche le troviamo nella cosiddetta "valle dei nuraghi", un territorio compreso fra i comuni del nuorese e del Marghine. Nel capoluogo si contano numerosi edifici nuragici e anche veri e propri villaggi ad essi annessi (Nurdole, Ugolio, Tanca Manna ecc.), nelle campagne fra Nuoro e Mamoiada si trova il nuraghe su Saiu, il nuraghe sa Tanca e s'Ena e il nuraghe Gabutele. A Orani si trova il complesso nuragico di Nurdole, mentre a Orune troviamo la fonte sacra Su Tempiesu, nelle campagne di Bitti si trova il complesso nuragico di Su Romanzesu, a Dorgali abbiamo il complesso di Serra Orrios e in territorio di Oliena Tiscali, Carros e il villaggio di Sòvana. A Orgosolo si trova il Nuraghe Mereu, mentre nel Marghine troviamo i nuraghe Santa Sarbana, Orolio nella strada fra Bortigali e Silanus; Santa Barbara, Succuronis e Tamuli a Macomer e il nuraghe Orolo (uno dei pochi a forma conica presenti nella provincia) a Bortigali. Interessanti tracce di accampamenti romani sono presenti nel capoluogo e nei dintorni. Inoltre a Desulo troviamo il nuraghe più alto della Sardegna in località "Ura 'e Sole" ( m).
Società Lingua e dialetti La lingua propria della provincia di Nuoro è il sardo; quattro sono i dialetti di tale lingua parlati principalmente in territorio provinciale, tutti afferenti alla sfera logudorese: il baroniese, il barbaricino, il nuorese e il logudorese centrale.
Tradizioni e folclore
Alcune importanti manifestazioni culturali che hanno luogo nei paesi della provincia sono legate alla vita religiosa delle comunità. A gennaio si comincia con la festa di Sant'Antonio Abate a cui sono dedicati i numerosi fuochi che vengono accesi nei paesi della provincia. Nel periodo del Carnevale si svolgono manifestazioni con la partecipazione delle maschere tipiche delle zone dell'interno e con la preparazione dei tipici dolci carnevaleschi (cattas, zeppole, fatti fritti, orillette), a pasqua si rinnovano nei paesi i riti della Settimana Santa con le varie manifestazioni (s'incontru e iscravamentu), a luglio si tiene a Ortueri e in altri paesi della provincia il rito della trebbiatura che si tramanda da molte generazioni, a Tortolì la festa di Stella Maris e ad agosto la sagra del Redentore a Nuoro. Essa vede la partecipazione di gruppi folk dell'intera isola e la numerosa presenza di turisti da ogni parte dell'Italia e anche dall'estero, le celebrazioni durano in tutto due settimane e si dividono in civili e religiose. In autunno nei paesi dell'interno si svolgono numerose manifestazioni di carattere enogastronomico e culturali come Cortes Apertas nei paesi dell'interno. Suggestive le feste in onore di Sant'Andrea a Tortolì (30 novembre) e si San Nicola a Baunei il 6 dicembre. Per Natale non si fanno particolari manifestazioni; in qualche paese si festeggia santa Lucia.
Maschere tradizionali
In Provincia di Nuoro il carnevale è particolarmente sentito e festeggiato, si può dire che quasi ogni paese abbia la sua maschera tradizionale. Esse sono tramandate e usate da secoli e sono state oggetto di numerosi studi antropologici. Fra le più famose abbiamo sos mamuthones di Mamoiada, Maimones, Murronarzos e Intintos di Olzai, sa maschera e gattu di Sarule, sos bundos di Orani, sonaggiaos e s'urtzu di Ortueri, sos boes e merdules di Ottana, sos turpos di Orotelli, su maimone di Oniferi, su battileddu di Lula, s'urtu di Fonni, sos Colonganos di Austis, sos Intintos di Ovodda, Coli Coli di Tiana, Su Maimulu di Ulassai. Secondo gli studiosi sono riconducibili a riti propiziatori e dionisiaci che i sardi antichi facevano per scacciare gli spiriti maligni o per ottenere un buon raccolto.