Nel corso della sua carriera recitò in numerosi film sia europei che statunitensi. Proveniente dal cinema svedese, ebbe la sua consacrazione con il film Intermezzo (1939), girato a Hollywood; in seguito ebbe ruoli importanti anche nel cinema italiano, diretta dal regista Roberto Rossellini. Raggiunse il successo internazionale nel corso degli anni quaranta, affermandosi come stella di prima grandezza a Hollywood. Tra le sue interpretazioni di rilievo di questo periodo figurano quelle nei film Casablanca (1942), Per chi suona la campana (1943), Le campane di Santa Maria (1945), Io ti salverò (1945), Notorious - L'amante perduta (1946), Il peccato di Lady Considine (1949) (in questi ultimi tre film fu diretta da Alfred Hitchcock) e Angoscia (1944), che le valse il suo primo Oscar alla miglior attrice.
Dopo dieci anni a Hollywood l'attrice, avendo visto Roma città aperta e Paisà, inviò una lettera di complimenti al regista italiano Roberto Rossellini proponendosi anche come attrice. Già durante le riprese di Stromboli (Terra di Dio), girato nel 1950, instaurò con il regista una relazione che destò scandalo, poiché entrambi erano già sposati. Fu diretta dallo stesso Rossellini, anche dopo averlo sposato, in Europa '51 (1952), l'episodio Ingrid Bergman del film Siamo donne (1953), Viaggio in Italia (1954), La paura (1954) e Giovanna d'Arco al rogo (1954). Per il suo ruolo in Europa '51 vinse il Nastro d'argento come migliore attrice protagonista. Vinse anche la Coppa Volpi come migliore interprete femminile ma non poté essere premiata in quanto doppiata (da Lydia Simoneschi); il premio le venne conferito postumo nel 1992, e a riceverlo fu il figlio Roberto Rossellini. Ostracizzata dall'America perbenista, rimase in Europa fino al 1956, anno del suo ritorno a Hollywood, dove vinse il suo secondo Oscar per il ruolo nella pellicola Anastasia.
Riprese a lavorare regolarmente negli Stati Uniti, partecipando a film quali Indiscreto (1958) e Fiore di cactus (1969). Nel 1975 vinse il suo terzo Oscar, come miglior attrice non protagonista, per la sua interpretazione nel film Assassinio sull'Orient Express (1974). Nel 1978, reduce da una mastectomia, recitò in Sinfonia d'autunno per la regia di Ingmar Bergman, in quello che fu il primo incontro artistico dei due più grandi nomi all'epoca del cinema svedese, per il quale ottenne la sua ultima candidatura al premio Oscar. Due anni dopo pubblicò la sua autobiografia Ingrid Bergman. La mia storia con la collaborazione di Alan Burgess. Nel 1982 fu protagonista in Una donna di nome Golda, biografia della prima ministra israeliana Golda Meir. Morì a Londra per un cancro al seno il 29 agosto 1982, giorno del suo 67º compleanno.
Oltre ai tre premi Oscar, vinse quattro Golden Globe, un premio BAFTA, due David di Donatello, due Emmy e un Tony. L'American Film Institute ha inserito la Bergman al quarto posto tra le più grandi star della storia del cinema.
Biografia Gli inizi
Unica figlia di Justus Samuel Bergman, pittore e fotografo svedese, e della tedesca Frieda Henriette Auguste Louise "Friedel" Adler, sposatisi ad Amburgo il 13 giugno 1907,Standesamt Hamburg 3, 1907 No. 173. prese il nome della principessa Ingrid di Svezia.
Perse la madre a soli due anni. Trascorse un'infanzia solitaria con il padre fino ai tredici anni, quando, rimasta orfana, venne adottata dagli zii Otto e Hulda. Grazie al lavoro paterno, sin da bambina si abituò a stare davanti a un obiettivo, essendo filmata in moltissime occasioni, sia di vita reale che di posa. Nel corso della sua carriera Ingrid, oltre a tenere un diario, continuò a usare una piccola macchina da presa, per immortalare momenti di vita privata e il dietro le quinte dei set in cui lavorava.
All'età di 11 anni, visto per la prima volta uno spettacolo teatrale, ebbe una specie di illuminazione: sarebbe diventata un'attrice. Studiò alla scuola del Reale Teatro Drammatico (Kungliga Dramatiska Teatern or Dramaten) di Stoccolma. A diciannove anni, presentata dal medico Peter Lindstrom a un dirigente dell'industria cinematografica svedese (Svenskfilmindustri), ottenne una piccola parte nel Conte della città vecchia (1935), il suo primo film inedito in Italia, nel quale interpretò la parte di una cameriera di un modesto albergo nella "città vecchia" di Stoccolma.
Venne notata dal regista finlandese Gustaf Molander che, intuendone le grandi doti, la lanciò: in soli quattro anni, dal 1935 al 1938, le fece interpretare una dozzina di film, tra cui Intermezzo (1936), che divenne il suo passaporto per Hollywood, e Senza volto (1938), di cui fu poi girato un remake con Joan Crawford nella parte della protagonista.
In realtà la casa di produzione non voleva scritturare Ingrid per Senza volto, perché avrebbe avuto un ruolo cinico e malvagio, e insisteva perché interpretasse un altro film dello stesso regista. L'attrice, che considerava il ruolo della pellicola alternativa decisamente noioso, accettò la parte solo dopo aver avuto la conferma che avrebbe interpretato anche Senza volto. Questa determinazione nel cercare ruoli significativi e nel rifiuto di ruoli imposti contrassegnò anche il successivo periodo americano.
La giovane attrice dimostrava elevata fotogenia e buona predisposizione per la macchina da presa ma, oltre al notevole fascino, possedeva bravura e carattere; nonostante avesse lavoro assicurato in patria, il desiderio di uscire dal ristretto ambito della cinematografia svedese la portò a sperimentare all'estero. Nel 1938 colse l'occasione di lavorare a Berlino, chiamata dal regista Carl Froelich a interpretare il film Quattro ragazze coraggiose. Ingrid era molto conosciuta e apprezzata in Germania, e, avendo trascorso molte estati dai parenti della madre ad Amburgo, aveva una buona padronanza del tedesco, tanto che non fu necessario doppiarla. In seguito la scelta di lavorare in Germania fu criticata, in quanto sembrava sottintendere un appoggio al nazismo, ma tutti i biografi confermano che all'attrice interessasse solo lavorare e che non seguisse, se non distrattamente, la vita politica dei paesi nei quali visse; contrariamente alla connazionale Zarah Leander, non tornò più a lavorare in Germania.
Nel 1937 sposò Petter Lindström, da cui ebbe l'anno successivo la prima figlia, Pia Friedal (acronimo dei nomi dei genitori, Petter Aron e Ingrid).
Il successo negli Stati Uniti
Il produttore David O. Selznick, intenzionato a girare una versione statunitense di Intermezzo, la convocò negli Stati Uniti per offrirle un contratto allettante: per sette anni la Bergman avrebbe potuto scegliere personalmente i copioni da recitare, i registi e perfino i partner. Privilegi insoliti per l'epoca, ma che fanno capire quanto prestigio avesse raggiunto l'attrice, prima ancora di sbarcare negli Stati Uniti. È verosimile che Selznick avesse pensato a Ingrid Bergman come alla possibile erede di Greta Garbo, attrice di soli dieci anni maggiore di lei, che di lì a un anno si sarebbe ritirata per sempre dalle scene. Ingrid rifiutò: il marito doveva terminare gli studi intrapresi (sarebbe diventato neurochirurgo) e la figlia aveva solo un anno, per cui firmò solo per un anno e con la clausola di poter tornare in patria se il film non avesse avuto successo.
Il remake di Intermezzo ottenne invece enormi consensi. Così, dopo essere tornata in Svezia e aver completato alcuni altri film, nel 1940 tornò negli Stati Uniti questa volta per un contratto a lungo termine, anche perché in Europa era già scoppiata la seconda guerra mondiale. Il produttore, contrariamente a quanto successo anni prima alle altre dive europee Greta Garbo e Marlene Dietrich, non le impose dei cambiamenti estetici e la campagna pubblicitaria la presentò come una diva acqua e sapone. Il marito, rimasto in Svezia nell'eventualità di essere chiamato alle armi come riservista, la raggiunse per qualche mese, ma non si trasferì a Hollywood, bensì rimase con la figlia nella costa orientale; l'attrice dovette dunque viaggiare continuamente per raggiungere la famiglia durante le pause di lavoro.
I primi film americani furono dei grandi successi. Il produttore Selznick, com'era sua consuetudine, concedette Ingrid e altri attori sotto contratto con lui a varie case di produzione, ottenendo un ottimo tornaconto economico. Ingrid, che non si curava troppo di discutere questioni economiche, era ben felice di lavorare con attori famosi, anche se cercava di scegliere ruoli di carattere e non di semplice innamorata. La MGM continuava a proporle ruoli di bella e brava ragazza innamorata: per Dr. Jekyll e Mr. Hyde (1941) le offrì il ruolo della tenera fidanzata di Spencer Tracy, ma Ingrid, stufa di personaggi melensi, insistette ed ottenne il ruolo di Ivy, la frivola cameriera vittima del mostro.
Nel 1942 Selznick la concesse in prestito alla Warner per la realizzazione di un film a basso costo, diretto da Michael Curtiz, accanto a Humphrey Bogart: era Casablanca (1942), destinato a diventare un classico di tutti i tempi. L'anno successivo Ingrid ottenne la sua prima candidatura all'Oscar alla miglior attrice per il film Per chi suona la campana (1943), girato per la Paramount in Technicolor. La prima scelta della casa di produzione era caduta su Vera Zorina, nonostante il parere negativo dello scrittore Ernest Hemingway; dopo l'abbandono di costei, che mal si adattava alla parte, venne chiamata Ingrid.
L'anno successivo vinse la statuetta per il thriller Angoscia (1944). Al momento di ricevere l'Oscar, dichiarò di essere onorata d'iniziare a lavorare con il miglior regista e il migliore attore di quell'anno: Leo McCarey e Bing Crosby, che, dopo il grande successo de La mia via, vollero realizzarne il seguito, Le campane di Santa Maria (1945), con la Bergman. Per questo film ricevette una nuova candidatura al premio Oscar quale migliore attrice, senza però vincerlo.
Nel 1946 uscì Notorious: sul set il rapporto con il protagonista Cary Grant fu talmente buono, che Ingrid lo considerò sempre uno dei suoi migliori amici, ma anche con il regista Alfred Hitchcock i rapporti furono ottimi. Di questo film è passato alla storia il bacio che, pur spezzettato da qualche battuta intermedia, ha detenuto per molti anni il record di quello cinematografico più lungo. Questo fu anche l'ultimo film che la Bergman girò con Selznick: suo marito Lindstrom la convinse del fatto che il produttore l'avesse ampiamente sfruttata, incassando milioni di dollari in cambio di un compenso di soli 80000 dollari annui. Così, Ingrid firmò con una nuova casa di produzione per interpretare Arco di trionfo (1948) con Charles Boyer, dall'omonimo romanzo di Remarque. Il film non ebbe il successo sperato e l'attrice, che per anni aveva chiesto invano a Selznick di poter interpretare sullo schermo il ruolo di Giovanna D'Arco, decise di rischiare: costituì una società di produzione indipendente e, con un costo di ben cinque milioni di dollari (cifra astronomica per l'epoca), realizzò il suo Giovanna d'Arco (1948), produzione ricca di costumi sfarzosi, di personaggi e di scenografie spettacolari. Pur fruttandole la quarta candidatura all'Oscar, il film fu un clamoroso fallimento.
Anche il successivo Il peccato di Lady Considine (1949) non convinse il pubblico, nonostante in questo film tecnicamente molto difficile ci fosse una intensa e lunga scena senza stacchi. La delusione per l'insuccesso alimentò la convinzione della Bergman sull'eccessiva importanza che Hollywood attribuiva al lato commerciale del cinema, a scapito dell'aspetto artistico; nello stesso periodo la crisi con il marito, che continuava a vivere e lavorare sulla costa orientale, si fece più acuta.
La carriera in Italia