Biografia Nel Libro di battezzati e battezzate dal 1550 al 1606, estratto dai libri della Prioria di Montevarchi e della Propositura di Sant'Andrea a Cennano, 477, nell'anno 1600 è riportato che «Giov. di Lor.zo di Giov. da Montevarchi nacque di leg.mo matrimonio, si battezzò il dì 10 di novembre 1600, compare Giulio di Gregorio Sileni prete aretino».A. Nesi, Un'aggiunta al catalogo di Giovanni Martinelli, in «Paragone», 457, 1988 Nello stesso libro, all'anno 1604 figura la notizia del battesimo di un altro Giovanni da Montevarchi, avvenuto l'11 aprile.

Poiché da altra fonteNe libro 194, c. 224r di amministrazione della famiglia Guicciardini si rinviene l'appunto: «Francesco di Gualtierotto Guicciardini ha pagato dieci ducati per una tavola di San Niccolò, fattosi per la cappella di Poppiano, il 19 settembre 1640, da Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze», in A. Nesi, cit. sappiamo che il Nostro era effettivamente nato a Montevarchi, si è dedotto che quel Giovanni di Lorenzo da Montevarchi sia il pittore che firmò le sue tele con il nome di Giovanni Martinelli: altre considerazioniIn una vertenza giudiziaria del 1621 il Martinelli depose come testimone: si ritiene che in quell'anno egli dovesse essere già maggiorenne: in A. Nesi, cit. inducono a ritenere suo anno di nascita il 1600, piuttosto che il 1604.

Non si sa in che anno giunse da Montevarchi a Firenze per studiare disegno e pittura nella bottega di Jacopo Ligozzi. Qui, già nel 1622, il commendatore dell'Ordine di Malta fra' Francesco dell'Antella, già committente del Caravaggio, gli commissionò un affresco per la facciata della chiesa di San Lorenzo, a Grosseto, che si è perduto. Lasciò il Ligozzi nel 1625, forse a seguito di una vertenza giudiziaria presso il Tribunale dell'Accademia del Disegno di Firenze risalente al 1621: nel corso del dibattimento, infatti, Ligozzi lo chiamò a deporre in qualità di testimone, rendendolo antipatico sia agli occhi dei committenti, le ricche famiglie fiorentine che naturalmente non tolleravano atti di insubordinazione sociale da parte degli artisti, sia agli altri pittori che, dipendendo dalle committenze di queste famiglie, ne temevano possibili ritorsioni. È allora possibile che egli, pur pittore di talento, sia stato costretto per mancanza di amici e clienti a lasciare l'ambiente artistico fiorentino e ad accettare lavori in provincia.

Da quel 1625 si perdono per alcuni anni le sue tracce: si è pensato che si fosse trasferito a Roma, ipotesi non basata su dati di fatto ma su alcune suggestioni caravaggesche derivate dalla meditazione opere romane di Orazio Gentileschi, dei fiorentini Filippo Tarchiani ed Anastagio Fontebuoni, ma anche su quelle di Simon VouetFrancesca Baldassari, Le opere di devozione pubblica e privata di Giovanni Martinelli, in AA. VV., Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, Firenze, 2011, pagg. 77 - 78., che si segnalano in un paio di opere realizzate nel Valdarno superiore tra Terranuova e Montevarchi. Prima del Miracolo della mula oggi a Pescia, firmato e datato 1632, si possono forse collocare, tra terzo e quarto decennio del Seicento, la pala con il Cristo e la Samaritana al pozzo della chiesa di Santa Maria Bambina (purtroppo non più presente in chiesa e da alcuni datato una decina di anni più tardi) e la poco nota Annunciazione della cappella della Compagnia dell'Annunziata presso la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano a Traiana, che mostra infatti una soluzione luministica ancora di ricordo romano caravaggesco, ma di grande originalità, con il luminoso angelo di eleganza vouettiana al cospetto di una Vergine intimidita, sorpresa nella penombraFrancesca Baldassari, Le opere di devozione pubblica e privata di Giovanni Martinelli, in AA. VV., Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, Firenze, 2011, pag. 80..

Il Miracolo della mula, firmata «IO.es MARTINELLIIUS FLOREN. FECIT MDCXXXII», prima opera datata del pittore, eseguita originariamente per i francescani della chiesa di Sant'Andrea a Cennano in San Lodovico a MontevarchiLuca Canonici, Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze", in AA. VV., Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, Firenze, 2011, pagg. 14 - 15. ed oggi nella chiesa di San Francesco a Pescia, presenta una composizione derivante dall'omonima tela del Cigoli nella chiesa cortonese di San Francesco, mentre le soluzioni luministiche appaiono tratte dai fiorentini Tarchiani e Fontebuoni, pittori ben noti a Martinelli e probabilmente meditati a Roma dove avevano soggiornato decenni prima, rimanendo sensibili soprattutto alla mediazione classicista del Caravaggio operata da Orazio Gentileschi.

Alla metà degli anni trenta dovrebbero ascriversi una serie di dipinti che hanno per soggetto La morte appare ai convitati, un tema di carattere didascalico morale sulla vanità dei beni terreni utilizzato spesso dal Martinelli, oltre al Giudizio di Salomone in collezione privata americana.

Pur non essendo solito firmare i suoi dipinti rendendone spesso difficile l'attribuzione, sono note alcune sue opere maggiori come San Gregorio Magno che fa l'elemosina ai poveri del 1653 e il Convito di Baldassarre, sempre del 1653, che è conservato agli Uffizi.

Opere Il miracolo della mula, o/tl, 250 x 200 cm, chiesa di San Francesco, Pescia, 1632 L'Annunciazione, o/tl, 178 x 160 cm, cappella della Compagnia della Santissima Annunziata, Traiana, 1625-32 circa o 1633 Allegoria della Pittura, o/tl, 59 x 70 cm, Uffizi, Firenze, ca 1635 Suonatore di violino, o/t, 66 x 53 cm, The High Museum of Art, Atlanta, ca 1635 Suonatrice di spinetta, o/tl, 64 x 51 cm, Musée d'Art, Clermont Ferrand, ca 1635 La Vanità dei beni terreni, o/tl, 74 x 59 cm, collezione privata, Roma, ca 1635 La Morte appare ai convitati, o/tl, 76 x 99 cm, collezione privata, Firenze, ca 1635 La Morte appare ai convitati, o/tl, 194 x 141 cm, New Orleans Museum of Art, New Orleans, ca 1635 Cristo e la Samaritana al pozzo, o/tl, arcipretura di Santa Maria, Terranuova Bracciolini, 1625-32 circa o 1638 circa Allegorie (l'Orazione, la Meditazione, la Contemplazione, l'Unione in Dio) e i due Angeli, affreschi, Certosa di Firenze, cappella di San Bruno, Firenze, ca 1638 Storie del beato Ippolito Galantini, affreschi, Oratorio dei Vanchetoni, Firenze, ca 1639-1640 Gloria di San Niccolò, o/tl, Castello di Poppiano, Montespertoli, ca 1640 Natura morta, o/tl, 59 x 70 cm, Galleria Palatina, Firenze, ca 1647 Vergine con Bambino e i Santi Domenico, Francesco, Caterina d'Alessandria, Lucia e Giuseppe, o/tl, 198 x 146 cm, Castello dei Conti Guidi, Poppi, ca 1647 Pala del Rosario, o/tl, Chiesa dei Santi Stefano e Caterina, Pozzolatico (Impruneta), ca 1647-1648 Maddalena, o/tl, 145 x 116 cm, Cassa di Risparmio, Prato, ca 1650 Assunzione della Vergine, o/tl, Chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Ferruccia, Quarrata, ca 1650 Madonna col Bambino e san Giovannino, o/tl, 70 x 60 cm, collezione privata, Firenze, ca 1650 Convito di Baldassarre, o/tl, 228 x 341 cm, Uffizi, Firenze, ca 1653 San Gregorio Magno che fa l'elemosina ai poveri, o/tl, collezione privata, 1653 Storie dei Serviti e incoronazione della Vergine, affreschi, Santissima Annunziata, chiostro, Pistoia, ca 1654 Bambin Gesù con San Giovannino, la Madonna, San Giuseppe e Santa Elisabetta, o/tl, Milano, collezione Koelliker, 1655 Miracolo di San Zanobi, o/tl, Basilica della Madonna dell'Umiltà, Pistoia, ca 1655 Carità e Giustizia, o/tl, Museo del Bigallo, Firenze, ca 1655 Storie della Maddalena, affreschi, Chiesa e convento di San Domenico, portico della Maddalena, Pistoia, ca 1655

Note

L. Bencistà, "I luoghi e le opere. Un patrimonio disperso, un patrimonio ritrovato", in "Botticelli Della Robbia Cigoli", catalogo della Mostra (Montevarchi 2019), a cura di B. Santi, L. Bencistà, F. Rotundo, Montevarchi, 2019, p. 17. Per l'identificazione del luogo di provenienza della tela.

Bibliografia F, Sricchia, Giovanni Martinelli, in «Paragone», 39, 1953 G. Cantelli, Proposte per Giovanni Martinelli, in «Paradigma», 2, 1978 C. d'Afflitto, Giovanni Martinelli, in «Il Seicento fiorentino», Firenze 1986 A. Nesi, Un'aggiunta al catalogo di Giovanni Martinelli, in «Paragone», 457, 1988 S. Del Vita, Giovanni Martinelli un pittore emergente del Seicento fiorentino, in «Memorie Valdarnesi», Montevarchi 1989 Giovanni Martinelli pittore di Montevarchi. Maestro del Seicento fiorentino, catalogo della mostra a cura di Andrea Baldinotti, Bruno Santi, Riccardo Spinelli, Firenze, Maschietto Editore, 2011 Giovanni Martinelli da Montevarchi pittore in Firenze, a cura di Luca Canonici, Aska Edizioni, 2011.

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