Antiochia di Siria (l'odierna Antiochia [AFI: ] in Turchia; ; o ; ; ; ) o anche Antiochia sull'Oronte, fu fondata all'incirca nel 300 a.C. da Seleuco I Nicatore, uno dei generali di Alessandro Magno, e per più di due secoli fu la capitale del Regno dei Seleucidi. Seleuco le diede questo nome in onore del padre Antioco. Nel 64 a.C. Pompeo conquistò la regione e costituì la provincia romana di Siria.
Le rovine di Antiochia si trovano nei pressi della moderna città turca di Antiochia (Antakya).
Storia La fondazione dei Seleucidi ed il mondo ellenistico (300-64 a.C.)
Fu fondata nell'aprile del 300 a.C.Warwick Ball, Rome in the East: The Transformation of an Empire, 2000, p.150. da Seleuco I Nicatore (dopo dodici anni di regno, il 22 del mese di ArtemideGiovanni Malalas, Chronografia, VIII, p.200.), uno dei generali di Alessandro Magno sul sito di un antico insediamento chiamato Meroe dove era presente un tempio dedicato ad Anat (la "persiana Artemide", secondo i Greci). Il primo sito è da localizzarsi nella periferia est di Antiochia. Si trattava di un villaggio sorto nei pressi del monte Silpio o Iopolis (cittadella). E ancora Giovanni Malalas riferisce anche di un altro villaggio, chiamato Bottia, che sorgeva nella vicina pianura lungo il fiume Oronte (situazione non molto dissimile dall'agglomerato di villaggi durante la fondazione di Roma). Vi è poi chi, come Libanio, ipotizza possa essere stata inizialmente, una piccola colonia greca per il commercio (Javan). La tradizione racconta che il sito di Antiochia fu scelto sulla base di un evento sacrificale, secondo il quale un'aquila, uccello caro a Zeus, si era cibata di un boccone di carne sacrificale.
A partire dal 281 a.C. fu la capitale del Regno dei Seleucidi per più di due secoli,Strabone, Geografia, XVI, 2.5. almeno per la parte occidentale del regno, mentre Seleucia al Tigri lo era per la parte orientale. Seleuco le diede questo nome in onore del proprio padre Antioco, per il quale ne creò altre quindici con lo stesso nome, pur essendo Antiochia di Siria sul fiume Oronte, la più importante.Appiano, , IX, 57.
La politica locale fu da sempre turbolenta. I molti dissensi nella dinastia seleucide portarono la popolazione antiochena a ribellarsi spesso, per esempio contro Alessandro I Bala nel 147 a.C., o contro Demetrio II Nicatore nel 129 a.C. Quest'ultimo, arruolando un corpo di ebrei, mise a ferro e fuoco la città.Giovanni Malalas, Chronografia, VIII, p.207. Flavio Giuseppe aggiunge che Antioco Epifane, dopo aver saccheggiato la vicina Gerusalemme, spogliò il Tempio dei suoi preziosi ornamenti, ma i suoi successori restituirono ai Giudei di Antiochia tutti i doni votivi di bronzo, collocandoli nella loro sinagoga e permisero loro di avere pari diritti di cittadinanza, come la popolazione di origine greca. Poi i Giudei aumentarono di numero e arricchirono il tempio con i loro splendidi e ricchi doni; essi attiravano ai loro riti religiosi un gran numero di greci, integrandoli nella loro comunità.Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, VII, 3.3.
Nelle ultime lotte interne della dinastia seleucide, Antiochia si rivoltò contro i suoi deboli governanti, tanto da invogliare Tigrane II ad occupare la città nell'83 a.C.Giovanni Malalas, Chronografia, VIII, p. 211. Tra il 75 e il 73 a.C. Cleopatra Selene ottenne da Roma che il figlio, Antioco XIII (figlio di Antioco X), fosse riconosciuto re della Siria (non invece, re d'Egitto). Poco dopo la Selene fu però catturata ed uccisa da Tigrane. Gneo Pompeo Magno a sua volte vinse il re armeno, ottenendo che la città di Antiochia nominasse suo sovrano, il giovane Antioco XIII. La nomina venne in seguito confermata da Lucio Licinio Lucullo (nel 69 a.C.), ma nel 64 a.C. ancora una volta l'intervento di Gneo Pompeo Magno, fece deporre ed uccidere il giovane reggente, estinguendo così l'ultimo sovrano della dinastia seleucide.Appiano di Alessandria, La guerra siriaca, XI, 49.
Archeologia seleucide
La città realizzata da Seleuco I fu creata a imitazione di Alessandria d'Egitto, sulla base dell'impostazione dell'architetto Xenarius. La città era popolata da un insieme di coloni locali che gli Ateniesi avevano portato dalla vicina città di Antigonia, oltre a Macedoni ed Ebrei. La popolazione totale di Antiochia al momento della sua fondazione è stata stimata tra i e i abitanti, senza considerare gli schiavi.D. Glanville, Ancient Antiochia, Univ. Princeton, 1963. Parlava prevalentemente aramaico, oltre al greco.
Libanio descrive il primo edificio e l'urbanistica di questa città. La cittadella si trovava nei pressi del monte Silpio, mentre la città si trovava prevalentemente in pianura verso nord, lungo il fiume Oronte. Due strade con grandi colonnati si intersecavano al centro. Poco dopo un secondo quartiere sorse probabilmente ad est grazie ad Antioco I, che appariva, come ci ricorda Strabone, quella parte di città sorta più che altro grazie ai nativi, in contrasto con la vicina parte greca della città. Fu racchiusa da un'importante cerchia di mura. Nella parte nord della città, tra le due sponde, sorgeva una grande isola, dove Seleuco II cominciò a far edificare un terzo quartiere della città, anch'esso munito di mura, e portato a termine dal successore Antioco III. Un quarto ed ultimo quartiere della città ellenica fu aggiunto da Antioco IV (175-164 a.C.) e per questo motivo Antiochia era conosciuta anche come Tetrapolis.Strabone, Geografia, XVI, 2.4. Da ovest ad est la sua intera larghezza era di circa 6 km e poco meno da nord a sud, con inclusi grandi giardini.
Tra i suoi più importanti edifici di epoca ellenistica, sappiamo solo del teatro greco (i cui resti sono ancora visibili lungo il fianco del monte Silpio), oltre al grande palazzo reale, probabilmente situato sull'isola. Sul fatto che spesso sia stata definita una città d'oro, suggerirebbe che l'aspetto esterno di Antiochia era impressionante, ma la città aveva bisogno di restauro a causa dei continui terremoti a cui era abitualmente sottoposta, trovandosi lungo la faglia anatolica orientale. Il primo grande terremoto mai registrato nella storia lo riferisce il cronista che qui nacque, Giovanni Malalas, del 148 a.C. e che portò enorme distruzione.Giovanni Malalas, Chronografia, VIII, p.208.
La città romana
Epoca repubblicana (64-31 a.C.)
Nel 64 a.C. Pompeo conquistò la regione e costituì la provincia romana di Siria.Giovanni Malalas, Chronografia, VIII, p.213.Appiano di Alessandria, La guerra siriaca, XI, 50. Di essa Antiochia divenne la capitale. Qui si fermò l'ambasciatore di Lucio Licinio Lucullo, Appio Claudio Pulcro, nel 71-70 a.C. per trattare la consegna di Mitridate VI del Ponto da parte del re d'Armenia Tigrane II, durante la terza fase della guerra mitridatica.Plutarco, Vite parallele, Lucullo, 19-21.
Dopo la pesante sconfitta di Carre, subita da Marco Licinio Crasso nel 53 a.C., due anni più tardi (nel 51 a.C.), Orode II re dei Parti raccolse un esercito imponente e lo inviò, sotto l'alto comando dell'erede al trono, Pacoro I, fin sotto le mura di Antiochia. L'assedio però non ebbe successo grazie all'accorrere di Gaio Cassio Longino, che era stato luogotenente di Crasso fino a due anni prima. I Parti furono respinti e costretti a ripiegare su Antigonea.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XL, 28-29. Il tentativo successivo di assediare anche quest'ultima città si rivelò del tutto inutile e forse anche l'arrivo del nuovo proconsole di Siria, Marco Calpurnio Bibulo, li costrinse ad abbandonare definitivamente i territori romani, tornandosene così ad est dell'Eufrate.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XL, 30. La prima guerra tra Roma e i Parti terminava nel 50 a.C. quando Orode richiamò il figlio dalla Siria. Gaio Giulio Cesare visitò la città durante la sua campagna in Oriente nel 47 a.C., e ne confermò il suo status di città libera.
Quattro anni più tardi (nel 43 a.C.), durante una nuova fase della guerra civile romana, la città fu posta nuovamente sotto assedio da parte di Publio Cornelio Dolabella, il quale però fu respinto dalla guarnigione della capitale provinciale, e costretto a riparare su Laodicea, dove poco dopo fu assediato e ucciso da Gaio Cassio Longino.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XLVII, 30-31. Quando i Parti invasero nuovamente i territori orientali della Repubblica romana (nel 40 a.C.), vennero condotti dal loro re Pacoro e da Quinto Labieno (figlio di quel Tito Labieno, legato di Gaio Giulio Cesare in Gallia). L'esercito partico attraversò l'Eufrate e attaccò Apamea. Il primo attacco alla città però fallì, ma Labieno riuscì a convincere le guarnigioni romane in Siria a passare dalla sua parte. L'esercito romano-partico riuscì, quindi, a sconfiggere l'esercito del governatore provinciale di Marco Antonio, Lucio Decidio Saxa, in battaglia, e questa volta riuscì nell'impresa di conquistare Apamea, oltre a costringere Antiochia a scendere a patti ed a passare dalla parte dei vincitori parti.Cassio Dione Cocceiano, Storia romana, XLVIII, 25-26.
Marco Antonio nel 37 a.C. fece di Antiochia il suo "quartier generale" in vista dell'imminente campagna contro i Parti dell'anno successivo. Qui Cleopatra, la sua amante egiziana, fu convocata dallo stesso, ora che si era allontanato dalla nuova moglie Ottavia minore. È probabile che la passione che travolse i due innamorati, portò Antonio a sposare la regina d'Egitto nel corso dell'inverno del 37-36 a.C. e a fantasticare grandiosi piani su di un Oriente unito sotto la guida dei due amanti.André Piganiol, Le conquiste dei Romani, Milano 1989, p. 507.
Archeologia romano repubblicana
Quando Gaio Giulio Cesare vi fece visita nel 47 a.C., decise di costruirvi una grande basilica, chiamata Kaisarion. Ma non fu l'unico monumento pubblico che qui eresse. Sembra abbia anche fatto costruire un nuovo teatro, un anfiteatro (uno dei primi del mondo romano), un acquedotto, nuovi impianti termali e ricostruì anche un nuovo Pantheon.
Epoca alto imperiale e primi insediamenti cristiani (31 a.C.-284 d.C.)
Durante il periodo tardo ellenistico, ma più probabilmente durante il periodo romano, la popolazione di Antiochia raggiunse la ragguardevole cifra di oltre abitanti (le stime moderne variano da un minimo di 400.000 ad un massimo 600.000 abitanti) e fu la terza città più popolosa del mondo dopo Roma e Alessandria (al tempo dell'Impero di Nerone).Giuseppe Flavio, La guerra giudaica, III, 2.4. Con il IV secolo, la popolazione cominciò a decrescere fino a circa unità, secondo Crisostomo (che qui era nato), cifra che ancora una volta sembra non comprendesse la popolazione schiava.Crisostomo, Omelie sulle statue ed il popolo di Antiochia.
Espansionismo romano
Ad Antiochia Germanico morì nel 19, durante la sua missione diplomatica in Oriente, voluta dal padre adottivo - l'Imperatore Tiberio. Il suo corpo fu cremato nel Forum (piazza principale). Si narra infatti che Germanico, tornato in Siria dopo aver soggiornato in Egitto durante l'inverno del 18/19, entrò in aperto conflitto con Pisone, che aveva annullato tutti i provvedimenti che il giovane figliastro di Tiberio aveva preso.Tacito, Annales, II, 69. Pisone, in risposta, decise di lasciare la provincia per fare ritorno a Roma. Poco dopo la partenza di Pisone, Germanico cadde malato ad Antiochia e morì il 10 ottobre dopo lunghe sofferenze.Svetonio, Caligola, 1. Prima di spirare, lo stesso Germanico confessò la propria convinzione di essere stato avvelenato da Pisone, e rivolse un'ultima preghiera ad Agrippina affinché vendicasse la sua morte.Tacito, Annales, II, 72.
E sempre questo stesso anno morì ad Antiochia Vonone I di Partia, il quale se aveva in un primo momento ottenuto asilo politico al tempo di Augusto (nel 12), fu sette anni più tardi condannato da Tiberio e spogliato di tutte le sue immense ricchezze che aveva portato con sé dalla Partia.Svetonio, Tiberio, 49.