Biografia Si presentava piccolo di statura, brutto, strabico, trascurato e profondamente malinconico ma di altissimo fascino intellettuale e professionale. Avviato agli studi grazie all'aiuto dell'amatissimo zio sacerdote Don Giuseppe Grocco, si laureò in medicina a Pavia ove fu allievo di Francesco Orsi (1828-1899) e conseguì il dottorato nella stessa città nel 1879, studiando successivamente a Parigi, alla scuola di Jean-Martin Charcot, e a Vienna, prima presso l'Istituto diretto da Hermann Nothnagel e poi presso il gabinetto di elettroterapia dal professor Moriz Rosenthal (1833-1889) ove approfondì gli aspetti neurologici di molte patologie.
Fu assistente presso l'Istituto di Clinica Medica dell'Università di Pavia, dove conseguì la libera docenza in patologia medica e propedeutica nel 1884.
Divenne poi ordinario di Clinica Medica e insegnò nell'Università degli Studi di Perugia (dal 1884 al 1888), a Pisa (dal 1888 al 1892) e infine a Firenze (dal 1892 alla morte). Fu fondatore di un'importante scuola medica ampiamente conosciuta anche all'estero con allievi del calibro di Cesare Frugoni, Aldo Castellani, Sante Pisani, Enrico Greppi, Cesare Baduel e Raffaello Silvestrini. Contrario alla "medicina filosofica" di Augusto Murri (soleva dire: "Io faccio dei medici, non dei filosofi della medicina"), fu convinto assertore dell'osservazione attenta e sottile, dell'auscultazione, della percussione del paziente di cui valutava con occhio infallibile i segni semiologici e sosteneva con decisione: "i malati sono i nostri libri, sono i nostri reattivi, sono i nostri preparati, sono i nostri animali da esperimento!".
Nominato nel 1892 ispettore governativo e direttore sanitario delle Terme di Montecatini rielaborò e precisò le norme per il corretto uso delle acque e dei bagni, e provvide a sistemare le sorgenti secondo moderni criteri igienici. In occasione del centenario della nascita nel 1956 la città gli intitolò uno stabilimento termale che tutt'oggi porta il suo nome.
Ebbe fra i suoi pazienti Giuseppe Verdi del quale divenne medico personale nel 1888, dopo la morte del prof. Fedele Fedeli. Continuò a fargli "passare le acque" presso le fonti di Montecatini cosa che il Maestro fece per i successivi diciotto anni. Ne divenne amico personale e spesso la sera si riunivano a giocare a briscola, e la signora Verdi, Giuseppina Strepponi, si raccomandava sempre di far vincere il Maestro che altrimenti si adombrava; lo assistette sino all'ultimo e ne redasse il certificato di morte.
Il 3 dicembre 1905 fu nominato Senatore. Si autodiagnosticò la TBC contratta nella pratica della sua professione da qualcuno dei suoi infiniti pazienti e ne predisse l'infausto decorso parlandone con i suoi più stretti collaboratori: "quando il tubercoloso fa delle emottisi a tipo malarico, muore sempre". Negli ultimi tempi si trasferì a Courmayeur nel tentativo di alleviare le sofferenze: "o guarisco o muoio".
Lo si ricorda per aver ideato diversi metodi semeiologici (tra cui il Triangolo paravertebrale opposto di Grocco, diagnostico della pleurite essudativa, e il polso venoso capillare ungueale di Grocco) e per aver scoperto alcune patologie (tra cui la sindrome dello pseudo-reumatismo tubercolare di Grocco-Poncet e quella del morbo di Erb-Grocco). È stato inoltre importante per la delimitazione percussoria dell'aia cardiaca secondo il metodo che appunto va sotto il nome di Orsi-Grocco. Ancora oggi in semeiotica si parla di "Cappuccio di Grocco" nel cuore affetto da stenosi mitralica in cui si evidenzia una prominenza nel margine sinistro del cuore a livello del III spazio intercostale.
Pubblicazioni maggiori
Studi clinici sull'Atetosi Grocco Annali universali di medicina e chirurgia, Volume 259, Fascicolo 775 (gen, 1882), p. 3
Note
Bibliografia
Voci correlate Atetosi
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Firenze Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Perugia Categoria:Professori dell'Università di Pisa Categoria:Studenti dell'Università degli Studi di Pavia