È considerato una delle maggiori stelle di Hollywood, oltre che uno degli attori più carismatici e di maggior talento della storia del cinema. Allievo dell'Actors Studio, fu tra i primi interpreti del Metodo Stanislavskij negli Stati Uniti; il suo immedesimarsi nei ruoli rinnovò radicalmente lo stile recitativo statunitense ancora legato alla teatralità dell'epoca, a favore di un approccio psicologico più marcato dei personaggi da interpretare. Anche la sua presenza fisica, atletica e imponente, in forte contrasto col viso angelico, si distinse dalla norma degli attori di quel periodo, proponendo un nuovo sex symbol ad un'America reduce dalla guerra, stanca di stereotipi e alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Raggiunse la popolarità nel 1951 interpretando Stanley Kowalski nel film Un tram che si chiama Desiderio (ruolo che aveva già interpretato a Broadway sul finire degli anni quaranta), tratto dall'omonimo dramma di Tennessee Williams. Successivamente scandì gli anni cinquanta interpretando film come Il selvaggio (1953), Fronte del porto (1954), che lo consacrò definitivamente, e Bulli e pupe (1955). Dopo aver diretto e interpretato I due volti della vendetta (1961), sua unica regia, recitò in film di scarso successo, mentre tornò al successo internazionale con tre capolavori degli anni settanta quali Il padrino (1972), Ultimo tango a Parigi (1972) e Apocalypse Now (1979). Nel 1978 interpretò inoltre il ruolo di Jor-El nel film Superman.

Otto volte candidato al Premio Oscar, se lo aggiudicò per Fronte del porto e Il padrino, rifiutandosi però di ritirare la statuetta nella seconda occasione in segno di protesta contro le ingiustizie nei confronti dei nativi americani.La protesta riguardava gli indiani degli Stati Uniti d'America, come da: I suoi film – visti all'epoca da oltre 800 milioni di spettatori,Bly 1994, p. 11. un primato nella storia del cinema americanoKanfer 2008, p. 134.Kanfer 2008, pp. 5, 6.. – riscuotono ancora oggi grande successo e alcuni sono considerati dei cult. Il suo stile recitativo è stato fonte d'ispirazione per attori come James Dean, Paul Newman, Al Pacino, Jack Nicholson, Robert De Niro, Dustin Hoffman, Johnny Depp, Robert Duvall e Gene Hackman. È stato anche attivista a sostegno di molte cause, in particolare quella del movimento afroamericano, che lo portò a partecipare attivamente alla marcia su Washington nel 1963.

Deceduto nel 2004 all'età di 80 anni, Brando è uno degli unici tre attori – assieme a Charlie Chaplin e Marilyn Monroe – che nel 1999 la rivista statunitense Time annoverò fra «i 100 personaggi più influenti del secolo» e nella stessa lista fu nominato come l'"attore del secolo". Nel 1998 l'American Film Institute lo inserì al quarto posto tra le più grandi star della storia del cinema statunitense.

Biografia Le origini

Marlon Brando Jr. nacque a Omaha, in Nebraska, terzo figlio di Marlon Brando Sr. (1895-1965), un produttore di alimenti, pesticidi e prodotti chimici, e di Dorothy Julia Pennebaker (1897-1954). Per evitare equivoci col nome paterno, fin dall'infanzia fu soprannominato Bud. La sua famiglia aveva origini tedesche, olandesi, inglesi, irlandesi e francesi: Johann Wilhelm Brandau (1679-1747), suo avo paterno, era infatti arrivato a New York agli inizi del 1700, da una piccola cittadina della Germania nel XVIII secolo e il cognome di famiglia fu americanizzato in Brando. Aveva due sorelle, Jocelyn (1919-2005) e Frances (1922-1994).

Brando ebbe un rapporto conflittuale con il padre, causato per sua stessa ammissione, dal fatto che egli frequentava molto spesso bordelli e night club, rimanendo lontano dalla famiglia per lunghi periodi, mentre teneva molto a sua madre, con la quale andò a vivere dopo il divorzio dei genitori, all'età di undici anni, e insieme con le sorelle, nella città di Santa Ana in California. I genitori si riconciliarono nel 1937, risposandosi a Chicago.

Brando studiò alla Libertyville High School, nello Stato dell'Illinois, e poi alla Shattuck Military Academy nel Minnesota, da cui fu espulsoThe Guardian, 3 luglio 2004, articolo di David Thomson. A partire dal 1943, raggiunse le sorelle a New York e qui frequentò la scuola d'arte drammatica The Dramatic Workshop, fondata da Erwin Piscator, dove fu allievo di Stella Adler, definita da Brando stesso come "l'anima della scuola". Tra i suoi compagni di studi vi erano Harry Belafonte, Shelley Winters e Rod Steiger.

Brando apprese da Stella Adler le tecniche del metodo Stanislavskij. Questa tecnica incoraggiò il futuro attore a esplorare i propri sentimenti, contribuendo a sviluppare il suo carattere sul palcoscenico, in virtù anche di una sorta di riscoperta delle proprie esperienze passate. Un aneddoto riferito dalla Adler racconta che, all'ordine dell'insegnante agli allievi di comportarsi come polli mentre una bomba nucleare stava per schiantarsi, Brando aveva controbattuto "Io sono un pollo, che ne so di bombe?"Adler and Paris 1999, p. 271.

Ribelle Nel 1944, appena ventenne, fece il suo esordio teatrale a Broadway in I Remember Mama, commedia agrodolce di John William Van Druten. La commedia ebbe un certo successo, quindi nel 1946 apparve a Broadway nel ruolo del giovane eroe nel dramma politico A Flag is Born di Ben Hecht, rifiutandosi di accettare salari al di sopra del normale standard di un attore, a causa del suo impegno per l'indipendenza d'Israele. Terminati i corsi all'Actors Studio di Lee Strasberg, per il giovane attore giunse ben presto il successo teatrale nel 1947, con l'interpretazione di Stanley Kowalski nel dramma Un tram che si chiama Desiderio di Tennessee Williams. La produttrice Irene Mayer Selznick, aveva inizialmente pensato ad altri attori per la parte di Stanley, come John Garfield o Burt Lancaster, ma fu colpita dalla recitazione di Brando in A Flag is Born, decidendo in suo favore.

Brando puntualizzò numerose volte che il solo unico motivo che lo spingeva a recitare era per fare una buona impressione sulla madre, che in passato era stata una celebrità locale dell'Illinois, ed era considerata dal figlio la sua musa.Kanfer 2008, p. 59. Interpreterà lo stesso ruolo per il grande schermo nel 1951 nel film omonimo diretto da Elia KazanIl suo compenso per tale ruolo fu di 75.000 dollari. Come da , in coppia con Vivien Leigh.

L'esordio di Brando come attore cinematografico risale al 1950 in Il mio corpo ti appartiene di Fred Zinnemann, in cui interpretò un reduce paraplegico della seconda guerra mondiale. Per prepararsi al ruolo trascorse un mese a letto in un ospedale. Il film fu un grande successo, consolidatosi anche negli anni a venire. Fu inserito anche nella lista dei migliori dieci film dell'anno.

Primi ruoli Dopo il successo della versione teatrale, Brando apparve anche nella versione cinematografica di Un tram che si chiama Desiderio, nel quale interpretò uno dei suoi più iconici ruoli. Il riscontro della critica fu molto positivo nei suoi confronti, venendo etichettato come un altro giovane sex symbol di Hollywood. Gli spettatori furono talmente affascinati dalla sua performance che, anni dopo, Brando dichiarò: "Ancora oggi mi capita di incontrare persone che pensano di me automaticamente come un duro, insensibile, un tizio grosso di nome Stanley Kowalski. Essi non possono farne a meno, ma è preoccupante". Questo ruolo gli fece inoltre guadagnare la sua prima candidatura agli Oscar, riconoscimento che si aggiudicò invece la sua partner Vivien Leigh, premiata con la statuetta come miglior attrice protagonista.

Dopo questo grande successo, Brando affrontò il ruolo di Emiliano Zapata in Viva Zapata! (1952), ancora di Elia Kazan, che gli valse il Prix d'interprétation masculine al festival di Cannes come miglior interpretazione maschile, oltre che una seconda candidatura agli Oscar come miglior attore protagonista. In questo film, i suoi partner furono Jean Peters, Anthony Quinn, che si aggiudicò l'Oscar come miglior attore non protagonista, e Joseph Wiseman. L'anno seguente fu la volta del ruolo di Marco Antonio in Giulio Cesare (1953) di Joseph L. Mankiewicz, a fianco dell'amico James Mason, uno dei suoi ruoli più apprezzati a livello teatrale. Anche quest'ultimo gli valse una candidatura agli Oscar, sempre nella categoria miglior attore protagonista, e un BAFTA quale miglior attore internazionale (premio tra l'altro già vinto con il film precedente).

Sempre nel 1953, ottenne il suo primo ruolo di protagonista assoluto, quello di un ribelle appassionato di motociclette ne Il selvaggio (1953), diretto da László Benedek, in cui l'attore apparve guidando una moto Triumph Thunderbird 6T. Le immagini di Brando con indosso un giubbotto di pelle, in sella o in posa sulla motocicletta, sono a tutt'oggi un'icona, tanto che la statua dell'attore presso il museo delle cere londinese Madame Tussauds rappresenta proprio il personaggio de Il selvaggio. Dopo l'uscita del film, le vendite di giacche di pelle e di blue jeans schizzarono alle stelle. Nella sua autobiografia, Brando affermò però che il film non aveva retto allo scorrere del tempo e che appariva ormai datato e artificioso.

Sempre nello stesso anno, dopo un periodo di assenza dal palcoscenico, Brando fu protagonista di un'altra opera teatrale, Arms and the Man di George Bernard Shaw, prodotta e diretta da Lee Falk, il quale si dichiarò orgoglioso che Brando avesse rifiutato un'offerta di 10.000 dollari a settimana a Broadway per recitare invece in un'opera di Falk a Boston, con un contratto inferiore a 500 dollari a settimana. Arms and the Man rimase l'ultima interpretazione teatrale della sua carriera.

L'Oscar con Fronte del porto

Nel 1954 interpretò la parte di Terry Malloy nel film Fronte del porto. Diretto nuovamente da Elia Kazan e basato sull'omonimo romanzo di Budd Schulberg, il film è incentrato sulla redenzione di Terry Malloy, uno scaricatore di porto ed ex pugile costretto a fronteggiare la malavita locale. Oltre a Brando, gli interpreti principali furono Eva Marie Saint (al suo esordio cinematografico), Karl Malden, Rod Steiger e Lee J. Cobb. Quando inizialmente gli fu offerta la parte, l’attore era quasi propenso a rifiutare, tanto che per il personaggio venne preso seriamente in considerazione Frank Sinatra, ma alla fine Brando, dopo un periodo di riflessione, accettò il ruolo, per il quale ricevette un compenso di $100.000. Grazie a questa interpretazione riuscì ad aggiudicarsi l'Oscar al miglior attore protagonista nel 1955. Tra le molte battute del film rimaste famose, quella che l'American Film Institute ritiene la terza frase più famosa della storia del cinema: Affiancato dall'emergente Rod Steiger nel ruolo di suo fratello Charlie, Brando collaborò con Kazan alla resa di molte sequenze che riguardavano il personaggio di Terry Malloy e il suo carattere, in particolare la scena in cui Charlie tiene in mano una pistola puntata contro suo fratello, dicendo che mai potrebbe premere il grilletto contro di lui. Kazan espresse profonda ammirazione per la comprensione istintiva di Brando, dichiarando: "...quello che è stato straordinario, a mio parere, è il contrasto del carattere da duro e l'estrema delicatezza del suo comportamento. Quale altro attore, quando Charlie maneggia una pistola per costringere Terry a fare qualcosa di vergognoso, avrebbe messo la mano sulla pistola e l'avrebbe spinta via con la dolcezza di una carezza? Chi altro poteva mormorare "Oh, Charley!" con un tono di rimprovero così amorevole e così malinconico da suggerire la profondità terrificante del dolore? [...] Non riesco a immaginare una migliore performance da un attore nella storia del cinema in America".