In Italia l'incenerimento dei rifiuti è una modalità di smaltimento minoritaria, ma nella media dei paesi europei. Dei 54 impianti complessivi sono in attività 40 impianti (2022), per la stragrande maggioranza situati nelle regioni del nord e in Toscana. Nel corso degli anni la quantità dei rifiuti urbani inviati all'incenerimento è aumentata, passando da 2,5 milioni di tonnellate (2001) a 5,5 milioni di tonnellate (2012): la maggior parte (circa il 70%) dei rifiuti italiani viene incenerita in impianti del Nord.

A Brescia, in prossimità della città, c'è uno degli inceneritori più grandi d'Europa (circa 750.000 tonnellate l'anno: il triplo di quello di Vienna) che soddisfa da solo circa un terzo. del fabbisogno di calore della città (1.100 GWh/anno). Recupera dai rifiuti circa 600 gigawattora elettrici e 750 gigawattora termici l'anno.L'inceneritore di Brescia, nonostante sia stato coinvolto in due violazioni di direttive europee, delle quali una a livello nazionale riguardante il CIP 6, sfociate anche in una condanna da parte dell'Unione europea,Il ricorso alla Corte Europea, avviato nel 2002, è sfociato in una condanna da parte della UE (luglio 2007) e nello specifico riguarda la mancata Valutazione di Impatto Ambientale della terza linea di incenerimento (sentenza). nell'ottobre 2006 è stato proclamato «migliore impianto del mondo»Iorisparmio.eu: Il termovalorizzatore di Brescia è "il migliore del mondo" . dal WTERT (Waste-to-Energy Research and Technology Council), un'associazione formata da tecnici, scienziati e industrie di tutto il mondo.È da notare che questo organismo annovera nell'elenco degli sponsor diverse società concorrenti che costruiscono impianti di incenerimento. Tra questi figura anche una delle imprese che hanno costruito l'inceneritore premiato. Per un elenco completo degli sponsor del WTERT si veda qui .

Da notare che la produzione di RSU della provincia di Brescia è minore della capacità dell'impianto, per cui per far funzionare a pieno regime i forni devono essere reperite circa 200.000 tonnellate l'anno di rifiuti di altra provenienza e/o tipo, costituiti da biomasse.Dati di produzione di RSU della provincia comparati con la capacità dell'impianto tratti da documenti dalla Provincia di Brescia.

L'inceneritore di Brescia ha un rendimento del 26% in produzione elettrica e del 58% in calore per teleriscaldamento, con un indice di sfruttamento del combustibile dell'84%.

Tuttavia, anche impianti ristrutturati e "adeguati" di recente, presentano a volte emissioni fuori norma: nel gennaio 2008 l'inceneritore di Terni (ristrutturato nel 1998) è stato posto sotto sequestro preventivo perché i gestori (la società ASM), avrebbero nascosto emissioni gassose e nelle acque di scarico pesantemente fuori norma, con alte concentrazioni di mercurio, cadmio, diossine, acido cloridrico. Sarebbero inoltre stati bruciati in più occasioni persino rifiuti radioattivi di origine ospedaliera e non solo.

A Colleferro è stato posto sotto sequestro l'impianto, mentre l'impianto di Brindisi è stato chiuso in seguito a un filone che vedeva oggetto di inchiesta la manomissione dei sistemi di controllo delle emissioni. Per lo stesso motivo è stato fermato l'inceneritore del Pollino a Pietrasanta.

Le scorie e le ceneri vengono caricate su un nastro trasportatore; i rottami ferrosi più consistenti sono subito raccolti, quelli più piccoli vengono rimossi poi con un nastro magnetico. Appositi macchinari separano dal resto i rimanenti metalli a-magnetici (prevalentemente alluminio); tutto il resto, miscelato con opportune dosi di acqua, inerti, cemento e additivi, e reso così inerte, va a formare calcestruzzo subito adoperato per la produzione di elementi per prefabbricati. Con un trattamento di questo genere, si riduce la necessità della discarica in seguito al trattamento nell'inceneritore in quanto ultimo anello della catena di gestione dei rifiuti, dal momento che le scorie pesanti risultano praticamente costituite solamente da sostanza organica o coke incombusti in ragione di una percentuale variabile dal 3,5% al 10-15%.Dati ARPA Emilia-Romagna: Osservatorio Provinciale Rifiuti Piacenza.

Elenco Di seguito viene riportato un elenco degli inceneritori in Italia.

+ Impianti in Italia Regione Numero impianti Provincia Comune Azienda Situazione Note 3 Gerbido (Torino) Mergozzo TRM (IREN) Vercelli 13 Cremona A2A Busto Arsizio Associazione Consortile dei Comuni dell'Alto Milanese Como Acinque Desio Milano A2A Sesto San Giovanni Trezzo sull'Adda Brescia A2A Bergamo A2A Dalmine REA Dalmine Filago A2A Corteolona e Genzone A2A Parona A2A Valmadrera 1 Bolzano 4 Padova AcegasApsAmga (gruppo HERA) Verona Schio Venezia 2 Trieste AcegasApsAmga (gruppo HERA) Spilimbergo 9 Modena HERA Ferrara HERA Reggio Emilia Parma IREN Granarolo dell'Emilia Ravenna Coriano HERA Forlì HERA Piacenza IREN 9 Livorno Campi Bisenzio Rufina Arezzo Montale Ospedaletto Castelnuovo di Garfagnana Pietrasanta Poggibonsi 1 Tolentino 1 Pozzilli 1 Terni 3 San Vittore del Lazio Colleferro Malagrotta 1 Acerra A2A 2 Massafra Manfredonia 2 Melfi Potenza 1 Gioia Tauro 0 Messina 2 Capoterra Macomer Totale54 − − − −

Normativa

Tutti gli impianti in funzione prevedono il recupero del calore, come richiesto dalle normative a partire dal 1997. Secondo l'articolo 216 del testo unico delle leggi sanitarie, gli inceneritori sono classificati come fabbriche insalubri di prima classe e come tali "debbono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni".DM 5/9/94 Elenco delle industrie insalubri.RD 1265/1934 Testo unico delle leggi sanitarie .

Le nuove tecnologie permettono oggi di raggiungere valori assai elevati di abbattimento delle emissioni inquinanti, nel rispetto del Decreto Legislativo 133/2005..

Il provvedimento regola tutte le fasi dell'incenerimento dei rifiuti, dal momento della ricezione nell'impianto fino alla corretta gestione e smaltimento delle sostanze residue: disciplina i valori limite di emissione degli impianti di incenerimento dei rifiuti, i metodi di campionamento, di analisi e di valutazione degli inquinanti derivanti dagli stessi impianti, i criteri e le norme tecniche generali riguardanti le caratteristiche costruttive e funzionali, nonché le condizioni di esercizio degli impianti, con particolare riferimento alle esigenze di assicurare un'elevata protezione dell'ambiente contro le emissioni causate dall'incenerimento e dal coincenerimento dei rifiuti, i criteri temporali di adeguamento degli impianti già esistenti alle disposizioni del presente decreto; prevede che i cittadini possano accedere a tutte le informazioni, così da essere coinvolti nelle eventuali opportune decisioni.

Emissioni

Nonostante le normative vigenti, non sono comunque mancati casi di impianti in cui si siano rilevate alcune infrazioni per il mancato rispetto di normative o per il superamento del tonnellaggio di rifiuti inceneriti originariamente ammesso. È comunque difficile che l'accertamento di un'infrazione sfoci in provvedimenti molto severi come il sequestro dell'impianto, perché in tal caso si potrebbe creare un'emergenza rifiuti molto pericolosa. Fra febbraio e giugno del 2007, tuttavia, l'inceneritore di Trieste è stato posto sotto sequestro per il superamento dei limiti di legge riguardanti le emissioni di diossine, superiori anche di 10 volte il limite autorizzato.Si veda questo articolo con dati relativi al superamento delle emissioni e ai costi di gestione degli apparati di filtraggio.

Valori di emissione in atmosfera e nelle acque Per ogni tonnellata di rifiuti immessi, si ha l'emissione di circa 6000 metri cubi di fumi..

Per quanto riguarda l'Italia, i limiti di legge imposti agli inceneritori per le emissioni in atmosfera sono evidenziati nella tabella 2, in paragone – semplificato – con altri tipi di impianto presenti sul territorio (si veda il DL 133/2005 per gli inceneritori e il DL 3 aprile 2006, n. 152. per gli altri impianti):

+2. Limiti normativi alle emissioni in atmosfera: medie giornaliere (mg/Nm³)Valori reali di un moderno impianto Inquinante Incenerimento. Grandi impianti di combustionea carbone anteriori al 1988(DM 12/7/1990) Grandi impianti dicombustione a gas nuovi. Cementifici Silla 2, 2005.Polveri totali 10 50 5 50 0,14Anidride solforosa 50 400 35 600 2,2NOx 200 200 100 1800-3000 138,7Monossido di carbonio 50 250 – – 8,2Diossine e furani (ng/Nm³) 0,1Misurazione in ng/Nm³ di tossicità equivalente (TEQ). 10 – 10 0,0147Metalli pesanti – 10 – 5 –Piombo 0,5 – – – 0,0013Cadmio 0,05 – – – 0,0003Mercurio 0,05 – – – 0,001

+3. Limiti normativi per le acque di scaricodi un inceneritore.InquinanteQuantità(mg/l)solidi sospesi totali (polveri)30 – 45mercurio0,03cadmio0,05tallio0,05arsenico0,15piombo0,2cromo0,5rame0,5nichel0,5zinco1,5diossine e furani0,3 (ng/l)idrocarburi policiclici aromatici0,2 (ng/l)

I "valori reali di un moderno impianto" sono il risultato dell'applicazione delle migliori tecnologie disponibili (BAT, Best Available Technology) la cui applicazione costituisce un onere non indifferente nella costruzione e gestione degli impianti e può essere imposta in fase di autorizzazione dell'impianto: anche per quanto riguarda gli altri impianti citati vale la stessa regola per cui possono essere imposti specifici limiti minori;Sulla base del DL 59/2005 (cfr. ) che si applica anche agli inceneritori (come ribadito dall'articolo 4, comma 1b, del DL 133/2005), i limiti di emissione imposti agli impianti soggetti ad Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) sono basati sulle "migliori tecniche disponibili" individuate a livello nazionale, ma, per l'articolo 8, «Se, a seguito di una valutazione dell'autorità competente, che tenga conto di tutte le emissioni coinvolte, risulta necessario applicare ad impianti, localizzati in una determinata area, misure più rigorose di quelle ottenibili con le migliori tecniche disponibili, al fine di assicurare in tale area il rispetto delle norme di qualitàambientale, l'autorità competente può prescrivere nelle autorizzazioni integrate ambientali misure supplementari particolari più rigorose, fatte salve le altre misure che possono essere adottate per rispettare le norme di qualità ambientale». allo stesso modo possono fino al 1º gennaio 2008 (o 2010) essere motivatamente consentiti limiti superiori ai valori di legge per polveri e ossidi di azoto nell'ambito di alcune restrizioni..

Le emissioni di sostanze tossiche persistenti (in particolare diossine, furani) seppur entro i limiti di legge, sono da considerarsi comunque significative se sono protratte nel tempo nello stesso luogo: lo stesso DL 152/2006 evidenzia questo fatto per chiarire i limiti particolarmente severi su queste sostanze in impianti dalla lunga vita operativa.Si veda ad esempio questo articolo di altreconomia.it (marzo 2006), nel paragrafo dedicato ai rischi da diossina.

Per quanto riguarda l'emissione di gas serra (in particolare CO2), si veda più avanti.

Le emissioni di un inceneritore non si limitano all'atmosfera, ma si estendono anche alle acque reflue degli impianti: il DL 133/2005 fissa valori massimi anche in questo ambito, riferiti al litro d'acqua scaricata..

A partire dagli anni ottanta, visto l'inasprimento delle leggi, si è affermata l'esigenza di rimuovere i macroinquinanti presenti nei fumi della combustione (ad esempio ossido di carbonio, anidride carbonica, ossidi di azoto e gas acidi come l'anidride solforosa e l'acido cloridrico), i microinquinanti (metalli pesanti, diossine ecc.) e di perseguire un più efficace abbattimento delle polveri.