La diocesi (, dal greco διοίκησις, cioè "amministrazione") era una divisione amministrativa del tardo impero romano, al cui interno erano raggruppate diverse province. La diocesi era subordinata ad una prefettura del pretorio, che costituiva la massima divisione amministrativa dell'impero. La diocesi, perciò, era ad un livello intermedio fra le province e le suddette prefetture.
L'uso più antico della parola "diocesi" come unità amministrativa si trova nel mondo greco orientale, applicato a tre distretti: Cibyra, Apamea e Synnada. Quest'ultima è stata aggiunta alla provincia di Cilicia nel periodo di Cicerone. Questi accenna al fatto nelle sue lettere familiari (EB 1911). La parola, equivalente ad un distretto di raccolta delle tasse, fu applicata poi al territorio in sé.
Storia Evoluzione territoriale e organizzativa
Età tetrarchica (286-305)
Nella riorganizzazione dell'impero iniziata con la tetrarchia e portata a termine da Costantino I, l'impero venne diviso in dodici diocesi (al posto delle vecchie province augustee), di cui la più grande, Oriente, includeva sedici province. Le altre erano le prefetture dell'Italia, della Gallia e dell'Illirico, che corrispondevano alla divisione dell'impero in zone di influenza della tetrarchia.
Ogni diocesi era governata da un agens vices praefectorum praetorio o semplicemente vicarius ("vicario"), sottoposto al prefetto del pretorio (alcune diocesi, peraltro, potevano essere governate direttamente dal prefetto del pretorio). Il vicario controllava i governatori delle province (variamente denominati: consulares, correctores, praesides) e giudicava in appello le cause già decise in primo grado dai medesimi (le parti potevano scegliere se appellarsi al vicario o al prefetto del pretorio). Si sottraevano dalla giurisdizione del vicario le province governate da proconsoli e le città di Roma e di Costantinopoli, governate da un praefectus urbi. I vicari non avevano poteri militari, infatti le truppe stanziate nella diocesi erano sotto il comando di un comes rei militaris, che dipendeva direttamente dal magister militum e aveva alle sue dipendenze i duces ai quali era affidato il comando militare nelle singole province.
Molti studiosi moderni attribuiscono l'istituzione delle diocesi a Diocleziano datandola a non più tardi del 298.. Un passo di Lattanzio (ostile nei confronti dell'imperatore a causa della persecuzione dei cristiani), in effetti, attesta l'esistenza all'epoca dioclezianea di vicarii praefectorum:
Nonostante Lattanzio citi in questo passo i vicarii praefectorum come attivi già in età dioclezianea, alcuni studiosi moderni hanno obiettato che il passo non prova che essi fossero già titolari di diocesi con una giurisdizione territoriale ben definita o stabile. Le fonti coeve di età dioclezianea attestano un Aurelio Agricolano agens vices praefectorum praetorio attivo in Spagna, che nel 298 condannò un centurione di nome Marcello alla decapitazione in quanto cristiano, e un certo Emiliano Rusticiano, considerato da alcuni studiosi il primo vicario della diocesi d'Oriente di cui si ha notizia. Lattanzio cita inoltre un certo Sossiano Ierocle come "ex vicario" attivo in Oriente in età dioclezianea. Inoltre Settimio Valenzione è attestato come agens vices praefectorum praetorio di Roma tra il 293 e il 296. Tuttavia, queste fonti non provano che questi vicarii o agentes vices fossero già titolari di diocesi con una giurisdizione territoriale ben definita o stabile. In particolare Settimio Valenzione era certamente il comandante della guardia pretoriana durante i periodi di assenza del prefetto del pretorio dall'Urbe, ma non ancora il vicario civile dell'Italia suburbicaria. Secondo ZuckermanTravaux et Memoires 14, Melanges Gilbert Dagron, 2002., la costituzione delle diocesi sarebbe da datare intorno al 313-314, in seguito all'annessione dell'Armenia all'Impero romano e l'incontro di Milano tra gli Augusti Costantino e Licinio.. La questione è comunque controversa.
Qui sotto trovi la prima riorganizzazione voluta da Diocleziano con la tetrarchia, divisa in 12 diocesi, di cui 6 in Occidente e 6 in Oriente.T.Cornell & J.Matthews, Atlante del mondo romano, Novara 1984, pp. 172-173. Tetrarchi Diocesi Province (durante la Tetrarchia di Diocleziano)Secondo il Laterculus Veronensis, redatto nel 314. Oriente Augustod'Oriente (capitale Nicomedia) Diocesi Pontica Bitinia, Galatia, Paflagonia, Cappadocia, Diospontus, Pontus Polemoniacus, Armenia Minor Diocesi AsianaAltre fonti attestano l'esistenza all'epoca della Licia, forse omessa per errore dal Laterculus Veronensis, e riportano un'unica provincia di Frigia in luogo delle due riportate dal Laterculus Veronensis, inoltre, a differenza di quest'ultimo documento, uniscono le province di Asia ed Ellesponto in un'unica provincia. Cfr. Hellespontus, Asia, Caria, Panfilia, Licia, Lidia, Pisidia, Phrygia I, Phrygia I, Insulae. Diocesi d'Oriente Isauria, Cilicia, Cipro, Augusta Euphratensis, Siria Coele, Osroene, Mesopotamia, Fenicia, Augusta libanese, Palestina, Arabia, Aegyptus Herculia, Aegyptus Iovia, Tebaide, Libia superiore, Libia inferiore. Cesared'Oriente(capitale Sirmio) Diocesi delle Pannonie Noricum ripariense, Noricum mediterraneo, Dalmazia, Pannonia superiore, Pannonia inferiore, Savense, Valeria. Diocesi delle Mesie Moesia Superior Margensis, Praevalitana, Dardania, Dacia, Epirus vetus, Epirus nova, Macedonia, Thessalia, Acaia, Creta. Diocesi della Tracia Europa, Tracia, Haemimontus, Rodope, Mesia Inferiore, Scythia. Occidente Augustod'Occidente(capitaleMilano) Diocesi ItalicianaIl Laterculus Veronensis afferma che le province della diocesi italiciana fossero 16 ma, a causa di una lacuna, riporta solamente le seguenti nove (per il Jones; per il Porena, otto, considerando la Flaminia et Picenum come una provincia unica) province: Alpes Cottiae, Raetia, Venetia et Histria, Tuscia et Umbria, Flaminia e Picenum (per il Porena da emendare in Flaminia et Picenum), Apulia et Calabria, Lucania (da emendare in Lucania et Bruttii) e Corsica. A queste otto province andrebbero aggiunte, per il Porena, le province di Sicilia, Sardegna, Campania e Liguria et Aemilia, per un totale di 12 province (per il Porena il numero 16 sarebbe un errore di trascrizione del copista, da emendare in 12). Il Jones, invece, suppone che la diocesi fosse costituita da 15 province (ipotizzando anch'egli un errore di trascrizione del copista), separando la Flaminia dal Picenum e la Liguria dall'Emilia e aggiungendovi il Samnium. Il Jones, inoltre, nota che si potrebbe arrivare a sedici congetturando che la Rezia fosse già suddivisa in Raetia I e Raetia II. Cfr. e Campania, Apulia et Calabria, Lucania et Bruttii, Flaminia et Picenum, Tuscia et Umbria, Liguria et Aemilia, Venetia et Histria, Sicilia, Sardegna, Corsica, Alpes Cottiae, Raetia. Diocesi d'Africa Africa proconsulare zeugitana, Byzacena, Mauretania Sitifensis, Mauretania Caesariensis, Numidia miliziana, Numidia cirtense, Tripolitania.Cesared'Occidente(capitaleTreviri) Diocesi delle Britannie Maxima Caesariensis, Britannia I, Britannia II, Flavia Caesariensis. Diocesi delle Gallie Lugdunensis I, Lugdunensis II, Belgica I, Belgica II, Germania I, Germania II, Alpes Poeninae et Graiae, Sequania. Diocesi di Vienne Viennense, Alpes Maritimae, Aquitanica I, Aquitanica II, Novempopulana, Narbonensis I, Narbonensis II. Diocesi delle Spagne Betica, Cartaginense, Tarraconense, Galizia, Lusitania, Mauretania Tingitana.
Età costantiniana/teodosiana (324-395)
I successori di Diocleziano mantennero la riforma dioclezianea perfezionandola ulteriormente. L'Imperatore Costantino I (306-337) suddivise la diocesi di Mesia nelle diocesi di Dacia e Macedonia. Per quanto riguarda l'Italia, fu probabilmente Costantino, intorno al 312, a trasformare il cosiddetto agens vices prefectorum praetorio di Roma, dall'età severiana il comandante delle truppe di stanza nell'Urbe in caso di assenza del prefetto del pretorio dalla Città Eterna, nel vicario civile dell'Italia Suburbicaria (l'Italia a sud degli Appennini con l'aggiunta di Sicilia, Sardegna e Corsica), nell'ambito della smilitarizzazione dell'antica Capitale avviata immediatamente dopo la sconfitta di Massenzio. Sotto Costantino la diocesi d'Italia fu così suddivisa nei due vicariati di Italia Suburbicaria e Italia Annonaria, sotto l'amministrazione rispettivamente del vicarius urbis Romae e del vicarius Italiae. Si noti che Italia Annonaria e Italia Suburbicaria de jure non erano diocesi (pur essendolo de facto), ma vicariati facenti parte della diocesi italiciana, come confermano Laterculus Veronensis e Notitia Dignitatum, che elencano tra le diocesi quella italiciana ma non quelle dell'Italia Annonaria e dell'Italia Suburbicaria. La diocesi italiciana divenne così l'unica diocesi ad avere non uno ma ben due vicarii. Negli ultimi anni di Costantino la suddivisione dell'Impero in prefetture del pretorio cominciò a diventare permanente e indipendente dal numero di co-imperatori (fino ad allora vi era stato un prefetto del pretorio per ogni Augusto o Cesare). La diocesi di Moesia fu divisa (tra Dacia e Macedonia) nell'anno 327. Sotto l'Imperatore Valente (364-378) fu creata la diocesi di Egitto, che fino a quel momento aveva fatto parte della diocesi di Oriente. La Notitia Dignitatum attesta che a un certo punto la diocesi delle Gallie fu soppressa e accorpata a quella delle Septem Provinciae.
Secondo la Notitia Dignitatum, le diocesi di Dacia e Illirico non avevano un vicario ma erano gestite direttamente dal prefetto del pretorio; secondo Jones, infatti, la diocesi in cui il prefetto del pretorio regionale aveva sede ricadeva sotto il suo diretto controllo, fatta eccezione per la diocesi di Tracia, amministrata da un vicarius Thraciarum nonostante il prefetto del pretorio d'Oriente avesse sede nella medesima diocesi. Probabilmente anche la diocesi delle Gallie, prima della sua soppressione e accorpamento agli inizi del V secolo con quella delle Septem Provinciae, era amministrata direttamente dal prefetto del pretorio delle Gallie avente sede a Treviri. Nelle diocesi non amministrate direttamente dal prefetto del pretorio, la massima autorità civile prendeva il nome di vicarius, fatta eccezione per l'Oriente, governata da un comes Orientis, e per l'Egitto, governata da un Prefetto Augusteo.
Fra IV e il VI secolo, siccome la vecchia struttura amministrativa romana cominciava a sbriciolarsi, le funzioni dei vescovi nell'impero cristianizzato si espansero per riempire il vuoto. L'aristocrazia senatoriale romana, specialmente nelle province, rimase una fonte di autorità locale. In quell'epoca, tuttavia, era spesso conferita all'ufficio spirituale dei vescovi.
Non sorprende, quindi, nel momento in cui la chiesa cattolica e poi le chiese orientali cominciarono a definire la loro struttura amministrativa, che esse abbiano usato la vecchia terminologia romana per descrivere le unità amministrative e la relativa gerarchia. L'autorità ecclesiastica e quella secolare erano quindi confuse l'una nell'altra. Nell'impero bizantino questa confusione iniziale diventò dottrina ufficiale (si veda Cesaropapismo).
La nuova organizzazione comprese ora 13 diocesi, di cui 6 in Occidente e 7 in Oriente.Nuovo Atlante Storico De Agostini, 1997, pp. 40-41.