La carriera di Suzanne è un mediometraggio del 1963 scritto e diretto da Éric Rohmer.

È il secondo capitolo del ciclo dei Sei racconti morali (Six contes moraux), una serie di opere del regista francese composta da un cortometraggio, un mediometraggio e quattro lungometraggi. Segue La fornaia di Monceau (1962) e precede La collezionista (1967).

Trama

Bertrand, studente in medicina, subisce il fascino libertino dell'amico Guillaume. Così, quando questi, con la scusa di una seduta spiritica, approfitta di Suzanne, giovane studentessa lavoratrice incontrata in un bistrot parigino, e se ne sbarazza qualche giorno dopo, non disapprova la sua condotta. In seguito è, anzi, la donna ad essere oggetto della sua indifferenza e del suo disprezzo, anche quando, attraverso ripetuti inviti e tentativi manifesta il proprio interessamento per Bertrand.

Egli non esita neppure a rivolgere a lei i sospetti circa la sparizione di una somma di denaro dalla camera della pensione in cui è alloggiato e in cui la giovane ha trascorso una notte con lui, ancora una volta ignorata. In realtà l'autore del furto è stato Guillaume. Bertrand è attratto da Sophie, donna di fiera bellezza, che si dimostra inaccessibile ai suoi approcci. È il confronto con l'immagine idealizzata di Sophie a rendere mediocre e volgare l'altra.

Solo quando, qualche tempo dopo, la ritrova felicemente sposata con un ex amico di Sophie, si trova costretto a riconsiderare le sue valutazioni sulla giovane Suzanne. Produzione Come La fornaia di Monceau ha lo stesso produttore (Barbet Schroeder) e la stessa limitatezza di mezzi del primo cortometraggio.

Critica Questo secondo dei Sei racconti morali presenta una struttura simile al primo (La fornaia di Monceau): un giovane studente in un triangolo completato da una fredda donna ideale cui è andata la sua scelta e da un'altra donna, nel cui mondo reale egli si rifiuta di entrare. A fianco del terzetto, un amico dello studente come deus-ex-machina delle sue scelte.

Ancora una volta l'ambientazione è funzionale alla descrizione dei meccanismi psicologici. Girato per quasi tutta la sua durata in ambienti angusti e oscuri, il film si conclude nel sole di una gita sul fiume, nel momento in cui il corpo di Suzanne si manifesta, disteso sulla barca, nella sua felice pienezza.Jacques Fieschi, Morphologie des Contes Moraux e Revoir Rohmer, Claude Arnulf, Un jeu de quatre coins, Michel Devillers, D'entre les lignes, in "Cinématographe", n.44, febbraio 1979.

Tecnica cinematografica

Home Video Il film è stato distribuito in Italia da Dolmen Home Video, in un DVD che comprende anche Nadja à Paris, Charlotte et son steak e La fornaia di Monceau. Note

Bibliografia Éric Rohmer, La mia notte con Maud: sei racconti morali, (1974) a cura di Sergio Toffetti, tr. it. Elena De Angeli, Torino, Einaudi, 1988 ISBN 88-06-59996-8 Éric Rohmer, L'Ancien et le nouveau, Cahiers du Cinéma, n. 172, 1965. Marion Vidal, Les contes moraux d' Éric Rohmer, Paris, Lherminier, 1977. Virgilio Fantuzzi, Il gioco della coscienza e del caso, "Rivista del Cinematografo", n. 4-5, aprile-maggio 1975. Giandomenico Curi, Il cinema francese della Nouvelle Vague, Roma, Studium, 1977. Fabio Carlini-Mauro Marchesini, Rohmer, o della trasparenza, in "Bianco e Nero", XXXIII, n. 7-8, luglio-agosto 1977. Mario Guidorizzi, Verona '78: cinema francese d'oggi (e tutto Rohmer), in "Bianco e Nero", n.5-6, settembre-dicembre 1978. Gianni Rondolino, Prefazione, Catalogo della Rassegna "Verona '78: il cinema francese ( e tutto Rohmer)", Comune di Verona, 1978. Roald Koller, Intervista a Éric Rohmer, in Filmkritik, n. 229, gennaio 1976 Jacques Fieschi, Morphologie des Contes Moraux e Revoir Rohmer, Claude Arnulf, Un jeu de quatre coins, Michel Devillers, D'entre les lignes, in "Cinématographe", n.44, febbraio 1979. Vincent Nordon, Rohmer et le corp adorable, "Ça cinéma", n. 17,1979. Michele Mancini, Eric Rohmer, Firenze, La nuova Italia, 1982 e 1988.

Collegamenti esterni

Categoria:Film commedia Categoria:Mediometraggi francesi Categoria:Film diretti da Éric Rohmer