Nacque da una ricca famiglia di Briga, figlio di Peter Stockalper, notaio, e di Anna Maria Imhof. Ebbe quattordici figli, ma solo otto erano ancora in vita alla sua morte, nel 1691. Di questi solo uno (Peterman von Stockalper) continuò la stirpe Stockalper attraverso il nipote del barone (Peter Anton Josef Ignaz von Stockalper) e il pronipote (Dr Kaspar von Stockalper), che però fu l'ultimo dei discendenti.

La famiglia Si ritiene che la famiglia Stockalper sia stata di origine italiana, in quanto derivante dalla famiglia "de Oltieri" che nel 1330, con Antonio de Oltieri (mercante), si era trasferita nei dintorni di Berisal.

Qui il de Oltieri aveva acquistato delle proprietà, presso la località chiamata "Stockalpe", e aveva fatto costruire la propria abitazione, andando ad abbandonare, in seguito, il cognome originario e adottando quello di "Stockalper", più in linea con la popolazione del luogo di origini germaniche.

Col tempo la famiglia si era poi arricchita.

Biografia Fu plurilingue (ne conosceva correntemente cinque: alto-vallesiano, italiano, tedesco, francese e latino). Già in giovanissima età notaio e scrivano pubblico, mostrò subito un innato senso commerciale. Inizialmente si occupò di trasporto merci sul passo del Sempione e della scorta per i cortei di nobili durante i loro spostamenti.

Grazie a un'accorta politica di alleanze internazionali, che ne fece ben presto il più influente uomo politico del Vallese, costruì una fitta rete di relazioni su scala europea. I suoi viaggi gli permisero di stringere relazioni commerciali dalla Spagna alle Fiandre, ottenendo ricchezza e successo, ma al contempo attirandogli anche numerose inimicizie.

Si dimostrò imprenditore instancabile e avveduto, tanto da mettere da parte una fortuna pari a mezzo miliardo di franchi svizzeri dei nostri tempi Le attività del Barone Stockalper . Possedeva terreni ed edifici in tutto il Vallese.

Terminati gli studi, inizia nel 1633 un lungo viaggio di studio e avvicinamento all'arte del commercio, che lo porta dalla Francia ai Paesi Bassi spagnoli, nel corso del quale stringe rapporti con vari capitani d'industria europei.

Nel 1639 rappresenta il Vallese alla Dieta dei Confederati di Baden. Viene scelto dalla Dieta per rappresentare Briga al Consiglio di guerra, chiamato anche Consiglio segreto.

Il 15 maggio 1645 accede alla più alta funzione militare diventando Colonnello della Morge. Nel 1646 viene nominato Governatore di Saint-Maurice. Dal 1652 al 1670 è Segretario di stato (Cancelliere).

Dal 1651 al 1659, per abbassare a un terzo i costi di trasporto del sale (a partire dal Natale 1647 la Dieta gli aveva assegnato la carica di maître du sel per il Vallese, carica che comportava il monopolio del sale nella regione) fece costruire un canale di 8 km di fianco al Rodano (in quel punto pericoloso alla navigazione) - il "canale Stockalper", fra Collombey-Muraz e Vouvry, caduto però in disuso 20 anni dopo, in concomitanza con l'esilio del barone in Italia. Il sale rappresentava un elemento strategico nei traffici del barone e al contempo gli serviva come mezzo di persuasione politica: l'Alto-Vallese era approvvigionato dall'Italia, mentre il Basso-Vallese riceveva il sale da Francia e Spagna, dove il barone pure aveva aperto attività commerciali. Monopolio del sale che dal 1607 al 1647 era invece stato detenuto dalla famiglia vallesana rivale, i Mageran.

Nel 1653 raggiunge la nobiltà ricevendo il titolo di Cavaliere del Sacro Romano Impero.

Gestiva inoltre una mezza dozzina di miniere per lo sfruttamento del sottosuolo del Vallese e gestiva anche le miniere d'oro di Gondo servite dalla Stockalperweg, mentre altre attività estrattive riguardavano piombo (Mörel, Bell, Goppenstein), rame (Val d'Hérens) e ferro (Grund-Ganter).

Giunse ad avere fino a 5.000 dipendenti, dando vita - tra miniere e traffici di persone e merci - a un indotto di ben 20.000 persone (si pensi che all'epoca Briga non contava più di 900 abitanti).

La mulattiera del Sempione

Per facilitare il commercio del sale e incentivare i suoi traffici privati, il barone Stockalper rivitalizzò il traffico commerciale che passava dal Sempione, dimenticato ormai dalla metà del XIV secolo, sistemando e rendendo più sicura, intorno al 1630, la vecchia mulattiera medievale che ne valicava il passo. In suo onore tale strada venne pertanto chiamata Stockalperweg e fu la stessa corte di Francia del re Luigi XIV a coniare per lui l'appellativo di Roi du Simplon (Re del Sempione). Tale opera, che ricalcava l'antica via romana risalente ai tempi dell'imperatore romano Settimio Severo, permise di riportare il passo a essere il principale passaggio commerciale fra Nord e Sud Europa.

È di questo periodo l'Ospizio del Sempione (ora noto come Vecchio ospizio o Alter Spittel) costruito nel 1666 per suo volere sulle rovine di una struttura preesistente che risaliva al 1235, ad opera dei Gerosolimitani.

Le opere promosse dal barone Stockalper consentirono lo sviluppo di un servizio postale efficiente, fino ad allora affidato in modo estemporaneo a monaci erranti, suonatori, musicisti ambulanti e messaggeri vescovili. Stockalper intuì che l'introduzione di un sistema postale fisso avrebbe giovato al commercio. Nel 1640 fu così istituito un corriere a cavallo che portava le lettere da Ginevra a Milano in otto giorni d'estate e dieci di inverno. Lungo la nuova mulattiera Stockalperweg vennero pertanto costruite nuove stazioni di posta con stalle per i cavalli. A Gondo, per favorire i propri commerci, fece costruire un edificio su più piani protetto da una torre centrale, con funzione di magazzino e alloggio, chiamato Torre Stockalper, ora restaurato e ristrutturato.

Il declino Alla morte di Stockalper il valico del Sempione fu però abbandonato a sé stesso e la mulattiera divenne nuovamente insicura per mancanza di manutenzione; le organizzazioni di trasporto vennero sciolte, i punti di sosta e i magazzini venduti o abbandonati e i commerci si interruppero quasi del tutto. Infatti, a partire dall'esilio di Stockalper del 1679, la monarchia piemontese era riuscita a dirottare i transiti commerciali dal Passo del Sempione a quello del Moncenisio. La considerevole diminuzione del traffico lungo la Stockalperweg, la cui manutenzione era in parte finanziata dalle tasse doganali e dal pedaggio, unita alla manutenzione negligente delle società incaricate dal Vallese della gestione e del rifornimento della via del Sempione, determinarono il rapido declino della Stockalperweg. Solo negli ultimi decenni del Settecento la mulattiera Stockalperweg fu ripristinata da un discendente del barone, per conto del consiglio vallesano.

La ripresa dell'idea Ma fu proprio il passaggio delle armate spagnole – seguite da quelle francesi e austriache – dal Passo del Sempione durante la seconda metà del XVIII secolo che conferisce al passo una rinnovata dimensione strategica. Dimensione che non sfugge a Napoleone Bonaparte, il quale prende rapidamente coscienza dell'importanza degli accessi transalpini per le sue mire espansionistiche. Giunto con la sua armata in Italia attraverso il Colle del Gran San Bernardo nel maggio 1800 (per la seconda campagna d'Italia contro gli austriaci, vinti a Marengo), mentre il suo generale Béthencourt passa dal Sempione alla testa di mille uomini per un'operazione secondaria, Bonaparte già il 17 settembre 1800 promulga un decreto relativo alla costruzione di una nuova strada con lo scopo di rendere praticabile per i cannoni il percorso da Briga a Domodossola. All'epoca il percorso partiva da Glis anziché da Briga, più a est della mulattiera, nel punto in cui la Saltina, affluente del fiume Rodano, poteva essere superata con maggior facilitàMappa della Stockalperweg e della strada napoleonica. L'apertura ufficiale della strada avvenne il 9 ottobre 1805: in seguito divenne la strada del Sempione.

Costruttore e mecenate Il barone Stockalper diede un notevole impulso allo sviluppo artistico del Vallese, contribuendo alla costruzione di numerosi edifici civili e religiosi, soprattutto a Briga e lungo la mulattiera Stockalperweg che superava il Passo del Sempione.

Tra il 1658 e il 1678 il barone si fece costruire un castello in stile barocco a Briga, il castello Stockalper, tuttora in ottimo stato di conservazione e visitabile (in precedenza aveva abitato presso la vecchia casa Stockalper, costruita oltre un secolo prima dalla famiglia, nel 1532, ancora visitabile lì a fianco). Sempre a Briga a lui si devono la chiesa parrocchiale di Mariä Himmelfahrt (Maria Assunta) in frazione Glis; il Kollegium Spiritus Sanctus (giugno 1673) e la Kollegkirche (31 agosto 1687) entrambi per i Gesuiti, che nell'ottobre 1662 erano ritornati a Briga, in frazione Aspires; il Klosters St. Ursula (monastero delle Orsoline) e l'Ospedale. A Gondo va ricordata la Torre Stockalper (1670-1685), al Passo del Sempione l'Alte Spittel (Vecchio Ospizio) (1666), le stazioni di sosta a Gabi (1676) e a Turtmann (Tourtemagne) (iniziata negli anni 1670-1674) (entrambe le stazioni di posta non furono poi completate a causa dell'esilio del barone nel 1679 e se ne possono ancora osservare le rovine). Non va neppure dimenticato che il barone finanziò pure costruzioni al di là del Passo del Sempione, in Italia, dove possedeva numerosi terreni: finanziò (con 5500 lire imperiali) la costruzione del Sacro Monte di Domodossola all'imbocco della Val Bognanco (che veniva percorsa proprio dalla Stockalperweg, da lui voluta), finanziò il portico della chiesa di Varzo, si fece costruire un'abitazione (dopo il 1679) al Monte Calvario di Domodossola (con 2000 lire imperiali), dove trascorse gli anni d'esilio lontano da Briga.

Destituzione, esilio e morte Fu molto attivo anche nella vita politica del Vallese, ricoprendo nel tempo cariche pubbliche sempre maggiori. Fu accusato ingiustamente di aver tramato contro il proprio paese: quattro distretti del Vallese (Sion, Sierre, Loèche e Viège) si erano associati segretamente per presentare un atto di accusa nei suoi confronti presso la Dieta.

Destituito il 4 maggio 1678, il barone Stockalper viene inizialmente condannato a una pesante multa, alla perdita dei privilegi e de facto anche alla perdita del monopolio del commercio del sale.

Nel settembre 1679 un tribunale svizzero lo condanna però a morte. Per salvarsi, all'inizio di ottobre ripara in Italia, fermandosi al di là del passo del Sempione. Benvoluto dagli ossolani (in passato aveva finanziato con lire imperiali la costruzione degli edifici e delle cappelle del Sacro Monte Calvario a Domodossola), vi si fa costruire una villa, investendo altre lire imperiali, restando così in esilio presso la frazione Calvario di DomodossolaIl Monte Calvario: Sacro Monte di Domodossola, per ben sei anniA ricordarlo ancora oggi, sulla vecchia casa ora ristrutturata - che ospita ai piani superiori gli uffici amministrativi della Riserva Naturale Speciale Sacro Monte Calvario e al piano inferiore il Circolo A.C.L.I. - è una targa d'ottone con la scritta: "Questa casa fu costruita nel 1681 dal Barone Kaspar Stockalper, esiliato dalla sua patria Vallesana e accolto onorevolmente in Ossola (1679-1685), per essere vicino al Santuario"..

Lasciate sbollire le animosità nei suoi confronti in Svizzera (nel frattempo era morto uno dei suoi principali accusatori), il barone Stockalper fece poi un trionfale ritorno in patria il 5 giugno 1684. A fine giugno la Dieta decise poi di lasciar cadere una parte delle accuse, concordando col barone che nel futuro se ne sarebbe stato tranquillo, astenendosi dalla vita politica e restando prevalentemente confinato nel suo castello di Briga, dove morì sei anni dopo, alla veneranda età di 82 anni.

Cronologia del complotto