Miti e Leggende Dafni figura della mitologia greca, era un pastore di Ragusa. Fu l'inventore del canto bucolico con l'aiuto della zampogna. Molti scrittori antichi definirono la terra dei lotofagi descritta nell'Odissea compresa tra il fiume Ippari e la città di Kamarina: sub-colonia degli antichi siracusani, fondata nel VI sec. a.C.

Preistoria Il nucleo abitativo di Ragusa ha origini antichissime, nella zona di Fontana Nuova, nei pressi di Marina di Ragusa, spetta il primato del più antico ritrovamento di testimonianze umane finora scoperto in Sicilia: in una grotta sono state ritrovate alcuni raschiatoi e lame da taglio in pietra scheggiata, risalenti a 60.000 anni fa. Sono presenti inoltre a Ragusa numerose tracce di frequentazione in età neolitica. Sono presenti nel territorio dei villaggi preistorici risalenti alla Facies Castellucciana, probabilmente abitati dagli antichi sicani. Sono state trovate le prove dell'attività mineraria dei castellucciani; gallerie scavate con l'uso delle mazze di basalto permettevano l'estrazione e la produzione delle richiestissime selci. Queste popolazioni autoctone furono probabilmente sterminate dai siculi, popolo molto più avanzato che colonizzò la Sicilia orientale nel 1000 a.C.

Fondazione della città

Origini del territorio ragusano. Il periodo siculo e greco-siceliota

Nonostante il nome di Ragusa appaia solamente dall'epoca bizantina, antiche necropoli d'epoca arcaica furono ritrovate sul suolo urbano, e in base a tali reperti archeologici si è ipotizzato la presenza di una delle numerose Ibla d'origine Sicula.

Quella ragusana si pensa potesse essere la Hybla Heraia; essa secondo diversi storici vuol dire Hybla Minore o Piccola HyblaWilliam Fordyce Mavor, Brydone, Swinburn, Wraxall, 1813, trattazione dell'argomento a pag.44Francesco Maria Appendini, Notizie istorico-critiche sulle antichità: storia e letteratura de Ragusei, Volume 1, 1802, pag. 73Salvatore Borzì, L'Italia dialettale: rivista di dialettologia italiana, Volume 17, 1941, pag. 17, mentre secondo altri pareri sarebbe identificabile con l'opposto significato, ovvero Hybla Megala (Grande Hybla)Michele Amari, Storia dei musulmani di Sicilia, Vol. 1, 1854, pag. 319Gabriella Vanotti, Claudia Perassi, In limine: ricerche su marginalità e periferia nel mondo antico, 2004, pag. 290. Nota: la fonte attesta che tale Ibla si trovasse in territorio ragusano, non specifica dunque i confini del comune di Ragusa.. Tra pareri contrastanti è stata avanzata l'ipotesi che proprio da questa antica città derivi l'attuale nome di Ragusa, trasformatosi nei secoli: da Herea in Hereusium, poi Reusia fino a giungere a RagusaF. Garofalo, Discorsi sopra l'antica e moderna Ragusa, Stab. tip. di F. Lao, Palermo 1856.. Tuttavia non sembrano esserci fonti antiche sufficienti per confermare tale ipotesi.

L'antica Hybla Herea o Heraia si sostiene che derivasse il suo nome dalla dea sicula Hybla, dalla quale presero appellativo tutte le IbleAnnali dell'Istituto italiano per gli studi storici, Volume 22, 2008, pag. 497Concetta Muscato Daidone, Avola. Storia della città. Dalle origini ai nostri giorni, 2011, pag. 22. Alcuni studiosi sostengono che essa era la protettrice dei campi, altri invece ipotizzano che possa essere stata una divinità protettrice dell'amore e della fertilità.

La Hybla di cui si parla sorgeva in una posizione strategica, capace di resistere a potenti attacchi militari. Per queste analogie geografiche, si sostiene che essa potesse corrispondere al territorio di Ragusa Ibla - primo abitato storico della città di Ragusa - situata su un colle che va da circa 385 (i giardini iblei) ai 440 m (ex distretto militare) di altezza, circondata da tre colline che creano un muro di cinta naturale.

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Plutarco narra che una delle Hyble - supponendo sia l'Heraia - venne assediata dagli Ateniesi al comando di Nicia poiché era loro avversaria, ma non riuscirono a conquistarla.

Il tiranno di Gela Ippocrate strinse d'assedio le mura di un'Ibla - ma le fonti moderne sono incerte nello stabilire di quale delle tante Ible si trattasse - nel 491 con un possente esercito. Gli Iblei, , sconfissero l'esercito ed uccisero lo stesso tiranno.

I siculi, nel periodo del conflitto che li vide contrapposti alla nascente egemonia greco-siceliota, si allearono con Kamarina - colonia fondata nel VI sec. a.C. dai siracusani - quando nel 552 a.C. si ribellarono a Siracusa, nel contesto di una guerra territoriale che faceva intravedere, da quel che possiamo cogliere dalle poche fonti al riguardoTucidide, VI, 5, 3Si veda bibliografia e trattazione dell'argomento presso: Federica Cordano, Massimo Di Salvatore, Il Guerriero di Castiglione di Ragusa: greci e siculi nella Sicilia sud-orientale : atti del Seminario, Milano, 15 maggio 2000 (anno pubblicazione 2002), da pag. 68, uno scenario bellico tra poleis e città-barbare dell'isola.

In un antico manoscritto, d'epoca medievale, si legge:

Non me costruxit Camerina perempta, sed auxit nunc Ragusia vocor, sed olim Ibla fui.

Ragusa nella Sicilia Romana

Ragusa come la maggior parte delle città siciliane, faceva parte del decumano, ovvero era costretta a pagare le decime. Ciò fa pensare ad un trattamento di favore, probabilmente dovuto al fatto che la città si arrese ai Romani senza combattere. Ma la città soffri, sotto il governo dei Pretori Romani, continue violazioni e spoliazioni: l'antica Kamarina, infatti, si schierò a favore dei Cartaginesi e questo episodio, probabilmente, ebbe ripercussioni pure su Ibla. Durante l'Impero di Vespasiano e di Tito gli abitanti di Hybla da Decumani vengono dichiarati Stipendiari. Da narrazioni scritte da Plinio durante l'Impero di Traiano, si legge che "Hiblenses" et "Motycenses" (gli abitanti di Modica) sono soggetti a pagare a Roma uno stipendio fisso. A lenire le gravi sofferenze della popolazione è, secondo una tradizione, l'arrivo del Cristianesimo portato dai Santi Paolo e Luca, i quali sbarcati in località San Pieri, a causa di una grande bufera durante il loro viaggio da Malta verso Roma, trasmettono predicando il Vangelo la Fede in Cristo come Redentore dell'umanità. Il culto cristiano quindi si estende dal territorio di Kamarina lungo tutto il litorale sino a Siracusa. Un'altra leggenda vuole in proposito che in una caverna di Contrada Mastro, San Paolo abbia celebrato la prima messa di Ragusa.

Ragusa nella Sikelia Bizantina I Bizantini fortificarono la città costruendovi l' castello che odiernamente viene chiamato castello di Ragusa Ibla, e le imponenti mura

Ragusa nell'Emirato di Sicilia Ragusa fu assediata per la prima volta dagli Arabi nell'844, ma gli abitanti riuscirono ad allontanare gli invasori. Nell'848 una violenta carestia causò la conquista musulmana di Ragusa. I valorosi abitanti di Ragusa scossero sovente il giogo arabo grazie anche al fortissimo castello surto o appellato, sotto la dominazione bizantina, col medesimo nome della notissima città della Dalmazia. Ma nel quarantotto si arresero senza battaglia al tristo patto di abbandonare tutta la roba ai vincitori.Michele Amari Nell'866 i Bizantini e la repubblica di Genova inviarono delle truppe armate per liberare la Sicilia, i ragusani insieme agli abitanti di Scicli si ribellarono nuovamente agli arabi ma questi ultimi ritornarono con forze nuove e punirono la città crudelmente. Solo nel 1061 la città si liberò del dominio arabo grazie ad una violenta ribellione, i ragusani inviarono pure dei volontari armati per aumentare le file dell'esercito del gran conte Ruggero che nel frattempo era impegnato nella conquista dell'isola.

Ragusa nel Regno di Sicilia della Dinastia Altavilla

Intorno al 1090, la città si arricchì di una colonia di cosentini mandatavi dal conte Ruggero. Questi coloni si stabilirono fuori delle mura della città. Nel 1091 il Gran conte Ruggero affida la signoria a suo figlio Goffredo. Esso fu fra i più intimi famigliari del padre, inoltre ricevette speciali privilegi nella gestione del feudo. Goffredo infatti come gli altri conti di Ragusa godeva della competenza feudale, percepiva le rendite e soprattutto poteva amministrare la giustizia sia civile che criminale, quello di amministrare la criminale era un privilegio che si dava solo ai pochi vassalli di cui si voleva estendere l'importanza. Secondo le testimonianze dell'epoca, Goffredo dimorava nell'antico castello d'Ibla che assomigliava ad una vera reggia, tanto la magnificenza quasi regale che vi si sfoggiava, anche per gli uffici posti che avevano competenze simili a quelli della corte reale. Infatti risiedeva il Cappellano maggiore, il notaio particolare, uno strategoto per la giustizia criminale, un vicecomite per quella civile e infine un governatore nel caso di assenza del conte. All'epoca una corte simile potevano vantarla solo il conte di Siracusa, quello di Butera, il conte Vescovo di Catania, quello di Lipari e di Paternò. Il secondo conte fu Silvestro secondogenito di Goffredo che ereditò pure la contea di Marsico, il terzo fu Guglielmo che dovette fuggire dalla Sicilia a causa della sua fedeltà al re Tancredi di Sicilia. Lo stesso imperatore di Germania Enrico VI si recò a Ragusa per eliminare ogni stirpe legata a Guglielmo III di Sicilia.

Conti di Ragusa Inizio del Regno Termine del Regno Goffredo 1091 1120 Silvestro 1120 1163 Guglielmo 1163 1194

Ragusa nel Regno di Sicilia della Dinastia sveva Nel 1194, l'imperatore Enrico VI, in virtù del suo matrimonio con la regina di Sicilia Costanza d'Altavilla, diventò Re di Sicilia. Ragusa e il suo territorio furono incorporati nel pubblico demanio. Federico II popolarmente conosciuto con l'appellativo di stupor mundi successore e figlio di Enrico VI, rispettando la tradizione degli Altavilla concesse alla città l'elezione di buoni amministratori e quindi il privilegio di fregiarsi dello stemma del quale si fregia tuttora, raffigurante un'aquila ad ali aperte con rostro e piedi rossi, aventi in uno degli artigli il corno dell'abbondanza e nell'altro il caducèo, antico simbolo di pace. In seguito succedette a Federico II il figlio Corrado, al quale succedette il fratello Manfredi ma quest'ultimo fu sconfitto da Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia.

Ragusa sotto gli Angioini (1264-1282) L'intera Sicilia fu governata in maniera tirannica dai nuovi sovrani francesi, che spostarono il centro del Regno di Sicilia a Napoli, tanto da suscitare la famosa rivoluzione dei Vespri Siciliani. A Ragusa la ribellione fu capeggiata dal ragusano Giovanni Prefoglio, il 5 aprile 1282 assaltò insieme ai cittadini il presidio francese uccidendo tutti i soldati.

Ragusa nel Regno di Sicilia della Dinastia Aragona Dopo la cacciata dei francesi, la Sicilia divenne un regno indipendente, venne incoronato Pietro I di Sicilia, il quale rilevò Ragusa a contea, assegnandola proprio a Giovanni Prefoglio. Successe alla sua morte, nel 1282, il figlio Pietro, che morì solo due anni dopo. Gli successe il figlio Federico, che fu riconfermato Dominus di Ragusa. Anche lui però morì un anno dopo, senza eredi, nel 1286. La contea venne ereditata dalla sorella Marchisia Prefoglio in Chiaramonte, la quale diede in sposo il proprio figlio Manfredi Chiaramonte a Isabella Mosca, figlia del Conte di Modica, nel 1296, dando così vita alla Contea di Modica, che inglobò la Signoria di Ragusa, portata in dote da Manfredi alla moglie.

La Contea di Modica