La persona di Gesù e gli eventi a lui relativi narrati nel Nuovo Testamento hanno ispirato opere artistiche e culturali per i successivi due millenni.

Iconografia

Dal II al IV secolo le testimonianze scritte descrivono Gesù in maniera contrastante. In particolare nel III secolo viene ritratto in ambienti gnostici e sincretisti assieme ad altri filosofi.

Nei primi secoli del Cristianesimo non si hanno rappresentazioni dirette di Gesù, ma piuttosto simboli o immagini allegoriche, come il Pescatore (l'acronimo del pesce in greco aveva un significato noto fra i primi cristiani perseguitati), il Buon Pastore, il Basileus, il Maestro o lo stesso Orfeo derivato dalla tradizione classica.

Nel periodo tardo antico, con la secolarizzazione del culto cristiano e il distacco dalla tradizione ebraica, si diffondono rappresentazioni dirette di Gesù, raffigurato come giovane imberbe fino al VI secolo; entro il IV secolo compare anche il Gesù barbuto e con i capelli lunghi, che diventerà la sua raffigurazione canonica (ad es. miniature dell'Evangeliario siriaco di Rãbulã, Firenze, Laurenziana; mosaici di S. Apollinare Nuovo a Ravenna).

Successivamente il Gesù imberbe scompare dall'oriente mentre appare talvolta nell'arte carolingia e romanica. L'affermarsi dell'immagine barbuta venne influenzata dall'affermarsi di immagini ritenute autentiche come il Mandylion e la Sacra Sindone. In età bizantina l'iconografia di Gesù viene codificata rigorosamente, anche a seguito della disputa sull'iconoclastia.

Dal Rinascimento si ha in Occidente un'evoluzione, rompendo la fissità delle raffigurazioni bizantine. In quest'epoca la figura di Gesù si laicizza e diventa il prototipo dell'uomo perfetto, come nelle rappresentazioni coeve del Salvator mundi. Tale visione avrà il suo massimo esponente in Michelangelo che nel Giudizio universale recupera l'immagine paleocristiana del Cristo imberbe.

Musica Per quanto riguarda la musica sacra, bisogna distinguere fra la musica utilizzata nella chiesa durante le funzioni religiose, nella quale i riferimenti a Gesù sono solitamente definiti dalla liturgia, e la musica da oratorio, una sorta di melodramma sacro che in alcuni casi si è ispirata direttamente alla vita di Gesù. Famose sono le cantate e le passioni di Johann Sebastian Bach, ispirate ai Vangeli festivi del calendario luterano e l'oratorio di Georg Friedrich Händel "il Messiah", composto per l'esecuzione teatrale.

Alcune canzoni dello Zecchino d'Oro sono state dedicate a Gesù: Fammi crescere i denti davanti, Caro Gesù ti scrivo e Forza Gesù.

Nel 1970 Fabrizio De André ha dedicato alla vita di Gesù il concept album La buona novella, tratto dalla lettura dei Vangeli apocrifi svolta con Roberto Dané. Lo stesso De André, tuttavia, ripropone figure legate a Gesù in molte delle sue canzoni, come Si chiamava Gesù.

Nel 1987 Luca Carboni ha interpretato una canzone intitolata Caro Gesù.

Nel 1988 Alessandro Bono dedica a Gesù intitolata Gesù Cristo, una canzone di disperazione metropolitana (tipica di quegli anni schiavi dell'AIDS) pubblicata nell'omonimo album. Sempre nello stesso anno Pino Daniele ha interpretato una canzone intitolata Gesù Gesù.

Nel 1998 Cristina D'Avena ha interpretato Un passo dopo l'altro sulle strade di Gesù, sigla dell'omonima serie animata (conosciuta anche come Messaggeri coraggiosi) trasmessa su Italia 1.

Nel 2016 Renato Zero ha interpretato una canzone intitolata Gesù.

Cinema

Dal XX secolo la vita di Gesù è diventato anche un soggetto cinematografico, con esiti talvolta controversi. Sono qui sotto riportati esclusivamente i film storici e religiosi nei quali è trattata la vita di Gesù.