La tendenza letteraria che nasce come una serie di stili e idee dopo la seconda guerra mondiale in reazione alle teorizzazioni del modernismo viene chiamata letteratura postmoderna ed estende molte delle tecniche e assunzioni fondamentali della stessa letteratura modernista. La letteratura postmoderna è caratterizzata dalla dipendenza da tecniche narrative come la frammentazione, il paradosso e il "narratore inaffidabile" (unreliable narrator). È spesso, ma non esclusivamente, definita come uno stile o una moda emersa nel secondo dopoguerra. Queste opere sono viste come una risposta al seguito dogmatico del pensiero illuminista e agli approcci letterari modernisti.Felluga, D. (n.d.). General Introduction to Postmodernism. College of Liberal Arts: Purdue University. Retrieved August 16, 2013.

Panoramica La letteratura postmoderna, come il postmodernismo nel suo insieme, tende a resistere a una definizione o classificazione come "movimento". Infatti, la convergenza della letteratura postmoderna con varie modalità di teoria critica, in particolare gli approcci reader-response e decostruzionista, e le sovversioni dell'implicito contratto tra autore, testo e lettore (caratteristiche delle opere postmoderne), hanno portato alcuni romanzi premoderni, come il Don Chisciotte di Cervantes e il Tristram Shandy di Laurence Sterne, a essere considerati da alcuni come primi esempi di letteratura postmoderna.Graf, E.C. (2007) Cervantes and Modernity: Four Essays on Don Quijote. Rosemount Publishing, p. 22McCaffery, L. (1986) Postmodern Fiction: A Bio-Bibliographical Guide. Greenwood Press, p. xv. Si può affermare che sia la letteratura modernista sia quella postmodernista rappresentano una rottura rispetto al realismo del XIX secolo, in cui una storia veniva raccontata da un punto di vista oggettivo o onnisciente. Eppure è stato rilevato che alcuni scrittori postmoderni (per ad esempio Steven Millhauser o talvolta John Barth) riprendono idee, stili, tecniche della letteratura ottocentesca.

Mentre c'è un minimo consenso sulle precise caratteristiche, scopi, e importanza della letteratura postmoderna (come spesso capita con i movimenti artistici), essa è comunemente definita in relazione a un precursore. In particolare, gli scrittori postmoderni sono visti come ribelli nei confronti dei precetti del modernismo, e spesso operano come dei "bricoleurs" letterari, parodiando forme e stili legati a scrittori e artisti modernisti (e altri). Le opere postmoderne inoltre tendono a celebrare il caso sull'astuzia, oltre a impiegare la metanarrazione per indebolire l'autorità o autenticità del testo. Un'altra caratteristica della letteratura postmoderna è l'interrogarsi sulle distinzioni tra cultura bassa e cultura alta, per mezzo del pastiche, la combinazione di soggetti e generi precedentemente non ritenuti adatti per la letteratura.Jameson, Fredric. 'Postmodernism and Consumer Society', in Hal Foster (ed.) Postmodern Culture. London: Pluto, 1985, pp. 112-115. Certamente il citazionismo, l'imitazione e il pastiche sono tratti caratteristici della letteratura postmoderna più che di quella modernista, quindi è facile ritrovare negli scrittori postmoderni deliberate imitazioni dello stile di scrittori nel passato. Ne è un ottimo esempio il romanzo di Thomas Pynchon Mason & Dixon, che imita il tono e addirittura l'ortografia degli scrittori del Settecento inglese (come Henry Fielding e Jonathan Swift).

Nello sviluppo dei personaggi, sia la letteratura moderna che quella postmoderna esplorano il soggettivismo metafisico, passando dalla realtà esterna per esaminare gli stati interni della coscienza, in molti casi appoggiandosi ad esempi della letteratura moderna come il flusso di coscienza di Virginia Woolf e James Joyce. Ma alcuni narratori postmoderni rifuggono dai personaggi a tutto tondo, privilegiando personaggi monodimensionali, spesso ripresi in modo più o meno esplicito da altre opere letterarie (come il Marco Polo di Italo Calvino ne Le città invisibili).

Inoltre sia la letteratura moderna che quella postmoderna esplorano la frammentarietà nella narrativa e nella costruzione del personaggio, che riflette i lavori del drammaturgo svedese August Strindberg e dell'italiano Luigi Pirandello. I personaggi della letteratura postmoderna spesso non ambiscono ad essere ritratti approfonditi di psicologie analizzate in estremo dettaglio: spesso sono personaggi piatti, o allegorici, che non pretendono di avere una profondità psicologica. In questo possono ricordare certe figure che s'incontrano nelle opere di Franz Kafka, scrittore ceco assimilabile al modernismo, ma che ha influito potentemente sulla letteratura postmoderna. Esempi di questa tendenza si possono trovare nei racconti di Donald Barthelme o nei romanzi di John Barth.

Riguardo alle modalità di rappresentazione, mentre la letteratura modernista cercava nuovi modi di raccontare una realtà che comunque era ritenuta conoscibile (anche se i modi di rappresentazione sperimentali di autori come Joyce o Ford Madox Ford o Virginia Woolf possono spiazzare il lettore abituato alla narrativa tradizionale), la letteratura postmoderna si pone il problema di raccontare una "realtà" che non è più data, oggettiva, solida come quella postulata dal positivismo del XIX secolo. Questo può portare l'accento su una serie di fenomeni socioculturali che hanno ripetutamente attratto la narrativa postmoderna:

le realtà simulazionali e virtuali (dal mondo artificiale creato dai massmedia alla realtà virtuale); gli inganni e le trappole della narrazione e della letteratura in generale (il concetto di fiction o finzione); i complotti, gli intrighi, i segreti, le messe in scena della storia; i limiti alla nostra capacità di conoscere decretati anche dalle scienze (principio di indeterminazione di Heisenberg, entropia, teoria della probabilità, teorie del caos, ecc.) la società dei consumi con la sua spettacolarizzazione delle merci; i simulacri nel senso previsto da Jean Baudrillard, cioè di significanti privi di un vero significato; l'impossibilità di ricomprendere la complessità del reale con un unico discorso conoscitivo (o "grande narrazione" nel senso di Jean-François Lyotard).

Origine e sviluppo della letteratura postmoderna È come al solito difficile individuare il punto esatto in cui cessa una stagione letteraria e se ne apre un'altra. Il postmodernismo letterario trova il suo nome e la sua teorizzazione negli Stati Uniti d’America, all’inizio degli anni Settanta, che ne divengono il centro più rilevante e da cui provengono i suoi maggiori rappresentanti, tuttavia esso va considerato in generale come “una condizione di tutta la letteratura postbellica”, includendo quindi anche scrittori di altri paesi al di fuori del mondo anglo-americano.

È comunque possibile indicare come momento di transizione tra modernismo e postmodernismo quello che va dal 1940 al 1960. In questo periodo si situano opere chiave come Finzioni (1944) di Jorge Luis Borges, The Cannibal (1949) di John Hawkes, la Trilogia (Molloy, Malone muore, L'Innominabile, 1951-53) di Samuel Beckett, Lolita (1955) di Vladimir Nabokov, I passi perduti (1953) di Alejo Carpentier, La Gelosia (1957) di Alain Robbe-Grillet, Le Perizie (1955) di William Gaddis, Pasto Nudo (1959) di William S. Burroughs.

La piena "fioritura" della letteratura postmoderna si ha però negli anni Sessanta-Settanta (con fasi ulteriori negli Ottanta-Novanta), con autori come Kurt Vonnegut (Mattatoio n.5, 1969), John Barth (La Casa dell’Allegria, 1968), Joseph Heller (Comma 22, 1961, il cui successo commerciale segnò il punto di svolta per la ricezione della narrativa postmoderna), Thomas Pynchon (L’incanto del lotto 49, 1966; L’Arcobaleno della Gravità,1973, considerato di solito il romanzo per eccellenza del postmodernismo), Robert Coover (Pricksongs and Descants, 1969), Philip K. Dick (Ubik, 1969), William Gibson (Neuromante, 1984), Don DeLillo (Rumore Bianco, 1985), Paul Auster (Città di Vetro, 1985), Toni Morrison (Amatissima, 1987) negli Stati Uniti; John Fowles (La donna del tenente francese, 1969), J.G. Ballard (Crash, 1973), Angela Carter (La passione della nuova Eva, 1977), Salman Rushdie (I figli della mezzanotte, 1981), Julian Barnes (Il pappagallo di Flaubert, 1984) nel Regno Unito; Margaret Atwood (Il racconto dell’ancella, 1985) in Canada; Julio Cortázar (Rayuela, 1963), Gabriel García Márquez (Cent’anni di solitudine, 1967), Carlos Fuentes (Terra Nostra, 1975) in Sud America; Italo Calvino (Se una notte d'inverno un viaggiatore, 1979), Umberto Eco (Il nome della rosa, 1980) in Italia; Georges Perec (La vita istruzioni per l’uso, 1978) in Francia.

Influenze notevoli I drammaturghi che lavorarono tra il XIX e il XX secolo, i cui pensieri e opere avrebbero influenzato l'estetica postmoderna, includono il drammaturgo svedese August Strindberg, l'autore italiano Luigi Pirandello, e il drammaturgo e teorico tedesco Bertolt Brecht. Negli anni Dieci, gli artisti appartenenti al Dadaismo celebravano il caso, la parodia, la giocosità, e sfidavano l'autorità dell'artista. Tristan Tzara affermò in How to Make a Dadaist Poem che per creare un poema dadaista basta solo buttare parole a caso in un cappello e dopo tirarle fuori una per una. Un altro modo in cui il Dadaismo influenzò la letteratura postmoderna fu lo sviluppo del collage, nello specifico usando elementi da pubblicità o illustrazioni di romanzi popolari (i collage di Max Ernst, per esempio). Gli artisti appartenenti al Surrealismo, che si svilupparono dal Dadaismo, continuarono a condurre esperimenti con il caso e la parodia mentre celebravano il flusso delle mente inconscia. André Breton, il fondatore del Surrealismo, suggerì che l'automatismo e la descrizione dei sogni avrebbe giocato un grande ruolo nella creazione della letteratura. Egli utilizzò l'automatismo per creare il proprio romanzo Nadja e con esso le fotografie, che sostituivano le descrizioni, come se fossero le parodie di quelle degli scrittori eccessivamente descrittivi, che spesso criticava. Gli esperimenti con la significazione del surrealista René Magritte sono usati come esempi da Jacques Derrida e Michel Foucault. Foucault inoltre fa esempi con Jorge Luis Borges, che diede una diretta influenza a molti scrittori di romanzi postmodernisti. Egli è occasionalmente elencato come un postmodernista, sebbene egli iniziò a scrivere negli anni Venti. L'influenza dei suoi esperimenti con la metanarrazione e il realismo magico non venne completamente compresa nel mondo anglo-americano fino al periodo propriamente postmoderno. Infine, questa viene vista come la più alta stratificazione di criticismo, secondo gli studiosi.Lewis, Barry. Postmodernism and Literature // The Routledge Companion to Postmodernism. NY: Routledge, 2002.

Altri primi romanzi del XX secolo come Impressions d'Afrique di Raymond Roussel (1910) e Locus Solus (1914), e Hebdomeros di Giorgio de Chirico (1929), sono stati identificati come importanti «precursori postmoderni».Brian McHale, op. cit., p. 66. "Text by Jan Svenungsson". Jansvenungsson.com. 1999-04-18. Retrieved 2014-06-21.

Confronto con la letteratura modernista