Il gremio dei fabbri (in sassarese lu gremiu di li frairaggi) è una delle antiche corporazioni di arti e mestieri che operano a Sassari. Fondato nel 1521, è parte della Faradda di li candareri (Discesa dei Candelieri) dal 2007.
Raccoglieva al suo interno tutti i fabbri, gli orafi, gli argentari e i mestieri affini.
Storia Origini L'arte della lavorazione dei metalli fu praticata nella città di Sassari sin dal Medioevo. Contrariamente a numerose altre maestranze, tuttavia, quella dei Fabbri non viene citata negli Statuti Sassaresi del 1294, bensì nel codice di Ugone III del 1381. In quel documento, che regolava non solo l'arte dei Fabbri ma anche quelle degli Stagnari, dei Lattai, dei Ramai, dei Chiodisti e degli Ottonari, tradizionalmente considerate arti affini, si introdusse una prima forma di organizzazione corporativa, con rigorosi controlli sulla qualità dei prodotti.
Nel 1510 i Fabbri, insieme alle maestranze affini, si organizzarono in una prima Confraternitas, che ebbe il possesso di una piccola chiesetta extra muros dedicata al patrono, Sant'Eligio.
La Confrarìa de sos Fraylargios Come altre maestranze, anche i Fabbri nel corso del XVI secolo si costituirono in una corporazione, fondando la Confrarìa de sos Flaylargios dedicata a Sant'Eligio. Nel settembre del 1521 fu redatto lo statuto della confraternita, il più antico fra tutti quelli oggi conservati dai Gremi sassaresi. Il testo stabiliva il divieto di aprire bottega senza autorizzazione del sodalizio, nonché l'obbligo di apporre il marchio sociale a tutti i prodotti fabbricati a Sassari.
La corporazione ottenne inoltre la facoltà di edificare una cappella dedicata a Sant'Eligio all'interno della Cattedrale di San Nicola, con annesso lo jus seppelliendi nella cripta sottostante.
Nel 1561 il Comune promulgò un’ordinanza che disciplinava in maniera completa gli esami per l'ammissione alla corporazione. In quell’occasione confluirono nella Confrarìa anche altre maestranze, fra le quali gli orafi, gli argentaris, i magnanos e i balestreris.
Il Gremio dei Fabbri e l'ammissione alla Faradda Il 25 maggio 1760 la Confrarìa riformò il proprio statuto, divenendo Gremio dei Fabbri e affini. Il documento stabilì che le due feste patronali del sodalizio, entrambe dedicate a Sant'Eligio, fossero celebrate il 1º dicembre e il 25 giugno e che, nella seconda e minore delle celebrazioni, venissero eletti l'Obriere Maggiore, il Fisco, il Raccoglitore e l'Andadore. Nello stesso statuto venne descritta anche la divisa degli appartenenti, di foggia spagnola e caratterizzata da una lunga cappa nera.
Il Gremio rimase attivo nel XIX secolo, distinguendosi dalle altre corporazioni per la particolarità della festa patronale, che prevedeva una solenne processione non dalla Cattedrale, bensì dalla casa dell'Obriere Maggiore verso quella del nuovo Obriere.
Nel 1934 il Gremio cessò le proprie attività pubbliche, limitandosi a celebrare una messa in onore del patrono. Nel 1986, tuttavia, riprese le attività pubbliche, tornando a organizzare la festa patronale nelle forme comuni a tutti i Gremi.
Da quel momento iniziò un percorso di reintegrazione nella comunità gremiale, durante il quale il Gremio ricostruì la sua divisa storica sulla base di antichi documenti e prendendo spunto dalle coeve divise del Gremio degli Ortolani e dei Viandanti.
Il processo culminò nel 2003 con la Conferenza dei Gremi, quando i Gremi di Candeliere approvarono la partecipazione alla Faradda, seppur con la sola bandiera e senza candeliere. Il Gremio dei Fabbri, sebbene di origine antica e con un ruolo di prestigio nella comunità gremiale, come attestano gli ordini processionali dei primi del Novecento (riformati nel 1987 alla ripresa delle attività), non aveva mai preso parte al voto alla Vergine Assunta.
Nel dicembre 2006 fu solennemente benedetto in cattedrale il nuovo candeliere del Gremio ed ebbe inizio il percorso di valutazione per la partecipazione alla Faradda con un proprio candeliere. Nel luglio del 2007 il Consiglio Comunale di Sassari approvò ufficialmente la partecipazione del Gremio con il candeliere. In quell’occasione venne istituita la Commissione Storica per la Faradda, composta da Comune, Curia e Intergremio, con il compito di valutare le possibili ammissioni di nuovi Gremi.
Dal 2013 il Gremio fa parte dell'Intergremio "Città di Sassari", di cui attualmente detiene la presidenza.
Devozione a Sant'Eligio Il Patrono del Gremio, sin dalla sua fondazione, è Sant'Eligio, il santo viene solennemente celebrato il primo dicembre.
In tale occasione il Gremio organizza una messa solenne alla mattina, in cui viene celebrato l'antico rito dell'intregu, la successione fra gli Obrieri Maggiori per tramite dello scambio della Bandiera del Gremio.
La sera si snoda per la città la solenne processione, la quale avviene con la partecipazione di tutti i Gremi cittadini.
Il Gremio festeggia inoltre la sua festa minore il 25 giugno, durante la quale viene nominato l'Obriere Minore (dal 2007 di Candeliere).
Segni distintivi Bandiera La bandiera del Gremio dei Fabbri è di colore rosso, in particolare nelle tonalità del cremisi. Questo colore è tradizionalmente legato fuoco, principale strumento per la lavorazione dei metalli.
Come tutte le bandiere dedicate a Santi Patroni diversi dalla Madonna nei Gremi sassaresi, è stata storicamente bordata da un gallone d’oro, anche se attualmente è presente un gallone d'argento. Sul puntale è collocata una statua in argento raffigurante Sant'Eligio, che viene ornata con una corona di fiori.
La bandiera presenta raffigurato sul recto e sul verso il Patrono.
Il Gremio possiede anche una bandiera di dimensioni minori, detta bandiera piccola, utilizzata durante la Faradda e nella festa piccola. Ha lo stesso colore della bandiera maggiore e ne riproduce le raffigurazioni. È montata su un’asta in legno, sormontata da un puntale in argento raffigurante il Santo Patrono, che viene ornato con una corona di fiori.
Abiti La divisa del Gremio dei Fabbri riprende gli antichi abiti seicenteschi di foggia spagnola, che sono stati reintrodotti al termine del Novecento con la ripresa delle attività e modificati nella forma attuale nel periodo di ammissione alla Faradda.
La divisa è composta da scarpe nere con fibbia d'argento, calze nere, pantaloni neri al ginocchio, una casacca nera e una cappa nera. I gremianti novizi indossano un gilet in broccato rosso arricchito da bottoni in filigrana e da un panciotto in argenti, lo stesso è indossato in damasco nero dagli anziani. Il solo Obriere Maggiore indossa una bandoliera rossa con una spada al fianco. Tutti portano una lunga cappa nera e il sumbreri, cappello tradizionale comune con i Viandanti e gli Ortolani.
Cappella La Cappella del Gremio, dedicata a Sant'Eligio, si trova nella chiesa Cattedrale di San Nicola (quarta a sinistra della navata).
Introdotta da un arco a sesto acuto, presenta un prezioso altare ligneo barocco caratterizzato dalla presenza di intagli e sculture in rilievo con foglia d'oro. Nel primo ordine è presente un prezioso paliotto ligneo. Nell'ordine centrale sono presenti due lesene e due paraste corinzie scanalate e una grande nicchia contenente un simulacro settecentesco di Sant'Eligio vescovo non più portato in processione. Nell'ordine superiore un timpano spezzato introduce una finta edicola rappresentante Dio Padre benedicente.
Candeliere Il Candeliere è stato realizzato nel 2001 e benedetto dall'Arcivescovo Atzei nel dicembre del 2006. Viene utilizzato nella Faradda a partire dal 2007.
Il suo peso è di 256 kg.
Base La base del Candeliere è di colore rosso fuoco, ornata con finiture e quadrati color oro. Al centro di ogni quadrato color oro vi è una torre, simbolo di Sassari, controllata da due grifoni rampanti. Sopra questo riquadro, la scritta "Gremio dei Fabbri".
Fusto Il fusto è ugualmente di colore rosso fuoco e reca sulla fronte l'effigie del vescovo sant'Eligio e sul retro i simboli della maestranza. Su tutto il fusto sono disegnati dei motivi decorativi in foglia d'oro in stile bizantino.
Capitello Il capitello è di forma ottagonale, anch'esso di colore rosso fuoco. Nelle facce sono presenti delle placche in bassorilievo con impressi alternatamente Sant'Eligio e i simboli della maestranza, mentre gli angoli sono impreziositi da delle lavorazioni in ferro battuto.
Corona La corona è ornata con le bandiere in damasco di vari colori di tutti gli Obrieri di Candeliere succedutisi negli anni. Sopra le bandiere vengono poste le tradizionali bandierine di carta (bandereddi o bora-bora). Come in tutti i candelieri, eccetto quello dei Sarti, al centro della corona si trova la croce in legno con issata la bandiera dell’Obriere di Candeliere in carica.
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Bibliografia Archivio Storico del Comune di Sassari, Fonti per la storia dei gremi e dei candelieri. Sassari. archiviostorico.comune.sassari.it Archivio Storico del Gremio dei Viandanti, Sassari. Brigaglia, Manlio, e Ruju, Sandro (2009), Sassari. Gremi e Candelieri, Edizioni Delfino, Sassari. Lombardi, Bruno, Gremi e Candelieri della città di Sassari. Vol. 1. Sassari. Mattone, Antonello (2000), Corporazioni, gremi e artigianato tra Sardegna, Spagna e Italia nel Medioevo e nell'età moderna (XIV-XIX secolo), AM&D, Sassari Sanna, Carlo Antero (1992), Sassari, storia dei Gremi e Candelieri. Edizioni A.C.S., Sassari. Sanna, Carlo Antero (2003), Sassari, I candelieri e i Gremi nella storia. Edizioni A.C.S., Sassari.
Bibliografia Mario Atzori, Tradizioni Popolari della Sardegna, Edes, Sassari 1997
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