Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito è un partito politico riconosciuto quale organizzazione non governativa con status consultivo generale di prima categoria presso l'ECOSOC dell'ONU.

Il partito si definisce come:

Nel congresso di Budapest del 1989 (sulla scia di quanto già era stato stabilito nel congresso di Bologna dell'anno precedente) il Partito Radicale decise di trasformarsi in un nuovo soggetto politico a vocazione transnazionale e transpartitica, cambiando il proprio nome, prima informalmente, in "Partito Radicale Transnazionale" e poi, nel 2011, statutariamente, in "Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito" (Nonviolent Radical Party Transnational and Transparty, in inglese).

Soggetti costituenti del Partito Radicale Transnazionale furono: l'Associazione Luca Coscioni, Nessuno Tocchi Caino, Non c'è pace senza giustizia, Associazione Radicale Certi Diritti, Anticlericale.net, Esperanto Radikala Asocio, la Lega Internazionale Antiproibizionista, i Radicali Italiani e l'Associazione Politica Nazionale Lista Marco Pannella. Il PRT mantenne uno stretto legame con queste associazioni fino alla scissione radicale del 2016 e al definitivo superamento della "galassia radicale" deciso dal XLI congresso.

Pur non presentando il proprio simbolo alle elezioni, molti suoi esponenti di spicco, in primis Marco Pannella, sono promotori di iniziative elettorali in stretta correlazione con le lotte civili promosse dal Partito, sfruttando così l'eco mediatica dei periodi elettorali. Nell'ambito del PR sono quindi nate iniziative come quelle delle liste referendarie e antiproibizioniste degli anni '90, quelle liberali-liberiste-libertarie dei Club Pannella e le successive Lista Marco Pannella, la Lista Pannella-Sgarbi, quelle della Lista Bonino, quella della Rosa nel Pugno e Amnistia Giustizia e Libertà. Gli iscritti e dirigenti del Partito hanno anche partecipato alla vita politica di molteplici altre organizzazioni politiche, sia di nuova concezione come ad esempio Verdi Arcobaleno, i Radicali di sinistra o +Europa (almeno per ciò che riguarda la componente dei Radicali Italiani), che di partiti tradizionali, come Partito Socialista Democratico Italiano, Partito Socialista Italiano e Partito Democratico.

Storia La trasformazione del Partito Radicale in Partito Radicale Transnazionale Nel gennaio 1988 il Consiglio Federale del Partito Radicale, riunito a Trieste, decide di trasformare lo storico movimento antiproibizionista in un'organizzazione radicale transnazionale e transpartitica, che nascerà l'anno seguente. Con questa decisione il Partito Radicale sceglie di non presentarsi più alle elezioni politiche italiane e al contempo apre le porte a iscritti di altri stati. Nel 1989 quindi il Partito Radicale acquisisce la denominazione di Partito Radicale Transnazionale.

La mozione politica del 1989 esplicita le caratteristiche che nei venti anni precedenti avevano connotato l’attività del Partito secondo una concezione propriamente "pannelliana": la non-violenza gandhiana come strumento di lotta politica, la transnazionalità della visione e la dimensione inclusiva del transpartitismo. Per rafforzare quest’ultima condizione, invece della «doppia tessera», il congresso a larga maggioranza decide che il Partito non si presenti più alle elezioni sottraendosi così alla competizione con gli altri partiti per stimolarne piuttosto la cooperazione. La realizzazione del nuovo simbolo in cui viene raffigurato il volto stilizzato di Gandhi composto dalle scritta "Partito radicale" in differenti grafismi e lingue inscritta in un ottagono è il "punto di non ritorno" nella trasformazione del Partito da strumento elettorale, intriso da connotazioni ideologiche di stampo liberale e socialista, in uno strumento di lotta politica completamente al servizio delle campagne adottate. La decisione provoca grande polemica all'interno del Partito. Una parte dei radicali storici abbandoneranno il Partito per continuare la propria attività in altri partiti o ritirarsi a vita privata. Molti radicali però s'impegnano ancora attivamente in politica, talvolta supportati anche dal Partito, cercando ospitalità nei partiti tradizionali o creando nuove liste elettorali spesso tematiche (ecologisti, antiproibizionisti, ecc.).

Lo Statuto adottato nel 1989 formalizza quella che è sempre stata una caratteristica dell'azione del Partito radicale fin dagli anni '60: il forte legame con organizzazioni autonome ma allo stesso tempo legate da comuni interessi. Sono così formati quelli che verranno chiamati "soggetti radicali" e che nel complesso formano un insieme di organizzazioni che verrà variamente identificato come "Galassia radicale". Un "soggetto radicale" era un gruppo di persone organizzato legalmente come associazione che porta avanti e sviluppa i temi fondativi del Partito radicale, di solito circoscrivendoli a un ambito tematico o geografico.

Lo statuto dell'89 sistematizza anche il concetto di Associazioni Radicali territoriali concepite, già dallo statuto del 1967, come l'alternativa alle "sezioni" di partito, introdotte in Italia dal Pci e dal Psi e imitate dagli altri partiti. Sono circa una cinquantina e sono sparse su tutto il territorio italiano.

Il riconoscimento come organizzazione di primo livello all'ECOSOC dell'ONU Il Partito vive un lungo periodo d'interesse nei confronti delle condizioni dello Stato di diritto e delle democrazie nel Mondo. Pur continuando a trarre le risorse economiche e la militanza nella realtà italiana, anche per la sua commistione con le forme politiche aggregate alle iniziative di derivazione radicale, prima tra tutte quelle di Marco Pannella, il Partito potenzia la sua attività transnazionale nei paesi dell'Est. A metà degli anni novanta il Partito fonda e usa il Sistema Telematico Multilingue, un software di connessione su cui viene sviluppata Agorà Telematica, che è una delle prime BBS in Italia a permettere connessioni contemporanee dai molti paesi nei quali il Partito apre punti di presenza o sedi.

Nel 1995, dopo un intenso lavoro istituzionale, il PartitoIl 20 giugno 1995 il Partito Radicale Transnazionale ottiene lo status di Organizzazione non governativa con stato consultivo di prima categoria presso l'ECOSOC delle Nazioni Unite. Diventa cioè una delle 42 organizzazioni internazionali che, al pari della Croce Rossa o di Amnesty International, hanno il diritto di formulare proposte formali in sede ONU e di prospettarle direttamente al segretario generale.

All'ONU il Partito porta avanti battaglie di alto profilo come la moratoria della pena di morte e la proposta della sua totale abolizione, l’antiproibizionismo contro le mafie mondiali, la giustizia giusta, la libertà di ricerca scientifica e la battaglia per l'abolizione delle mutilazioni genitali femminili.

Il Partito permette l'accesso alle riunioni dell'organismo mondiale dei popoli non rappresentati, come il Tibetani, gli Uiguri e i Montagnard, ed effettua un monitoraggio attivo dei conflitti contro i paesi dispotici, come nel caso dell'Ucraina contro la Russia o dà voce alla dissidenza contro i regimi totalitari come quello cubano o turco. Per queste sue attività e in particolare per la proposta di un piano di pace nel conflitto ceceno il Partito entrerà in rotta di collisione con la Russia, tanto da rischiare una procedura di sospensione e espulsione, da cui si difenderà con esito positivo.

La «Peste Italiana» e il «Caso Italia» A dispetto del loro successo le iniziative del Partito nonviolento transnazionale faticano in Italia a trovare spazio sulla stampa, che preferisce una rappresentazione del mondo radicale imperniata sui, talvolta inesistenti, conflitti interni tra le varie personalità del Partito. L'inadeguata rappresentazione delle iniziative radicali viene minuziosamente verificata attraverso la fondazione del Centro d’Ascolto dell’Informazione Radiotelevisiva, e produce numerose condanne e risarcimenti da parte della Televisione di Stato.Nel maggio 1998, il Presidente della Commissione di vigilanza, Francesco Storace, denuncia il comportamento della Rai nei confronti dei Radicali in una lettera indirizzata all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni da poco istituita con il compito di garantire il rispetto delle norme sull'informazione politica, parlando di "un'operazione che non esito a definire di autentico genocidio politico-culturale." Dal 1998 al 2009, l'AGCOM accerta, praticamente in maniera sistematica, squilibri editoriali e violazioni di legge dalle tre emittenti Rai a danno dei Radicali, per un totale di 40 provvedimenti aventi ad oggetto 47 diversi programmi. Altre decine di provvedimenti riguardano le emittenti Mediaset. Questi comportamenti si verificano sia nei telegiornali che nei programmi di approfondimento e nelle tribune politiche, nei momenti decisivi dei periodi elettorali e con lunghe assenze nei periodi non elettorali. Nel triennio 2006-2008, il Tg1 è condannato cinque volte, il Tg2 e il Tg3 quattro volte. Porta a Porta subisce sette condanne; Ballarò cinque; Primo Piano e Telecamere tre; i programmi di Santoro due. Matrix, principale trasmissione di Mediaset, cinque. Infine, l'intera programmazione informativa della Rai è oggetto di richiamo per squilibri nei confronti dei Radicali da parte dell'Autorità nel 1999, nel 2001 e nel 2006, da parte della Commissione parlamentare di vigilanza nel 1997, nel 1998, nel 2001, nel 2002 e nel 2007. Le iniziative del Partito sono confuse dalla stampa con quelle del leader storico Marco Pannella e delle sue vicissitudini elettorali. Ulteriore confusione viene dal fatto che a partire dagli anni 2000, piuttosto che rafforzare la sua espansione all'esterno dell'Italia, il Partito preferisce concentrarsi sul «caso Italia» come emblematico del decadimento di un sistema politico costituzionale in una «democrazia reale», ovvero in una democrazia nella forma, ma in cui nella sostanza le stesse istituzioni agiscono in contrasto con le leggi o la Costituzione. L'Italia rappresenta, secondo il Partito radicale, l'apogeo del «regime partitocratico» e come tale pronta a diffondere nel mondo «la peste» della «democrazia reale», come viene denunciato nelle sedi internazionali e con la raccolta di un «Libro Giallo de "La Peste Italiana" (Dopo la rovina del Ventennio fascista, il Sessantennio di metamorfosi del Male)».

I primi anni 2000 Nel primo decennio del nuovo millennio il Partito entra in crisi per problemi di governance interna. Lo Statuto adottato nel 1993 disegna un'evoluzione molto ambiziosa basata su numerose associazioni tematiche e con organi che si rivelano sovradimensionati. Durante tutto il decennio il Partito supporta le associazioni radicali fornendo risorse economiche e mettendo a disposizione contatti, strumenti e relazioni perché queste svolgano al meglio le loro attività, questo comporta un cospicuo aumento di attività delle associazioni radicali e un contrazione di iniziative del Partito.

Dopo le dimissioni nel 2003 dell'ultimo segretario, l'uomo politico di origine belga Olivier Dupuis, dovute a sue gravi differenze politiche con Marco Pannella, leader carismatico di questa organizzazione, il Partito Radicale Transnazionale rallenta grandemente le proprie attività, lasciando ulteriore spazio alle organizzazioni della galassia radicale e alle attività elettorali nazionali. Nei primi anni 2000 erano organizzazioni tematiche affiliate al Partito radicale: Nessuno Tocchi Caino (Hands off Cain), associazione per l'abolizione della pena di morte nel mondo e per la lotta alla tortura; Esperanto Radikala Asocio, associazione per la diffusione e la promozione della lingua Esperanto; Lega Internazionale Antiproibizionista (International Antiprohibitionist League), per la legalizzazione delle droghe; Anticlericale.net, associazione per la promozione della laicità in Italia;