Solarino (IPA: ) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Siracusa, in Sicilia.
Geografia fisica
Il centro abitato di Solarino sorge su un declivio collinare compreso fra 190 e 145 ; la casa comunale è posta a 165 metri sul livello del mare, pertanto tale è l'altitudine ufficiale del comune.
Anche il territorio comunale si estende su una zona collinare denominata Val d'Anapo, estrema propaggine orientale dei Monti Iblei che degradano verso la Piana di Siracusa, delimitata dai seguenti confini fisici: le cave Cirino e Spampinato-Culatrello a sud-ovest; i declivi dell'alta valle dell'Anapo a nord-est; la Piana di Floridia a sud-est. Per tale motivo, l'altitudine è variabile: si passa da una minima di 120 metri, in contrada Macchiotta ad una massima di 390 metri, in località Trigona, con un'escursione altimetrica di 270 metri..
L'aspetto dell'agro solarinese è caratterizzato dalla macchia mediterranea e dagli oliveti della zona collinare, nonché dagli agrumeti della pianura sottostante. Diffusi anche mandorli, carrubi e fichi d'India il più delle volte posti sui confini di proprietà degli stessi agrumeti.
Clima
Il clima, temperato di tipo mediterraneo, è caratterizzato da inverni miti ed estati abbastanza calde e non si discosta molto, nella rilevazione dei valori, da quello del capoluogo di provincia. La temperatura raggiunge i valori più elevati nei mesi di luglio e agosto (37 °C di media, ma con punte anche superiori a 40 °C) e quelli più bassi nei mesi di dicembre e febbraio (che raramente raggiungono gli 0 °C), mentre la media annua si attesta intorno ai 18 gradi centigradi. I mesi più piovosi sono ottobre e novembre, quelli più secchi, luglio e agosto. Sono molto scarsi i fenomeni della nebbia e delle grandinate, così come i giorni caratterizzati da forti venti, che in inverno, provengono maggiormente da occidente, mentre in estate ed in autunno soffiano perlopiù da nord-est; rarissime le nevicate..
Per quanto attiene alla Classificazione climatica, introdotta dal D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993, il Comune fa parte della cosiddetta zona C, avendo un fabbisogno termico di 966 GG.
Solarino non ha stazioni meteorologiche. Un'indicazione di massima, però, è fornita principalmente dai dati rilevati dalla stazione di Siracusa ubicata a pochi chilometri dal territorio solarinese:
Territorio
Il territorio comunale è considerato una zona a sismicità medio-alta (zona 2) ai sensi dell'Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 che ha istituito la Classificazione sismica dei Comuni italiani.
Il motivo litologico predominante nel comprensorio comunale è caratterizzato da sedimi calcareniti biancastri - ben cumulati - che in superficie si presentano discretamente alterati ed incisi da valloni nei quali scorrono piccoli torrenti asciutti per gran parte dei mesi dell'anno. Tali sedimi sono stati denominati dalla letteratura geologica "formazione Monti Climiti" riferita all'Oligocene-Miocene. La roccia affiorante di natura calcarea, che costituisce più della metà del territorio, non ha una struttura uniforme, essendo in alcuni punti compatta ed in altri, abbastanza friabile, dando così origine a formazioni ipogee, come ad esempio la Grotta del Ventaglio. La rimanente parte, è costituita da rocce sedimentarie clastiche come brecce conchiliari risalenti al Quaternario ed al Pliocene, calcari sabbiosi, arenarie e conglomerati argillosi di pochi metri di spessore.
Dal punto di vista pedologico, i terreni solarinesi formati dalla decomposizione della roccia affiorante hanno un pH leggermente basico e un colore rossastro causato dalla presenza di idrossido di ferro proprio dell'ambiente alcalino dei calcari che favorisce la formazione di ematite; mentre, quelli di natura alluvionale hanno un colore che varia dal bruno, al rosso, al giallo cupo..
Per quanto concerne l'idrografia, il territorio solarinese rientra nel bacino del fiume Anapo che, a pochi chilometri dall'abitato, è stato convogliato in due invasi artificiali, al fine di sfruttare l'energia cinetica delle acque per produrre energia elettrica attraverso l'omonima centrale.
Origini del nome Secondo la tesi ad oggi più accreditata, il toponimo Solarino deriva dal siciliano sularinu, che significa "solitario", in riferimento all'eremo (eremita = solitario) attiguo alla chiesa di San Paolo un tempo esistente nel feudo. Secondo altri autori,. invece, il toponimo è di origine latina derivando dalla parola solaris o solarium che significa "soleggiato", riferito alla posizione geografica del territorio. A fondamento e conferma di tale teoria, gli stessi autori pongono il riscontro con il nome di una delle contrade di Solarino, Soliardo, dal latino solis (= sole) ardeo (= brucio, avvampo, splendo), cioè "brucio o splendo per il sole", e quindi "luogo assolato".. A sostegno della prima tesi, il verbale della visita pastorale compiuta a Solarino il 20 settembre 1775 da mons. Giambattista Alagona, vescovo di Siracusa, in cui il borgo viene chiamato "San Paolo Solitario".
Solarino, però, non è sempre stato il nome del comune in questione. Durante il Regno delle due Sicilie infatti, il nome ufficiale del paese era "San Paolo Solarino". Tuttavia, già pochi anni dopo la fondazione, viene usato prevalentemente il toponimo "Solarino". Sono innumerevoli, infatti, i documenti - soprattutto ecclesiastici - che dimostrano tale volontà. Gli abitanti chiamavano il borgo con l'antico nome il quale è lo stesso di quello del feudo. A sostegno di questa verità inconfutabile viene un'annotazione rinvenuta dallo studioso Orazio Sudano presso l'Archivio Storico Diocesano di Siracusa. Nel documento viene specificato che il 20 settembre 1775 mons. Giambattista Alagona, vescovo di Siracusa e fondatore della celebre Biblioteca "Alagoniana", "visitavit oppidulum Sancti Pauli, vulgo Solarini", cioè "visitò il piccolo villaggio di San Paolo (nome imposto dal feudatario), correntemente chiamato Solarino". Il riferimento a San Paolo, però, non era del tutto casuale. Infatti, durante il viaggio che nel 60 d.C., dalla Cilicia lo portava a Roma, l'Apostolo delle Genti, approdato nel 61 d.C. a Siracusa vi sostò per tre giorni.. Secondo la tradizione locale, durante tale sosta, nonostante la custodia militaris cui era sottoposto,Così Secondo lo studioso: «Nella custodia militaris molto simile all'attuale libertà vigilata, al prigioniero era data la possibilità di dimorare in una casa privata, uscire e far visite, ma accompagnato da un soldato al quale era legato da una catena. Inoltre, stanti le accuse mossegli (cfr. At ), Paolo non era un reo condannato, ma un semplice imputato e come tale non poteva essere soggetto a "custodia rigida", tanto più che egli usufruiva del diritto di civis romanus». il Santo visitò anche l'oppidum presente nella zona di Cozzo Collura, nei pressi dell'odierna Solarino, dove - si narra - fece miracolosamente sgorgare dell'acqua dopo aver battuto la terra con il piede; in effetti, in tale luogo sono stati ritrovati dei reperti archeologici relativi al periodo romano che va dal II al IV secolo tra cui i ruderi di una chiesa paleocristiana e un pozzo, ragion per cui, ancor oggi, il sito in questione è chiamato dagli abitanti del luogo Puzzu 'i San Paulu (Pozzo di San Paolo).
Quanto al cambiamento di denominazione del Comune da San Paolo Solarino in Solarino secondo il francescano P. Serafino M. GozzoDocente di Scienze Bibliche presso il Pontificio Ateneo Antonianum di Roma e appassionato di storia patria tale evento è da collegarsi alla volontà politica del Sindaco che nel 1914 fece realizzare un timbro con la dicitura "Municipio di Solarino". Tuttavia questa affermazione è da rigettare poiché successivi studi hanno dimostrato tutt'altro. Allo stato attuale si può pienamente affermare che se ci fu una "laicizzazione" del toponimo "San Paolo Solarino" in "Solarino" essa avvenne molto prima del 1914, e precisamente intorno al 1830 quando il primo cittadino usava già un timbro ufficiale con la dicitura "Sindaco di Solarino", come si evince da una lettera ritrovata presso l'Archivio di Stato di Siracusa (Intendenza borbonica, busta 2248). Per non dire delle delibere del decurionato - che iniziano a datare dal 1º gennaio 1832 - le quali riportano sempre il toponimo "Solarino". Anche la parrocchia, verosimilmente nello stesso periodo, adottò un timbro recante la scritta "Parroco di Solarino". Il documento di maggiore importanza, però, risale al 1884. Quell'anno il sindaco dott. Michele Gozzo chiese ufficialmente - ed ottenne -, per il Comune di Solarino (e non di "San Paolo Solarino"), la separazione dalla sezione elettorale di Floridia, che fu concessa da Umberto I di Savoia con Regio Decreto n. 2562 del 4 agosto 1884. Tuttavia il frate minore, che non era a conoscenza della documentazione sopra citata, con istanza presentata il 23 settembre 1978, si fece promotore di un'iniziativa popolare perché venisse ripristinato il nome di San Paolo Solarino; la sua richiesta, però, non ebbe alcun seguito da parte dell'amministrazione dell'epoca, nonostante fosse suffragata da oltre duemila firme di residenti. Il nome dell'Apostolo, tuttavia, non è andato perduto, ma continua ad esistere ancor oggi nella denominazione popolare dialettale del paese, appunto: San Paulu e nel conseguente nome per i suoi abitanti, detti sampalísi , spesso per dileggio da parte dei vicini floridiani.
Storia
Sebbene siano molteplici le testimonianze archeologiche della presenza umana nell'odierno territorio comunale, fin dalla preistoria,. la fondazione del primo nucleo abitativo si ebbe soltanto nel XVIII secolo ad opera del principe di Pantelleria Giuseppe Antonio Requisenz.
Le prime notizie certe su Solarino, però, risalgono al 1296 quando viene annoverato come feudo baronale nel ruolo dei feudatari da De Spucches.. Fino ad allora, la storia tende a confondersi con la tradizione che vede la predicazione di San Paolo nelle terre solarinesi, durante la sosta di tre giorni che quest'ultimo fece a Siracusa nella primavera dell'anno 61.
Date fondamentali della storia solarinese, oltre al 25 aprile 1760, concessione della licentia populandi e, quindi, fondazione del primo nucleo abitato, sono il 20 dicembre 1827, giorno in cui il re Francesco I di Borbone concesse al "Comunello di San Paolo Solarino" l'autonomia amministrativa, ed il 13 luglio 1943, quando nelle campagne intorno al paese, dopo tre giorni di combattimenti, si concluse uno dei più sanguinosi scontri della seconda guerra mondiale in provincia di Siracusa, passato alla storia come Battaglia di Solarino.
Simboli
Stemma
Lo stemma civico venne concesso da Vittorio Emanuele III con regio decreto del 19 settembre 1921. Esso è uno scudo racchiuso da due fronde: una d'alloro ed una di quercia e sormontato dalla corona murale del Comune, la cui descrizione araldica è la seguente:«d'azzurro, a tre spighe di frumento, col sole nascente e raggiante al cantone destro dello scudo, il tutto d'oro».
Gonfalone
Il gonfalone si presenta partito di giallo e d'azzurro, caricato dello stemma comunale e con l'iscrizione centrata in oro, recante la denominazione del Comune. Venne concesso soltanto negli anni ottanta con decreto del presidente della Repubblica, sulla base della delibera consiliare nº 19 del 14 maggio 1983.
Monumenti e luoghi d'interesse
I principali siti d'interesse di Solarino sono senza dubbio quelli legati alla tradizione ed al culto del patrono, i cosiddetti "luoghi paolini", vale a dire il pozzo di San Paolo, la grotta di San Paolo ed i resti della chiesa di San Paolo che si trovano a Cozzo Collura, nonché la chiesa Madre del paese intitolata proprio all'Apostolo.
All'interno del centro urbano, poi, sono da segnalare il monumento ai Caduti (opera di Luciano Patania) e l'ospedale Vasquez, costruiti negli anni Venti del Novecento ed il recente monumento alla Pace.