Su patriotu sardu a sos feudatarios (in italiano: Il patriota sardo ai feudatari), conosciuto anche dal suo incipit Procurade 'e moderare (in italiano: Cercate di frenare), è un componimento rivoluzionario e antifeudale della Sardegna, scritto in epoca sabauda da Francesco Ignazio Mannu nel 1795, durante i moti rivoluzionari sardi.
Da lungo tempo ritenuto un inno popolare nella cultura sarda, a seguito di due proposte di legge, dal 28 aprile 2018 è l'inno regionale della Sardegna.La Sardegna ha il suo inno: sì del consiglio a "Procurad'e moderare", L'Unione Sarda"Procurade 'e moderare" inno della Regione, Ansa.it
Descrizione La poesia, scritta in ottave, conta 47 strofe per 376 versi complessivi. Scritto durante i moti antifeudali del triennio 1793-1796, il canto rappresenta una manifestazione di denuncia contro lo stato della gestione sabauda della Sardegna alla fine del XVIII secolo.
L'inno fu stampato clandestinamente e divenne il canto di guerra degli oppositori sardi, passando alla storia come "la Marsigliese sarda". È composto da 376 ottonari fortemente ritmati, in lingua sarda logudorese, e ricalca contenutisticamente gli schemi della letteratura civile illuministica. L'incipit è costituito da un perentorio attacco alla prepotenza dei feudatari, principali responsabili del degrado dell'isola: Procurad'e moderare, Barones, sa tirannia… ("Cercate di moderare, o Baroni, la vostra tirannia…").
Durante tutto il componimento viene descritta nei minimi dettagli la disastrosa situazione economica che attanaglia l'isola in quel periodo. Non mancano però invettive contro gli oppressori piemontesi che, a detta del poeta, si premurano di sfruttare l'isola e le sue risorse preoccupandosi delle proprie ricchezze, in maniera non dissimile dall'atteggiamento della Spagna nei confronti delle Indie (Fit pro sos piemontesos sa Sardigna una cucagna, che in sas Indias s'Ispagna: strofa 32).
Il canto si conclude con un vigoroso grido d'incitamento alla rivolta, suggellato da un detto popolare di lapidaria efficacia: Cando si tenet su bentu est prezisu bentulare ("quando si leva il vento, bisogna sventolare": strofa 47).
Testo Di seguito il testo completo originale e la sua traduzione. La versione in italiano riportata è quella di Sebastiano Satta del 1896.
Musica La melodia utilizzata tradizionalmente ricalca quella dei gosos i tradizionali canti religiosi in onore dei santi, della madonna e del natale o della risurrezione di Cristo, composti anche essi in ottave, che a loro volta affondano le radici sia nella tradizione religiosa iberica che in quella delle confraternite dell'Italia medievale. Francesco Ignazio Mannu potrebbe avere concepito il testo già su questa melodia, per rendere più facile una sua trasmissione orale fra il popolo, oppure i ceti popolari potrebbero avere iniziato a cantarlo utilizzando questa melodia perché era fra le più conosciute e utilizzate.
Edizioni, traduzioni e critica letteraria
L'opuscolo di Procurade 'e moderare fu pubblicato clandestinamente a Sassari nei primi mesi del 1796, e non in Corsica, come era convinzione diffusa fino a qualche tempo faL. Carta (a cura di), Francesco Ignazio Mannu, Su patriota sardu a sos feudatarios, Cagliari, 2002, p. LII. Del resto Sassari, espugnata dai rivoltosi il 28 dicembre del 1795, era governata da esponenti della lotta antifeudale e dalla fine di febbraio del 1796 dall'alternos Giovanni Maria Angioy.
La prima traduzione in altra lingua fu quella in inglese di John Warre Tyndale del 1849 (Endeavor to moderate...) inserita nel suo The Island of SardiniaW. Tyndale, The Island of Sardinia: Including Pictures of the Manners and Customs of the Sardinians, and Notes on the Antiquities..., Bentley, London, 1849. Nel giugno 1864 Auguste Boullier nei suoi saggi Essai sur le dialecte et les chants populaires de la Sardaigne, pubblicò una traduzione dell'inno in francese (Songez à modérer...).
L'inno, a parte le edizioni clandestine, era stato pubblicato per la prima volta in Sardegna nel 1865 da Giovanni SpanoGiovanni Spano, Canzoni popolari inedite in dialetto sardo centrale ossia logudorese., Cagliari, 1865 vedi P. A. Bianco - F. Cheratzu, Su patriottu sardu a sos feudatarios, Sassari, 1991, p. 70 e successivamente da Enrico Costa che, per primo, lo aveva anche tradotto in italianoP. A. Bianco - F. Cheratzu, cit, p. 70. Ora F. I. Mannu, Su patriottu sardu a sos feudatarios, (a cura di Tullio Masala), con versione a fronte in italiano di Enrico Costa, Ozieri, 1995, in occasione del centenario per l'entrata di Giovanni Maria Angioy a Sassari, fu ristampato in foglio volante con a fianco la traduzione in versi di Sebastiano SattaP. A. Bianco - F. Cheratzu, cit, p. 70. La Nuova Sardegna, n. 59 del 1º marzo 1896. Infine fu tradotta in tedesco da B. Granzer e B. Schütze nel 1979 con il titolo Die Tyrannei.
Raffa Garzia propose un confronto fra la composizione del Mannu e Il Giorno di Giuseppe PariniR. Garzia, Il canto d'una rivoluzione , Cagliari, 1899; lo studioso segnalò inoltre altre due composizioni su tematiche simili: una di Maria Baule, poetessa di Ploaghe, sul tentativo di invasione francese della Sardegna nel 1793, col titolo Ancòra semus in gherra che fu pubblicato da Giovanni SpanoG. Spano, Canzoni popolari della Sardegna, 1863-1872, ora edizioni Ilisso, Nuoro, 1999 pp. 124-127 e un altro componimento, sempre riferito ai fatti del 1793, del poeta di Gavoi Michele Carboni (1764-1814) Animu, patriottas, a sa gherra!L. Carta, cit., pp. XIV-XV
Interpreti Maria Teresa Cau Maria Carta Peppino Marotto Coro Supramonte Gruppo Rubanu di Orgosolo Tazenda e Andrea Parodi Piero Marras, Maria Giovanna Cherchi Kenze Neke Elena Ledda Cordas et Cannas, in Cantos e musicas de sa Sardigna (1983) Coro Supramonte Pino Masi Savina Yannatou Stefano Saletti, Piccola Banda Ikona, con Ambrogio Sparagna Janas (gruppo musicale)
Discografia Tenores di Neoneli, Barones, 2000. Nel CD sono eseguite tutte le quarantasette strofe del componimento; inoltre c'è un altro brano con il titolo Ai cuddos, in cui alcune strofe sono cantate da Luciano Ligabue e Angelo Branduardi. Kenze Neke, Su patriotu sardu a sos feudatarios, in Boghes de pedra, 1994. Nel brano sono presenti, in ordine di apparizione, la 46ª, la prima strofa, parte della 12ª e, di nuovo, la seconda parte della 46ª strofa.
Innu nou contra sos feudatàrios di Francesco Masala
Nel 1981 il poeta Francesco Masala pubblica una raccolta di poesie (in sardo e in italiano) con il titolo Poesias in duas limbas / Poesie bilingui: fra queste compare Innu nou contra sos feudatàrios (a sa manera de Frantziscu Innàssiu Mannu) / Nuovo inno contro i feudatari (alla maniera di Francesco Ignazio Mannu)Franziscu Masala, Poesias in duas limbas/Poesie bilingui, editore Vanni Scheiwiller, Milano, 1981 - 2ª edizione 1993 ISBN 88-7644-191-3 - EAN: 9788876441912. Il poeta logudorese riporta alcuni versi del Mannu e, con l'aggiunta di alcuni suoi versi, ripropone tematiche di rivolta contro le nuove oppressioni.
Note
Bibliografia A. Bouiller, Essai sur le dialecte et les chants populaires de la Sardaigne, Paris 1864. A. Bouiller, L'île de Sardaigne. Dialecte et chants populaires, Paris 1865 (in italiano: I canti popolari della Sardegna. a cura di Raffa Garzia, Bologna 1916). Raffa Garzia, Il canto d'una rivoluzione , Cagliari, 1899. Pier Ausonio Bianco - Francesco Cheratzu, Su patriottu sardu a sos feudatarios, Sassari, Condaghes, 1998, ISBN 978-88-86229-33-3. Luciano Carta (a cura di), Francesco Ignazio Mannu, Su patriota sardu a sos feudatarios, Cagliari, Centro di studi filologici sardi / Cuec, 2002 (seconda edizione: 2006). Adriano Bomboi, L'indipendentismo sardo. Le ragioni, la storia, i protagonisti, Cagliari, Condaghes, 2014.
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