Biografia Era figlio di Bartolo Attendolo, fratello di Lorenzo, padre di Perino, Raimondo e Pietro Antonio, cugino di Muzio Attendolo Sforza e Francesco Sforza e genero di Niccolò Fortebraccio e Giacomo di Vico. Nel 1419 entrò al servizio dello Stato Pontificio sotto Papa Martino V.

Nel 1431 fu al servizio della Repubblica di Firenze e partecipò, come capitano generale delle truppe fiorentine, al fianco di Niccolò da Tolentino alla battaglia di San Romano, storica battaglia tra fiorentini e senesi, questi ultimi alleati dei milanesi, del 1º giugno 1432. In quella occasione i senesi, guidati da Bernardino Ubaldini della Carda, erano in netta superiorità, ma i fiorentini, comandati da Niccolò da Tolentino, dopo essersi spinti per una ricognizione presso la torre di San Romano, nei pressi di Montopoli in Val d'Arno, decisero di attaccarli improvvisamente; grazie all'intervento del Micheletto, sopraggiunto con una colonna di rinforzi, i senesi stremati dalla battaglia si diedero precipitosamente alla fuga. La battaglia è nota anche per essere stata ricordata nel dipinto di Paolo Uccello.

Più tardi il Codignola fu al soldo di Renato d'Angiò-Valois per difendere il Regno di Napoli dalle pretese degli Aragonesi da maggio 1435 ad aprile 1439.

Nel 1440 fu di nuovo al servizio della Repubblica di Firenze e in tale occasione sconfisse ad Anghiari Niccolò Piccinino, schierato dalla parte dei milanesi. Nel 1441 stipulò una tregua con la Repubblica di Venezia e venne nominato Capitano Generale al posto del Gattamelata, a gennaio contrastò gli Aragonesi negli Abruzzi.

Micheletto Attendolo guidò l'armate della Serenissima alla conquista di Lecco nel 1447, venendo però sconfitto dai Milanesi. Venne sollevato dal comando e confinato a Conegliano. Morì nel 1463.

Archivio Con l'archivio dell'operatore economico Iacopo Viviani è pervenuto anche quello della compagnia di ventura del suo antenato Michele Attendolo di Cotignola, costituito 55 unità comprendenti giornali delle paghe dei soldati, bollette delle ferme e libri di debitori e creditori dal 1424 al 1448. Il fondo è conservato presso la Fraternita dei Laici di Arezzo.

Note

Voci correlate

Attendolo (famiglia) Sforza (famiglia) Lorenzo Attendolo Muzio Attendolo Sforza Francesco Sforza

Battaglia di Casalecchio Guerra dell'Aquila Battaglia di San Romano Battaglia di Anghiari Battaglia di Caravaggio

Altri progetti

Collegamenti esterni

M