La solitudine è un brano musicale interpretato dalla cantante italiana Laura Pausini e pubblicato nel 1993 come singolo di lancio del suo omonimo album di debutto. Le musiche del brano sono composte da Angelo Valsiglio e Pietro Cremonesi, mentre il testo è firmato dallo stesso Cremonesi insieme a Federico Cavalli.

La canzone ha partecipato al Festival di Sanremo nel 1993, ottenendo la vittoria nella sezione Novità e consentendo a Laura Pausini di raggiungere la popolarità nel proprio paese d'origine. In seguito il brano è stato pubblicato anche in altri paesi europei, ottenendo un riscontro commerciale positivo soprattutto in Belgio, in Francia e nei Paesi Bassi.

Un anno dopo la vittoria sanremese, il brano è stato tradotto anche in spagnolo e pubblicato con il titolo La soledad in Spagna, in Sud America e negli Stati Uniti d'America. Laura Pausini ha inciso nel 1995 anche una versione in inglese del brano, appositamente adattata da Tim Rice e intitolata La solitudine (Loneliness).

Nel 2001, in occasione della pubblicazione del greatest hits The Best of Laura Pausini - E ritorno da te, Laura Pausini ha nuovamente registrato il brano sia in italiano che in spagnolo, ripubblicandolo come singolo in alcuni paesi europei. Nel corso degli anni vari artisti hanno inoltre inciso cover del brano in diverse lingue, tra le quali anche il greco e l'olandese.

La stessa Laura Pausini, nel corso degli anni, ha ripetutamente dichiarato di essere particolarmente legata al brano, indicandolo come un elemento determinante per il successo ottenuto durante la sua carriera.

Descrizione

La canzone è stata scritta da Pietro Cremonesi, autore sia del testo sia della musica, e Federico Cavalli, coautore delle parole del brano. Al momento della composizione della canzone, i due autori si dedicavano alla scrittura di canzoni nel loro tempo libero, ma erano ancora estranei alla discografia e durante il giorno svolgevano la professione di impiegati all'IBM di Milano. Alla scrittura della musica collaborò anche Angelo Valsiglio, il quale aveva già avuto modo di ascoltare la voce di Laura Pausini e così, interessato a collaborare con lei, la contattò per presentarle il manager e produttore Marco Marati. Valsiglio e Marati proposero il brano alla cantante, insieme ad alcune altre canzoni scritte da vari autori. Lo stesso brano era già stato provato anche da altre interpreti, ma Marati e Valsiglio giudicarono l'esecuzione della Pausini la più convincente. Inoltre, secondo quanto dichiarato da Laura Pausini in un'intervista concessa al giornalista Gianni Minà nel 2008, la cantante stessa fu colpita sin dall'inizio dal testo de La solitudine e non ebbe alcun dubbio nella scelta di interpretare il brano:

Il testo della canzone racconta l'allontanamento di una ragazza adolescente dal suo ragazzo, Marco, trasferitosi in un'altra città per esigenze lavorative del padre, e racconta in prima persona il vuoto vissuto dalla giovane, per la quale i momenti quotidiani come il viaggio in treno verso la scuola o lo studio pomeridiano sembrano non avere più alcun senso senza il suo amore e la sua presenza.

Da un punto di vista musicale, la giornalista Fabiana Steinmander della rete televisiva statunitense Univision descrisse La solitudine come «una delle canzoni con il massimo grado di difficoltà, a causa della grande quantità di variazioni nella voce e nella modulazione che richiede alle sue interpreti».

Partecipazione al Festival di Sanremo Dopo la scelta del brano, Marati e Valsiglio spinsero Laura Pausini a sostenere provini per diverse case discografiche. Le prime risposte ottenute dalla cantante furono negative ma, nel settembre 1992, Laura Pausini riuscì a convincere Fabrizio Giannini e Gianpiero Scussel della CGD (marchio controllato dalla Warner Music Italy), ottenendo un contratto discografico che prevedeva la sola pubblicazione del singolo e che le avrebbe consentito di presentare il brano al Festival di Sanremo dell'anno successivo. Nel gennaio 1993, il brano superò la prima selezione interna dei candidati alla partecipazione al Quarantatreesimo Festival di Sanremo nella sezione Novità. Il 22 gennaio dello stesso anno fu infine ufficializzata dalla RAI la lista dei diciotto nuovi artisti partecipanti alla gara, all'interno della quale figurava anche il nome di Laura Pausini con La solitudine.

La canzone fu interpretata pubblicamente da Laura Pausini per la prima volta il 23 febbraio 1993, durante la prima semifinale del festival, quando La solitudine fu inserita come quarta esibizione nella scaletta della serata. Durante l'esibizione della cantante, l'orchestra della RAI fu diretta dal maestro Maurizio Tirelli. Il brano superò la prima fase di eliminazione, che prevedeva il dimezzamento dei sei giovani in gara durante la prima serata, accedendo così alla finale, insieme anche alle altre sei canzoni selezionate durante la seconda e terza serata della kermesse. Dopo l'esibizione avvenuta durante la finale del concorso, svoltasi il 27 febbraio 1993, Laura Pausini ricevette 7.464 voti, conquistando così la vittoria nella propria categoria, davanti alla seconda classificata Gerardina Trovato, con i 7.209 voti della canzone Ma non ho più la mia città.

Video musicale Il video musicale realizzato per il brano La solitudine è stato diretto dal regista italiano Ambrogio Lo Giudice.Booklet relativo alla VHS Video Collection 1993–1999 di Laura Pausini, 1999. Fu girato ad Ostia, a Roma, sul pontile di piazza dei Ravennati e sulle spiagge circostanti, nel marzo 1993.

Il video mostra perlopiù la cantante mentre interpreta il brano camminando sul pontile ed affacciandosi alle sue balaustre, alternando tali scene ad altre immagini nelle quali la cantante gioca con alcuni cuccioli di cane da pastore tedesco in riva al mare, oppure in varie pose silenziose, con solo la sua voce in sottofondo.

Nel 1999 il videoclip viene inserito nella VHS Video collection 93-99, che raccoglie la maggior parte dei video realizzati dalla cantante nel corso dei suoi primi sette anni di carriera. Nella primavera del 2011 il video è stato inoltre caricato sul canale YouTube ufficiale di Warner Music Italy, la casa discografica di Laura Pausini.

Congiuntamente, fu realizzato anche il videoclip del singolo Perché non torna più, che riprende numerosi spezzoni dal video de La solitudine.

Successo commerciale Subito dopo la sua pubblicazione, La solitudine riscosse un ottimo successo commerciale in Italia. Nella settimana del 13 marzo 1993, il singolo raggiunse il primo posto nella classifica di vendita stilata dalla rivista Musica e dischi, conservando la vetta per un totale di tre settimane consecutive. Il singolo risultò inoltre il quindicesimo più venduto in Italia durante il 1993 e divenne entro breve tempo un classico del pop italiano.

Alcuni mesi più tardi il brano fu pubblicato come singolo anche nel resto d'Europa, ottenendo riscontri analoghi in diversi paesi. Nel novembre 1993, La solitudine debuttò al ventiseiesimo posto della Mega Single Top 100, la classifica dei singoli più venduti nei Paesi Bassi (il brano fu presentato di persona dalla cantante sulla tv olandese). Circa un mese più tardi, il singolo arrivò fino al secondo posto della classifica, restandovi per quattro settimane consecutive. Durante la settimana dell'8 gennaio 1994, la seconda che il singolo trascorse al numero due della classifica, il singolo che ottenne la prima posizione fu Ik wil niet dat je liegt, la cover del brano stesso realizzata in olandese dal comico e cantante Paul de Leeuw. Nella storia della Mega Single Top 100, solamente altre due canzoni prima di La solitudine erano riuscite ad essere presenti tra le prime tre posizioni della classifica con due diverse versioni contemporaneamente e, secondo i dati aggiornati al marzo 2012, sono in totale cinque i singoli ad aver ottenuto tale risultato. Nella seconda settimana del 1994, il brano raggiunse anche il primo posto nella Dutch Top 40, la classifica olandese che si differenzia dalla precedente perché ottenuta considerando non solamente i dati di vendita, ma anche quelli relativi ai passaggi radiofonici dei brani musicali. Grazie alle vendite di oltre copie nel paese, il singolo fu anche certificato disco di platino dalla Nederlandse Vereniging van Producenten en Importeurs van beeld- en geluidsdragers e risultò essere il quattordicesimo più venduto nel corso del 1994.

Nello stesso periodo, La solitudine riuscì ad entrare anche nella classifica francese realizzata dal Syndicat national de l'édition phonographique (la stessa Pausini fu invitata dal presentatore televisivo Jacques Martin ad eseguire il brano dal vivo nel programma che egli conduceva sul canale France 2, Le monde est à vous). Nell'aprile 1994, a distanza di alcuni mesi dal suo ingresso in classifica, il singolo raggiunse la top ten, per poi arrivare fino al quinto posto e completare nell'ottobre seguente un periodo di quarantaquattro settimane non consecutive trascorse tra i cinquanta singoli più venduti nel paese. Il singolo ottenne così il tredicesimo posto nella classifica annuale francese.

Ancora più marcato fu il riscontro ottenuto dal brano in Belgio dove, tra il febbraio e l'aprile 1994, La solitudine trascorse otto settimane consecutive al primo posto della Ultratop 50, classifica stilata in base alle vendite dei singoli nella regione delle Fiandre.

La versione in lingua spagnola del brano, pubblicata nel 1994, ottenne molta notorietà in Spagna, contribuendo al successo dell'album Laura Pausini, che diventò il più venduto nel paese nel corso del 1994. Il brano riuscì inoltre ad entrare nelle classifiche Billboard relative ai passaggi radiofonici nelle emittente di musica latina negli Stati Uniti d'America, raggiungendo il quinto posto nella classifica Latin Pop Songs ed entrando nelle classifiche Latin Songs e Tropical Songs.

Decisamente inferiore fu invece il riscontro commerciale ottenuto dalla versione inglese del brano, che fu pubblicata nel 1995 nel Regno Unito, ma passò inosservata e non riuscì a entrare in alcuna classifica di vendita.

Nel 2020 partecipa al concorso radiofonico I Love My Radio, a cui hanno preso parte in totale 45 canzoni.

Reazioni della critica La critica musicale italiana riservò al brano un'accoglienza piuttosto negativa, considerandolo troppo poco innovativo e troppo vicino alla tradizione musicale italiana. In occasione della partecipazione al Festival di Sanremo 1993, il giornalista Gino Castaldo del quotidiano la Repubblica definì La solitudine una canzone non «di rilievo», lodando però la voce e la grinta dimostrata dalla cantante. Secondo Diego Perugini del giornale l'Unità, la canzone è caratterizzata dalla sua melodia ariosa e dalla triste storia d'amore adolescenziale della quale si parla nel testo, mentre Mario Luzzatto Fegiz e Gloria Pozzi del Corriere della Sera scrissero che la canzone «al primo ascolto ci suonava abbastanza sanremese. In realtà è un brano tutto acqua e sapone, in perfetta sintonia con l'interprete».

Marinella Venegoni di La Stampa ha in seguito descritto La solitudine come una canzone «adolescenziale». Molto simile è il giudizio espresso nel 2005 da Lucia Marchi di la Repubblica, secondo la quale il brano è uno «manifesto generazionale under 18 denso di pathos adolescenziale e di belle speranze». Nel 2006 la canzone è stata inserita nel libro di Paolo Madeddu e Paola Maraone intitolato Da una lacrima sul viso... Come guarire i mali del cuore attraverso l'ascolto omeopatico delle 50 canzoni più deprimenti del pop italiano. In quell'occasione, gli autori del libro scrissero che «La solitudine è il Gian Piero Galeazzi della canzone depressiva: anche volendo non la si può ignorare». Come riportato su La Stampa da Marinella Venegoni, la «tristezza un po' lagnosa» della canzone portò al brano anche il paragone con lo stile del cantautore Marco Masini.

Interpretazioni dal vivo