Biografia Tammaro de Marinis fece apprendistato nella bottega del libraio napoletano Riccardo Marghieri, dove conobbe il poeta Salvatore Di Giacomo e il filosofo Benedetto Croce a casa del quale Tammaro De Marinis passava i pomeriggi domenicali quando si trovava a Napoli.
In Italia i primi decenni del secolo avevano rappresentato un periodo di straordinaria fortuna per il commercio antiquario caratterizzato da una fase di espansione e sviluppo del mercato e dalla presenza di protagonisti d'eccezione. Egli seppe intercettare questo felice momento quanto, trasferitosi a Firenze, dapprima come collaboratore di Leo Olschki, aprì nel 1904 una propria libreria antiquaria, dando origine ad un ventennio di intensa e remunerativa attività commerciale. In quel periodo venne a conoscenza della presenza sul mercato parigino della Bibbia di Borso d'Este e informò il governo italiano, in particolare il ministro dell'Istruzione Giovanni Gentile: ciò propiziò il conseguente acquisto da parte dell'industriale Giovanni Treccani e la successiva, munifica donazione del manoscritto allo Stato italianoSenato della Repubblica, La Bibbia di Borso d'Este a Roma per il Giubileo, sito consultato il 14 novembre 2025..
Grande mercante e collezionista di libri antichi, studioso insigne della storia del libro e raccoglitore di antichi volumi, miniature, legature, Tammaro De Marinis - anche dopo aver trasferito, nel 1924, la propria azienda a Ulrico HoepliAvviso della Libreria antiquaria T. De Marinis del 2 gennaio 1925. - ha operato per lo più a Firenze, dove risiedeva nella villa Montalto al Salviatino. De Marinis fu il promotore di «Cento amici del libro», associazione fondata a Milano nel 1939 insieme a Ugo Ojetti e alla marchesa Gilberta Serlupi Crescenzi. Il primo libro stampato dal tipografo Giovanni Mardersteig, a Verona, per i "Cento Amici del Libro", in soli 120 esemplari fu l'Aminta del Tasso, con sette acqueforti di Francesco Chiappelli.
Ritenuto il principe dei bibliofili italiani del secolo, nel dopoguerra si dedicò principalmente alla sua opera di bibliografo. Egli fu il tramite dei maggiori acquisti della Fondazione Cini e alla Fondazione giunse infine anche parte della sua raccolta personale. Di particolare rilievo il suo lavoro di ricostruzione virtuale del patrimonio della Biblioteca degli Aragonesi di Napoli dispersa con la caduta degli Aragonesi; egli riuscì ad individuare centinaia di libri sparsi in tutto il mondo che erano appartenuti a questa bibliotecaLa biblioteca è parzialmente ricostruita nel volume da lui edito La biblioteca napoletana dei re d'Aragona..
Biblioteca e archivio personale
Alla Fondazione Cini di Venezia è stato da lui donato un fondo di opere di bibliografia e di bibliologia. 74 lettere, di cui 11 scritte da lui, sono depositate nel Fondo Tammaro De Marinis del Gabinetto Vieusseux di Firenze.
Scritti
Note
Bibliografia
Studi di bibliografia e di storia in onore di Tammaro De Marinis, Verona, Tipografia Valdonega, 1963. Alessandro Perosa, Ricordo di Tammaro De Marinis, in «Annali dell'Istituto Italiano per gli Studi Storici», IV (1973/1975), p. 370-391.
Collegamenti esterni
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