Canosa di Puglia (IPA: , Canáusë nel dialetto locale, fino al 1863 chiamata Canosanota ancora oggi con questo nome) è un comune italiano di abitanti della provincia di Barletta-Andria-Trani in Puglia.
Aggregata fino al 2004 alla provincia di Bari è collocata sul margine nord-occidentale dell'altopiano delle Murge da cui domina la valle dell'Ofanto e l'estesa pianura del Tavoliere delle Puglie, spaziando dal monte Vulture al Gargano, alla costa adriatica.
Il comune di Canosa è considerato uno dei principali centri archeologici della Puglia e rappresenta uno dei casi più significativi di città a lunghissima continuità di insediamento, testimoniata da numerosi reperti archeologici rinvenuti sul territorio.
Geografia fisica Territorio Canosa sorge a qualche chilometro dalla sponda destra del fiume Ofanto, a circa 20 chilometri dal Mare Adriatico, su un territorio pianeggiante, anticamera dell'altopiano delle Murge (tra i 105 e i ).
Il terreno argilloso, ricco di calcareniti nel sottosuolo, ha consentito la costruzione sotterranea di svariate grotte artificiali, il riadattamento di altre preesistenti (utilizzate nel XIX secolo come cantine), nonché la creazione di ipogei, presenti sia al di sotto del centro abitato sia nelle periferie. Il materiale calcarenitico (tufo) ricavato dalle escavazioni ha permesso, e tuttora permette, la costruzione di edifici in superficie.
Sono intensi i fenomeni di dissesto del territorio dovuti allo spietramento dello strato superficiale per la messa a coltura di nuovi terreni. Inoltre, si riscontrano rischi di sprofondamento dovuti alla presenza di cavità e canali sotterranei tipici degli ambienti carsici. Per questo, l'edificato del comune di Canosa è considerato ad alto rischio di dissesto.
Il territorio circostante si estende verso sud fino alle pendici delle Murge, verso ovest fino all'Ofanto (anche confine provinciale) ed è prevalentemente pianeggiante. I bacini del Rendina e del Locone contribuiscono ad aumentare la fertilità della vasta area (150 km²).
Canosa fa parte del Parco naturale regionale Fiume Ofanto.
Clima Canosa gode di un tipico clima temperato: mite nei periodi primaverile e autunnale, caratterizzato da inverni freddi ed estati calde.
Le temperature medie mensili risentono fortemente dell'influenza del clima murgiano e oscillano tra 7,7°C di gennaio e 24,9°C di agosto. Le precipitazioni annuali si attestano sui 547 mm, distribuiti prevalentemente tra settembre e aprile.
Classificazione climatica di Canosa: Zona climatica C Gradi giorno 1187
Origini del nome Molteplici sono le ipotesi avanzate per spiegare l'etimologia del nome Canosa, (Canusium in latino, Kanusion in greco), usato per indicare il primo vero nucleo sviluppatosi nell'VIII secolo a.C. Una prima ipotesiServius Marius Honoratus, Commentarii in Vergilii Aeneidos libros, 11, 246.Torelli, Mario (1992) "Il quadro materiale e ideale della romanizzazione", in Principi imperatori vescovi, pp. 608-619. ne vede l'origine nel culto di Afrodite in Daunia. Secondo questa ipotesi, suffragata dal commentatore latino Servio, Canusium deriverebbe da canis (in italiano "cane"), animale associato alla divinità greco-orientale Afrodite en kepois.
Un'altra teoria prevede la derivazione dalla parola greca (cesta/canestro di vimini) a causa della presenza numerosa di vimini spontanei lungo la riva del fiume Ofanto.Canussio, Vittorio, (1993-94) Il problema dell'etimo Canusium, in Invigilata Lucernis n° 15 - 16.
Una terza ipotesiPadula, Vincenzo (1871), Protogea ossia l'Europa preistorica, p. 136 prevede la derivazione dalla parola ebraica Chanuth (in italiano "taverna"), divenuto poi Chanush.Jacobone, Nunzio (1922), Canusium. Un'antica e grande città dell'Apulia. Ricerche di storia e topografia, pp. 11-13. L'autore riporta le tre ipotesi (quella serviana, greca ed ebraica) respingendole ed ipotizza la derivazione messapica o iapigia. Entrambe sarebbero integrate dal suffisso messapico o iapigio -ion (poi -ium in latino).Analogamente ad altre città pugliesi di simile origine, come ad esempio Venosa o Ginosa.
Un quarto studio sostiene l'origine esclusivamente iapigia o messapica dell'etimo Canusium e la risoluzione del problema etimologico attraverso la spiegazione della radice can-.
Un'ulteriore ricercaSchulze, Wilhelm (1963) Zur Geschichte lateinischer Eigennamen (trad. Storia dei maggiori nomi propri latini), p. 313 intravede una diretta correlazione fra il nomen latino Canusium e il gentilizio etrusco canzna. Questa ipotesi si basa sulla presenza etrusca in Campania prima della conquista romana e sul vivace commercio etrusco lungo la valle dell'Ofanto. Questa è suffragata dalla cospicua presenza di prodotti della metallotecnica etruscaCorrente, Marisa (1992), "L'insediamento di Toppicelli", in Principi imperatori vescovi, pp. 63-71. e di ambre (conservate al British Museum di Londra) in cui si riscontrano motivi stilistici comuni all'artigianato etrusco.De Juliis, Ettore Maria (1992), "Le ambre intagliate", in Principi imperatori vescovi, pp. 128-130.
Storia
Età antica
Fondata secondo la leggenda dall'eroe omerico Diomede, decantato nell'Iliade, Canusium è stato tra i più importanti centri indigeni della Daunia prima e dell'Apulia poi.
I primi insediamenti autoctoni (composti dai Dauni, ramo settentrionale del popolo degli Iapigi), stabiliti su quella fascia di terra chiamata dagli archeologi Campi Diomedei, risalgono a un'epoca di gran lunga precedente a quella diomedea, e precisamente al Neolitico (6000-3000 a.C.). Le epoche successive vedono il costituirsi dell'abitato arcaico di Toppicelli, sulla piana ofantina, caratterizzato dalla presenza di edifici e tombe aristocratiche ricchissime di corredi, appartenenti al ceto poi definito "principi dauni".
Nel corso dei secoli, Canosa diviene un importante centro commerciale e artigianale, soprattutto per la produzione di ceramiche e terrecotte. Con lo sviluppo della Magna Grecia, il centro è influenzato dalla cultura ellenica. Nel 318 a.C. diventa città alleata di Roma, accogliendo i romani anche nel 216 a.C. dopo la disfatta di Canne, piccolo villaggio nei pressi dell'Ofanto, a opera di Annibale. Dall'88 a.C. diventa municipium e beneficia del passaggio della via Traiana (109 d.C.) E della costruzione dell'acquedotto di Erode Attico (141), di un anfiteatro, di mausolei e di archi. Più tardi, l'imperatore Antonino Pio eleva il centro al rango di colonia con il nome di Aurelia, Augusta, Pia, Canusium. Da ricordare anche che veniva definita "la piccola Roma", poiché anch'essa sorge su sette colli.
Età tardoantica e medievale Verso la fine del III secolo, diviene capoluogo della provincia di Apulia et Calabria, diventando nel secolo successivo anche sede di una tra le più importanti diocesi di Puglia, che raggiunse il culmine della sua importanza con il vescovo san Sabino (dal 514 al 566); la presenza della sede episcopale ha lasciato testimonianze artistiche di valore, tipiche dei luoghi di culto e l'architettura civile dimostra la centralità della città rispetto al territorio pugliese (da cui l'appellativo "città dei vescovi").
Diventata sede di gastaldato con l'invasione longobarda nel VI secolo, subisce successivamente diverse devastazioni per mano dei Saraceni (scacciati intorno all'871).
Canosa ritrova un certo rilievo nel millennio successivo (XI - XII secolo) con i Normanni, grazie al particolare interesse mostrato dal principe Boemondo I d'Antiochia (che dal 1111 giace nel mausoleo ivi presente) e poi, sotto gli Svevi, da Federico II.
Età moderna Dall'età imperiale incomincia il declino, perdurato sino al XVIII secolo, accentuato dai molteplici terremoti (1361, 1456, 1627, 1659, 1731), dai numerosi saccheggi (in particolare, dei tarantini nel 1451 e dei soldati francesi di Napoleone nel 1803) e dalla perdita della sede vescovile: Canosa diventava un feudo, gestito però da casati alcuni dei quali, successivamente, avrebbero segnato la storia. Vi si annoverano - in ordine cronologico - gli Orsini Del Balzo, i Grimaldi di Monaco,Ulino, Maurizio (2008) L'Età Barocca dei Grimaldi di Monaco nel loro Marchesato di Campagna. i de Gemmis di Castel Foce, gli Affaitati di Barletta, i Capece Minutolo di Napoli.Ernesto Capece Minutolo nato nel 1886 ebbe riconosciuto con Regio Decreto del 2 luglio 1914 il titolo di "Principe di Canosa". Titolo, comunque, che è diventato parte integrante del cognome (cognomizzato) come previsto per i titoli nobiliari riconosciuti prima del 22 ottobre 1922.
In riferimento al legame storico con la famiglia Grimaldi, Canosa si è potuta fregiare — a distanza di quasi venticinque anni — di due visite del Principe Alberto II di Monaco, rispettivamente il 16 giugno 1997 e il 21 aprile 2022, in quest'ultima nelle vesti di effettivo Capo di Stato e non già di Principe ereditario come nella prima.
Età contemporanea Dopo le guerre d'indipendenza e il disastroso terremoto del 1851, Canosa rimase un centro prevalentemente borghese: a dimostrarlo fu la costruzione di palazzi signorili in tufo locale (su tutti il Sinesi,Ora sede della locale Fondazione Archeologica (F.A.C.) il Fracchiolla-Minerva,Detto anche Palazzo vescovile. il Rossi, il Malcangio,Demolito negli anni 80, sorgeva tra l'attuale via Giovanni Malcangio e via J.F.Kennedy l'Iliceto,Sede del Museo delle marionette. il De Muro FioccoSede della mostra locale dei presepi. e il Visconti) che cingevano il centro cittadino, a preservare i segni del tempo dell'acropoli e della cattedrale.
Passata praticamente incolume attraverso la prima guerra mondiale, Canosa subiva gli effetti del primo terremoto irpino del 1930 (79 anni dopo quello che costrinse alla ricostruzione di parte della cattedrale di San Sabino e di numerosi edifici) e fu quindi costretta a riparare gli ingenti danni.
Il 6 novembre 1943, poco dopo l'Armistizio dell'8 settembre, Canosa venne bombardata. Alcuni palazzi rimasero danneggiati (tra cui le adiacenti chiese di San Francesco e San BiagioOra unificate nell'unica parrocchia dei Santi Francesco e Biagio. e parte del Palazzo di Città), altri ancora rasi al suolo, e 57 persone persero la vita.
Nell'aprile 2001 il comune di Canosa è stato insignito della medaglia di bronzo al valor civile in ricordo della tragedia.L'allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi accompagnò l'assegnazione del riconoscimento con una breve nota: "All'indomani dell'armistizio, abbandonata dai tedeschi, [Canosa] subì un violento bombardamento [...]. La popolazione si prodigò in una generosa gara di solidarietà in aiuto dei superstiti e dei senza tetto, dando prova di elette virtù civiche e grande spirito di abnegazione."
Il 17 settembre 1962, con decreto del presidente della Repubblica, il comune è stato insignito del titolo di Città per le sue tradizioni storiche e per i meriti acquisiti dalla sua comunità; nel frattempo, il comune perdeva abitanti, allettati dalle opportunità offerte dal mercato del lavoro settentrionale (Torino e Milano in primis).
Nel 1980 Canosa fu nuovamente danneggiata dal terremoto nell'Irpinia. Come già tante volte in passato, la città dovette affrontare una situazione di emergenza, con antichi edifici e alcune chiese dichiarate inagibili.
L'economia di Canosa è oggi basata prevalentemente sull'agricoltura, con buone possibilità di sviluppo nel terziario (turismo archeologico) e con la presenza di attività industriali ed artigianali (settore tessile, alimentare, farmaceutico e manifatturiero).