Il Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo Villa Frigerj è un museo di Chieti, allestito all'interno di Villa Frigerj. È una delle due sedi dei Musei Archeologici Nazionali d'Abruzzo insieme al Museo Nazionale La Civitella.

Ospita un'importante raccolta archeologica abruzzese che documenta la cultura dell'Abruzzo antico dalla protostoria alla tarda età imperiale, ed una raccolta numismatica di monete dal IV al XIX secolo. Gran parte dei reperti archeologici sono relativi ai popoli italici che abitavano la regione durante l'età del ferro.

Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale dell'Abruzzo, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

Da luglio 2023 i Musei Archeologici Nazionali Parco Archeologico di Chieti - Direzione Regionale Musei Nazionali Abruzzo ottengono lo status di rilevante interesse nazionale e l'autonomia, con livello dirigenziale non generale (D.L.n.44/2023; DPCM 27/7/2023).

Storia

Il museo è situato presso Villa Frigerj, un edificio in stile neoclassico fatto costruire intorno al 1830 dal barone Ferrante Frigerj su progetto di Enrico Riccio.

L'embrione del Museo civico archeologico nacquero alla fine dell'800, quando l'ispettore monumenti archeologici Vincenzo Zecca, dopo consistenti ricerche e rinvenimenti nel territorio di Chieti, aveva proposto l'allestimento di un Gabinetto archeologico. Per motivi economici il progetto non si concluse. Una successiva Raccolta archeologica, con rinvenimenti degli scavi del Soprintendente Desiderato Scenna, fu allestita nell'area dei Templi romani di Chieti, da poco restaurati dalle sovrapposizioni secolari. Questa raccolta, insieme a quella di Zecca, attualmente è esposta nel Museo archeologico nazionale "La Civitella".

L'edificio di villa Frigerj venne poi ceduto al Comune di Chieti, che intorno ai primi anni del Novecento ne fece la sede dell'Istituto Tecnico "Ferdinando Galiani", istituito nel 1865.

Dopo la seconda guerra mondiale la villa fu ceduta dal comune al demanio, e, nel 1959, per volere dell'allora Soprintendente Valerio Cianfarani, venne inaugurato il museo, alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. La villa ospitò brevemente anche la sede del Rettorato dell'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio", istituita nel 1965, salvo poi spostarsi nel Campus a Chieti Scalo.

Nel 1984 il museo ha subìto una ristrutturazione - dovuta all'acquisizione di nuovi reperti e alle numerose donazioni da privati - che ha portato all'allestimento attuale. In occasione del terremoto dell'Aquila del 2009, il materiale è stato provvisoriamente messo in sicurezza, per verificare la stabilità dell'edificio, la statua del guerriero è stata condotta in seguito a L'Aquila per una mostra sull'Abruzzo in occasione del G8, e successivamente ricondotta a Chieti per l'allestimento in una nuova sala progettata da Mimmo Paladino. Nel 2011 c'è stata l'ultima sistemazione generale del materiale allestito.

Descrizione

Il Museo si divide in varie sezioni, allestite su due piani, secondo l'antica divisione delle popolazioni italiche dell'Abruzzo dell'Età del ferro.

Al piano terra si trovano inoltre la galleria delle sculture romane, la Collezione numismatica, la Collezione Pansa e la Sala del Guerriero di Capestrano. Piano terra

Il piano terra ospita la Collezione Pansa, proveniente dalla raccolta privata dello studioso abruzzese Giovanni Pansa, che comprende bronzi, gioielli, vetri, avori, steli funerarie e oggetti di uso quotidiano, la Collezione Numismatica con circa 15.000 monete tra cui l'aureo dell'imperatore Galba e il salone d'ingresso dove sono raccolte varie statue romane tra cui la colossale statua di Ercole Epitrapezios, del I sec. a.C., rinvenuta in Alba Fucens. La sala ospita anche un letto funerario in bronzo e argento rivenuto ad Amiternum.

Vi sono esposte inoltre i reperti relativi ai popoli degli Equi, dei Marsi, dei Sabini e dei Praetuti.

Collezione Pansa

Nel 1992 fu allestita la Collezione di Giovanni Pansa (1865-1929), uno degli avvocati più influenti d'Abruzzo, originario di Sulmona, noto appassionato per l'antichità, il quale acquistò e studiò vari oggetti dei popoli italici abruzzesi. L'acquisto e il ritrovamento di vari oggetti in bronzo e ferro, costituì una piccola collezione, che donò nel 1954 al museo di Chieti: ci sono bronzi figurati, gioielli, vetri, avori, oggetti usati nella vita quotidiana da uomini e donne, pettini, vasi per unguenti e profumi, corazze, elmi, fibule.

Sala numismatica La sala della numismatica riguarda una collezione di monete che parte dal periodo più antico della presenza sannitica in Abruzzo (Marrucini, Peligni, Frentani, Marsi, Vestini), sino ad arrivare alle monete usate in epoca spagnola (XVI-XVII secolo) nei due Abruzzi Ultra e Citra. Sono presenti in questa sala una campionatura di più di quindicimila monete che sono state rinvenute nel corso della storia sul territorio abruzzese: la moneta più antica presente risale al IV secolo a.C., mentre la moneta più recente è un francescone datato 1858. La sala offre una ricostruzione dell'aspetto economico e finanziario che interessò le popolazioni d'Abruzzo, che sicuramente avevano una grande maestria nell’ambito commerciale, passando per l'epoca bizantina, con prestiti forniti dal Museo dell'Abruzzo bizantino e altomedievale di Crecchio (CH), longobarda, normanna, federiciana, angioina, aragonese, durazzesca e infine spagnola. Si conserva anche una stele d'epoca romana in calcare, con il rilievo del "medagliere", cioè di un fabbro che realizza la moneta.

Primo piano

Al piano superiore sono ospitati corredi tombali dal X al IV secolo a.C., derivati dalle tombe delle necropoli di Loreto Aprutino, Civitella Casanova, Nocciano, Capestrano, Alfedena, Le Castagne, Scurcola Marsicana, Guardiagrele, Pennapiedimonte e altri comuni che sussistono attualmente sui territori anticamente abitati dai Vestini, dai Peligni, dai Marrucini e dai Carricini.

Al primo piano è esposto anche il busto di statua funeraria della cosiddetta Dama di Capestrano, trovata insieme al Guerriero e ospitata insieme ai reperti provenienti dal quel comune.

Uno dei reperti più importanti è la statuetta ellenistica in bronzo dell' Ercole a riposo rinvenuta nel santuario di Ercole Curino sul monte Morrone (sopra Sulmona).

Notevole la raccolta di letti funerari in osso, rinvenuti in varie necropoli abruzzesi.

Sala del Guerriero di Capestrano La nuova sala è stata allestita all'ingresso del museo nel 2011, progettata da Mimmo Paladino. La sala ospita interessanti reperti come le tre steli funerarie con iscrizione in lingua paleosabellica da Penna Sant'Andrea, alcuni frammenti di statue funerarie e la famosa statua funeraria vestina del re Nevio Pompuledio conosciuta come Guerriero di Capestrano, risalente alla seconda metà del VI secolo a.C. e proveniente dalla necropoli di Capestrano.

Note

Bibliografia

Altri progetti

Collegamenti esterni Sito Ufficiale del museo. Sito ufficiale, su archeoabruzzo.beniculturali.it.

Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, su Anagrafe delle biblioteche italiane, Istituto centrale per il catalogo unico.

Museo archeologico nazionale d'Abruzzo, su CulturaItalia, Istituto centrale per il catalogo unico. Categoria:P856 letta da Wikidata Categoria:P791 letta da Wikidata Categoria:P1949 letta da Wikidata

Categoria:Museo archeologico nazionale d'Abruzzo Categoria:Musei fondati nel 1959