Acrocoro (; meno corretto acròcoro; ) è un tipo di altopiano di vasta estensione, limitato da versanti scoscesi e in genere circondato da catene montuose. Alte montagne possono elevarsi sia lungo i suoi margini, come nella Sila, sia sulla sua superficie, come l'Ararat sull'acrocoro armeno. Il termine è attestato in italiano dal 1852.

Origine

L'Enciclopedia Treccani distingue due tipi di acrocoro secondo la presenza di catene di corrugamento: quelli a corrugamento, con catene ben visibili, come il Pamir, il Tibet e l'Armenia, e quelli ad altopiano, privi di corrugamento, come l'acrocoro etiopico.

Il corrugamento accompagna l'orogenesi, cioè la formazione delle catene montuose per compressione della crosta: nelle catene orogeniche recenti la crosta terrestre, spessa 30-40 km nei continenti stabili, si ispessisce fino a 50-70 km. Nel sistema himalaiano la collisione tra la placca indo-australiana e l'Eurasia ha prodotto sotto l'altopiano del Tibet un ispessimento crostale che raggiunge circa 70 km. Sull'acrocoro armeno si innalzano inoltre rilievi assai più elevati della sua superficie, spesso di origine vulcanica, come l'Ararat.

Nel tipo ad altopiano la struttura è invece tabulare. L'acrocoro etiopico poggia su un basamento di rocce cristalline, ricoperto da depositi marini e da vasti espandimenti di lave molto fluide che, uscite da fessure e fratture della crosta, si sono stese su superfici tabulari preesistenti fino a uno spessore di circa 3000 m; la continuità dell'insieme è stata poi interrotta dagli sprofondamenti e dalle grandi fosse tettoniche che caratterizzano l'Africa orientale. Le datazioni radiometriche collocano gran parte di queste colate basaltiche intorno a 30 milioni di anni fa, nell'Oligocene. Nonostante l'erosione, i singoli lembi dell'acrocoro restano spianati in sommità e scendono con pendici a gradinate, formando ripiani a vari livelli come le ambe.

Più in generale, un altopiano elevato può derivare dal sollevamento in blocco di un tratto di crosta che conserva orizzontali i propri strati, ed essere delimitato da faglie o da flessure; può formarsi anche in corrispondenza di pieghe molto ampie e blande, come nel caso dell'altopiano dei Sette Comuni.

In Italia, l'altopiano dei Sette Comuni è formato da calcari e dolomie del Mesozoico disposti in una grande piega orogenica concava, una sinclinale piuttosto piatta il cui fondo coincide con la superficie dell'altopiano; gli orli rialzati della piega hanno l'aspetto di catene montuose. La Sila è costituita in prevalenza da rocce cristalline, con graniti nella parte centrale e scisti lungo l'orlo occidentale, e appartiene all'arco calabro-peloritano, frammento di catena alpina sovrascorso sulle unità della catena appenninica.

Importanza per l'uomo

La quota, l'isolamento e i margini ripidi degli acrocori ne condizionano il clima, l'idrografia e il popolamento, con esiti diversi da regione a regione.

Clima e popolamento Nell'acrocoro etiopico, in una regione a clima di tipo tropicale, l'altitudine ha un ruolo predominante sulle temperature: tra le bassure e l'altopiano la differenza media è di 8-14 °C, e la tradizione locale divide il paese in fasce altimetriche (qollà, uoina degà, urec) che si riflettono sulla vita biologica, umana ed economica. Gli altipiani, che occupano circa metà dell'Etiopia, ospitano i nove decimi della popolazione, mentre i bassipiani desertici e subdesertici hanno meno di 5 ab./km²; le colture dominano sui massicci, mentre le pianure e i pianalti circostanti sono il dominio della transumanza.

Nel Tibet, invece, i bordi rilevati e la distanza dal mare ostacolano l'afflusso di aria umida, e le aree centrali sono marcatamente aride. La densità media è di circa 2 ab./km²: la popolazione si addensa lungo le valli dell'Indo e del Brahmaputra e nel nord-est, e le attività tradizionali sono l'agricoltura irrigua nelle valli e l'allevamento di yak, ovini, caprini e cavalli nelle aree interne, abitate da gruppi di pastori nomadi.

Risorse idriche Il massiccio etiopico distribuisce risorse idriche alle aree aride confinanti, somale e sudanesi, e ha nel Nilo Azzurro l'asse principale della sua rete idrografica. Dal Tibet scendono gli alti corsi dell'Indo e del Brahmaputra, a sud, e del Salween, del Mekong, del Fiume Azzurro e del Fiume Giallo, a est.

Difesa e identità Al massiccio etiopico l'Enciclopedia Treccani attribuisce l'appellativo di «fortezza»; sull'altopiano centro-settentrionale si sono insediate in prevalenza le popolazioni cristiane di lingua semitica, e il Tigrai è stato per secoli il fulcro del regno cristiano d'Etiopia. L'Armenia, che dal punto di vista fisico si identifica con l'acrocoro armeno, come regione storica corrisponde all'incirca alla massima estensione raggiunta dall'antico regno armeno. Sull'orlo settentrionale dell'altopiano dei Sette Comuni, il monte Ortigara fu teatro dei combattimenti del giugno 1917.

Insediamento e attività Nell'altopiano dei Sette Comuni gli insediamenti della superficie sono separati da quelli sorti ai suoi piedi da una fascia con pochissime sedi permanenti, perché gli orli rialzati scendono verso l'esterno con falde ripide. L'economia tradizionale si basava su prati, pascoli e allevamento, con la produzione dei formaggi Asiago, e un tempo le greggi venivano condotte a svernare nella pianura veneta.

In Sila, negli anni trenta del Novecento, sulla superficie dell'altopiano non esisteva alcun vero centro abitato: i capoluoghi dei comuni sorgevano sui fianchi o, come San Giovanni in Fiore, sull'estremo orlo orientale, e l'altopiano era frequentato con migrazioni estive temporanee e con la transumanza verso la costa ionica o la valle del Crati. Allo sfruttamento forestale e all'allevamento si erano aggiunti i serbatoi idroelettrici delle alte valli dell'Ampollino e dell'Arvo e la villeggiatura estiva.

Esempi

L'Enciclopedia Treccani cita come esempi di acrocoro a corrugamento il Pamir, il Tibet e l'Armenia e, del tipo ad altopiano, l'acrocoro etiopico, indicandone le altitudini medie: il Pamir, in Asia centrale, con un'altitudine media di circa 4000 m; il Tibet, di circa 5000 m, circoscritto a sud dal Karakorum e dall'Himalaya e a nord dal Kunlun; l'acrocoro armeno, di circa 2000 m, delimitato a nord dai Monti Pontici, a nord-est dal Piccolo Caucaso e a sud dal Tauro armeno; l'acrocoro etiopico, di circa 2000 m, con numerose vette che superano i 4000 m.

In Italia

Sila La Sila è un acrocoro di forma quadrangolare dell'Appennino meridionale, delimitato a nord dalla piana di Sibari, a ovest dalla valle del Crati, a sud dalla piana di Lamezia e a est dalle colline del Marchesato. Le cime più elevate si allineano lungo l'orlo occidentale: tra queste il Botte Donato (1928 m), la vetta più alta, il monte Curcio (1768 m) e il monte Scuro (1621 m). L'altitudine media della parte superiore dell'altopiano è di circa 1280-1300 m.

Altopiano dei Sette Comuni L'altopiano dei Sette Comuni, detto anche di Asiago dal nome del suo centro principale, fa parte delle Prealpi Venete ed è compreso tra la valle del Brenta a nord e a est e quella dell'Astico a ovest; scende con falde scoscese sulla Valsugana a nord e con rapidi pendii verso la pianura vicentina a sud. È un acrocoro i cui rilievi, a nord e a sud, cingono una vasta conca centrale leggermente ondulata e ricca di praterie. L'orlo settentrionale, il più elevato, culmina nella Cima Dodici e comprende il monte Ortigara; gli orli orientale e meridionale sono meno continui, meno aspri e meno elevati. La prevalenza dei calcari favorisce i fenomeni carsici.

Note

Voci correlate Altopiano Orogenesi

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