Figlia illegittima terzogenita di papa Alessandro VI (al secolo Rodrigo Borgia) e della sua amante Vannozza Cattanei, fu una delle figure femminili più controverse del Rinascimento italiano. Quando il padre ascese al soglio pontificio la dette inizialmente in sposa a Giovanni Sforza, ma pochi anni dopo, in seguito all'annullamento del matrimonio, Lucrezia sposò Alfonso d'Aragona, figlio illegittimo di Alfonso II di Napoli. Un ulteriore cambiamento delle alleanze, che avvicinò i Borgia al partito filofrancese, portò all'assassinio di Alfonso, su ordine di Cesare, fratello di Lucrezia..
Dopo un breve periodo di lutto, Lucrezia partecipò attivamente alle trattative per le sue terze nozze con Alfonso I d'Este (primogenito del duca Ercole I di Ferrara), che, pur riluttante, dovette accettarla in sposa.. Alla corte estense Lucrezia fece dimenticare la sua origine di figlia illegittima del papa, i suoi due falliti matrimoni e tutto il suo passato burrascoso; infatti, grazie alla sua bellezza e alla sua intelligenza, si fece ben volere sia dalla nuova famiglia sia dalla popolazione ferrarese.
Perfetta castellana rinascimentale, acquistò la fama di abile politica e accorta diplomatica. Il marito le affidava la conduzione amministrativa del ducato quando doveva assentarsi da Ferrara. Fu anche un'attiva mecenate, accogliendo a corte poeti e umanisti come Ludovico Ariosto, Pietro Bembo, Gian Giorgio Trissino ed Ercole Strozzi.
Dal 1512, per le sventure che colpirono lei e la casa ferrarese, iniziò a indossare il cilicio, si iscrisse al Terz'ordine francescano, si legò ai seguaci di san Bernardino da Siena e di santa Caterina e fondò il Monte di Pietà di Ferrara per soccorrere i poveri... Morì nel 1519, a trentanove anni, per complicazioni dovute a un parto.
La figura di Lucrezia ha assunto diverse sfumature nel corso dei periodi storici. Per una certa storiografia, soprattutto ottocentesca, i Borgia finirono per incarnare il simbolo della spietata politica machiavellica e della corruzione sessuale attribuita ai papi rinascimentali. La reputazione stessa di Lucrezia si offuscò in seguito all'accusa di incesto, rivolta da Giovanni Sforza alla famiglia della moglie,. a cui si aggiunse in seguito la fama di avvelenatrice, dovuta in particolare alla tragedia omonima di Victor Hugo,.. musicata in seguito da Gaetano Donizetti: in questo modo la figura di Lucrezia venne associata a quella della femme fatale partecipe dei crimini commessi dalla propria famiglia... La storiografia successiva ha tuttavia ridimensionato notevolmente tali aspetti, parlando di "leggenda nera" ai suoi danni, nata inizialmente per ragioni politiche..
Biografia Primi anni
Nacque a Subiaco il 18 aprile 1480,. terza figlia del cardinale spagnolo Rodrigo Borgia, arcivescovo di Valencia, che nel 1492 sarebbe stato eletto papa della Chiesa cattolica con il nome di Alessandro VI. La madre era invece una donna mantovana, Vannozza Cattanei, amante di Rodrigo per ben quindici anni.
La bambina venne battezzata Lucrezia e fu l'unica figlia femmina che Rodrigo ebbe da Vannozza. Della famiglia facevano già parte due fratelli, Cesare e Giovanni, e, due anni dopo, si sarebbe aggiunto il piccolo Goffredo. Rodrigo, pur riconoscendoli segretamente al momento della nascita, nascose bene, almeno inizialmente, l'esistenza dei figli, tanto che un messo mantovano, nel febbraio 1492, parlava di Cesare e Giovanni come nipoti del cardinale..
I piccoli Borgia furono molto influenzati dalle origini valenciane e molto legati fra loro. In particolare Lucrezia si legò con maggiore intimità a Cesare: tra di loro esisteva un sentimento di reciproco amore e fedeltà.. La consapevolezza di essere considerati con sprezzo stranieri potenziò il senso di coesione dei Borgia fra loro, tanto che assunsero ai loro servizi soprattutto parenti o connazionali, convinti che fossero gli unici di cui potersi veramente fidare.Gli italiani definivano "marrani" i catalani originari di Valencia ().
Probabilmente i primi anni Lucrezia visse con Vannozza nella casa in piazza Pizzo di Merlo a Roma. Era molto amata dal padre che, secondo alcuni cronisti, le voleva bene «in superlativo grado». Con la madre, invece, Lucrezia ebbe sempre un rapporto distaccato. In seguito venne affidata alle cure di una cugina del padre, Adriana Mila, vedova del nobile Ludovico Orsini. Questa capofamiglia si assoggettava interamente agli interessi di Rodrigo, fungendo da guardiana di Lucrezia e favorendo la relazione del cardinale con la quattordicenne Giulia Farnese Orsini, sua nuora.. La grande amicizia che nacque fra Giulia e Lucrezia permise a quest'ultima di non addolorarsi alla partenza di Cesare per l'università di Perugia e alla morte del fratellastro Pier Luigi..Pur conoscendosi appena, il fratellastro le lasciò ugualmente in eredità diecimila ducati ().
Lucrezia crebbe, come le altre figure femminili della sua famiglia, completamente assoggettata al «potere e predominio sessuale maschile» di suo padre. Possedeva la stessa sensualità e l'indifferenza alla morale sessuale del padre e dei fratelli, ma sapeva anche dimostrarsi gentile e compassionevole.
Giovinezza Allevata da Adriana, Lucrezia ricevette un'istruzione completa: grazie a bravi precettori, fra cui anche Carlo Canale (ultimo marito di Vannozza), che la iniziò alla poesia,. imparò lo spagnolo, il francese, l'italiano e un po' di latino, ma anche la musica, la danza, il disegno e il ricamo.. Le venne insegnato anche a esprimersi con eleganza ed eloquenza.. Nel convento di San Sisto apprese inoltre le pratiche religiose..
All'età di undici anni venne promessa in moglie due volte a pretendenti spagnoli: il cardinale Borgia aveva infatti immaginato un avvenire in Spagna per i suoi figli.. Nel febbraio del 1491 il prescelto fu inizialmente Don Cherubino Juan de Centelles, con un contratto che prevedeva una dote di timbres valenciani, )., suddivisi in parte in denaro e in parte in gioielli, dono alla sposa da parte della famiglia Borgia, firmato il 26 febbraio 1491; due mesi dopo Rodrigo stipulò nuovi patti nuziali con un altro valenciano, Gaspare di Procida, figlio del conte di Aversa, ma nel 1492, in seguito all'elezione al trono pontificio con il nome di Alessandro VI, ruppe entrambi i fidanzamenti in cambio di ricompense verso le famiglie dei due pretendenti..Un membro della famiglia de Centelles è in seguito annotato tra i camerieri personali del papa, Raimonde de Centelles ebbe la carica di pronotaio e tesoriere di Perugia, mentre Gaspare di Procida provò a recarsi a Roma per fare valere i propri diritti, ma alla fine rinunciò in cambio di un risarcimento in denaro ().
Divenuto papa Alessandro VI, i piani matrimoniali riguardanti Lucrezia subirono un profondo mutamento: potendo adesso mirare ben più in alto di semplici nobili spagnoli, il pontefice cercò di accasare la figlia in Italia, con la visione di stringere potenti alleanze politiche con le famiglie signorili. All'epoca, infatti, vi era un proliferare di alleanze tra le famiglie regnanti italiane e i Borgia approfittarono di tale situazione per i loro progetti di dominio sulla penisola.. Fu il cardinale Ascanio Sforza a proporre al papa il nome di suo nipote, Giovanni Sforza, ventisettenne signore di Pesaro, feudo papale. Grazie a queste nozze, Alessandro VI avrebbe stipulato un'alleanza con la potente famiglia Sforza, istituendo una lega difensiva dello Stato della Chiesa (25 aprile 1493) a prevenzione dell'imminente invasione francese per opera di Carlo VIII, a discapito del Regno di Napoli..
In questo periodo il papa donò a Lucrezia il palazzo di Santa Maria in Portico.Il palazzo era situato a sinistra della basilica di San Pietro, venendo distrutto quando in quell'area fu costruito il colonnato del Bernini (). Adriana Mila dirigeva la casa della nipote, con Giulia Farnese in funzione di dama da compagnia. Ben presto la casa divenne un punto di ritrovo mondano, frequentato da parenti, amici, adulatori, nobili gentildonne e inviati di case principesche.. Fra questi inviati, mentre era in visita a Roma nel 1492, giunse da Lucrezia anche Alfonso d'Este, colui che sarebbe diventato il suo terzo marito..
Contessa di Pesaro
Il 2 febbraio 1493 fu celebrato il matrimonio per procura tra la dodicenne Lucrezia e il ventiseienne Giovanni Sforza. Il 2 giugno 1493, quando il conte di Pesaro arrivò a Roma, i due futuri sposi s'incontrarono per la prima volta. Il 12 giugno vennero celebrate le nozze religiose nell'Appartamento Borgia.. La grazia di Lucrezia venne lodata dai relatori del tempo: «Porta la persona così soavemente che par non si mova».. Dopo una fastosa cena, Lucrezia non venne condotta al talamo nuziale com'era consuetudine, perché il papa non volle che il matrimonio fosse consumato prima di cinque mesi, forse a causa dell'acerbità fisica della sposa o forse per riservarsi la possibilità di annullarlo in caso di un cambiamento nei suoi obiettivi politici..In seguito lo Sforza chiese al suocero ducati con il quale pagare i debiti; Alessandro VI acconsentì e, anzi, aggiunse ducati alla dote, a condizione che Giovanni consumasse il matrimonio: «Stipuliamo che [...] tu venga presso di noi per la piena consumazione del matrimonio con detta tua moglie», scrisse il papa il 15 settembre 1493 (). I primi di agosto, per timore della peste che aveva colpito la città, Giovanni Sforza lasciò Roma e non è chiaro se Lucrezia lo seguì..
Seppur divenuta contessa di Pesaro, per Lucrezia non era cambiato nulla se non la posizione sociale: essere una donna maritata le aveva assegnato un'importanza maggiore. Pur continuando a passare le giornate dedicandosi a vari svaghi, iniziò a ricevere omaggi, riverenze e suppliche di intercessioni presso il papa e, pur essendo giovane, dimostrava già palesemente una notevole maturità: un contemporaneo la descrive infatti come una «dignitissima madonna».. Il marito tornò a Roma prima di Natale e passò le festività con la moglie, ma in quel periodo il papa mutò alleanze, schierandosi a fianco degli aragonesi di Napoli, attraverso il matrimonio fra Goffredo Borgia con Sancia d'Aragona: in questo modo non riconobbe le pretese di Carlo VIII di Francia per il dominio sulle terre napoletane.