Ha raggiunto il 27º posto nel ranking ATP in singolare e il 40º in doppio. Non ha mai vinto titoli ATP in singolare ma è arrivato 4 volte in finale. Si è invece aggiudicato 6 titoli ATP in doppio. Vanta inoltre diversi altri titoli vinti nel circuito Challenger in entrambe le specialità.

La sua carriera si è bruscamente interrotta nel 2015, quando la Federazione Italiana Tennis ha radiato lui e Bracciali per illecito sportivo legato alle scommesse clandestine. Starace è stato assolto in entrambi i processi, il secondo dei quali ha avuto fine nel gennaio 2018. In tale occasione ha annunciato il ritiro dall'attività agonistica. Nel novembre 2018, dopo una nuova indagine, l'Anti Corruzione legata ai vertici del tennis mondiale riconosce Starace colpevole di aver favorito le scommesse e lo squalifica per 10 anni, mentre Bracciali viene squalificato a vita per aver truccato gli incontri.

Biografia Per buona parte della carriera si è allenato ad Arezzo nella Blue Team Tennis Academy con Daniele Bracciali, sotto la guida tecnica di Umberto Rianna.

Carriera tennistica

Inizi Diventa professionista nel 2001, ma già nel 1997 aveva iniziato a frequentare il circuito giocando le qualificazioni di qualche torneo satellite. Da ragazzino è condizionato da una serie di infortuni che gli fanno pensare di dover lasciare il tennis. I primi punti nella classifica mondiale arrivano nel 1998, quando accede al tabellone principale di un torneo del circuito Futures. Nel 2000 gioca fra satellite e Futures 78 incontri, con 51 vittorie, salendo così al 471º posto mondiale. Nel 2001 affronta i primi tornei del circuito Challenger e arriva nei quarti a Manerbio come miglior risultato. Nel 2002 vince in Spagna il suo primo satellite e arriva in finale ai Challenger di Mantova e Aschaffenburg. In quest'ultimo batte per la prima volta un top 100 ATP eliminando in due set in semifinale il nº 59 Albert Montañés, prima di cedere in due set contro Olivier Mutis in finale. Disputa inoltre le qualificazioni nei tornei ATP di Roma, Wimbledon e Kitzbühel. A fine anno è 188º nel ranking ATP.

2003 Anche nel 2003 si dedica quasi esclusivamente ai tornei Challenger, arrivando in finale in quello di Reggio Emilia, battuto in due set dal nº 125 ATP Richard Gasquet, e ai quarti nella Napoli Cup. Nel luglio di quell'anno supera le qualificazioni allo Stuttgart Open, entra così per la prima volta nel tabellone principale di un torneo ATP e viene battuto in due set da Marc López. Arriva ad essere 161º nel ranking ATP ma termina la stagione a inizio settembre e chiude l'anno 222º.

2004 L'esplosione però avviene nel 2004; dopo aver raggiunto le semifinali nel Challenger di Napoli, in maggio conquista il suo primo trofeo Challenger battendo in due set Peter Wessels nella finale della Sanremo Tennis Cup. Ottiene grandi risultati a fine maggio al Roland Garros; superando le qualificazioni entra per la prima volta nel tabellone principale di un torneo dello Slam, batte 6–2, 6–3, 6–4 al primo turno il nº 69 ATP Dmitrij Tursunov e soprattutto in quello successivo il nº 10 ATP Sébastien Grosjean, il suo primo top 10, superato con il punteggio di 7–6, 6–3, 6–4. Viene quindi sconfitto al terzo turno solo al 5º set dal nº 20 del mondo Marat Safin dopo che il russo gli annulla due match-ball.

La settimana dopo vince il Challenger di Sassuolo e in luglio compie una nuova impresa al Swiss Open Gstaad; nei primi tre turni supera rispettivamente il nº 57 ATP David Sánchez, il nº 85 Victor Hănescu e il nº 18 Jiri Novak. In semifinale lotta alla pari con l'idolo di casa e nº 1 del mondo Federer, che vince l'incontro 6–2, 3–6, 6–3. Il 1º agosto si aggiudica il San Marino Open ed entra per la prima volta tra i primi 100 del mondo, arrivando al nº 95 del ranking. In settembre supera le qualificazioni degli US Open, dove passa agevolmente il primo turno e al secondo viene battuto in 5 set da Olivier Rochus. In settembre debutta in Coppa Davis contro la Polonia vincendo entrambi i singolari e contribuendo al passaggio dell'Italia nel gruppo I. Chiude la stagione al 76º posto del ranking.

2005 Inizia la stagione accedendo di diritto al tabellone dell'ATP di Auckland, dove viene battuto in due set nei quarti dal nº 26 ATP Juan Ignacio Chela. Fanno seguito diverse eliminazioni nei primi e secondi turni nell'Australian Open e in tornei ATP che non gli impediscono di ritoccare il suo miglior ranking, diventando in aprile il 60º al mondo. Vince i suoi singolari in Coppa Davis sia con il Lussemburgo che con il Marocco e l'Italia viene promossa ai play-off per il Gruppo Mondiale del 2006. Entra con una wild card nel tabellone degli Internazionali d'Italia e al primo turno batte il nº 7 del mondo Carlos Moyá, prima di essere eliminato al secondo da Alberto Martín.

La stagione si rivela altalenante anche nei tornei Challenger, di rilievo in agosto i quarti raggiunti a Gstaad battendo nei primi due turni il nº 25 ATP Jiri Novak e il nº 24 Feliciano López, prima della sconfitta contro il nº 100 Răzvan Sabău. Il mese dopo viene battuto in semifinale al Sopot Open da Gaël Monfils dopo aver eliminato Moyá e José Acasuso. L'unico trofeo della stagione è il Genoa Open Challenger che vince a settembre. A fine anno si trova 105º nel ranking.

2006 L'inizio stagione vede Potito eliminato al primo turno negli Australian Open e gli unici tornei ATP in cui ben figura sono l'Open di Doha, dove passa le qualificazioni, batte al primo turno il nº 26 Igor' Andreev e perde al secondo contro il nº 38 Filippo Volandri, e il torneo di Buenos Aires, dove perde ai quarti da Juan Carlos Ferrero dopo aver eliminato Chela e Monaco. In maggio agli Internazionali d'Italia viene eliminato da Federer al secondo turno dopo aver battuto al primo il nº 32 Dmitrij Tursunov. Altri discreti risultati dell'anno nei tornei ATP sono i quarti raggiunti a Poertschach e a San Pietroburgo. A fine anno si trova 83º nel ranking.

2007 Anche il 2007 inizia male, con eliminazioni al primo turno fino all'ATP di San Paolo di metà febbraio, dove arriva ai quarti. Dopo alcuni risultati altalenanti, in aprile a Valencia raggiunge la sua prima finale ATP, la n° 122 disputata da un tennista italiano nell'era Open, che perde in tre set da Nicolás Almagro dopo aver battuto nell'ordine Fernando Verdasco, Pablo Andújar, Marcel Granollers, e Iván Navarro. Il buon momento prosegue a Barcellona, dove perde nei quarti contro il nº 2 Rafael Nadal dopo aver battuto negli ottavi il nº 22 Chela. Si comporta bene anche agli Internazionali d'Italia, battendo nei primi due turni il nº 28 Agustín Calleri e il nº 19 Juan Carlos Ferrero e perdendo quindi dal nº 4 Nikolaj Davydenko. Supera due agevoli turni anche al Roland Garros e viene eliminato al terzo dal nº 1 Federer. A Wimbledon viene battuto al primo turno dal nº 5 del mondo Novak Đoković.

Il 29 luglio, sulla terra battuta di Kitzbühel, disputa la sua seconda finale ATP, la n° 124 con protagonista un tennista italiano, eliminando nell'ordine Christophe Rochus, Florian Mayer, Andreas Seppi e, in semifinale, Augustin Calleri, Nell'atto conclusivo si arrende in tre set all'argentino Juan Mónaco. Il titolo vinto al Challenger di San Marino e i quarti raggiunti a Bucarest gli permettono di accumulare punti preziosi e il 15 ottobre del 2007 raggiunge il 27º posto mondiale – che resterà il suo miglior ranking in carriera – e diventa il numero 1 d'Italia. A fine mese arriva ai quarti a San Pietroburgo e a fine stagione è alla 32ª posizione del ranking. In quello stesso periodo gli viene inflitta una squalifica di sei settimane e un'ammenda di 30.000 dollari a seguito del suo coinvolgimento in una vicenda legata alle scommesse.

2008 Rientra in febbraio sulla terra rossa sudamericana e a fine mese arriva ai quarti nei tornei ATP di Buenos Aires e Acapulco. In aprile vince il Challenger di Napoli e arriva ai quarti a Valencia. Nei successivi Masters 1000 sulla terra battuta viene eliminato al primo turno a Montecarlo e al secondo sia a Roma che ad Amburgo. È di nuovo eliminato al primo turno sia al Roland Garros che a Wimbledon. In luglio esce ai quarti a Båstad e in semifinale a Kitzbühel. In agosto fa il suo debutto olimpico ai Giochi di Pechino, ma si trova sorteggiato al primo turno contro il nº 2 del mondo Nadal. Lo spagnolo si aggiudica il confronto per 6–2, 3–6, 6–2 e vincerà la medaglia d'oro perdendo un solo altro set in semifinale contro Djokovic. La vittoria di Starace in settembre nell'ultimo singolare della sfida contro la Lettonia assicura all'Italia la permanenza nel gruppo I di Coppa Davis. La stagione di Starace si chiude con risultati mediocri e con il 72º posto nel ranking.

2009 La prima parte della stagione vede Starace eliminato al primo e secondo turno in tutti i tornei. Buona è la partecipazione al torneo ATP di Barcellona dove batte al primo turno il nº 42 Ernests Gulbis e al secondo il 24 Robin Söderling, al terzo perde dal 13 David Ferrer con il punteggio di 6–4, 5–7, 2–6. Sconfitto al primo turno degli Internazionali d'Italia, esce al terzo turno anche nell'ATP di Monaco di Baviera. Al Roland Garros, dopo aver battuto al primo turno Miša Zverev che si ritira dopo aver perso i primi due set, si arrende al secondo al nº 3 del mondo Andy Murray per 3–6, 6–2, 5–7, 4–6. Esce al secondo turno anche a Wimbledon, dove cede in 5 set al ceco Radek Štěpánek, nº 23 del ranking.

Subito dopo Starace si aggiudica sia nel singolare che nel doppio il Challenger di Torino ed esce al secondo turno nei tornei ATP di Båstad, Amburgo e Umago. In agosto viene sconfitto da Seppi nella finale del Challenger di San Marino e la stagione finisce con prestazioni mediocri agli US Open, in altri tornei ATP e nello spareggio contro la Svizzera per restare nel World Group di Coppa Davis, quando perde seccamente il singolare contro Federer e in doppio con Bolelli contro Marco Chiudinelli e Stan Wawrinka. Finisce l'annata al 62º posto del ranking.

2010 Dopo essere uscito al secondo turno a Doha e al terzo a Sydney, viene battuto al primo turno degli Australian Open. Nei successivi tornei ATP esce sempre al primo turno fino ad aprile, quando nell'ATP 250 di Casablanca arriva in semifinale, dove viene battuto in 3 set dal nº 23 Wawrinka. Stesso esito all'Open di Nizza, dove batte nell'ordine Steve Darcis 6–3 6–1, Łukasz Kubot 6–3 6–4, Gaël Monfils 1–6 6–1 6–4 e perde in semifinale contro Richard Gasquet 7–6 7–6. Il 24 maggio Starace è il tennista italiano più alto nel ranking superando Andreas Seppi e raggiungendo la 60ª posizione. Al Roland Garros è eliminato da Robby Ginepri al secondo turno e il 13 giugno 2010 perde in tre set la finale al Challenger di Lugano, di nuovo contro Wawrinka.

Sconfitto da Philipp Kohlschreiber al primo turno a Wimbledon, in finale del Challenger di Torino da Bolelli e al secondo turno a Båstad da Seppi, all'ATP di Amburgo raggiunge i quarti di finale battendo tra gli altri il nº 36 Tommy Robredo, ma viene sconfitto dal nº 15 Jürgen Melzer. Al successivo ATP 250 di Umago, contro lo spagnolo Juan Carlos Ferrero perde la sua terza finale in carriera, la n° 126 giocata da un tennista del suo paese, dopo aver battuto Serhij Stachovs'kyj, Björn Phau, Ivan Ljubičić, nei quarti, e Juan Ignacio Chela in semifinale.