Il sorgo (Sorghum bicolor (L.) Moench, 1753), o anche saggina, è una pianta erbacea annuale appartenente alla famiglia delle graminacee (Poaceae).
Etimologia Il nome italiano di questo cereale deriva dal latino parlato Sŭrĭcum (granum) o grano di Siria, e viene anche chiamato dùrra e mélicaManlio Cortelazzo e Paolo Zolli, Dizionario etimologico della lingua italiana, 2008 – Zanichelli, Roma..
Storia
Il sorgo è stata una delle prime piante ad essere coltivate. Probabilmente originario dell'Etiopia, si è diffuso prima in Asia e Europa e, più recentemente, in America ed Australia. Era già conosciuto in epoca greco-romana.
Descrizione Il sorgo è una pianta erbacea annuale. Il suo aspetto è simile a quello del mais. La pianta può raggiungere un'altezza compresa tra uno e tre metri ed oltre; ha un fusto cilindrico, con foglie piatte e lunghe, che porta infiorescenze costituite da panicoli terminali di dimensioni e forma molto differenziate. Esistono tipi con panicolo compatto, spargolo o reclinato. L'infiorescenza raggruppa spighette con uno o due fiori bisessuali.
La granella è una cariosside di circa , sferica o oblunga, che può essere “vestita”, con glume strettamente aderenti al frutto o nuda, come in genere nel caso dei sorghi da granella. La granella è composta da tre parti principali: il pericarpo, l'albume (essenzialmente amido, che può essere di consistenza farinosa o vitrea) e l'embrione. Essa può apparire bianca, gialla, bruna, rossiccia, bruno-violacea. Il colore scuro, che si deve alla presenza di pigmenti nelle cellule del pericarpo o dello spermoderma sottostante, è associato alla presenza di tannini che inibiscono la digestione delle proteine del granelloFrancesco Crescini, Piante erbacee di grande coltura. - Ramo Editoriale degli Agricoltori Roma 1951.Francesco Bonciarelli, Coltivazioni erbacee da pieno campo - Edagricole Bologna 1987..
Distribuzione ed habitat
Il sorgo è coltivato in tutto il mondo. Spiccatamente macroterma, tra le più esigenti riguardo alla temperatura, è specie a ciclo foto-sintetico di tipo C4Sito dell’International Crops Research Institute for the Semi-Arid Tropics (ICRISAT). ad elevata resa fotosintetica, richiede elevate intensità luminose durante tutte le fasi del ciclo vegetativo ed è tipicamente brevidiurna. Grazie al miglioramento genetico, come per il mais, sono state create cultivar adatte ai diversi climi, compresi quelli temperati. In Europa, la sua coltivazione rimane comunque limitata soprattutto ai paesi mediterranei.
Il sorgo non è particolarmente esigente in fatto di terreni, preferisce suoli sani, profondi, non troppo pesanti, ma si sviluppa bene anche in terreni alcalini e sopporta discretamente la salinità. Per germinare, il seme ha bisogno di una temperatura non inferiore a e trova le temperature più adatte al suo sviluppo intorno ai . Il sorgo è molto resistente alle alte temperature ed alla siccità, essendo capace di rimanere in stasi vegetativa per periodi relativamente lunghi e di riprendere la crescita al cessare delle condizioni di stress idrico. Deve questa sua resistenza al basso tasso di traspirazione (risultante da marcata cutinizzazione e pruinità delle foglie, stomi molto piccoli e poco numerosi) ed al suo fitto apparato radicale, che si sviluppa bene anche in profondità. Inoltre, il sorgo ha bisogno di una quantità di acqua più ridotta del mais per produrre la sostanza seccaFrancesco Crescini, opera citata.Francesco Bonciarelli, opera citata.Sito del Programma Operativo Multiregionale. .
Tassonomia Le caratteristiche delle principali tipologie di sorgo sono strettamente correlate con la loro destinazione finale. Si distinguono vari gruppi di cultivar e ibridiSigmund Rehm e Gustav Espig, La coltivazione delle piante tropicali e subtropicali – Edagricole Bologna 1997.Marcello Guiducci, Giovanni Natalini, Roberto Bruni, Manuale di corretta prassi per la produzione integrata del sorgo - Progetto per la Valorizzazione delle Produzioni Agroalimentari Umbre. :
S. bicolor ssp. bicolor: comprende le cultivar e gli ibridi da granella, a taglia generalmente bassa (), culmi robusti, panicolo molto sviluppato, granella nuda, contenuto variabile di tannino, accestimento limitato, difficilmente allettabili. La granella è destinata all'alimentazione umana nei paesi in via di sviluppo e all'alimentazione del bestiame nei paesi sviluppati; S. bicolor ssp. sudanense: sono i cosiddetti “sorghi gentili” o erbe sudanesi, caratterizzati da fusto sottile ed elastico, spiccata tendenza all'accestimento, rapidità di ricaccio e ciclo precoce, specialmente adatti per erbai polisfalcio; S. bicolor ssp. saccharatum: i sorghi zuccherini si caratterizzano per taglia elevata (), foglie larghe, culmo grosso, e midollo dei culmi ricco di zuccheri facilmente fermentabili (15-20% e oltre, saccarosio, glucosio e fruttosio), dunque adatti all'insilamento per foraggio ed alla produzione di alcool (bioetanolo) e di biogas, hanno scarsa capacità di accestimento e di ricaccio e ciclo tendenzialmente tardivo; incroci e ibridi delle tipologie citate, con caratteristiche molto varie, sia dal punto di vista morfologico che agronomico; S. bicolor var. technicum: hanno un'infiorescenza ad ombrella con ramificazioni lunghissime ed elastiche che, privata della granella, è usata per la fabbricazione di scope e spazzole.
Coltura alimentare importante in Africa, America centrale e Asia meridionale, è il quinto cereale in ordine di importanza dopo il granoturco (o mais), il riso, il frumento (o grano) e l'orzo. India, Messico, Nigeria e Stati Uniti, questi ultimi primi nel settore, forniscono i due terzi circa della produzione mondiale, che assomma a 59 milioni di tonnellate prodotte su 42 milioni di ettari.
Tra le colture alimentari, è una delle più resistenti alla siccità ed al calore, caratteristica questa che la rende particolarmente interessante nelle regioni aride, nelle quali costituisce uno degli alimenti di base della popolazione.
Il sorgo rappresenta una valida alternativa al mais, nella produzione di granella e di foraggi, in quelle aree non irrigue e con scarse o erratiche precipitazioni estive in cui non è lecito attendersi buoni risultati da una coltura di mais. In ambienti particolarmente aridi, nel Sahel in Africa e in Asia (Cina, India) con precipitazioni annue inferiori ai , è spesso sostituito dal miglio e dal panìco che riescono a maturare in 2-3 mesi, fornendo rese di 3-5 quintali per ettaro, con investimenti limitati e in terreni leggeri, spesso poco fertili o degradati.
Si distinguono due tipi di coltivazione:
nelle agricolture di sussistenza dei paesi meno avanzati: su terreni marginali, asciutti, con tecniche colturali primitive e conseguenti basse rese (inferiori a 10 q.li per ettaro), le cariossidi sono utilizzate per la produzione di farina per l'alimentazione umana (il bestiame è generalmente alimentato al pascolo o con sottoprodotti) per la preparazione di pane, cuscus, zuppe e polenta e di bevande alcoliche; nelle agricolture progredite dei paesi industrializzati: in condizioni edafiche (cioè riferite al terreno) e climatiche non necessariamente marginali, con l'applicazione di pacchetti tecnologici adeguati, con irrigazione di soccorso eventuale, si attendono rendimenti che si possono avvicinare anche ai 100 quintali di granella per ettaro. La granella è utilizzata per la produzione di amido industriale, di alcool etilico e di mangimi. Il sorgo da foraggio è zuccherino ed è destinato alla alimentazione animale (fresco o conservato) in azienda, al sovescio ed alla produzione di biocarburante.
Coltivazione Il ciclo vegetativo del sorgo varia da 75 giorni (ultra-precoce) a 180 giorni ed oltre (ultra-tardivo). La scelta dell'ibrido va fatta soprattutto tenendo conto del regime pluviometrico e delle caratteristiche del terreno. Nelle regioni temperate, le cultivar o gli ibridi più comunemente coltivati hanno un ciclo da 100 a 120 giorni.
Il sorgo entra nell'avvicendamento come pianta da rinnovo (prima o dopo una sfruttante, ad esempio orzo o grano). La coltura intercalare non è molto diffusa in quanto il sorgo, pianta molto vorace, non lascia fertilità sufficiente alla coltura che segue. Non è infrequente, viceversa, la coltura ripetuta, anche per più anni.
Normalmente, si coltiva in seccagno contando su precipitazioni dell'ordine di durante il ciclo vegetativo. I migliori rendimenti si ottengono da ibridi tardivi con di pioggia ben distribuiti. Esistono poi ibridi e cultivar con spiccata capacità di ricaccio che consentono di duplicare o quasi le rese.
In coltura intensiva, la tecnica è simile a quella del mais; tutte le operazioni sono meccanizzate e si fa uso di sementi selezionate di ibridi e di agrochimici (fertilizzanti, erbicidi e antiparassitari), come per una qualunque coltura destinata al mercato. Nei climi temperati, il sorgo è seminato a partire dalla prima quindicina di maggio, essendo suscettibile ai ritorni di freddo. Il sorgo ha bisogno di un letto di semina ben preparato che assicuri un'emergenza omogenea. Si distribuiscono di seme, con investimenti che vanno da in ambienti asciutti a in zone in cui si può intervenire con l'irrigazione. La distanza di semina ottimale è intorno ai tra le file (e oltre, per facilitare l'esecuzione dei lavori colturali) e ai sulla fila. Il sorgo è capace di valorizzare egregiamente le concimazioni letamiche ed organiche in genere e i residui delle leguminose. La fertilizzazione minerale va calibrata con attenzione, in particolare in coltura asciutta; per un raccolto di si devono anticipare circa di azoto ( di urea) in copertura, di anidride fosforica (PO) e di ossido di potassio (KO)Francesco Ribaudo, Prontuario di Agricoltura – Edagricole Bologna, 1989.Cultivo do Sorgo, Empresa Brasileira de Pesquisa Agropecuária EMBRAPA. .
La raccolta si esegue con mietitrebbiatrice da frumento in settembre-ottobre nei climi temperati, ottenendo produzioni variabili da di granella, nei terreni collinari e asciutti, fino a e oltre nelle migliori condizioni. Steli e foglie rimangono verdi anche a maturazione della granella e possono dunque essere utilizzati come foraggio, opportunamente trinciati, per consumo fresco o insilamento. In alternativa, sono falciati, trinciati ed interrati. La granella si raccoglie al 16-20% di umidità, che va ridotta al 13% in essiccatoio, per la conservazione o la commercializzazioneSigmund Rehm e Gustav Espig, op. cit..
Nei paesi nei quali la produzione è destinata al consumo umano, la coltivazione si attua a diversi gradi di intensità: da parte dei piccoli coltivatori (che sono la maggioranza) principalmente per autoconsumo; e da agricoltori medi e grandi che producono per il mercato interno o regionale. Per i produttori del primo gruppo, l'impiego di fattori produttivi non riguarda che le sementi, conservate dal raccolto precedente, e la manodopera famigliare. I secondi sono invece imprenditori che impiegano pacchetti tecnologici analoghi a quelli descritti in precedenza per la produzione intensiva, basati sull'impiego di fattori produttivi acquisiti sul mercato. All'interno di queste due categorie esiste una casistica molto varia di coltivatori che adottano tecnologie e strategie differenti da paese a paese.