La guerra anglo-olandese per Giava, combattuta nel 1810-1811, contrappose la Gran Bretagna e i Paesi Bassi, allora parte dell'impero di Napoleone: tanto che, a rigore, bisognerebbe parlare di "guerra anglo-francese per Giava". Tale conflitto costituisce l'episodio culminante di un ventennio di guerre coloniali, fra la Gran Bretagna da una parte e, dall'altra, le tre entità che successero nel controllo delle cessate Province Unite (nell'ordine la Repubblica Batava, il Regno d'Olanda ed il Primo Impero francese).
Contesto Dalle Province Unite alla Repubblica Batava Il 20 aprile 1792 l'Assemblea Nazionale Francese, dichiarava guerra ad Austria e Prussia. Con la battaglia di Jemappes, del 6 novembre, venivano occupati ed annessi i Paesi Bassi austriaci. Il 1º febbraio 1793 la Convenzione Nazionale, succeduta all'Assemblea Nazionale, dichiarava guerra anche alla Gran Bretagna ed alle Provincie Unite, a loro unite da una alleanza difensiva. L'8 gennaio 1795 l'armata del generale Pichegru attraversò il fiume Waal gelato e mandava avanti l'olandese Daendels che, il 19, occupava Amsterdam. Nel frattempo i 'comitati rivoluzionari' olandesi avevano dato vita alla seconda rivoluzione batava: presero il controllo di Amsterdam e costrinsero lo statolder Guglielmo V all'esilio, il 18 gennaio.
Lo statolder ordina la consegna delle colonie agli Inglesi Questi si rifugiò in Inghilterra, ove, in odio alla neo-proclamata Repubblica Batava, sottoscrisse delle speciali lettere, ad uso dei comandanti della Royal Navy, indirizzate ai governatori delle varie colonie delle Provincie Unite, contenenti l'ordine di permettere l'ingresso delle truppe inviate da Sua Maestà Britannica e di non offrire resistenza alle navi da guerra britanniche, bensì di considerarle vascelli di una potenza amica. Gli effetti furono travolgenti: la Colonia del Capo si arrese all'ammiraglio Rodney, seguita da Malacca, Ceylon e dalle Molucche; nella primavera del 1796 seguirono Berbice, Demerara ed Essequibo (oggi Guiana britannica). In parte per la superiore forza britannica, in parte per la fedeltà dei governatori e della truppa allo statolder, come dimostrò il triste episodio di una squadra navale di soccorso inviata dalla Repubblica Batava ed affidata al contrammiraglio Lucas: essa venne intercettata alla baia di Saldanha, vicino a Città del Capo, il 17 agosto 1796, e si arresa senza combattere, a causa delle simpatie orangiste della ciurma. Rimanevano in mano bataviana solo la grande base di Giava e le dipendenze nella vicina Sumatra. Tale esito era tutt'altro che imprevedibile: per gran parte della sua storia la Compagnia delle Indie Orientali aveva esercitato sui territori nominalmente soggetti un controllo indiretto: non per nulla si parla, a proposito dell'intero Impero coloniale olandese, di 'impero commerciale', contrapposto all'Impero territoriale' tipico, per il '700, delle esperienze spagnole e britanniche nelle Americhe. Così il controllo olandese su vaste aree come Aceh, Lombok, e Borneo era sempre stato puramente nominale. E lo stesso valeva per i territori soggetti alla Compagnia delle Indie Occidentali che controllava una serie di basi commerciali, più o meno fortificate, dalle Antille, al Suriname alla Guyana alla Costa d'Oro.
A questo quadro faceva eccezione la sola grande base di Giava: stante la sua ricchezza e centralità commerciale, la 'Compagnia' vi aveva costruito un controllo forte. E la grande base, appunto, ancora resisteva.
La bancarotta della 'Compagnia olandese delle Indie orientali' Nel frattempo, erano giunti al pettine i nodi legati alla crisi finanziaria delle due grandi compagnie commerciali che avevano fatto la fortuna delle Province Unite: lungo tutto il '700, mentre i profitti diminuivano, esse avevano continuato a pagare lauti dividendi, giungendo, come inevitabile, al collasso finanziario. Sin dal giugno 1783 gli Stati Generali della Repubblica delle Sette Province Unite avevano nominato una commissione incaricata di indagare il male ed i possibili rimedi, ma ogni decisione era stata interrotta dalla Seconda Rivoluzione batava. Cosicché toccò alla Repubblica Batava assumere le necessarie misure: nel 1796 venne nominato un Comitato per il commercio ed i possedimenti nelle Indie OrientaliIn olandese: Committé tot den Oost-Indische[n] Handel en Bezittingen. di ventotto membri, presieduto dal Wiselius. Il 1º gennaio 1800 esso procedette alla liquidazione della Compagnia Olandese delle Indie Orientali ('VOC'): il debito ed i possedimenti territoriali divennero proprietà diretta dello stato.
Quanto alla Compagnia Olandese delle Indie Occidentali, allorché lo statuto venne a naturale scadenza, nel 1791, esso non venne rinnovato: i possedimenti territoriali divennero proprietà diretta dello Stato e le azioni scambiate con titoli del debito pubblico.
In definitiva, la Repubblica si trovava ad essere diretta proprietaria di un vasto impero coloniale, in gran parte, però, occupato militarmente dalla Royal Navy.
Il lungo conflitto anglo-francese del 1802-1814 Il Trattato di Amiens e la restituzione delle colonie La progressiva estinzione dell'Impero coloniale olandese sembrò avere un termine con la fine della guerra della seconda coalizione, segnata dal Trattato di Amiens del 25 marzo 1802Il Trattato di Amiens seguiva il precedente Trattato di Lunéville, del 1801, che aveva messo fuori dal conflitto le potenze continentali della Seconda coalizione.. La Gran Bretagna riconosceva la Repubblica francese, restituiva prigionieri ed ostaggi, si ritirava dall'Egitto e da MaltaMalta avrebbe dovuto essere resa ai Cavalieri di San Giovanni..
Il trattato presentava notevoli vantaggi per la Repubblica Batava: Esso veniva controfirmato anche dai suoi rappresentanti e dunque, riconosciuta dalla corte di San Giacomo quale legittimo successore delle Provincie Unite. La Casa d'Orange-Nassau veniva indennizzata con un non piccolo lascito: il secolarizzato Vescovato di Fulda, l'abbazia di Corvey, l'Abbazia di Weingarten, le città di Dortmund, Isny e Buchhorn. Lo statolder rientrò nei possedimenti aviti in Germania e moriva a Brunswick nel 1806. Londra restituiva una parte essenziale delle colonie olandesi: la Colonia del Capo, Malacca, le Molucche, Berbice, Demerara ed Essequibo). Erano, invece, definitivamente perdute Ceylon e Trinidad e Tobago. Veniva rimosso il blocco navale britannico e si poteva, dopo molti anni, sperare in una ripresa dei commerci.
La subitanea ripresa del conflitto anglo-francese Tuttavia le speranze durarono lo spazio di soli 14 mesi. E già il 16 maggio 1803 una fregata britannica attaccava un convoglio francese nella Manica. Il primo ministro britannico Addington dava così inizio ad un conflitto che avrebbe avuto termine solo nel 1814, con la caduta di Parigi.
Inizialmente la guerra fu unicamente marittima e, ancora una volta, interessò anzitutto le colonie olandesi: tutte rioccupate, con l'eccezione, ancora una volta, della grande base di Giava e relative dipendenze nella vicina Sumatra.
La creazione del Regno d'Olanda Tuttavia Napoleone non aveva rinunciato alla guerra navale. Anzi, vi investì sempre molto: la sola Repubblica Batava era obbligata a tenere in armi, oltre a soldati, 10 vascelli da guerra e 350 navi da trasporto, in vista di una, sempre rinviata, invasione dell'Inghilterra. Totalmente determinato alla mobilitazione degli stati satelliti per il servizio del Primo Impero francese, Napoleone impose la successione della Repubblica Batava con un nuovo Regno d'Olanda, la cui corona affidò al proprio fratello minore, Luigi BuonaparteA sua volta sposo di Ortensia di Beauharnais, figlia adottiva dell'Imperatore e sorella di Eugenio di Beauharnais, posto, con il titolo di viceré, a capo del Regno Italico.. Il nuovo re giunse all'Aia il 22 giugno 1806.
Le ingenti spese di riarmo imposte da Napoleone Quale primo effetto, le richieste militari salirono ulteriormente a soldati ed una più grande marina da guerra. Tale riarmo tuttavia non era in principio contrario agli interessi del Regno d'Olanda. Anzi, dava seguito ad esigenze segnalate dallo stesso statolder Guglielmo V sin dal 1767 e la cui inderogabilità era stata ben segnalata dal disastro alla Quarta guerra anglo-olandese. Il problema fondamentale, semmai, era rappresentato dalla cronica crisi dei commerci, che riducevano drammaticamente le entrate dello Stato. Anzitutto legata alla perdita delle colonie, essa venne ulteriormente aggravata dall'imposizione, con il "decreto di Berlino" del 1º novembre 1806, del Blocco continentale, poi ottusamente applicato da un piccolo esercito di doganieri.
Invano re Luigi protestava presso il fratello: egli ottenne unicamente di scontentarlo, sino a spingerlo a fargli dare le dimissioni, il 1º luglio 1810. Dopodiché, il 9 luglio seguente, il Regno d'Olanda venne annesso all'Impero franceseL'annessione venne completata il 1º gennaio 1811. Amsterdam venne proclamata la terza città dell'Impero, essendo Parigi la prima e Roma la seconda..
La tentata invasione inglese nel Regno d'Olanda Una grande flotta francese venne concentrata sulla Schelda, appoggiata ai porti di Flessinga ed Anversa, quest'ultimo riattivato ed ulteriormente potenziato, sino a trasformarlo in un possente arsenale navale. Si trattava di "una pistola puntata alla testa dell'Inghilterra". E questa tentò di reagire con una spedizione punitiva, mirata a distruggere il potente apparato navale. La spedizione di Walcheren, dotata di più di 100 vascelli da guerra e da trasporto, soldati e cavalli, al comando di Lord Chatham, non raggiunse mai Anversa e dovette miseramente ripiegare, alla notizia della disfatta austriaca a Wagram.
Il destino di Giava Divergenza di interessi fra Francia e Regno d'Olanda Re Luigi aveva offerto un contributo importante al conflitto, organizzando forse uomini a difesa di Anversa. Il rischio, in fondo, era stato grave anche per il Regno d'Olanda, il cui destino, caduta Anversa, sarebbe stato segnato. Il suo successo testimoniava, se ve ne era bisogno, della popolarità della quale ancora godeva nel regno la guerra alla Gran Bretagna.
Tuttavia, al contrario del paese dominante, il piccolo regno satellite non poteva ignorare del tutto il destino dei residui possedimenti coloniali.
L'importanza della grande base di Giava Sin dal 1806, poco dopo l'accettazione della corona, Luigi si era preoccupato di porre le premesse per una efficace difesa di Giava, inviandovi il più rispettato generale olandese, il Daendels, con il grado di colonnello-generale e, dal 1807, governatore generale delle Indie Orientali Olandesi. Questi giunse a Batavia, oggi ribattezzata Giacarta, solo un anno più tardi, il 5 gennaio 1808, a causa del quasi insormontabile dominio dei mari esercitato dalla Royal Navy. Qui prese il posto del predecessore, Albertus Wiese.
Batavia era stata, dalla fondazione nel 1619 e per quasi due secoli, la maggiore base della Compagnia Olandese delle Indie Orientali e, in pratica, la sua seconda capitale, dopo Amsterdam. Stante la sua ricchezza e centralità commerciale, la Compagnia aveva istituzionalizzato il controllo diretto del territorio e ne controllava le vaste risorse.
Ciò nonostante, la progressione della conquista inglese aveva ormai trasformato Batavia in una sorta di ridotto. Non piccolo però, come aveva dimostrato l'assenza di ogni iniziativa inglese nel corso della guerra del 1781-83.
Daendels governatore di Giava Daendels trovò, quindi, mezzi sufficienti per dare avvio ad un vasto programma di difesa, in vista di un prevedibile attacco britannico. Anzitutto liberò l'intera isola da ogni marginale presenza inglese. Proseguì erigendo ospedali ed acquartieramenti militari, due arsenali a Surabaya e Semarang, un collegio militare a Batavia. Demolì il vecchio castello di Batavia, sostituendolo con un nuovo forte a Meester Cornelis (Jatinegara), ed eresse il Fort Lodewijk a Surabaya.