La Gallia Comata; . o Tres Galliae rappresenta la provincia romana della Gallia celtica transalpina ad esclusione della Gallia Narbonensis. Gallia comata significava la "Gallia capelluta" che, contrapposta alla Gallia togata, la Gallia cisalpina ormai romanizzata, era caratterizzata dalle lunghe chiome dei suoi abitanti, non ancora abituati agli usi e costumi romani.; .
Statuto
A partire dal 50 a.C. la Gallia divenne una provincia romana e si operò per la romanizzazione dei Galli, attraverso anche la costruzione di cittadine, strade e acquedotti.
Amministrativamente, la Gallia fu inizialmente ripartita in quattro province: alla già esistente Gallia Narbonense (trasformata in provincia senatoria dal 22 a.C.) si aggiunse quella Comata o delle Tres Galliae. Le due province galliche, nel 27 a.C., non solo furono per un certo periodo amministrate da un unico governatore, ma anche trasformate in province imperiali sotto il diretto controllo del princeps.. Non sappiamo con esattezza quando Augusto divise la Gallia Comata nelle tre sub-province (Tres Galliae), vale a dire dell'Aquitania, della Gallia lugdunense e della Gallia Belgica. Potrebbe essere avvenuto in una data compresa tra il 27 (primo soggiorno di Augusto in Gallia,. dopo la vittoria su Antonio) e il 16./13 a.C.. (secondo soggiorno).
È possibile che in questo periodo la Gallia Comata, divisa in tre sub-province, fosse governata da un unico governatore centrale (il legatus Augusti pro praetore, con sede a Lugdunum) e da tre praefecti Augusti sottoposti al controllo del governatore centrale delle tres Galliae.
Più tardi, forse subito dopo l'abbandono dei progetti espansionistici di occupazione della Germania Magna (attorno al 17 d.C.), Tiberio potrebbe aver istituito due distretti militari lungo il corso del Reno, le future province di Germania superiore e Germania inferiore.
EVOLUZIONE DELLE PROVINCE TRES GALLIAE prima dellaconquista romana Gallia transalpina (Galli) Germania Magna (Germani) dal 50 a.C. Aquitania Celtica Belgica Germania Magna (Germani) dal 16 a.C. Gallia Aquitania(provincia romana) Gallia Lugdunensis(provincia romana) Gallia Belgica(provincia romana) Germania Magna (Germani) dal 12 a.C.al 7 a.C. Gallia Aquitania Gallia Lugdunensis Gallia Belgica(ampliata con il distr. militare della Germania fino al Weser) dal 7 a.C.al 4 d.C. Gallia Aquitania Gallia Lugdunensis Gallia Belgica Germania(provincia romana fino al Weser) dal 4al 9 d.C. Gallia Aquitania Gallia Lugdunensis Gallia Belgica Germania(provincia romana fino all'Elba) dal 17 d.C. Gallia Aquitania Gallia Lugdunensis Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inf.(distr.militare) Germania sup.(distr.militare) Germania Magna(andata perduta) dall'83 Gallia Aquitania Gallia Lugdunensis Gallia Belgica(di cui facevano parte) Germania inferiore(scorporata) Germania superiore(scorporata) Germania Magna(Germani) con la riformadi Diocleziano Aquitania I Aquitania II Lugdunensis I Lugdunensis II Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani) da Costantino I (324)a Teodosio I (395) Aquitania I Aquitania II Lugdunensis I Lugdunensis II Belgica I Belgica II Germania I Germania II Germania Magna(Germani)
Storia Conquista della Gallia di Cesare (58-50 a.C.)
Una volta divenuto proconsole della Gallia Cisalpina, della Gallia Narbonense e dell'Illyricum, Cesare rivolse il suo interesse alla Gallia celtica e ai suoi popoli, divisi in molteplici fazioni, alcune delle quali erano favorevoli allo stesso popolo romano, e la cui sottomissione presentava, almeno apparentemente, minori difficoltà militari rispetto alla Dacia e ai Daci (sia per l'insidiosità del territorio che per la ritrovata unità del suo popolo). A Cesare serviva solo il pretesto per mettere piede in Gallia.
Quando Cesare entrò con le sue truppe in questa regione, trovò una terra abitata non solo dai Celti, che occupavano la maggior parte del territorio, e dai Belgi (un popolo misto di Celti e Germani che, a partire dal 200 a.C. circa, aveva occupato la zona nord-orientale della Gallia), ma anche da popolazioni probabilmente non indoeuropee come i Liguri e i Reti nella zona sud-orientale e gli Iberi in quella sud-occidentale, giunti dalla vicina Penisola iberica.
Ecco come Cesare, nel celebre incipit del De bello Gallico, descrive la Gallia:
La monarchia, come sistema di potere, resisteva ancora tra i Belgi, mentre era scomparsa da decenni nella Gallia centrale, dove vigeva una struttura aristocratica basata su un sistema clientelare simile a quello romano. I druidi formavano una casta religiosa molto potente e influente, mentre gli aristocratici formavano la classe guerriera, quella dei magistrati e quella di governo. I druidi erano riusciti a creare una specie di confederazione tra le circa 50 tribù esistenti, al cui interno quelle più forti stavano però progressivamente assorbendo le altre. La Gallia, tuttavia, non aveva raggiunto né unità né vera stabilità politica: le tribù erano spesso in guerra tra di loro (senza contare le continue dispute esistenti all'interno della classe guerriera di ogni tribù), creando e disfacendo continuamente alleanze e avvalendosi dell'aiuto di mercenari germanici per combattere i nemici. Tutto ciò permise proprio ai Germani, popoli da tempo in movimento (come testimoniano, per esempio, le migrazioni di Cimbri e Teutoni), di spingersi fino ai fiumi Meno, Reno e Danubio a partire dal 100 a.C. Proprio questa situazione aveva permesso al capo svevo Ariovisto, attorno al 61/60 a.C., di impadronirsi dei territori della moderna Alta Alsazia.
La conquista ebbe inizio nel 58 a.C.. Cesare narrò le proprie imprese nel De bello Gallico, cronaca in cui sono riportati anche i costumi e le usanze delle molteplici tribù galliche che via via incontrò e sconfisse. L'ultimo sussulto della resistenza gallica all'occupazione avvenne nel 52 a.C. quando i Galli si coalizzarono sotto la guida del carismatico capo Vercingetorige, che venne però sconfitto nell'assedio di Alesia, catturato e portato a Roma in catene per sfilare dietro al carro del vincitore ed essere giustiziato.
Provincia romana della Repubblica (50-27 a.C.)
Sottomessa la Gallia Comata, Cesare la trasformò in provincia romana nel 50 a.C.. Poco dopo, il 1º dicembre di quello stesso anno, a Roma si discuteva del termine del mandato del proconsole delle Gallie e Curione, a lui vicino, cercò un nuovo compromesso, proponendo che sia Cesare che Pompeo abbandonassero simultaneamente i loro mandati proconsolari. Il senato approvò la mozione con 370 voti favorevoli e soli 22 contrari, ma ancora una volta si rivelò del tutto inutile di fronte alla fazione anti-cesariana.; .. Cesare allora attraverso due suoi fidati collaboratori, il questore Marco Antonio e Quinto Cassio Longino, fece sapere al senato di essere disposto a rinunciare al comando delle sue legioni, conservandone solo due insieme al governo della Gallia cisalpina e dell'Illirico, fino all'inizio del suo secondo consolato (1 gennaio del 48 a.C.); avrebbe poi accettato la proroga del comando di Pompeo in Spagna. Quest'ultimo, prevedendo che il suo comando avrebbe perso di significato una volta che Cesare fosse diventato console, rifiutò l'accordo e la proposta non venne neppure letta in senato.; ; ; ; .
Nei giorni che seguirono, Pompeo radunò il senato fuori Roma, lodandone il coraggio e la fermezza, e lo informò delle proprie forze militari. Si trattava di un esercito di ben dieci legioni. Il senato riunito propose allora di effettuare nuove leve in tutta Italia; di inviare propretore Fausto Cornelio Silla in Mauritania, anche se la proposta fu osteggiata da Lucio Marcio Filippo; di finanziare Pompeo col denaro del pubblico erario; di dichiarare il re Giuba, alleato e amico del popolo romano, anche se Marcello era contrario.. Furono quindi distribuite le province a cittadini privati,Si trattava di ex-magistrati tornati alla vita privata da almeno cinque anni, secondo quanto era previsto dalla lex Pompeia de provinciis ordinandis, del 52 a.C.. due delle quali erano consolari e il resto pretorie: a Scipione toccò la Siria, a Lucio Domizio Enobarbo la Gallia. Furono esclusi dalla spartizione sia Filippo, sia Lucio Aurelio Cotta, tanto che i loro nomi non furono inseriti nell'urna. Tutto ciò accadde senza che i poteri fossero stati ratificati dal popolo, al contrario si presentarono in pubblico col paludamento e, dopo aver fatto i dovuti sacrifici, i consoli lasciarono la città; vennero quindi disposte leve in tutta Italia; si ordinano armi e denaro dai municipi, anche sottraendolo ai templi.
Cesare, quando ebbe notizia di quello che stava accadendo a Roma, arringò le truppe (adlocutio) dicendo loro che, pur dolendosi delle offese arrecategli in ogni occasione dai suoi nemici, era dispiaciuto che l'ex-genero, Pompeo, fosse stato sviato dall'invidia nei suoi confronti, lui che l'aveva da sempre favorito. Si rammaricò inoltre che il diritto di veto dei tribuni fosse stato soffocato dalle armi. Esorta pertanto i soldati, che per nove anni avevano militato sotto il suo comando, a difenderlo dai suoi nemici, ricordandosi delle tante battaglie vittoriose ottenute in Gallia e Germania.. Fu così che:
Era l'inizio della guerra civile, che durò fino alla morte di Cesare, per poi riaccendersi con una seconda guerra civile, prima tra i cesaricidi e poi tra gli stessi vendicatori del dittatore scomparso, vale a dire tra Ottaviano e Marco Antonio (44-31 a.C.) e che portò alla fine della Repubblica romana.
Con la morte di Cesare (idi di marzo del 44 a.C.), mentre Ottaviano faceva rientro a Roma da Apollonia (maggio), Marco Antonio decise di prendere per sé la Gallia Comata, che era stata assegnata dal dittatore scomparso al console designato, Decimo Bruto..
L'anno successivo si ebbe l'incontro fra i tre maggiori esponenti del partito cesariano, organizzato da Lepido su un'isoletta del fiume Reno, presso l'allora colonia romana di Bononia (odierna Bologna). Esso sanciva un accordo valido per un quinquennio e che ebbe validità istituzionale con la Lex Titia del 27 novembre 43 a.C. Ufficialmente i suoi membri furono conosciuti come Triumviri Rei Publicae Constituendae Consulari Potestate (triumviri per la Costituzione della Repubblica con potere consolare, abbreviato come "III VIR RPC").. Questo accordo portò a spartirsi i territori occidentali della repubblica romana: se ad Ottaviano spettavano l'Africa, la Sardegna e Corsica e la Sicilia, a Marco Emilio Lepido la Spagna e la Gallia Narbonensis, mentre a Marco Antonio la Gallia Comata..
Poco dopo la sconfitta dei cesaricidi a Filippi (42 a.C.), i triumviri decisero di redistribuirsi le province come segue: ad Ottaviano andarono Spagna e Numidia, ad Antonio, Gallia e Africa, mentre Sesto Pompeo, figlio del Magno, si era impossessato della Sardegna e della Sicilia.. Un paio di anni più tardi, nel 40 a.C., Ottaviano si impossessò della Gallia Comata, subito dopo aver rinnovato il patto di alleanza con Antonio a Brindisi.. La nuova divisione vedeva Ottaviano ottenere le province di Spagna, Sardegna, Gallia e Illyricum, mentre Antonio tutto l'Oriente romano (sia in Asia che in Europa, ad est del Mare Ionio), Lepido l'Africa e Sesto Pompeo la Sicilia..
Durante questi ultimi anni repubblicani, nel 38 a.C., Marco Vipsanio Agrippa, che qui si era recato come proconsole delle Tres Galliae dall'anno precedente, represse prima una sollevazione tra gli Aquitani, poi attraversò il Reno per punire le aggressioni delle tribù germaniche e trasferire in territorio romano quella degli Ubii con il loro consenso.. Al suo ritorno rifiutò il trionfo offertogli,. ma accettò il suo primo consolato (37 a.C.). Ottaviano dopo il primo anno di campagne nell'Illirico (35/34 a.C.), decise di recarsi in Gallia per un breve soggiorno, poiché voleva programmare una spedizione in Britannia per emulare il padre adottivo, ma che non mise mai in atto..
Da Augusto a Tiberio (27 a.C. - 16 d.C.)