Sora (, Sòra in dialetto sorano) è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio, situato nella Valle del Liri.
Geografia fisica Territorio Situata a circa 300 m s.l.m. a ridosso dell'Appennino Centrale al confine tra Lazio e Abruzzo, alla confluenza della Valle Roveto con la Valle di Comino al cominciare della Valle del Liri. Il fiume Liri segna per un breve tratto il confine con il limitrofo comune di Isola del Liri.
Clima Classificazione climatica: zona E, 2150 GR/G
Poiché circondata da monti che fanno da barriera alle correnti fredde provenienti da nord e calde che invece giungono da sud, il suo clima rimane mite per buona parte dell'anno con temperature che però in inverno scendono spesso sotto lo zero.Massimiliano Mancini – I Volsci e il loro territorio – Massimiliano Mancini Editore –Piazza Della Libertà n. 2, 03100 Frosinone – ISBN 9788898121083 - pag. 21 e seg.
Origini del nome Il toponimo Sora ha un'origine molto antica ed incerta, sembra derivare da Sorae, oppure da Soranus che in latino significa di Sora, ma il nome, potrebbe avere anche radici indoeuropee e derivare da Sor ossia roccia ed acqua riferendosi a monte San Casto ed al fiume Liri.Luigi Loffredo - Sora - Edizioni Terra Nostra Roma - 1986 pag. 22
Con certezza si sa, infatti, che già Tito Livio cita la conquista di Sora da parte dei Romani tra il 326 ed il 312 a.C. nella Battaglia di LautulaePrima Deca, libro IX, capo XXIV da "Ab Urbe condita Libri CXLII"; Decimo Giunio Giovenale parla di come Sora riusciva ad esaudire i desideri e vizi degli uomininelle "Satire"; Ludovico Ariosto nell'Orlando Furioso fa riferimento al duca di Sora nel Canto XXXVIOrlando Furioso Canto XXXVI, verso 7.
Storia
Antica città volsca, poi occupata dai SannitiTito Livio, Ab Urbe condita libri, X, 1, divenne colonia latina e municipio romano, poi possesso bizantino, longobardo, normanno e angioino.
I primi insediamenti risalgono al Paleolitico medio.
Uno di una certa consistenza è stato localizzato sul monte San Casto e Cassio dove sono stati rinvenuti anche tratti di mura poligonali risalenti al periodo volsco (VI-IV secolo a.C.)AA.VV. Guida alla Città di Sora - 2009 a cura del Comune di Sora.
Poiché le prime notizie storiche risalgono all'epoca in cui la città era abitata dai Volsci, si ritiene che essa sia stata da questi fondata.
Nel 345 a.C. fu conquistata da Roma, che nel 303 a.C. vi inviò 4.000 uomini, a fondazione della colonia romana. Da allora ne condivise la storia fino alla caduta dell'Impero.
Sora ha subito molte occupazioni nel corso dei secoli, da parte dei Longobardi, dei Bizantini, dei Saraceni (breve incursione) e degli Ungari (saccheggio senza occupazione). Nel corso del XII secolo fu teatro della guerra tra i Normanni e il Papa. In seguito alla vittoria dei Normanni entrò a far parte del Regno di Sicilia che poi passò alla dinastia Sveva e successivamente agli Angioini. In questo periodo il re Carlo I d'Angiò trasferì la capitale del regno da Palermo a Napoli.
Sora fu quindi sede di una contea (la Contea di Sora) ed in seguito, dal 1443, del Ducato di Sora; infine, nel 1796, re Ferdinando IV di Napoli (che poi assunse nel 1816, dopo il Congresso di Vienna, il titolo di Ferdinando I delle Due Sicilie) soppresse il Ducato di Sora, provvedendo al versamento del relativo prezzo di acquisto al duca Antonio II Boncompagni.
Sora fu quindi inclusa nell'antica provincia di Terra di Lavoro del Regno delle Due Sicilie nell'ambito del quale fu capoluogo di Distretto e sede di Sottointendenza.
Con il Risorgimento Sora divenne parte dal 1861 del neonato Regno d'Italia, divenendo capoluogo di circondario, sempre nell'ambito territoriale della Terra di Lavoro.
Fu quasi del tutto ricostruita dopo il rovinoso terremoto del 1915.
Nel 1927, nell'ambito di un'ampia revisione amministrativa operata dal regime fascista, che portò alla soppressione dei circondari e all'istituzione di nuove province, Sora fu staccata dalla provincia di Terra di Lavoro e fu assegnata alla neocostituita Provincia di Frosinone, di cui ospita alcune sedi decentrate.
Nel ventunesimo secolo rappresenta un importante centro industriale e commerciale (con cartiere, mobilifici, industrie tessili, svariate attività commerciali, agricole ed artigianali) ed è sede della Fiera di Sora che ospita ogni anno migliaia di visitatori.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Cattedrale di Santa Maria Assunta
In via XI Febbraio, 13, dove in epoca romana si trovava il Forum Aureum, su una base di mura ciclopiche dai massi poligonali, antichi resti italici di un santuario dedicato a un dio eponimo della città, Soranus, probabilmente di origine etrusca (cfr. Monte Soratte, Soriano nel Cimino, Sorano) si eleva la Cattedrale di Sora, «resa veneranda dai fastigi sacri dei Papi e dei porporati, dal dolore dell'avverso destino, dall'ala dei secoli» (Achille Lauri). La cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, è a tre navate, a croce latina, di stile semigotico primitivo. È la cattedrale della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo.
Provata, ma meno delle altre chiese cittadine, dal tremendo terremoto del 13 gennaio 1915, nulla poté dinanzi all'incendio che la distrusse completamente esattamente un anno dopo, la notte tra il 12 e il 13 gennaio 1916: rimasero in piedi solo le mura massicce, di pietra squadrata.
Chiesa di Santa Restituta Vergine e Martire La chiesa si trova nell'omonima piazza lungo Corso Volsci ed è dedicata alla santa protettrice della città. Venne completamente ricostruita, in forme diverse dall'originale, dopo il terremoto del 1915. Della chiesa distrutta mantiene il portale centrale. Sul lato destro della chiesa si trova il campanile con l'orologio che da sempre regola con i suoi rintocchi le attività dei sorani.
Abbazia di San Domenico Abate
Al titolo di "Beata Maria Vergine", nella riconsacrazione del 1104 da parte di papa Pasquale II fu aggiunto quello di San Domenico. L'abbazia ebbe un rapido sviluppo e una ricca vita spirituale e liturgica, come attestano anche alcune rare testimonianze manoscritte, quali il codice Reginense lat. 334 della Biblioteca Vaticana, di cui è stato pubblicato il prezioso libellus precumMariano Dell'Omo, Nel raggio di Montecassino. Il "libellus precum" di S. Domenico di Sora (Vat. Reg. Lat. 334), in "Classica et Beneventana". Essays Presented to Virginia Brown on the Occasion of her 65th Birthday. Edited by F.T. Coulson and A.A. Grotans, Brepols, Turnhout 2008 (Textes et études du Moyen Âge 36), pp.235-291..
Dopo due secoli di vita monastica, con l'intervento di papa Onorio III e di Federico II, nel 1222, fu unita giuridicamente all'abbazia di Casamari, di cui resta ancora la prima figlia. Dopo un lungo periodo di alterne fortune, nel 1833 l'abate commendatario di Casamari, Sergio Micara, vi insediò una vera comunità ristabilendo così la vita monastica. La chiesa dell'abbazia è basilica minore dal 2011. Sito ufficiale dell'Abazia di san Domenico Abate
Chiesa di San Bartolomeo Apostolo
La chiesa, tra le più antiche della città, si trova su Corso Volsci in prossimità del ponte di Napoli. Le strutture murarie presentano elementi architettonici di epoca romanica benché le sue origini siano ancor più remote. A seguito del terremoto del 1915 e dei successivi interventi di riqualificazione urbanistica che interessarono il centro della città nel ventennio fascista, fu accorciata e privata del suo originale fronte di gusto barocco per essere ricostruito secondo gli schemi neoclassici. Il livello pavimentale della chiesa si trova attualmente ad una quota inferiore rispetto al piano stradale che venne rialzato con i riporti delle macerie provocati dal sisma. Al suo interno è presente un pregevole Crocifisso ligneo di scuola michelangiolesca, attribuito allo scultore Tiberio Calcagni.
Chiesa di Santa Maria degli Angeli
Appena fuori dal centro abitato, superato il borgo San Rocco, sulle pendici del monte Sant'Angelo ed in posizione rialzata, è posto il convento dei padri Passionisti nel quale si trova la chiesa di Santa Maria degli Angeli. La costruzione dell'intero impianto fu iniziata alla fine del 1500 e all'inizio del 1600 per volontà del Cardinale Cesare Baronio di Sora. La chiesa ospita un dipinto del 1600 in cui è rappresentato ai piedi della Vergine la città turrita di Sora così come si presentava a quel tempo.
Chiesa di Valfrancesca A circa un km e mezzo dal centro, sull'omonima strada che collega Sora a Balsorano e che si trova nella parte nord della cittadina, sorge la chiesa di Valfrancesca, eretta nel 1679 per opera dei Padri Gesuiti. L'antica chiesa era ovale, quasi rotonda, ed era rivolta verso oriente, cioè verso il fiume Liri. L'interno, in stile Barocco, ospitava l'altare maggiore e due altari laterali dedicati all'Immacolata Concezione e a San Nicola di Bari. Il terremoto del 1915 la distrusse completamente ed il tempio fu ricostruito, non lontano dal vecchio sito, ed inaugurato nel 1932. Sull'altare maggiore ancora oggi si venera l'antica immagine della Madonna, sicuramente databile ad inizio seicento. Per ciò che concerne la statua della Madonna "Grande", una possibile datazione la ritroviamo sul retro del suo capo: 1680, autore Filippo Regoli.Lucio Megio, Romina Rea, Il culto della Madonna e dei Santi nella città di Sora, 2012
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa del Santo Spirito; Chiesa di San Francesco; Chiesa di San Giovanni Battista e San Giuliano; Chiesa di San Silvestro; Chiesa di San Rocco; Chiesa di Sant'Antonio Abate; Chiesa di Santa Giovanna Antida;
Architetture civili Palazzo municipale su Corso Volsci, già Collegio dei Gesuiti, edificato con i blocchi provenienti dal tempio di Serapide, presenta al suo interno, al piano terra, archi in stile gotico-cistercense; Palazzo trecentesco dell’ex Convento dei Minori Conventuali, ristrutturato ed ampliato nel Settecento, attuale sede del museo archeologico e della sezione distaccata del Tribunale di Cassino, situato fra le attuali Piazza Mayer Ross, Piazza Umberto I e via Friuli; Palazzo Annoni, databile al XV secolo con rimaneggiamenti nei secoli successivi, in Vicolo Ospedale. Palazzo Branca, databile al XVIII secolo, in Via Cittadella; Palazzo Vescovile con adiacente seicentesca Loggia delle Benedizioni posta alla sommità di Via XI Febbraio; Palazzo Tuzj, databile al XVII secolo, in via A. Carnevale; Palazzo Tuzj, databile al XVIII secolo, in vicolo Mancinelli; Palazzo Tronconi, in Piazza G. Garibaldi.
Lungo corso Volsci troviamo ad una estremità Piazza Indipendenza su cui si affaccia la cattedrale di Santa Maria Assunta con il suo campanile e il "Torrione" aragonese, poi Piazza Santa Restituta con l'omonima chiesa e più avanti piazza Palestro dove è collocata la statua del cardinale Cesare Baronio, infine, all'estremo opposto, Piazza Esedra delimitata da due palazzi che si aprono a semicerchio verso il prospiciente ponte di Napoli, come ad abbracciare ed accogliere il visitatore.
Architetture militari Castello dei Santi Casto e Cassio
Collocato sulla vetta piramidale naturale del Monte San Casto che domina la città, il castello è posizionato a 500 metri di altezza ed è facilmente raggiungibile a piedi. Dell'antico castello dei Volsci, situato in posizione strategicapoteva essere un punto di osservazione di tutto il circondario, permettendo un efficace controllo visivo di tutta la valle del Liri, gran parte della Valle di Roveto e della Valle di Comino, facilmente difendibile e difficilmente attaccabile, quasi al confine tra la Marsica ed il Lazio, si conservano le massicce mura perimetrali ed alcuni torrioni romani e medievali oltre a molti ruderi accatastati dopo la Rivoluzione Napoletana del 1799. Dapprima dominio volsco, poi romano, longobardo, papale, borbonico, durante il periodo ducale vide le schiere armate dei Cantelmi, dei Della Rovere e dei Boncompagni contro i conquistatori stranieri.
Società