Biografia Figlio del barone Mauro Turrisi di Buonvicino e di donna Rosalia Colonna dei duchi di Cesarò, era fratello di due artiste, la poetessa Giuseppina e la pittrice Annetta. Si dedicò in giovane età alla politica ed alla lotta antiborbonica. Nel contesto della rivoluzione siciliana del 1848 ricevette il primo incarico politico: nel 1849, quando il provvisorio governo rivoluzionario siciliano lo nominò Ministro dell'agricoltura e del commercio, ma alla caduta del governo si ritirò a vita privata.
Nel 1860 ricevette gli onori di Giuseppe Garibaldi, che gli affidò cariche onorifiche e quella di comandante della Guardia nazionale. Nel 1861, fu eletto deputato del Regno d'Italia, carica da cui si dimise nel dicembre 1862.
Nel novembre 1865 venne nominato senatore. Fu poi presidente del Consiglio provinciale di Palermo (1867-1878) e per due volte sindaco di Palermo (1881-1882 e 1886-1887).
Sua è una delle prime testimonianze sull'esistenza della mafia siciliana. Egli, infatti, nel 1864 scrisse un pamphlet, Pubblica sicurezza in Sicilia nel 1864, in cui denunciò l'esistenza di una organizzazione criminale, una "setta" (non utilizzò i termini mafia o mafiosi), che minacciava i proprietari terrieri e i contadini, e che aveva particolari rituali e una struttura molto articolata. Un'organizzazione molto pericolosa, nata a suo dire qualche decennio prima, per l'incapacità della Destra storica di mantenere l'ordine, costringendo proprietari e aristocratici siciliani a ricorrervi. La "setta" andava sconfitta non con il pugno di ferro della Destra, ma con riforme civilizzatrici.
Turrisi Colonna stesso, nel 1863, era stato aggredito da alcuni banditi nei pressi della Noce e dell'Olivuzza, rischiando la vita.
La sua figura, però, risulta piuttosto controversa, in quanto protettore politico di un mafioso, Antonino Giammona, boss dell'Uditore, noto per la sua violenza. Domenico Farini, presidente del Senato, ricorderà come nel 1876 i deputati Morana e La Porta gli avessero confidato che il Turrisi era il «capo della mafia». In occasione dell'inchiesta sulle condizioni della Sicilia svolta nel 1876 da Sidney Sonnino e Leopoldo Franchetti (La Sicilia nel 1876), Turrisi Colonna fu intervistato dai due parlamentari, ma prese le distanze dalle posizioni assunte nel 1864 e quasi negò l'esistenza della mafia.
Onorificenze
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Nicolò Categoria:Sindaci di Palermo Categoria:Personalità della Rivoluzione siciliana del 1848 Categoria:Senatori della IX legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della X legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori dell'XI legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della XII legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della XIII legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della XIV legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della XV legislatura del Regno d'Italia Categoria:Senatori della XVI legislatura del Regno d'Italia Categoria:Grandi ufficiali dell'Ordine della Corona d'Italia Categoria:Cavalieri di gran croce dell'Ordine della Corona d'Italia