Pietralata è il ventunesimo quartiere di Roma, indicato con Q. XXI.
Il toponimo (dal latino prata lata (grandi prati), per la grande estensione della tenuta ivi presente) indica anche la zona urbanistica 5G del Municipio Roma IV di Roma Capitale.
Geografia fisica Territorio Si trova nell'area nord-est della città.
Il quartiere confina: a nord con i quartieri Q. XVI Monte SacroSeparato dal fiume Aniene, nel tratto da via Val Brembana a via Monte Gemma e da quest'ultimo e via Levanna., Q.XXVIII Monte Sacro AltoSeparato da via Nomentana. nel tratto da via Levanna a via Giovanni Zanardini. e Q.XXIX Ponte MammoloSeparato dalla intera via Giovanni Zanardini. a est con il quartiere Q. XXIX Ponte MammoloSeparato da un tratto di viale Kant, tratto di viale Egidio Galbani e dall'intera via Casal de' Pazzi fino a via Tiburtina. a sud con i quartieri Q. XXII CollatinoSeparato da via Tiburtina, nel tratto dal fiume Aniene a via di Portonaccio. e Q. VI TiburtinoSeparato da via Tiburtina. a ovest con il quartiere Q. V NomentanoSeparato dalla Tangenziale Est, nel tratto da via Tiburtina fino all'altezza di via Val Brembana.
Storia Pietralata, o Prata Lata come appare nei documenti più antichi, era un cospicuo latifondo della campagna romana, di 1.600 rubbi, pari a circa 2.150 ettari, che si estendeva fra la via Tiburtina e Nomentana: includendo la valle di Sant'Agnese fuori Porta Nomentana e i colli di Portonaccio, giungendo lungo il fiume Aniene sino al Casal de' Pazzi, comprendeva l'antico castello di Pietralata, che insisteva di fatto sui resti di un'antica villa romanaCav. P.E. Visconti Commissario delle Antichità, Relazione intorno alla Tenuta, già Castello di Pietralata del 31 maggio 1841, ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 41 e 42, ove può leggersi: "Non c'è dubbio, infatti, che già nei primi tempi dell'Impero sorgesse quivi una villa sontuosa ed estesa. Ne porgono irrecusabili testimonianze i molti ruderi sparsi in diversi punti dell'attuale tenuta da me osservati".. Si derivò da questo luogo il nome di una famiglia che ne ebbe il possesso verso la fine del Medioevo; dobbiamo questa notizia a due carte conservate nell'Archivio Lateranense: in essa è menzionato un Orazio di Pietralata, che viveva nel cominciare del XVI secolo (Archivi SS. Lat. Eccl. EXXI.33), nonché un Giovan Battista di Pietralata (stesso archivio EXXIV. 152), vescovo di Sant'Angelo in VadoIbidem, ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 41 e 42.. Ad essi successe dapprima la famiglia Lante e, dopo una cospicua divisione, i Ruberti, il principe Stanislao Poniatowski ed infine la famiglia Mazzetti che, riunendo nuovamente tutte le porzioni del fondo, ottenne dal papa Gregorio XVI l'erezione in Marchesato di Pietralata"Breve Pontificio di SS Gregorio XVI del 28 gennaio 1842, in ASV-Sec. Brev., Reg. 5013 n. 118..
Passata successivamente ai Torlonia, nasce come una delle 12 "borgate ufficiali", realizzate dal Governatorato di Roma per trasferirvi, tra il 1935 e il 1940, gli sfrattati degli "sventramenti edili" operati da Mussolini al centro di Roma, in particolare delle zone intorno al Campidoglio, via del Teatro di Marcello, Fori Imperiali, San Giovanni, Porta Metronia e di viale Castrense.
Attraversa varie fasi ed in particolare negli anni del fascismo con le casette da "sette lire", chiamate così per via del loro costo, costruite in quel periodo prive di bagni, cucine ed acqua corrente.
Il 23 ottobre 1943, in un valloncello tra i campi che fiancheggiano la via Tiburtina, presso il caseificio di Ponte Mammolo, furono trucidati dalle SS nove partigiani del Movimento Comunista d'Italia-Bandiera Rossa, che avevano assaltato la caserma del Forte Tiburtino, al fine di procurarsi viveri, armi, munizioni e medicinali, ed un ciclista estraneo all'azione, fermato sulla via Tiburtina (eccidio di Pietralata). L'episodio si inquadra nell'ambito della Resistenza romana alle truppe di occupazione tedesche (settembre 1943-giugno 1944).
il 3 marzo del 1944 un bombardamento distrusse la fabbrica " Fiorentini " in via della cave di Pietralata, causando la morte di 117 dipendenti.
Nel 1953, vengono sostituite le vecchie casette con abitazioni più moderne. A partire dal 1957, fino al 1964, i vecchi lotti vengono progressivamente sostituiti dai palazzi.
Tutto questo s'intreccia con la profonda identità di borgata degli abitanti che, isolati dal contesto cittadino, trovarono nella Chiesa (San Michele Arcangelo a Pietralata), in particolare con le suore Sacramentine, che contribuiranno con la scolarizzazione, e nel Partito Comunista, con l'organizzazione politica e le lotte per la casa, le principali istituzioni di riferimento.
Quest'ultimo dà anche vita nel 1968 alla "Polisportiva Albarossa" che giocava nel campo sportivo XXV Aprile.
Negli anni cinquanta, fino alla fine degli anni settanta frequenti erano gli allagamenti dovuti alla costruzione del piano stradale al di sotto del livello del vicino fiume Aniene. Successivamente sono stati realizzati lavori che hanno rialzato il piano stradale. L'effetto di queste opere è tuttora visibile; infatti alcuni esercizi commerciali sono al di sotto di via di Pietralata e i primi piani delle case sono divenuti pian terreni.
Gli unici punti di aggregazione erano un solo cinema, il mercato con la sua piazza, la parrocchia e la Casa del Popolo costruita nel 1967.
All'inizio degli anni settanta si combatte ancora contro l'analfabetismo: c'è soltanto una scuola elementare, non esiste una scuola media né tanto meno una scuola superiore, ci sono i doppi turni e molti ragazzi interrompono presto gli studi.
Si accentua la distinzione tra la parte alta di Pietralata e la parte bassa (storica), sia dal punto di vista economico che da quello politico.
La situazione di disagio presente nel quartiere, viene descritta nel romanzo Una vita violenta di Pier Paolo Pasolini, nel romanzo storico La Storia di Elsa Morante e nella raccolta di racconti di Alberto Moravia Racconti romani. Nel 1968 un ulteriore contributo alla conoscenza di Pietralata è portato dal testo Un anno a Pietralata di Albino Bernardini, da cui nascerà uno sceneggiato televisivo di Vittorio De Seta dal titolo Diario di un maestro.
Pietralata è stato uno dei luoghi privilegiati dell'opera cinematografica, letteraria e poetica di Pier Paolo Pasolini, che vi ha abitato insieme alla madre, Susanna, negli anni '50.
Fino al 1961 la borgata di Pietralata insisteva sul suburbio S. II Nomentano, quando venne promossa a ventunesimo quartiere Q. XXI.
Pietralata ha mutato il suo aspetto solo sul finire degli anni settanta quando la Giunta Luigi Petroselli ha iniziato a fare interventi sul territorio, ad esempio il già citato rialzo stradale di via di Pietralata nel dicembre del 1979.
Nel 1990 verrà inaugurata, nel quartiere, la stazione della linea B della metropolitana Pietralata ed in seguito l'Ospedale Sandro Pertini.
Nel 1998, recuperando i fondi rubati per la costruzione della metropolitana, la giunta dell'allora sindaco di Roma Francesco Rutelli promosse la costruzione di una piazza dove prima c'era una discarica di rottamazione, chiamata in un primo momento piazza Risarcimento e in seguito alle proteste degli abitanti del quartiere, che la volevano intitolata a Pier Paolo Pasolini, venne chiamata largo di Pietralata.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture civili STUDIOS, ex Stabilimenti De Paolis, su via Tiburtina. La struttura è stata confiscata alla mafia negli anni novanta. Borghetto di Vigna Mangani, sito su via di Vigna Mangani. La famiglia Mangani, da cui prende il nome il borghetto, aveva una vigna in questa zona nel XIX secolo, in seguito questa famiglia gestì anche una trattoria in questa zona. Negli anni dieci del Novecento cominciò a formarsi un piccolo centro abitato, che nel 1948 prese il nome di Borghetto di Vigna Mangani. Il comune di Roma nello stesso anno istituì anche una via ed un vicolo col nome di Vigna Mangani che si trovano sempre in questa zona. Nel Borghetto si trova anche una chiesa, sconsacrata alla fine del secolo scorso, dedicata a Santa Maria danneggiata da un incendio nel 2012. In zona, sul lato della Batteria Nomentana c'era, fino agli anni ottanta del Novecento un passaggio a livello, sostituito da un enorme cavalcaferrovia esclusivamente pedonale, che garantisce il transito da e verso via Nomentana.
Architetture religiose
Chiesa di San Michele Arcangelo a Pietralata, su largo Geltrude Comensoli. Chiesa di Sant'Atanasio a Via Tiburtina, su via Achille Benedetti. Chiesa di San Romano martire, su largo Antonio Beltramelli. Chiesa di San Fedele da Sigmaringa, su via Mesula. Cappella della Madonna delle Grazie, su via di Vigna Mangani. Luogo sussidiario di culto della parrocchia di San Fedele da Sigmaringa. Chiesa di San Vincenzo Pallotti, su via Matteo Tondi dal 1993. Parrocchia eretta il 1º gennaio 1978 con il decreto del cardinale vicario Ugo Poletti "Succrescente in dies". Il territorio è stato desunto da quello delle parrocchie di Santa Maria del Soccorso e di San Michele Arcangelo a Pietralata.
Architetture militari Forte Pietralata, su via del Forte di Pietralata. Forte del XIX secolo. Sede dei Granatieri di Sardegna.
Siti archeologici
Tratto non interrato dell'acquedotto Aqua Virgo. Casale e torre di Pietralata. Castello di Pietralata. Due grandi vasche monumentali, un piccolo edificio di culto probabilmente dedicato a Ercole e due tombe di età repubblicana
Aree naturali Riserva naturale Valle dell'Aniene, lungo il fiume Aniene.
Cultura Scuole Istituto comprensivo Giorgio Perlasca articolato in cinque sedi: Scuola secondaria 1º grado di via Fabiani (ex SMS Pasquale Villari comprende anche lo stabile con entrata da via Barelli); Scuola primaria di via Gemmellaro (ex sede succursale della scuola statale materna ed elementare Vittorio Veneto); Scuola primaria e secondaria di 1º grado - piazza Sacco (ex sede della scuola materna ed elementare M. Boschetti Alberti); Scuola primaria - via Pomona. Istituto Tecnico Industriale di Stato John von Neumann (ex Antonio Meucci
Cinema Nel quartiere sono state girate diverse scene di film. L'onorevole Angelina, di Luigi Zampa (1947), con Anna Magnani La celebre scena del film Un giorno in pretura di Steno (1953) in cui Alberto Sordi, nei panni di Nando Mericoni, fa il bagno nudo in una “marana” (in realtà il fiume Aniene). La sequenza è stata girata alla fine di via di Pietralata, all’altezza di via Val Brembana Alcune scene del film Il tetto (1956) di Vittorio De Sica, girate all'altezza del borghetto di Vigna Mangani Una scena del film Le notti di Cabiria (1957) di Federico Fellini, dove si vede il Cinema Lux di via di Pietralata (oggi non più esistente, al suo posto vi è la fermata Pietralata della Metro B) La scena di Ladro lui, ladra lei di Luigi Zampa (1958) in cui Alberto Sordi, che interpreta il personaggio del ladruncolo romano Cencio, per ingannare un brigadiere che lo sta pedinando finge di abitare nel palazzo davanti a cui si trovava a passare in quel momento. Il portone nei pressi del quale Cencio e il brigadiere si fermano a discutere è il civico n. 8 di via Camesena, accanto alla stazione Tiburtina Il cortometraggio documentario Autoritratto di Raffaele Andreassi (1958), dedicato al pittore Amedeo Ruggiero e ambientato tra i campi e le strade di Pietralata, dove Ruggiero aveva vissuto in gioventù Alcune scene del film Il gobbo (1960) di Carlo Lizzani con Pier Paolo Pasolini Una vita violenta, di Paolo Heusch e Brunello Rondi (1962), con Franco Citti, dal romanzo omonimo di Pier Paolo Pasolini Il cortometraggio documentario Imitazione della dignità di Sergio Tau (1964), interamente girato al borghetto di Vigna Mangani Alcune scene del film Roma violenta (1975) di Marino Girolami con Maurizio Merli Alcune scene del film Roma a mano armata (1976) di Umberto Lenzi con Maurizio Merli Alcune scene del film Il trucido e lo sbirro (1976) di Umberto Lenzi con Tomas Milian