La salamandrina dagli occhiali settentrionale (Salamandrina perspicillata ), detta anche salamandrina di Savi, è un anfibio caudato della famiglia Salamandridae, molto simile alla Salamandrina terdigitata, dalla quale è stata separata nel 2005 in base a studi genetici.

Descrizione Testa piuttosto lunga ed occhi sporgenti, coda più lunga della testa e del corpo, parti superiori brunastre o nerastre con macchia più o meno triangolare sul capo gialla o vermiglia, ventre pallido con macchie scure, gola nera e parti inferiori delle zampe e della coda degli adulti rosso brillante. Gli adulti misurano dai 7 agli 11 cm di lunghezza, coda compresa. Il carattere distintivo rispetto agli altri urodeli europei è la presenza di quattro dita sulle zampe (anziché 5).D'Antoni S., Dupré E., La Posta S., Verucci P., 2003. Fauna italiana inclusa nella Direttiva Habitat, Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, Direzione per la Protezione della Natura:436 pp.

Distribuzione ed habitat

È endemica dell'Italia a nord del fiume Volturno, ed è più frequente sul versante tirrenico. A nord è diffusa fino in Liguria. Frequenta principalmente zone montuose e collinari degli Appennini, solitamente tra i 200 m e i 900 m di altitudine. Intorno alle sorgenti, a sud del fiume Volturno e sui monti Aurunci nel Lazio meridionale, è sostituita da un altro endemismo: la Salamandrina terdigitata. Questi due sono gli unici esempi di vertebrati la cui intera specie vive esclusivamente entro i confini dello stato italiano.

L'habitat preferito: aree forestali con abbondante sottobosco. Si tratta di una specie igrofila che frequenta vallate fresche, collinari e pedemontane, solcate da ruscelli privi di ittiofauna predatrice.

Conservazione È considerata specie di elevato interesse conservazionistico e biogeografico ed è tutelata sia da norme europee (Direttiva 92/43/CEE - Direttiva Habitat), sia dalla legge italiana (D.P.R. n. 357/1997Decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357 Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. (GU n.248 del 23-10-1997 - Suppl. Ordinario n. 219)).

Nonostante la protezione formale, questo anfibio risulta essere minacciato da una gestione non corretta degli habitat naturali (alterazione degli ecosistemi forestali, estese ceduazioni lungo impluvi e vallecole, captazioni senza rilascio del minimo deflusso vitale, rilascio di ittiofauna per scopi alieutici, ecc.).

Note

Bibliografia

Voci correlate Anfibi in Italia

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