Lorologio da polso è un orologio di piccole dimensioni dotato di un cinturino per poter essere indossato al polso.

Questi orologi sono, a volte, oggetti di grande valore, in quanto includono metalli e pietre preziose.

Storia

I primi orologi da polso assemblati su commissione

C'è incertezza su chi sia stato l'inventore dell'orologio da polso. Una delle prime testimonianze fu un orologio gioiello realizzato da Abraham-Louis Breguet per Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone e Regina consorte del Regno di Napoli, datato inizio 1812. Entro il primo decennio del XIX secolo erano diverse le case orologiere già in attività, come Blancpain (fondata nel 1735), Vacheron Constantin (all'epoca solo Vacheron, fondata nel 1755 a Ginevra), Breguet (Parigi, 1775), Girard-Perregaux (1791) ed altre oggi scomparse, come Cortébert, del 1790.

Secondo altri fu opera di Patek Philippe alla fine del XIX secolo: per costoro, infatti, l'invenzione del primo orologio da polso si ritiene che possa risalire al 1868 (o almeno tradizionalmente viene fatta risalire a questa data): fu concepito per la contessa ungherese Koscowicz. Sia nel caso di Patek, sia nel caso di Breguet, l'orologio da polso era un vezzo prettamente femminile. Tra gli uomini era comunemente usato l'orologio da tasca. L'esempio di Patek Philippe, e prima ancora di Breguet, tuttavia, si limitava alla realizzazione di pezzi rari ed estremamente pregiati, realizzati esclusivamente su commissione e in pochissimi (se non addirittura unici) esemplari.

Nel 1904 l'aviatore brasiliano Alberto Santos-Dumont, avendo difficoltà a leggere l'ora a bordo dell'aereo di sua fabbricazione, chiese al suo amico Louis Cartier un orologio più pratico. Cartier gli diede un orologio da polso con cinturino in cuoio di cui Dumont non fece più a meno. Quando Cartier divenne popolare a Parigi, iniziò così a vendere questi orologi anche alla clientela maschile. Si narra però che fu una nutrice la prima a legare un orologio da tasca con lacci al proprio polso realizzando in proprio tale novità. Tra i grandi ideatori dell'orologeria da polso deve essere citato Cartier, assieme ad altre aziende, come Vacheron Constantin, che attorno al 1910-1911 aveva realizzato segnatempo da polso con casse di forma. Considerando le esperienze di Vacheron e Cartier, dunque, è riscontrabile come siano sorti orologi da polso con casse di forma prima di quelli, oggi più usuali, rotondi. Sulla stessa strada si pone Tissot, altra azienda tra le pioniere dell'orologeria da polso, la quale ne realizzò uno a seguito di un restauro di una cassa in oro di forma rettangolare non ritirata da un cliente.

La maggioranza degli orologi da polso presentava uno scappamento ad ancora svizzera, tuttavia diverse aziende iniziarono a realizzare orologi più economici con scappamento Roskopf, come Oris o Mortima.

L'esperienza della prima guerra mondiale In epoca di prima guerra mondiale gli ufficiali di tutti gli eserciti constatarono che durante una battaglia era più comodo dare uno sguardo al polso piuttosto che estrarre l'orologio dalla tasca. Bisogna ricordare che gli uomini schierati in prima linea, provenivano dalle classi sociali meno abbienti e non potevano permettersi orologi personali, indispensabili per sincronizzare l'artiglieria e la fanteria durante gli attacchi. Il rapido aumento delle perdite di soldati durante il combattimento portò i capi di stato maggiore a decidere di fornire a tutto l'esercito degli orologi da polso comodi, precisi, affidabili con caratteristiche che permettessero la lettura immediata dell'ora, munendoli di lancette più grandi e rendendo gli indici luminescenti per la visione notturna. Di fondamentale importanza fu la produzione su scala industriale di questi orologi, per distribuirli più velocemente e renderli più economici. Al termine della guerra gli orologi rimasero agli ufficiali europei ed americani, favorendo la diffusione di questo oggetto nelle culture occidentali. Ancora oggi gli appassionati del genere militare cercano pezzi particolari prodotti in quegli anni dai diversi marchi d'orologeria. Girard-Perregaux produsse un orologio con una grata sul vetro per protezione proprio per uso militare. Diverse case, durante il conflitto, avevano tentato un rudimentale approccio al mondo dell'orologeria da polso, realizzando cinturini in pelle abbastanza grandi da contenere la cassa degli orologi da tasca, oppure applicando alle casse di questi ultimi delle anse posticce. Nell'esercito statunitense si diffusero i "trench watches", cioè orologi che presentavano una gabbia metallica che copriva il vetro e che aveva il compito di evitarne la rottura: sono tra i primi orologi resistenti all'acqua.

Il primo dopoguerra: la produzione industriale in serie e le prime complicazioni da polso Le innovazioni orologiere dapprima adottate in campo militare o sportivo iniziano ad essere apprezzate anche dalla clientela civile: è il caso, ad esempio, di una delle prime complicazioni adottate nell'orologeria da polso, quella del cronografo, nato tra il 1913 e il 1914 da diverse aziende, quali Longines, Heuer, Omega; Eberhard e Breitling, aziende già impegnate nella dotazione dei propri sistemi di cronometraggio per vari eserciti e differenti manifestazioni sportive. Breitling, inoltre, ebbe anche il merito di essere una delle prime case a proporre un cronografo dotato di due pulsanti separati per l'azionamento e il reset della funzione cronografica. I primi cronografi non sono altro che orologi da tasca riadattati con l'aggiunta di anse posticce, ma nel corso degli anni le case realizzano movimenti adatti a essere incassati in segnatempo fatti per essere indossati al polso. Già negli anni venti anche il cronografo si arricchisce di ulteriori complicazioni, come la funzione rattrapante. Fu Patek Philippe una delle prime aziende a integrare la funzione rattrapante sui propri crono (attorno al 1922, su piccolissime produzioni), mentre Longines fu pioniera nella creazione di un flyback (detto anche "retour en vol": grazie ad una modifica del movimento cronografico Longines 13.33Z), che consentiva, premendo un solo pulsante, di resettare e contestualmente far ripartire il cronografo.

Il successo del primo orologio da polso realizzato da Cartier convinse la stessa Maison a crearne altri: fu così che nel 1917 debuttò la collezione Tank, così chiamata perché ispirata all'estetica di alcuni carri armati Renault dell'epoca. Nello stesso periodo (tra il 1916 e il 1917) anche Tissot si affermò nella produzione di orologi da polso, realizzando il Prince, ribattezzato presto "banana watch" per via della sua cassa che segue l'andamento del polso. Si dice che Tissot entrò in possesso di quella casa d'oro curva da un ricco signore russo, che aveva commissionato a Tissot il suo restauro. Non più reclamata, a seguito della rivoluzione d'ottobre in Russia, venne utilizzata dalla maison di Le Locle come base per creare una linea di orologi. Già dopo la prima guerra mondiale sono molte le aziende che iniziano a produrre orologi da polso. Negli anni Venti vengono anche proposti i primi orologi da polso con casse di forma particolare, seguendo le mode dell'Art déco.

Un importante stimolo allo sviluppo dell'orologeria da polso è stato portato certamente anche dall'inizio della motorizzazione privata: la necessità, per il pilota, di consultare l'orologio senza doverlo togliere dal taschino, venne accolta da numerose aziende, le quali si sbizzarrirono nella realizzazione di modelli con casse dalle forme piuttosto peculiari, adatte a favorire la leggibilità dell'orologio senza dover staccare le mani dal volante. Troviamo esempi in tal senso nel Vacheron Constantin Americaine 1921, nel Cartier Cloche, in diversi Patek Philippe, nei Gruen, in Jaeger-LeCoultre, eccetera.Al 1925 l'orologio da tasca pesava ancora per circa due terzi dell'esportazione svizzera, mentre nel 1930 si arriva all'equiparazione tra le vendite di orologi da polso e da tasca (il 1929 è l'ultimo anno in cui le vendite delle cosiddette "cipolle" prevalgono sui segnatempo da polso). Nel 1934, infine, l'orologeria da polso conquista il 65% delle esportazioni del commercio orologiero elvetico: da quel momento in poi gli orologi da tasca ridussero sempre più le proprie vendite, diventando pian piano desueti, o utilizzati solo in contesti specifici. Si diffondono anche le prime complicazioni sui segnatempo da polso, come il calendario perpetuo, il cronografo, la ripetizione minuti, le ore del mondo: esse sono solo alcune delle complicazioni più raffinate e ricercate di sempre. Contestualmente molte aziende si specializzano anche nella realizzazione di queste complicazioni, che tuttavia, almeno fino agli anni Cinquanta circa, vengono realizzate praticamente solo su commissione. Ad esempio Audemars Piguet si specializza nella realizzazione di orologi con ripetizione minuti, Patek Philippe in calendari perpetui, Vacheron Constantin fu una delle prime aziende a proporre la complicazione delle ore del mondo, Omega, Heuer, Breitling e Longines si sono dimostrate all'avanguardia nella realizzazione di cronografi, e così via.

Nel corso dei decenni l'orologeria da polso si sviluppa in forme e tipologie: alcuni esempi prestigiosi si hanno negli anni trenta con il Patek Philippe Calatrava e il Jaeger-LeCoultre Reverso, con quest'ultimo (realizzato ancora oggi) che proponeva un sistema brevettato di rotazione della cassa per proteggere il vetro da eventuali impatti. La richiesta provenne da una società indiana di polo nella quale i propri soci lamentavano frequenti rotture del vetro a causa dell'impatto della palla.Tra gli anni Venti e Trenta diverse aziende lavorarono sulla miniaturizzazione dei movimenti, al fine di creare, secondo la moda dell'epoca, orologi "da cocktail" (o "da gala") particolarmente in voga tra le donne in quegli anni. Questo sforzo ha prodotto diversi movimenti assai interessanti (come il Movado Polyplan o l'FHF 59). L'estremizzazione del concetto di miniaturizzazione su ha con il calibro Jaeger-LeCoultre 101, il movimento meccanico più piccolo mai realizzato. La realizzazione dei cosiddetti "cocktail watch" è andata avanti fino circa ai primi anni Settanta, per poi essere progressivamente caduta in disuso.

Anni Trenta

Nasce l'orologio automatico Negli anni trenta le case iniziarono a concepire un sistema di ricarica automatica che non comportasse la necessità dell'utilizzatore di caricare manualmente ogni giorno il proprio segnatempo. Fu così che si ebbero diverse idee, alcune anche piuttosto ingegnose. Una delle più particolari fu quella adottata da Wyler (poi Wyler Vetta), la quale pensò di azionare il meccanismo ricaricandolo tramite il movimento del polso dell'utilizzatore non grazie ad una massa oscillante, ma tramite una cassa che colpiva il fondello e, durante il contatto, azionava un pignone che dava energia al movimento.

La maggior parte delle aziende tuttavia utilizzarono svilupparono movimenti automatici in cui la massa oscillante si muoveva grazie a due martelletti respingenti, che erano delle piccole molle, le quali facevano rimbalzare il rotore che, pertanto, non era libero, ma aveva una fine corsa in prossimità dei due bumper. Questo tipo di ricarica, con rotazione della massa di circa duecento gradi, è stata ideata dall'orologiaio John Harwood nel 1924, motivo per cui prende anche il nome di "ricarica Harwood". Fu all'inizio degli anni Trenta che questo sistema di carica prese piede diffusamente, dapprima applicato ad un movimento di fornitura Adolf Schild e poi adottato da tantissime aziende.